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Tutti gli articoli con tag bassolino

Ore 12 - Veltroni punta sui "commissari" per tamponare le falle del Pd

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNemmeno nell’Internazionale comunista proliferavano tanti “commissari” come nel Partito democratico.

Per lanciare segnali ai furbetti del caminetto, mettere in riga colonnelli indisciplinati e rianimare truppe sfilacciate, la ricetta di Walter Veltroni sembra essere quella dei commissariamenti.

Una strategia che è stata già etichettata come la “longa manus” di Veltroni sui territori. Una carta che è però sintomatica di una crisi ampia e profonda del Pd e che, stando alla storia, poi travolge chi la gioca.

In definitiva lo stato del Piddì è quello descritto da alcuni suoi massimi dirigenti: “la somma di debolezze” (Arturo Parisi), “ un partito male amalgamato” (Massimo D’Alema), “un guazzabuglio irrisolvibile” (Massimo Cacciari).

La “tarantella” napoletana è l’iceberg di una realtà con un partito senza idee e senza leadership e che può passare, anche a livello nazionale, dalla farsa alla tragedia.

A mezza voce, Veltroni annuncia “rinnovamenti” che, come dice sarcasticamente Marco Follini “rimangono solo pie intenzioni”.

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L'oligarchia del Pd si "brucia" nel caminetto

pubblicato da Massimo Falcioni

Al Pd si tiene oggi il “caminetto” per definire la posizione del partito sulla propria (stucchevole) collocazione europea e impostare la riunione della Direzione del prossimo 19 dicembre dove Veltroni lancia l’ennesima (inutile) sfida ai suoi oppositori e chiede l’ennesima (inutile) conta.

Si continua a procedere su un piano inclinato, dato che il “caminetto” non è un organismo deputato a legittimare il confronto interno e ad assumere decisioni. Per questo Arturo Parisi ha declinato l’invito.

Gli ultimi sondaggi per le Europee di giugno danno il Partito democratico al 28 per cento, un risultato che se fosse confermato dalle urne disarcionerebbe Veltroni dalla segreteria e addirittura potrebbe portare al dissolvimento del partito, con il ritorno degli ex Pci e degli ex Dc nelle rispettive case.

Il Pd di Veltroni, al pari del Pdl di Berlusconi, è un partito di “nominati”: da lì discende anche la mala pianta della nuova “questione morale”, nodo politico prima che giudiziario.

La leadership di Veltroni non regge perché è “fasulla”, frutto di primarie “fasulle”, un rito plebiscitario utile a ogni capo corrente (D’Alema in testa) per fare ciò che vuole e trovare all’occorrenza il capro espiatorio.

Di fronte alla disfatta elettorale dell’aprile scorso Veltroni ha parlato di “grande successo” rifiutando un vero confronto congressuale su mozioni politiche distinte e distinguibili.

Così il Pd è bloccato, alla deriva, sotto i colpi di Berlusconi da una parte e di Di Pietro dall’altra.

Si tira avanti con l’unanimismo di facciata e lotte di potere fra “ghenghe”, con il vertice rinchiuso in un bunker isolato. Veltroni impone a Villari e a Bassolino di dimettersi e non succede niente. Ogni decisione resta lettera morta.

La prossima Direzione del 19 è “inutile” perché, come dice l’ex Dc e ulivista Franco Monaco “organismo nominativamente cooptata dall’alto e spartita tra i capi tribù”, quindi sarà una riunione per “rinegoziare il patto oligarchico sul quale si regge il Pd.

Su quella stessa chiusura oligarchica nasce e cresce la “questione morale”.

Pd caos. L'apocalisse dopo l'election day del 7 giugno

pubblicato da Massimo Falcioni

Piove sul bagnato. O meglio, piove sul Pd.

Dal centro, e dalle Alpi alla Sicilia, si fa prima a nominare le località dove nel Partito democratico non c’è guerra interna. E non solo: adesso, in realtà importanti, è calata l’ombra della “questione morale”, con personaggi importanti indagati o con avvisi di garanzia in tasca.

