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Tutti gli articoli con tag bamboccioni

Il Ministro Mariastella Gelmini taglia, anche, l’obbligo scolastico

pubblicato da Giovanni Molaschi



Per farsi ricordare bene il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini può fare ancora poco. Legalizzare l’utilizzo della lettera “k” al posto del “ch” potrebbe servire per completare il progetto che drammaticamente riduce la scuola italiana ad una sola scenografia degna della peggiore fiction popolare.

Solo in certi sceneggiati d’altronde si nota una certa ignoranza. Ingenua. Ma pur sempre condannabile come la proposta che in queste ore è comparsa sul sito di Repubblica. Stando a quanto pubblicato dal quotidiano l’obbligo di studio, invece di posticiparsi verso la maturità, sarà anticipato.

A scuola, per legge, fino a 15 anni e non fino ai 16 previsti dalle attuali normative figlie di una presa di coscienza necessaria nel 2010. Oltre all’esperienza, che in Italia viene tradotta spesso e male con interminabili stage, per essere adatti al mondo del lavoro bisogna essere preparati.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il mini-ministro Brunetta propone: “Stop ai bamboccioni. Ragazzi fuori di casa a 18 anni per legge”. Ma poi ammette: “Mia madre mi ha rifatto il letto fino ai 30”. Calderoli lo apostrofa da par suo: “L’amico Brunetta mi pare l’abbia fatta fuori dal vaso”. Come fa Calderoli a sapere che il suo collega, non potendo raggiungere la ‘tazza’, appoggia ancora il suo regale popò nel vasino per la pipì e la pupù? Un popò di ministro

Francesco ‘Binetto’ Rutelli si confessa religiosissimo e dice: “Vorrei risposare mia moglie in chiesa a Las Vegas”. Tra casinò e Casini, si sa, Cicciobello si sente molto a suo agio. Lo ’scemen’ de fer

In Puglia il centrosinistra ha scelto le primarie. Scontro finito? Macché, è solo adesso che comincia la vera guerra tra le milizie dalemiane e la riottosa minoranza interna al Pd. Combatter contro i mulini a Vendola

Di Pietro è il solito mattacchione: “Non c’è per noi un problema Udc sì oppure Udc no. E’ l’Udc che non si può sposare due volte e deve scegliere se condividere un programma con un solo alleato, responsabilizzandosi. Non esiste nel nostro Paese matrimonio con due mogli. Io, politicamente, vorrei andare a letto con una persona di cui ho fiducia, che condivide con me un progetto“. Io c’entro…

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Renato Brunetta e il suo nuovo show contro i bamboccioni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione nonché probabile candidato alle prossime elezioni comunali di Venezia, è a tanto così dal superare il suo maestro. Silvio Berlusconi.

Oltre ad essere sempre inquadrato nei vari servizi televisivi che sull’anniversario di Bettino Craxi sono stati girati ad Hammamet Renato Brunetta da bravo e promettente anchorman ha commentato l’attualità più stretta con i mezzi di cui può usufruire al momento.

Contro la recente sentenza del Tribunale di Bergamo, secondo la quale un padre deve mantenere la figlia anche se è in possesso di tutti i mezzi (non ultimo l’età) per mantenersi, l’esponente politico ha proposto una legge contro i fannulloni.

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Intervista a Antonio De Lillo - seconda parte: la rappresentazione dei giovani nell'Italia di oggi

pubblicato da Giulio Mattioli


[qui la prima puntata]

Si assiste sempre più spesso ad uscite offensive da parte di uomini politici di entrambi gli schieramenti (Padoa Schioppa e i “bamboccioni”, Brunetta e i “pecoroni”) nei confronti dei giovani. Anche i Comuni sono sempre più attivi nell’emanare ordinanze anti-giovani. Come interpreta questi fenomeni?

