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Tutti gli articoli con tag bamboccioni

Ore 12 - Giovani e lavoro: bamboccioni? No, più infortuni e stress

pubblicato da Massimo Falcioni

altroBamboccioni, bighelloni, scansafatiche, superficiali e chi più ne ha ne metta. Sono questi alcuni “complimenti” riferiti ai giovani, in particolare quelli italiani.

Ma è davvero così? I fatti, e i dati, affermano il contrario: oggi in Italia i giovani che lavorano subiscono più stress e più infortuni. Lo mette nero su bianco l’Ires (Istituto di ricerche economiche e sociali) che ha svolto una ricerca sulle condizioni di lavoro dei giovani under 35 - finanziata dal ministero del Lavoro - che sarà pubblicata a breve dalla casa editrice Ediesse.

Risulta, oltre al problema degli infortuni e dei carichi di lavoro, che i giovani sono scarsamente valorizzati: un lavoratore su cinque dichiara che i meriti e le competenze sono poco o per nulla considerate nel posto in cui lavora (21,2%) e solo il 14,9% sta in un posto che utilizza al meglio le sue capacità.

Dentro un presente difficile per molti, anche le prospettive del futuro tendono ad essere nere: per quasi due lavoratori su tre non c’è nessuna possibilità di carriera nel posto in cui lavora (58,2%) e per molti aleggia lo spettro del licenziamento (uno su tre, il 35,4%, è preoccupato di perdere il posto di lavoro).

Questi risultati spingono a riflettere sulla reale situazione del mondo del lavoro giovanile. Da un lato c’è il ricatto occupazionale provocato da una disoccupazione crescente, ormai al 30% secondo l’Istat, a cui è da aggiungere la forte presenza di lavoro irregolare. Dall’altro lato, quello “fortunato” di chi ha un lavoro con un contratto, ci sono tanti giovani più o meno qualificati che operano spesso in condizioni di fatica e di pericolo.

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Veritometro: Berlusconi, i bamboccioni e Renato Brunetta

pubblicato da Giulio Mattioli

“Noi a differenza della sinistra, non chiamiamo “bamboccioni” i nostri giovani”


Silvio Berlusconi

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La disoccupazione giovanile è colpa di troppa istruzione?

pubblicato da Giulio Mattioli


E così, il tasso di disoccupazione giovanile è al 30%. Difficile in queste condizioni (ma non impossibile), insistere sull’orrido stereotipo dei bamboccioni, che restano a casa perché viziati e privi di virtù. Tuttavia c’è un modo,ben più raffinato, di dare ai giovani anche la colpa della propria disoccupazione: un argomento che – ahinoi – fa molto presa sulla mentalità degli italiani.

La spiegazione diffusa recita più o meno così: “Si è alzato troppo il tasso di istruzione, e quindi i giovani non vogliono più fare gli umili e sani lavori di una volta. Pretendono troppo: ecco spiegata la disoccupazione”.

Come in tutte le spiegazioni di senso comune, c’è molto di vero in questa ricostruzione dei fatti. Eppure, come spesso accade, ancora di più è quello che le sfugge: lo vediamo dopo il salto.

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“Bamboccioni”: uno stereotipo in declino?

pubblicato da Giulio Mattioli


L’idea che i giovani italiani escano di casa tardissimo per inettitudine o per un particolare amore della Mamma – riassunta emblematicamente dall’orrida espressione coniata da Padoa Schioppa – è stata finora molto diffusa nel discorso pubblico di politici, giornalisti e gente comune.

Ma quanto potrà reggere questa immagine distorta a fronte della crisi economica e del continuo peggiorare della condizione giovanile nel nostro paese (per saperne di più seguite i link), che determineranno probabilmente un ulteriore innalzamento dell’età dell’uscita di casa?

A giudicare dal modo in cui quattro tra i principali quotidiani italiani hanno trattato la notizia della settimana scorsa (fonte rapporto ISTAT) che “a pagare la crisi sarà soprattutto la fascia 15-29”, sembrerebbe che questo stereotipo sia purtroppo abbastanza resistente, anche se non mancano alcuni contradditori segnali di cambiamento. Potete confrontare i titoli degli articoli da voi, in gallery.

Quattro quotidiani italiani alle prese coi problemi dei giovani
Quattro quotidiani italiani alle prese coi problemi dei giovani Quattro quotidiani italiani alle prese coi problemi dei giovani Quattro quotidiani italiani alle prese coi problemi dei giovani Quattro quotidiani italiani alle prese coi problemi dei giovani

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Belpaese, ultimo vagone del treno Europa. Giovani a ... "piedi". Lo dice l'Istat

pubblicato da il passator cortese

Il ministro “tascabile” Renato Brunetta (espressione sintetica del governo Berlusconi) li aveva … graziosamente ma impietosamente etichettati: “bamboccioni”, emulando maliziosamente il collega del governo Prodi, Padoa Schioppa.

Cioè, più o meno scansafatiche alle prime rughe, nullatenenti, nullafacenti, nulla volenti, figli (spesso spilungoni con l’I Pod saldato all’orecchio con … l’orecchino) di papà e mammà, davanti al pc a chattare. Una generazione persa.

