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Tutti gli articoli con tag ballarò

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Gli eredi del Pci, una generazione di vincenti: Occhetto ha perso le elezioni, Veltroni ha perso le elezioni, Bersani non tocca palla. Sfigati e portatori di sfiga. Menagramsci

La grande finanza ha massacrato l’economia reale, Wall Street ha azzoppato Main Street e poi ha mentito, provando a mascherare gli enormi buchi. Quante palle hanno raccontato questi magnati della carta straccia. Ball Street

I canali all news italiani hanno l’abitudine di intervistare i politici già alla mattina presto nelle varie rubriche “un caffè con…” e similari. E sono tanti i peones disposti a far la levataccia pur di apparire in tv. Anche di fronte a una tazza di caffè al bar. Mezza sega(fredo)

Poi ci sono le trasmissioni tv che generano i personaggi. La Polverini e la Brambilla, ad esempio, sono creature di Giovanni Floris (che esclamò a suo tempo: “Sii puoooò faaareeeeee”). Ora il debuttante Corrado Formigli è proprio dispiaciuto per non aver creato lui una come la Brambilla. Pazza-pulita

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Roberto Formigoni: il furbotto. Voto 4- Il governatore della Lombardia spiega a Ballarò che la crisi è mondiale, che l’Italia ha vissuto al di sopra dei suoi mezzi, che ora la festa è finita ed è ora dell’austerità. Poi difende governo e premier. Ci fa o ci è?

Umberto Bossi: il furbone. Voto 4- Il Senatur dà gli ordini al Cavaliere su Bankitalia: “Berlusconi si decida a far votare Grilli, il milanese”. Per il leader della Lega non ci sono alternative. Premier o caporale di giornata? B&B, il gatto e la volpe.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La Difesa Usa, dopo 10 anni, fa suo Bin Laden. Quella italiana, nella persona del ministro La Russa, deve ancora scoprire chi è Lukashenko. L’altra sera a Ballarò il buon Ignazio sembrava essersi fatto un bicchierino. Situation rum

Pare che Simona Ventura abbia fiutato l’occasione televisiva del secolo e abbia contattato la figlia 12enne di Osama. Lo scopo? Reclutarla per un sensazionale reality. L’Islam dei famosi

Giovanni Brusca dice che la mafia interloquiva sia con la morente Prima repubblica sia con la nascente Seconda. Insomma, era tutto un magna magna. Il pentito parla al processo di Firenze e dopo toccherà ai Graviano: siamo solo all’antipasto. Giovanni bruschetta

Il ministro Meloni si scaglia sempre contro la casta, ma poi (così sembra) prende un volo di Stato per andare a fare campagna elettorale in Calabria. E c’è qualcuno che ancora abbocca alle chiacchiere… Vieni avanti, Crotone

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: villa … no. Voto 4-. Il premier sbugiardato dal direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli a Ballarò: “Conosco il proprietario di quella villa che è la più bella di Lampedusa e so per certo che non è stata acquistata da Berlusconi, è una bugia”. Non è la prima, non sarà l’ultima.

Walter Veltroni: valteri … no. Voto 5-. L’ex Pci-Pds-Ds-Pd: “ Siamo al termine di un ciclo politico il cui sbocco non e’ necessariamente rappresentato dalle elezioni’ anticipate. Ora c’e’ da ‘chiedersi quanto possiamo andare avanti”. Uolter dixit. Guai in vista. Per Berlusconi? No, per il Pd!

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La batosta è stata alquanto clamorosa, eppure Fini non si dimette da presidente della Camera. Nulla da fare, non si scolla dalla poltrona. La disfAttak

Dall’altra parte, sono state spesso surreali le parole del Cav negli ultimi due giorni. E’ come se fosse giunto sulla Terra poco tempo fa, come se non avesse governato per otto degli ultimi dieci anni. Una specie di extraterrestre. Mah! Mistero B-Ufo

I peones hanno goduto di fama inattesa in queste ore. Folgorati sulla via di Damasco o protagonisti di un prossimo magna magna? Il pasto al sole

A Ballarò ci si interrogava sul berlusconismo, sulla sua eredità mediatica, propagandistica, culturale, etica, esistenziale. La politica dell’immagine sparirà con lui o sopravviverà? Ai poster l’ardua sentenza

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Ore 12 - Pd sotto il 25%: partito dei "rottamatori" o partito "rottamato"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPiù Bersani cerca di ridare credibilità e forza al suo partito e più riceve secchiate d’acqua gelata, da ko.

Il responso dei sondaggi (in questo caso Ipsos per Ballarò) è impietoso e taglia le gambe ad ogni illusione: il Partito democratico non decolla e anzi scende addirittura sotto il 25%, per la precisione un misero e allarmante 24,2%.

Da tutto il “casino” del premier, del governo e della maggioranza, il risultato è un mare di indecisi: oggi il 40%! Ma in questa situazione di debacle della destra, il Pd non guadagna nulla. Perché?

Forse è vero che la sinistra (Vendola, Grillo, ex comunisti, socialisti, radicali ecc.) sta cannibalizzando il Pd, “costretto” pertanto a riposizionarsi al centro.

Di fatto, il partito di Bersani non può o non vuole passare il Rubicone: non ha il coraggio di essere davvero il soggetto moderno e riformatore del centrosinistra, perché ossessionato da quei consensi che alla sua sinistra si frammentano e non si ampliano.

Invece di pescare nel mare degli elettori in fuga da Berlusconi, la sinistra è impegnata a rubarrsi voti l’un l’altro. E’ un film già visto. La coperta è corta, se la tiri troppo da una parte si scopre l’altra.