Una decina di casi importanti sono una faccenda seria.

L’altro ieri Veltroni ha finalmente estratto il cartellino rosso a Bassolino: “Devi dimetterti entro Natale “ – ha intimato il segretario al governatore della Campania -.

La risposta di Bassolino non si è fatta attendere: “Non mi muovo, resto al mio posto, porto avanti il mio lavoro”.

Interviene Sergio Cofferati: “Chi è coinvolto in indagini delicate, farebbe bene a valutare l’opportunità delle proprie scelte. Se toccasse a me, mi farei da parte”.

Il sindaco di Bologna dice la sua anche sulle diatribe interne del Pd: “Siamo al livello di guardia, la nostra gente prima ci guardava litigare con fastidio, ora ci dice basta e se non l’ascoltiamo rischiamo grosso”.

Il Pd è in mezzo ai marosi: questione morale, leadership, strategia e tattica. Ma fino all’election day del 7 giugno non cambierà niente, aumenterà il caos.

Poi sarà … l’apocalisse.

Il Partito Democratico, l'etica, le inchieste della magistratura

pubblicato da paganini


La nascita del Partito Democratico ha creato le condizioni per una svolta, non soltanto politica, ma anche culturale e morale, nella vicenda italiana. [..] Si è creato così un vuoto politico molto pericoloso, che ha dato spazio alla demagogia populistica, all’arroganza di ristrette oligarchie e anche a poteri opachi che tendono a sottrarsi al controllo della legge e delle istituzioni democratiche. […] Il Partito Democratico sa bene che anche la conquista di nuovi diritti può rivelarsi effimera, se non si afferma un’etica pubblica condivisa, che consenta agli italiani di nutrire un senso più alto dei loro doveri.

Questo è quello che potete leggere sfogliando le 11 pagine del Manifesto dei valori del Partito Democratico, mentre di tutt’altro tenore sono le notizie che arrivano da tutta la Penisola e che sono ben riassunte dalla copertina de L’Espresso di oggi. A Firenze, Napoli, Roma, Genova e Perugia, in Campania, Toscana e Calabria, nelle carte dell’inchiesta Why Not di Luigi De Magistris, emergono fatti e misfatti molto imbarazzanti per un partito che vorrebbe rilanciare l’etica della politica.

I processi sono ancora in corso, quindi vale la presunzione di innocenza per tutti, ma sembra davvero inverosimile che tutte queste inchieste siano soltanto una coincidenza e che tutti questi giudici si stiano sbagliando. E così, mentre Walter Veltroni e Massimo D’Alema continuano il loro eterno duello a colpi di fioretto e televisioni (Red Tv e YouDem Tv), l’immagine pubblica del nuovo soggetto politico, che non ha compiuto neppure un anno, è già molto appannata.

Voi come la vedete?

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La politica e l’emergenza rifiuti in Campania: il sottosegretario Nicola Cosentino e l’ex ministro Mario Landolfi (Pdl) nei racconti di un pentito del clan dei Casalesi

pubblicato da paganini


Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell’oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. “Verso la fine degli Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie”. Ci sono trafficanti fai-dai-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno”.

Queste sono solo poche righe, piuttosto inquietanti, dell’articolo che L’Espresso dedica agli sviluppi delle indagini sul traffico e lo smaltimento abusivo dei rifiuti in Campania. Il pezzo di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi, oltre a ridare spazio ai tanti dubbi sulla salubrità dei prodotti alimentari provenienti da quella regione (con troppa facilità definiti buoni e sani in base al folclore e alla tradizione piuttosto che a delle accurate analisi sanitarie), riporta le dichiarazioni di un pentito del clan dei Casalesi secondo cui il grande business dello smaltimento illegale sarebbe stato agevolato da alcuni personaggi politici, come l’attuale coordinatore regionale di Forza Italia e sottosegretario all’Economia, Nicola Sorrentino e l’ex ministri e parlamentare di Alleanza nazionale Mario Landolfi.