“Secondo me c’è una tendenza generale da parte del mondo adulto a considerare i giovani minacciosi: ma questo non avviene solo oggi, è sempre stato così. Nel campo delle politiche giovanili vi sono due strade possibili: la prima è considerare i giovani come minaccia, e attuare quindi politiche di tipo repressivo, che poi si manifestano anche verbalmente, come negli esempi che mi ha citato lei. Oppure si possono scegliere le politiche che concepiscono il giovane come una risorsa. Sto parlando di tutte le politiche attive: quelle per la casa, per la costituzione di una famiglia, per il lavoro, eccetera. L’Italia si caratterizza per le sue politiche repressive: i giovani sono visti come una minaccia, come un gruppo da tenere a bada”

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Intervista a Antonio De Lillo - prima parte: la condizione dei giovani nell'Italia di oggi

pubblicato da Giulio Mattioli


In questi mesi ho cercato su queste pagine di parlare periodicamente di giovani, mettendo in evidenza come, da un lato, la loro condizione sia particolarmente critica nel nostro paese, in particolare a causa del mercato del lavoro e del welfare italiano; dall’altro, ho sottolineato come i giovani come categoria siano spesso bersaglio di insulti ed offese da parte di politici e giornali.

Per fare il punto di questa riflessione, ho intervistato il prof. Antonio De Lillo, ordinario ed ex Preside della Facoltà di Sociologia di Milano-Bicocca e presidente dell Associazione italiana di Sociologia, che ha coordinato per molti anni le ricerche nazionali dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia.

Se dovesse descrivere sinteticamente la condizione giovanile nell’Italia del 2009, che termini utilizzerebbe?

“ “Condizione giovanile” è un concetto un po’ ampio. Parliamo piuttosto dei ventenni: io direi che la cosa che più li caratterizza è il futuro incerto, sia dal punto di vista individuale sia da quello della società. D’altronde, si tratta di due aspetti strettamente legati: da un lato c’è una società che non ha una visione del proprio futuro, non lo sta progettando; di conseguenza, in una tale situazione di incertezza generalizzata, non è possibile progettare nemmeno le vite individuali”

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Giovani: la leggenda dei "bamboccioni", un'ingiusta fissazione italiana?

pubblicato da Giulio Mattioli


Non molto tempo fa ho sostenuto su queste pagine che in Italia i giovani, che soffrono di una regolazione del mercato del lavoro e del welfare per loro discriminante, vengono sistematicamente incolpati delle pene che li affliggono (disoccupazione, ritardo dell’uscita da casa, ecc.), secondo un classico processo di stigmatizzazione delle vittime.

Manco a farlo apposta, ecco che compare sul Corriere della Sera un articolo che - involontariamente - dimostra in pieno questa tesi. Si tratta di un pezzo di ieri sulla cosiddetta “generazione boomerang“, ovvero quei giovani che, dopo un periodo fuori casa, tornano ad abitare presso l’abitazione dei genitori.

La fonte originaria è l’indagine di un istituto di ricerca britannico, i cui dati sono stati commentati in un articolo dal Daily Telegraph, al quale la giornalista del Corriere fa a sua volta riferimento con un link. Ed è proprio il confronto diretto tra i due articoli a mettere in evidenza come dalle nostre parti la figura del giovane sia circondata da pesanti ed ingiuste stereotipizzazioni negative.

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Assegni sociali: chi sono i poveri meritevoli?

pubblicato da Giulio Mattioli

Quella degli assegni sociali di questi giorni è innanzitutto la storia di un governo maldestro. Che pur di non permettere agli stranieri residenti di usufruire di uno dei pochi strumenti di welfare del nostro paese, rischia di escludere da esso anche gli stessi italiani. Ricorda vagamente la storia oscena di quell’uomo che, per fare un dispetto alla moglie, decide di tagliarsi una parte importante, ma davvero importante, del suo corpo.

Al di là delle facezie, questa storia ci permette di leggere in controluce le caratteristiche tipiche del nostro stato sociale (sempre che lo si possa davvero definire tale). Ovvero: molto ai vecchi, poco a tutti gli altri.
Con un rapido click su google si scopre infatti che “l’assegno sociale è erogato dall’Inps alle persone residenti in Italia di età maggiore di 65 anni, che non hanno diritto a altre forme di pensione e il cui reddito annuo non supera, per l’anno 2008, 5.142,67 euro”. Eleggibili per l’assegno sono poi anche “le persone che sono ospiti di un istituto”, formula oscura che in realtà, a quanto pare, costituisce una norma ad hoc per sostentare religiosi cattolici con denaro pubblico.

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