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Tutti gli articoli con tag benedetto xvi

Per Franco Frattini è più importante la Costituente dell’Olocausto

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’attuale organizzazione dei Ministeri è adeguata alla classe politica italiana? Probabilmente No. Per capirlo è sufficiente riflettere su alcune dichiarazioni di Franco Frattini che dimenticandosi, evidentemente, del suo incarico invece di parlare del rapporto tra l’Italia e l’Estero ragiona sulla riforma della Costituente.

Sì. Anche lui. I problemi del Governo, che rispetto al precedente può contare su una maggioranza compatta (malgrado l’abuso del voto di fiducia), secondo il Ministro degli Esteri sarebbero risolvibili cambiando il sistema legislativo italiano.

“È – ha dichiarato l’esponente politico a proposito di una nuova possibile costituente - un’idea interessante proprio perchè limita i contraccolpi che la lotta politica quotidiana può avere sul dialogo per le riforme”.

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Ispirato da Massimo Giletti, Piero Marrazzo chiede perdono al Papa

pubblicato da Giovanni Molaschi



Non c’è stagione televisiva che non ci porti in dono l’ennesimo fintamente nuovo talk show di politica. Ormai del Governo, dei suoi esponenti e delle relative attività si disquisisce ogni ora del giorno. E della notte.

Analizzando bene il fenomeno si potrebbe pensare che a cannibalizzare il media sia stata la stessa casta che non perde occasione di specchiarsi negli occhi delle persone che l’hanno scelta. O che vorrebbero cambiarla.

Di fatto non è così. È la televisione che ha mangiato la politica trasformandola in uno scarto che a tratti ricorda i contenitori che attorno ad un reality show vengono creati. Oggi, più di ieri, bisogna prender atto del modello Giletti. Utilizzato ogni volta che si può.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Benedetto XVI: monito. Voto + 10. Alla messa di Pentecoste, il Papa lancia un nuovo monito sull’ambiente, e non solo: “ Mondo avvelenato dall’inquinamento morale”. Chi può negarlo?

Romano Prodi: l’europeo. Voto + 9. Torna a farsi sentire l’ex premier: “Di fronte a questa crisi, saremmo naufragati senza Ue”. Già. Chi se lo ricorda? Nel Belpaese domina il gossip.

Benedetto XVI:"Preservativi contro l'Aids in Africa? Non servono a nulla"

pubblicato da V.

sondaggio africa ratzinger

Ok: leggete in home, sul Corriere o dove vi pare, della dichiarazione di Benedetto XVI in viaggio verso il Camerun:

L’epidemia di Aids «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi»: è quanto ha affermato Benedetto XVI, durante il suo viaggio verso l’Africa. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità

Bene: polisblog vuole portare un contributo utile alla discussione. Se i preservativi non servono a nulla, che fare? A voi la parola!

Caso Williamson: la Germania in rivolta contro il "suo" Papa

pubblicato da Giulio Mattioli

Nel 2005, al momento dell’elezione di Josef Ratzinger al soglio pontificio, la Germania era quasi unanimemente in festa: dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, infatti, non accade spesso che un tedesco occupi una posizione in cui (potenzialmente) si è oggetto di ammirazione e devozione da parte di uomini e donne di tutto il mondo.

Poco meno di 4 anni più tardi, il clima sembra ben diverso in terra teutonica: la riabilitazione del vescovo negazionista Williamson e la recente nomina a Vescovo di Linz dell’ultraconservatore Gerhard Wagner come Vescovo ausiliare di Linz hanno attirato al Papa tedesco una valanga di critiche nel suo paese d’origine.

E non solo - come ci si potrebbe attendere - dalla stampa più o meno liberale, ma anche in maniera crescente da esponenti della Chiesa Cattolica tedesca stessa, tra cui arcivescovi e teologi di spicco. E i toni che hanno scelto non sono stati dei più moderati.

