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Tutti gli articoli con tag bbc

Sunday Bloody Sunday: 38 anni dopo, la verità è vicina

pubblicato da Bruno Marino

Nel 1972, una manifestazione per i diritti civili a Derry, nell’Irlanda del Nord, si trasformò in un massacro: quattordici civili vennero uccisi dall’esercito inglese. Da più parti si parlò di uccisioni indiscriminate, addirittura nel 2003 un soldato di Sua Maestà ha ammesso di aver ucciso un manifestante che sventolava un fazzoletto bianco.

L’evento fu ribattezzato Bloody Sunday (letteralmente Domenica di Sangue), e fu reso ancor più famoso dalla splendida canzone degli U2 Sunday Bloody Sunday (il video qui sopra è il live allo Slane Castle). Oggi, come ci ricorda il sito della BBC, dovrebbero essere consegnati alla stampa i risultati della cosiddetta “inchiesta Saville”, costata 200 milioni di sterline e dodici anni di lavoro.

Secondo indiscrezioni, i risultati parlerebbero di uccisioni illegali di civili da parte dell’esercito, e ci dovrebbe anche essere traccia dei presunti colpi sparati alla manifestazione da parte di membri della cosiddetta “Official IRA”. Come ricorda Norman Smith della BBC, c’è il rischio che i risultati di quest’inchiesta aprano di nuovo vecchie ferite e, aggiungiamo noi, colpiscano gravemente il morale e l’immagine dell’esercito inglese, impegnato in una lunga guerra (si potrà usare questa parola?) in Afghanistan.

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Elezioni Regno Unito 2010: la BBC, David Cameron e i giornalisti italiani

pubblicato da Giulio Mattioli


Grazie il digitale terrestre, da qualche tempo ho la possibilità di guardare BBC World News, e di prendere così una boccata d’aria rispetto all’asfittico panorama televisivo nostrano. Ieri pomeriggio ad esempio mi è capitato di vedere una puntata del programma politico “Newsnight“, il cui ospite d’onore era il candidato conservatore alle imminenti elezioni britanniche, David Cameron.

L’intervista è fin da subito sembrata molto bizzarra ad uno spettatore italiano come me: l ‘intervistatore, Jeremy Paxman, ha infatti incalzato il probabile prossimo primo ministro britannico con una serie di domande provocatorie, del tipo “Lei promette cambiamento, ma è stato parte dell’establishment negli ultimi 20 anni. Com’è possibile?“.

Quando Cameron svicolava, Paxman gli dava sulla voce, lo interrompeva e gli proponeva ulteriori domande per metterlo ancora più alle strette. Rinfacciandogli ad esempio palesi contraddizioni tra le sue dichiarazioni odierne e quelle di qualche mese fa. L’intervista di Newsnight al laburista Gordon Brown è sullo stesso tenore, e si apre con la domanda “Avevate promesso di ripulire la politica, perchè avete fallito?“.

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Iran: la liberazione di 5 uomini dell'ambasciata inglese e la donna che blocca il presidente

pubblicato da davide f.

reuters

La televisione di stato iraniana ha annunciato che cinque dei nove dipendenti iraniani dell’ambasciata britannica a Teheran, arrestati sabato, sono stati rilasciati. Una nota di distensione in giorni in cui il “fattore verde” lanciato da Mousavi è stato travolto da una durissima repressione, i blogger dicono anche casa per casa.

Il popolo del web non molla e twitter così come i social network riescono ancora ad essere canale principe di notizie dell’ultima ora. Intanto il Consiglio dei Guardiani ha iniziato oggi il riconteggio del 10 percento dei voti delle contestate elezioni presidenziali del 12 giugno.

Ricordo che sia Mousavi che Karroubi, gli sconfitti che hanno fatto ricorso contro i brogli, avevano respinto la proposta del riconteggio chiedendo invece l’annullamento del voto e nuove elezioni.

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Iran, la rivoluzione verde vista dall'Occidente. E' proprio così?

pubblicato da davide f.

iran

Ieri il sondaggio lanciato ha certificato che i lettori di Polisblog sono in misura schiacciante tra le fila di chi è convinto della non regolarità delle elezioni iraniane; a un 22% complessivo che ritiene Ahmadinejad il legittimo presidente risponde un 75% convinto della farsa elettorale. E l’opinione pubblica “occidentale” come la vede?