Nel frattempo i “giovani rottamatori” Renzi, Civati, Serracchiani preparano la ghigliottina per i vari D’Alema, Bersani, Marini, Veltroni e compagnia cantante. Cambiare tutto per non cambiare niente.

A dimostrazione che le idee non fioriscono a seconda della data di nascita e che l’autolesionismo è davvero l’unica arte del partito dall’amalgama non riuscita. Amen.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Fecondazione assistita: il Cav si è ormai schierato su posizioni oltranziste pro-life. Anche per fare un dispetto al laico Fini. La Chiesa plaude e benedice il difensore della vita, mentre chiude un occhio su certe sue amicizie molto ingombranti. Marcello Dell’utero

Ieri primo passo verso la fondazione di Futuro e libertà. Il nuovo soggetto politico avrà la sede legale a Santa Lucia e quella operativa a Montecarlo. E’ (cog)nato un partito

Bersani si rifà a Collodi: “Berlusconi è bugiardo come Pinocchio. Mastro Geppetto (ossia Romani) costruirà in legno il ministero dello Sviluppo, ma non ci troverà più niente perché il ministero è stato fatto a pezzi”. Vabbé, a parte la sconnessione verbale del segretario Pd, ormai al Cav non frega più nulla di Pinocchio o Geppetto. Lui pensa alla crisi lampo e al voto per sbarazzarsi di Fini. La fata Bocchina

A Ballarò si scopre che il porto di Trieste si fa fregare lo stoccaggio e lo smistamento delle banane ecuadoregne da un porto sloveno distante 15 chilometri. E’ un paradosso che la Repubblica delle banane non attragga nemmeno le banane. Cosa dice in merito il re delle banane che governa la Repubblica delle banane? Il (ba)nano

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ora ci mancano solo i gruppi separati dei veltroniani in Parlamento. Manco se Bersani fosse Berlusconi e il Pd fosse un partito autoritario che non lascia spazio al dissenso. Il Pd non solo non è un partito autoritario, ma non è neanche un partito. Veltroni non doveva lasciare i palazzi della politica e andare in Africa? Casta D’Avorio

Scontro tra il vertice di RaiTre e il dg Masi sull’avvio di Ballarò e sulla linea di condotta dei talk show. Non abbiamo nemmeno iniziato e già volano gli stracci. Ruffini e ruffiani

Feltri ieri: “Fidarsi dei finiani è come giocare alla roulette”. Ci sono alcuni che a quel tavolo da gioco non vogliono nemmeno sedersi perché hanno tutto da perdere. Roulette (La) Russa

Il gruppo di ‘Responsabilità nazionale’ sembra essersi sciolto come neve al sole, altro che 20 deputati! E se il 28 settembre ci fosse un passaggio letale per il governo? Colpo alla nuca-ra

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Dopo le pressioni su Santoro, ora l’obiettivo del centrodestra è il mansueto Floris: Berlusconi chiama in diretta a Ballarò e strepita, Tremonti dileggia il giornalista per i suoi compensi e Calderoli chiede una revisione degli stipendi Rai, sennò “va ridiscusso il canone”. Della Dandini sappiamo ogni cosa e anche la Gabanelli non se la passa molto bene. Solo uno va avanti senza timori. La Vespa Teresa

Show e battute a go go del premier durante il ricevimento al Quirinale per il 2 giugno. Grandi sorrisi pure nel corso della parata ai Fori imperiali. Il capo del governo era di buon umore: la festa della Repubblica gli fa quasi l’effetto corroborante di un festino vecchia maniera (ossia con donnine) a Villa Certosa. Patata militare

Israele, criticato da tutti, critica tutti. Il governo di Tel Aviv sa che la comunità internazionale non prenderà mai provvedimenti seri nei confronti delle sue scelte politiche più dure. Infatti l’Onu vota per un’inchiesta internazionale, ma gli Usa dicono no (e la solita Italietta si accoda a Washington). Chi mi Hamas, mi segua

Cricca e appalti: lo spallone Zampolini chiama in causa anche Di Pietro e parla delle pressioni dell’ex ministro delle Infrastrutture nei confronti di Balducci per essere introdotto in ambienti vaticani. Poi lo stesso leader dell’Italia dei valori avrebbe preso in affitto due case da Propaganda Fide. Soglio…Di Pietro

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Vada a farsi fottere. D'Alema sbotta in diretta tv a Ballarò. Video

pubblicato da Luca Landoni


Ieri a Ballarò nervi scoperti tra Massimo D’Alema, eminenza grigia del Pd e il giornalista Alessandro Sallusti del Giornale. Argomento del dibattere una volta di più era il caso Scajola e i privilegi dei politici, ma Sallusti ha contrattaccato ricordando a D’Alema lo scandalo Affittopoli negli anni 90.

All’epoca l’ex-leader del Pci abitava in un appartamento a prezzi calmierati, che era stato costretto a lasciare in seguito a una campagna di indignazione popolare per la quale (giustamente) i politici non potevano usufruire di vantaggi legati all’equo canone destinati ai ceti meno abbienti. Va comunque sottolineato che D’Alema, pur non avendo brillato all’epoca per specchiatezza, non aveva comunque commesso nulla di illegale.

Di fatto comunque l’irritazione nel Lider Maximo deve essere stata pressoché incontenibile per apostrofare il giornalista con un “vada a farsi fottere”, seguito da un “la pagano per questo” e “le manderanno delle donnine”; cui Sallusti ha risposto ricordando le medesime donne di facili costumi inviate in giro in Puglia a esponenti del centrosinistra. Vecchie storie del Sistema Romeo.

Buona visione.