
Dopo la sbornia televisiva da record (d’ascolti) di ieri sera, trascorsa tra Santoro e Vespa ma sempre in compagnia della tetra escort Patrizia D’Addario proviamo a tracciare un bilancio della questione. Prima di tutto i fatti. La supertestimone Barbara Montereale (storpiata in “Morreale” da Belpietro) ha fornito la versione più lucida e spontaneamente credibile della vicenda.
Giampaolo Tarantini reclutava le ragazze e le pagava un tot (1000/2000 eurini) a serata. Se poi si fermavano per la notte la cifra saliva intorno ai 5.000. L’allegro party si svolgeva tra cenetta, filmato di un comizio berlusconiano (ammazza che barba) e qualche barzelletta/canzoncina sempre a cura del Premier o del suo favorito Mariano Apicella. I convitati venivano trattati con grandissima gentilezza e cura fino al momento di andare via, lasciandosi dietro qualche eventuale “guardia” notturna.
Berlusconi non sapeva che venissero pagate (magari lo immaginava? mah…) perché a questo pensava il Tarantini, e comunque non vi è notizia di alcun compenso extra o illegale, tant’è vero che la storia è uscita fuori perché la D’Addario voleva vendicarsi del fatto che il nostro non l’avesse aiutata a sbloccare una certa pratica edilizia. Dunque nessun reato. Un po’ di tristezza, questa sì, per l’insieme della vicenda, ma nulla di rilevante sotto l’aspetto giuridico, come ben sintetizzato dalla lapidaria sentenza dell’avvocato Ghedini sul suo “cliente”, definito utilizzatore finale.
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Chi è Gianpaolo Tarantini? Il chiacchierato fornitore di donne per party è un uomo d’affari rampollo di una ben nota famiglia di imprenditori pugliesi, operativi nel ramo medico-ospedaliero. Ma si badi bene, che le sue “forniture” siano state pagate per la loro opera è tuttora al vaglio degli investigatori. E anche se lo dovessero risultare sarebbe da dimostrare che abbiano concesso le loro grazie a chicchessia, fatto che le porrebbe su un crinale assai ripido, molto vicino all’ipotizzata accusa di prostituzione. O meglio, di induzione alla prostituzione nei confronti del Tarantini stesso.
Quello che è certo è che il Tarantini pagava le ragazze. Lui sostiene che si trattasse di un semplice rimborso spese, ma come si sa è molto difficile in questi casi riconoscere il confine, tant’è vero che la tecnica del “rimborso spese” in Italia è ampiamente utilizzata da molte società per coprire dei compensi reali aggirando il fisco. C’è poi la testimonianza della D’Addario che sostiene di aver esplicitamente chiesto 2.000 euro (ottenendone 1.000).
Ma come ha agganciato Berlusconi il nostro imprenditore rampante? Utilizzando una tecnica semplice, ben spiegata in questo articolo del Sole 24 Ore. Organizzava feste di ampio respiro - sempre in Sardegna - invitando gente bene, che a sua volta aveva conoscenze in alto. Tanto in alto che alla fine si è arrivati ai vertici, e Tarantini è riuscito nel suo sogno di conoscere personalmente il Premier. E i rapporti col partito dovevano essere piuttosto buoni, a giudicare dal fatto che nell’ultimo congresso del Pdl il nostro Gianpaolo sedeva in prima fila.

Lo scandalo che coinvolge Berlusconi, l’escort Patrizia D’Addario e Barbara Montereale non accenna a scomparire dalle pagine delle principali testate internazionali, e continua ad oscurare qualsiasi altra notizia proveniente dall’Italia. Come al solito, polisblog vi propone una rassegna dei commenti più interessanti comparsi sulla stampa straniera.
Secondo l’autorevole New York Times la tolleranza degli italiani per lo scandalo sta svanendo:
Il personaggio carismatico di Berlusconi - tanto uomo di spettacolo quanto uomo di stato - è sempre stato una parte centrale della sua attrattiva. E gli italiani sono generalmente pronti a perdonare vicende di vita privata che farebbero cadere politici altrove. Ma (..) la rappresentazione della residenza del Primo Ministro come una sorta di Playboy Mansion dalla sicurezza carente ha spostato il sentimento popolare in Italia. Benché Berlusconi governi praticamente senza opposizione, a causa del collasso della sinistra e del suo sostegno tra gli italiani, alcuni analisti sostengono che gli interrogativi sulla sua vita privata potrebbero cominciare a ridimensionare il suo capitale politico