L’Espresso riporta le affermazioni del pentito Vassallo: “Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro… Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Nicola Cosentino e anche l’onorevole Mario Landolfi (An) vi aveva svariati interessi….

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Rifiuti, Berlusconi a Napoli. Tensione, tafferugli, persino bombe artigianali, strade bloccate. Scatta la “protesta delle strisce pedonali”: città in tilt. Duro intervento della polizia. In arrivo 300 psicologi chiamati da Bertolaso. Berlusconi: “La situazione sta migliorando. Bene, avanti così”. Di Pietro: “L’Italia verso il caos. Blocchiamo la degenerazione. Governo incapace e pericoloso”.

Il nostro commento. Berlusconi torna ancora a Napoli. Rassicura. Dice che la situazione migliora perché i rifiuti nelle strade sono scesi da 20 mila tonnellate a 18 mila tonnellate. La conferma soddisfatta di Bassolino grida vendetta. Passano i giorni, le settimane, i mesi, corrono fiumi di soldi e, di fatto, niente cambia. Dopo anni, in Italia ancora non si può sapere se è giusto o no costruire un termovalorizzatore, se inquina o no. Ci sono dichiarazioni di un ricercatore del Cnr di Roma che se vere sono straordinariamente allarmanti. Se false, da denuncia. Superficialità o collusione? O cos’altro? Domina la diffusa cultura dell’illegalità, il disinteresse per la cosa pubblica e l’inclinazione all’improvvisazione. Su tutto pesa la non credibilità della politica e delle istituzioni. Qual è la linea del Piave? Continua il ballo sul Titanic.

Antonio Bassolino: “Finalmente si intravede una via d’uscita, anche se la soluzione non è a portata di mano. La partita è tutta da giocare, con lungimiranza e buon senso”.

Roberto Villetti: “Governo e opposizione parlamentare stanno superando ogni livello di incapacità e irresponsabilità. Fanno solo propaganda. Napoli soffoca nei rifiuti. L’Italia sprofonda nel ridicolo”.

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Poltrone, nucleare e Pdl

pubblicato da fc

Alessandra Mussolini protesta perché i posti a sedere alla Camera dei Deputati sono scomodi. “Poverina, non basta il misero sussidio che lo stato le passa ogni mese, la miserrima pensione che si ritroverà in futuro. Ora a peggiorarle le cose ci si mette anche la scomodità dei posti a sedere. Per favore, fate qualcosa che potrebbero venirle le emorroidi a star seduta così male”.
by Terrorpilots

“Un conto è gestire (e provare ad arginare) l’emergenza rifiuti altro, invece, è provare a gestire quello – ipotetico ma non improbabile – delle scorie. Insomma, il solo pensiero che un Bassolino qualsiasi possa, un domani, dover metter bocca sullo smaltimento di materiale radioattivo… meglio non pensarci, vah”.
by Diary

“Il Pdl, vivo o morto? Abortito, nato troppo presto? In incubatrice? La sensazione è che il giovin pargolo, giusto sfornato, già abbandonato; già, perchè è nato il governo del Premier, non il partito fusionista del centro-destra. E i danni, cominciano a farsi sentire”.
by Lettera Maltese

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Bassolino promuove Berlusconi: "Chapeau"

pubblicato da fc

Si affida ad un’intervista al Corriere della Sera, Antonio Bassolino, per commentare il piano rifiuti proposto da Berlusconi nel consiglio dei ministri di mercoledì. Parla di “svolta” e spiga come, a suo avviso, “sia giunto il momento di tramutare le decisioni prese in fatti”.

E’ necessario, inoltre, secondo il governatore della Campania che “vengano sconfitte le strumentalizzazioni politiche che finora hanno impedito una soluzione strutturale del problema”. Difende Prodi: dice che l’Unione aveva in Senato una maggioranza risicata per poter affrontare il problema in modo efficace.