Alcuni (tra cui il nostro 75%) vedono nelle proteste il culmine del “movimento riformista” a favore dell’Occidente, sulla scia delle “rivoluzioni arancioni” dell’est Europa, una reazione secolare alla rivoluzione di Khomeini. Questi supportano le proteste come il primo passo verso un nuovo Iran liberaldemocratico, liberato dal fondamentalismo musulmano.

Altri che ridefiniamo “scettici” invece pensano che Ahmadinejad abbia vinto davvero: lui è la voce della maggioranza, mentre il supporto a Mousavi arriva dal ceto medio e dalla sua gioventù vivace ma in minoranza.

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Sondaggio sull'Iran: le elezioni sono state falsate?

pubblicato da davide f.

iran

Siamo vicini al “salto di qualità” dello scontro. Perchè l’ayatollah Ali Khamenei e Mahmud Ahmadinejad, probabilmente sorpresi all’inizio dalla forza della protesta, sono passati al contrattacco.

Pene esemplari per i manifestanti arrestati, rotture diplomatiche in primis con la Gran Bretagna “accusata” di interferenze in modo un pò vago e generico, arresti di cittadini stranieri tacciati di fomentare gli scontri, accuse alla Bbc e tolleranza zero verso i media stranieri, arresti di massa, ieri l’ultimo caso di 70 professori universitari pro Mousavi.

La lacerazione non sarà ricomposta se non attraverso minacce e arresti: anche i parlamentari non ci stanno e ieri 105 (su 290) non si sono presentati alla festa in onore del presidente vincitore delle elezioni. Dopo due settimane così intense e dure che idea vi siete fatti delle elezioni in Iran? Perchè sembra veramente difficile capire come sono andate le cose.

Immagine|Flickr

Iran, la protesta sempre più stretta nella morsa repressiva

pubblicato da davide f.

flickr

Si stringe il cerchio attorno alle proteste in Iran. I blogger denunciano che tutti gli ospedali e le ambasciate sono circondati da uomini della milizia; un giornalista del“Kalemeh Sabz”, quotidiano di Mousavi, ha denunciato oggi a France Press che due giorni fa, venticinque fra giornalisti e dipendenti del quotidiano sono stati arrestati. Sul sito del candidato leader delle proteste intanto è stato pubblicato un comunicato che denuncia dettagliatamente i presunti brogli elettorali.

Uso improprio di fondi pubblici, nomine pilotate tra gli organizzatori della consultazione, schede senza numero di serie, troppi timbri in circolazione, rappresentanti di lista dell’opposizione tenuti alla larga dai seggi dove forse sono arrivate urne già piene di voti.

Nel testo, il “Comitato per la protezione dei voti” chiede una “commissione accettabile per tutte le parti in causa per esaminare tutta la procedura elettorale”.

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La BBC e il "paziente italiano": crisi o nuovo rinascimento?

pubblicato da Giulio Mattioli


Il canale internazionale della britannica BBC ha dedicato la scorsa settimana un lungo servizio al nostro paese, intitolato eloquentemente “Il paziente italiano”: in esso la giornalista Annalisa Piras, da molti anni inviata de “L’Espresso” a Londra , fa ritorno in patria per verificare se, dopo la vittoria elettorale di Berlusconi, il paese stia approfondendo lo stato di crisi permanente per il quale è noto in Europa, o se al contrario stia vivendo sotto la leadership del Cavaliere un nuovo rinascimento.

Il reportage, che trovate in mp3 qui, offre una prospettiva “esterna” su molti dei problemi del nostro paese: dalla spazzatura e la camorra di Napoli, al “lato oscuro” della Verona intollerante e post-fascista; dall’irrisolto conflitto di interessi di Berlusconi all’antipolitica dilagante, fino a quello che è forse il più inquientante di tutti: la massiccia fuga di cervelli e di talenti dal nostro paese verso il resto dell’occidente.

Il servizio, che comprende diverse interviste, presenta dichiarazioni di molti noti personaggi, che forse non sarebbero state rilasciate con tanta facilità ai media italiani. C’è ad esempio Giuliano Ferrara che definisce Berlusconi “un populista, ma un populista democratico”, o Giuliano Amato che sintetizza lapidariamente il nostro carattere nazionale:

l’identità collettiva degli italiani è basata sulla condivisione dell’idea di “difendersi da quelli che stanno lassù”

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