Il sasso nello stagno lanciato ieri dal Financial Times ha aperto una voragine nei rapporti interni al Governo, ma soprattutto in un’opinione pubblica già ampiamente provata dalle vicende scandalistiche delle ultime settimane. Il G8 è ormai imminente e, come aveva anticipato Cossiga, ci si attende un ulteriore colpo giudiziario “ad orologeria” nei confronti di Berlusconi. Un colpo che potrebbe anche risultare mortale.
D’altronde tutta la strategia politica di Gianfranco Fini nell’ultimo anno è stata improntata all’organizzazione del dopo-Cavaliere; un evento che egli evidentemente già sentiva imminente mesi fa e che lo ha spinto a defilarsi sempre più dalle posizioni del Pdl. Che lui sia uno delle “alte fonti governative” citate da FT non si può certo escludere, ma ancor più papabile risulta certamente l’attuale ministro all’Economia Giulio Tremonti.
La volontà politica degli italiani è chiara: il centrodestra deve governare, con Berlusconi o senza. Il punto è tenere unita la coalizione in questo secondo caso, e per mantenere salda la vitale alleanza con la Lega di Bossi non esiste che un nome, quello di Tremonti.

Gli scandali che ormai da più di un mese perseguitano Silvio Berlusconi - che di volta in volta hanno assunto il nome di Noemi Letizia, Patrizia D’Addario e Barbara Montereale - saranno la causa della sua morte politica? Questo l’interrogativo che tormenta la stampa estera negli ultimi giorni.
E la assilla proprio tanto, a giudicare dall’impressionante numero di articoli pubblicati dopo la nostra ultima rassegna stampa di sabato scorso (date un’occhiata alla gallery). Le posizioni in campo sono sostanzialmente due: la prima, ben rappresentata dal britannico Daily Telegraph, ritiene che quella in corso sia la “tempesta perfetta” che finirà per portare via con sé Berlusconi.
Ha combattuto accuse di corruzione ed é sopravvissuto a una marea di gaffe verbali, ma ora una perfetta tempesta di pornografia sta minacciando di far cadere il prima inattaccabile Berlusconi. (..) Ora la pazienza dei suoi sostenitori è stata tirata fino al punto di rottura - e la Chiesa Cattolica si è unita a quanti segnalano che le scandalose accuse stanno danneggiando gravemente, e forse fatalmente, la sua reputazione. (..) Solo due mesi fa la posizione politica di Berlusconi sembrava inespugnabile. Dopo il suo ritorno al potere l’anno scorso, aveva affrontato la crisi dei rifiuti a Napoli, salvato la compagnia area di bandiera dalla bancarotta e reagito efficacemente al terremoto (..). Ma poi le cose hanno cominciato a disfarsi
La stampa estera su Berlusconi, Patrizia D’Addario e Barbara Montereale

Ieri sera grandi momenti al Tg1, come spiegato dagli amici di TvBlog: Augusto Minzolini, Direttore del Tg1, in seguito ai richiami della Presidenza - del buon Garimberti - ha spiegato, in estrema sintesi, che il Tg1 ha ben altro cui pensare che il chiacchiericcio dei gossip. Certo, i servizi sugli animali, il caldo, le spiagge, sono fondamentali, mentre un Presidente del Consiglio che si circonda di escort e ruffiani, no. Se volete farvi quattro risate, guardatevi il video di youblob, merita.
Ridicolo superato a parte - come nota Capasso, il minzolinismo nasce proprio dallo stile dell’ex editorialista de La Stampa, fatto di dichiarazioni informali, notizie raccolte senza verifica, chiacchiere, per l’appunto - eccovi l’editoriale integrale di Minzolini:
Accade che semplici ipotesi investigative e chiacchericci si trasformino in notizie da prima pagina nella realtà virtuale dei media o per strumentalizzazioni politiche o per interessi economici. E’ avvenuto in passato, come ricorderete, quando si tentò di colpire il presidente del consiglio di allora strumentalizzando la foto che ritraeva un suo collaboratore in una situazione definita scabrosa.
Continua dopo il salto.
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