Una storia molto italiana, che ben rappresenta la realtà del mondo accademico del nostro Paese. La vicenda è nota, per cui mi limito a ricostruirla sinteticamente: martedì scorso, presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, all’età di 26 anni, ha conseguito la laurea triennale in filosofia con 110 e lode la figlia del Presidente del Consiglio e di Veronica Lario, Barbara Berlusconi, con una tesi sui concetti di benessere, libertà e giustizia nel pensiero di Amartya Sen.
Il Rettore dell’Ateneo, Don Verzè, durante la discussione, ha pensato bene di chiedere alla candidata cosa ne pensasse di una nuova Facoltà di Economia, ispirata alle teorie di Sen, invitandola a proseguire gli studi per poterne diventare un giorno una docente.
Immediata la reazione della Professoressa Roberta De Monticelli, docente di Filosofia della persona nel medesimo Ateneo, che in una lettera a Repubblica si è dissociata apertamente dalle parole del Rettore, esprimendo anche il sospetto di essere stata intenzionalmente esclusa dalla commissione di laurea esaminatrice della Berlusconi.
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Risuona ancora l’eco delle polemiche accademiche sull’atteggiamento troppo ‘affettuoso’ di Don Verzé nei confronti di Barbara Berlusconi, neo-laureata in filosofia. Rettore appecoronato? Epiculo
Ma tanto il premier non è molto sensibile ai vecchi baroni universitari, lui preferisce la filosofia morale di alcune giovani parlamentari Pdl. W le Poppe-r
E il Cav, è cosa nota, sa ammaliarle poi con doti da seduttore stagionato e talento melodico apicelliano. Kant che ti passa
Barbara, comunque, è una ragazza intelligente e sofisticata, mentre il quasi coetaneo ‘trota’ viaggia su binari diversi. D’altronde al Carroccio badano poco ai sofismi, preferiscono gesti politici concreti come quello del Senatur, l’altra sera, ai fotografi. Altro che filosofia! Archi-medio

A pochi giorni dalla pubblicazione delle notizia riguardante l’aumento della disoccupazione giovanile per colpa delle crisi in corso don Luigi Verzè, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana, ha proposto a Barbara Berlusconi un posto come docente per la facoltà di Economia che il sacerdote intende aprire all’Università del San Raffaele.
La diretta interessata, nata nel 1984, prima di declinare l’invito dell’esponente ecclesiastico ha precisato che non intende formarsi professionalmente nelle aziende del padre dove si sentirebbe privilegiata.
Contraria alla proposta fatta da don Luigi Verzè alla primogenita di Veronica Lario si è detta Roberta De Monticelli (docente del corso Filosofia della Persona all’università San Raffaele) che attraverso Repubblica ha dichiarato:
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Il confronto, a distanza, tra il Presidente del Consiglio e Roberto Saviano si allarga fino a coinvolgere Marina Berlusconi che come Presidente della Mondadori si trova tra l’incudine e il martello. Da una parte ha il padre che non è solito controllarsi. Dall’altra l’autore con la quale la casa editrice che amministra si è arricchita.
Essere altezza alla situazione non è facile tanto più se schierarsi da una parte potrebbe significare perdere Roberto Saviano, che pubblicamente si è chiesto se sia ancora giusto continuare a pubblicare con la casa editrice del Presidente del Consiglio.
Rispondendo, attraverso Repubblica, allo scrittore Marina Berlusconi ha dichiarato:
“Sono anche presidente del gruppo Mondadori, che Saviano tira ampiamente in ballo. E lo fa in un modo su cui non posso tacere. Che cosa è cambiato? Silvio Berlusconi non può permettersi di criticare un’opera edita dalla Mondadori, la quale naturalmente continua ad avere la più totale e piena libertà di fare le scelte editoriali che ritiene più opportune?
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Lo sproloquio, l’ennesimo, enunciato nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi su Roberto Saviano, reo secondo il Presidente del Consiglio di aver pubblicizzato la mafia italiana nel mondo, deve essere interpretato per quel che è. Un divertente gioco del destino.
Se lo scrittore in questione non pubblicasse per la Mondadori, casa editrice gestita da Marina Berlusconi che nelle scorse settimane ha condiviso con l’elettorato l’ultima fatica del Premier (“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”), l’opinione del leader del Partito dell’Amore non sarebbe neanche da prendere in considerazione. Tra le tante dette questa non è neanche la peggiore.
Roberto Saviano, suo malgrado, ha ricordato al Presidente del Consiglio cosa sia un conflitto d’interessi. Il fastidio che provoca a chi lo subisce. Probabilmente se il giornalista non fosse uno degli autori di punta di una casa editrice che, come altre, subisce la crisi le considerazioni di Silvio Berlusconi sarebbero state anche peggiori.
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Dove Bruno Vespa non può arrivarci ci pensa direttamente il Presidente del Consiglio. Uscirà domani per Mondandori il nuovo libro di Silvio Berlusconi: “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.
Come spiegato dall’onorevole Antonio Palmieri, responsabile internet del Pdl, il volume raccoglie parte dei messaggi arrivati a forzasilvio.it dopo l’aggressione subita, per colpa di Massimo Tartaglia, dallo stesso Silvio Berlusconi.
Primo fan del Grande Fratello, il leader del PdL ha capito molto prima di altri che per la propria leadership può sopravvivere solo se ne falsifica la comunicazione utilizzando in modo alternativo i mass media.

A scandire i tempi delle critiche che Silvio Berlusconi regolarmente rivolge alla stampa ci pensano le figlie. A poche settimane dall’intervista di Barbara Berlusconi, il Corriere della Sera intervista Marina con la quale la primogenita di Veronica Lario sembra avere dei problemi.
Inevitabile la digressione in ambito politico che l’intervista affronta rimarcando la teoria del padre dopo aver precisato che il suo lavoro, e quello delle persone che con lei collaborano, non è mai considerato dalla stampa.
“Il dramma – ha dichiarato Marina Berlusconi - è che in quest’aria irrespirabile si tende a non fare più distinzioni, a considerare ammissibile quello che è e dovrebbe rimanere inammissibile. E sa da dove tutto è partito? Dal fatto che un’opposizione di cui si sono perse le tracce ha lasciato il suo mestiere, da troppo tempo, nelle mani di alcune testate ben precise e di un gruppetto di magistrati: addio politica, avanti con i dossier, i pettegolezzi, il fango”.

A poche settimane dall’intervista di Vanity Fair a Barbara Berlusconi la stampa italiana si occupa, di nuovo, del divorzio tra il Premier e Veronica Lario. Repubblica analizzando dove, come, quando, perché e da chi sia stato deriso Silvio Berlusconi.
Il Corriere della Sera, invece, riporta le confidenze fatte da Veronica Lario alla direttrice di A Maria Latella già autrice del libro sull’ex first lady “Tendenza Veronica”. Secondo quanto raccontato dalla giornalista la separazione tra i due coniugi sarebbe stato causato proprio da Noemi Letizia.
“Domenica pomeriggio – ha dichiarato la signora Lario a proposito della partecipazione del marito alla festa della diciottenne - mi ha detto: Sai, devo partire per Napoli, ho un vertice importante sulla spazzatura, domattina presto…”.
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