E promuovere il neo premier: “apprezzo la linea di sobrietà adottata da Berlusconi. Non è venuto a fare passerella e ha mostrato senso dello Stato”. Insomma, “Chapeau”. “Sono convinto - aggiunge - di aver fatto bene a non abbandonare il campo in un momento così drammatico. Sono rimasto al mio posto, subendo insulti e offese anche dal mio schieramento”.

Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

Leggi e commenta la Top News. Napoli nel caos fra rifiuti e roghi e sciopero bus selvaggio. Pietre e estintori contro i vigili. Raid e barricate: città sotto assedio. C’è la regia della camorra. Istituzioni locali ko. Latitanza dello Stato. Nuovo pesante monito Ue: “Agire subito, o gravi rischi per la salute”. Mercoledì il consiglio dei Ministri nel capoluogo campano. Berlusconi in pressing: “Svelti, al lavoro, o daranno la colpa a me”.

Nostro commento. Emergenza infinita. Alta tensione. Caos. Ma dove siamo? A Napoli o a Beirut? In Italia o in uno sperduto paese del terzo mondo? Ancora un po’ e siamo lo zimbello del mondo. O lo siamo già? Bassolino e Jervolino, vergogna! Governo Prodi, vergogna! Dovremo dire la stessa cosa anche per Berlusconi? Subito fatti nuovi! Superare la crisi prima che il caldo trasformi l’emergenza rifiuti in una emergenza sanitaria. Perplessità per la prevista nomina di Guido Bertolaso come sottosegretario ad hoc presso la presidenza del Consiglio. Siamo all’ultimo atto. Poi sarà peggio, molto peggio di una catastrofe per Napoli. Una gran mazzata per l’Italia. Una sola parola: agire subito! Non si può aspettare ancora di mettere d’accordo chi d’accordo non lo sarà mai. Adesso basta!

Silvio Berlusconi: “ Bisogna accelerare. Il progetto “anti-monnezza” è un piano per salvare Napoli. Dieci discariche da aprire subito e l’Esercito in azione per la raccolta, quindi procedure veloci per costruire i termovalorizzatori. I sindaci devono adeguarsi o li costringeremo ad accettare nuovi siti. Basta tentennamenti. Mercoledì decideremo nel consiglio dei Ministri a Napoli. Non saranno tollerate azioni di destabilizzazione dell’ordine pubblico”.

Stavros Dimas: “Come commissario all’Ambiente della Ue richiamo l’Italia ad agire subito per risolvere la situazione dei rifiuti a Napoli per evitare peggiori conseguenze per la salute pubblica”.

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Primo Consiglio dei Ministri a Napoli: risolvere subito l'emergenza rifiuti

pubblicato da Luca Landoni



Il danno d’immagine che l’emergenza rifiuti sta causando all’intero paese è davvero incalcolabile, e sbaglia chi pensa che il problema sia circoscritto alla Campania. No, il problema è di tutti e Berlusconi sa bene di giocarsi una grossa fetta di credibilità proprio su questo tema. Oseremmo dire che la soluzione scelta, che si dimostri efficace o meno, sarà il biglietto da visita del nuovo esecutivo per tutti gli anni a venire, pertanto bisogna passare ai fatti e chiudere con fiumi di parole jalissiani che non ingannano più nessuno.

L’ipotesi più plausibile sul piano rifiuti ruota intorno all’impiego dell’esercito per risorse umane, materiali e territoriali. La grossa novità infatti dovrebbe essere rappresentata dall’impiego dei siti militari dismessi in qualità di discariche. Verrebbe così attuata quella vecchia proposta dell’ex-ministro Pecoraro Scanio che non aveva mai superato il vaglio del governo Prodi, sempre a patto che lo Stato Maggiore delle Forze Armate dia il proprio assenso (ma non si capisce perché non dovrebbe, e comunque nel caso bisogna forzare la mano.)

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