Già, stando agli ultimi dati dell’Istat, proprio una generazione persa. Ma per colpa di chi?

Il peso della crisi (economica ma non solo) grava soprattutto sui giovani: i “bamboccioni” sono triplicati dal 1983 con punte elevatissime nell’ultima fase.

Oggi, oltre due milioni non lavorano, non studiano, non si formano. Non solo, la prospettiva è allarmante. A pagare il disastro economico degli ultimi due anni sarà soprattutto la fascia 15-29 anni. Oltre 1,7 milioni fra i 15-29 non usa il computer, il 43,6% non legge. Per mancanza di denaro, non di volontà.

L’esclusione sociale inizia presto. Siamo oramai l’ultimo “vagone” dell’Europa. I giovani sono costretti a “terra”, mentre i treni passano.

Pezzo dopo pezzo, crolla l’impalcatura del “berlusconismo”. L’Italia di “cartapesta” di “casta e cricche”, si sta sgretolando.

La crisi economica si supererà. Ma i danni “culturali” lasceranno il segno molto a lungo. Il solco dei “disvalori” è profondo. La risalita sarà dura.

Il "Senatur", novello Attila ... oltre il Rubicone

pubblicato da il passator cortese


Realismo o sproloqui? Portatori di civiltà, o barbari? Acclamati liberatori o bruti invasori?

A poche ore dal voto ogni domanda è legittima, specie sentendo le ultime dichiarazioni di Umberto Bossi. L’avanzata della Lega continuera’ e anche le regioni di centrosinistra prima o poi diventeranno ‘verdi’. Ne e’ convinto il leader della Lega Umberto Bossi.

Alla domanda su quale sara’ il futuro delle regioni rosse e del centro, il Senatur ha replicato: ‘diventeranno verdi. Tutti si scopriranno federalisti’.

Applausi e ovazioni delle famiglie con figli a carico e .. disoccupati: finalmente i loro amati “bamboccioni” troveranno un posto. In lista. Come Renzo Bossi, da trota a delfino.

Ore 12 - Affaire G8-Maddalena: l'Italia perde anche la faccia

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLa vicenda delle indagini sul G8 alla Maddalena fotografa per l’ennesima volta un Paese malato.

Al di là delle frasi rituali sulla presunzione di innocenza sempre valida per tutti e del doveroso rispetto del giudizio dei tribunali, è da subito chiaro che l’Italia è sotto il tallone della “malapolitica”, che non è perversa eccezione, ma regola fissa.

L’aria fetida della corruzione si respira ovunque e s’ode sinistro il tarlo che corrode la democrazia. Si è oramai andati ben oltre la nefanda occupazione delle Istituzioni da parte dei partiti.

Chi governa si sente depositario della “verità”, per cui fa e disfa come gli pare e piace.

Questo Paese vive sempre di più “sotto tutela”, dominato dalla logica del “ci penso io”, dei poteri speciali, del “commissariamento, dei commissari straordinari, dei plenipotenziari, dei soggetti attuatori.

L’Italia è in uno stato di “guerra” e di emergenza permanente: guerra contro i comunisti, contro i partiti (degli altri), contro le assemblee elettive, contro i diversi, contro i barbari immigrati, contro tutto e tutti quelli che non la pensano come l’unto del Signore, guerra contro i bamboccioni, i burocrati, gli apparati, soprattutto guerra contro le leggi, le regole, la trasparenza. Il tutto, ovvio, per esaltare il governo del “fare”.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il disfacimento materiale e morale di una nazione. L’Italia perde ogni giorno un pezzo della sua dignità. Persa la faccia, che ci rimane?

Veritometro: Brunetta, l'Articolo 18 e la precarietà dei giovani

pubblicato da Giulio Mattioli

“Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l’articolo 18 garantisce i padri, che sono ipergarantiti”

Renato Brunetta

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Veritometro: Brunetta, 500 euro ai giovani e meno soldi alle pensioni

pubblicato da Giulio Mattioli

“l’Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori”

Renato Brunetta

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I bamboccioni? Tutti figli di Craxi

pubblicato da Giulio Mattioli


Due temi apparentemente diversissimi hanno animato il dibattito politico italiano nelle ultime settimane: il decennale della morte di Bettino Craxi, con i connessi tentativi di riabilitazione, e le polemiche sulla ritardata uscita dei giovani italiani dalla casa dei genitori, riaccese da alcuni casi di cronaca.

In realtà le due vicende hanno in comune molto più di quanto potrebbe sembrare: i diretti responsabili della difficilissima situazione dei giovani italiani di oggi sono proprio i politici e le generazioni passate, di cui Craxi rappresenta l’epitome.

Nel periodo 1981–‘91 si è creato infatti in Italia quello oggi potremmo chiamare il “paradiso degli sciocchi”: esponenti politici di governo come Andreotti, Forlani, De Mita, Pomicino e lo stesso Craxi, di fronte ad una importante fase di recessione economia, non lesinarono mobilità lunghe, casse integrazioni straordinarie, baby-pensioni e pre-pensionamenti su vasta scala. Non senza effetti collaterali per chi è venuto dopo. Vediamo qualche dato.

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