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27 gennaio 2009: Papa Ratzinger celebra il giorno della Memoria riabilitando un vescovo che nega l’Olocausto

pubblicato da paganini


Un segnale negativo, angosciante e incomprensibile. E’ terribile che un vescovo negazionista della Shoah, fatto storico incontestabile, sia riabilitato e legittimato. Le frasi da lui pronunciate sono a suo discredito e totalmente inaccettabili non solo dagli ebrei ma da tutti quanti. Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, reagisce così alla revoca da parte di Benedetto XVI della scomunica dei vescovi lefebvriani, tra cui monsignor Richard Williamson, che in alcune recenti dichiarazioni ha negato la Shoah.

La scelta di riabilitare i vescovi che fanno riferimento a monsignor Marcel Lefebvre, morto nel 1991 e fondatore del movimento tradizionalista, non poteva cadere – al di là della sua opinabilità – in un momento più infelice, proprio a ridosso del 27 gennaio, Giornata della Memoria e del ricordo delle vittime dello sterminio nazista. Uno dei quattro si chiama appunto Richard Williamson ed ha affermato Io credo che le camere a gas non siano mai esistite… penso che dai 200mila ai 300mila ebrei siano morti nei campi di concentramento, ma nessuno nelle camere a gas. Una dichiarazione che il superiore dei lefebvriani, monsignor Bernard Fellay, ha sminuito relegandola a “private opinioni”.

Di fronte alla marea di critiche circa la scelta di conferire un riconoscimento a questi personaggi, revocandogli la scomunica, Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, afferma che le parole di Williamson sulla Shoah sono «infondate» e «immotivate»: Mentre esprimiamo il nostro apprezzamento per l’atto di misericordia del Santo Padre manifestiamo il dispiacere per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro Vescovi interessati circa la Shoah; dichiarazioni peraltro rese alcuni mesi or sono e solo adesso riprese con intento strumentale; dichiarazioni già ripudiate dalla stessa Fraternità».

Quindi, secondo Bernard Fellay un vescovo può manifestare liberamente e senza conseguenze “opinioni personali” che mettono in discussione il più efferato genocidio degli ultimi secoli mentre per Angelo Bagnasco il fatto che quella dichiarazioni siano vecchie di qualche mese le rende accettabili.
L’urgenza di Benedetto XVI di reintegrare i seguaci di Lefebvre rientra nelle questioni interne e nei segreti del Vaticano. Però il messaggio che viene trasmesso riaprendo le porte a Richard Williamson va oltre i confini della Santa Sede e getta un’ombra cupa sul 27 gennaio 2009.

Nella galleria qui sotto vedete le foto del lager di Dachau, uno dei luoghi dove, secondo Williamson e altri personaggi del suo calibro, dal 1940 al 1944 non è successo quasi niente.

Il "prof" ex brigatista Morucci fra favole e sangue

pubblicato da Massimo Falcioni

Il “professor terrorista” Valerio Morucci non potrà salire in cattedra. Almeno stavolta.

Il rettore dell’Università la Sapienza di Roma Luigi Frati, dopo le proteste di insegnanti e studenti, ha detto un inequivocabile “no”: “Morucci venga a parlare a via Fani”.

Morucci, ex brigatista rosso (pentito?!), la sua lezione l’ha già consegnata alla storia con il sangue di innocenti, quel tragico mattino del 16 marzo 1978 in Via Fani e con l’epilogo dell’assassinio di Aldo Moro.

Il Prof. Ordinario Giorgio Mariani aveva invitato Morucci lunedì 12 gennaio per un incontro con gli studenti, con questa motivazione: “Le autorità di polizia e di giustizia vedono con favore questi incontri che possono avere un contenuto educativo perché aiutano le nuove generazioni a scansare le tentazioni di ripetere scelte sbagliate, in particolare in un momento in cui la protesta legittima di studenti e giovani si fa sentire nuovamente”.

Evidentemente Morucci è più “istruttivo” del Prof. Ratzinger (Papa Benedetto XVI), cui un anno fa si impedì di parlare alla Sapienza.

Alle risibili motivazioni relative all’invito di Morucci rispondiamo con quanto scrisse Giorgio Bocca su Il Giorno del 23 febbraio 1975: “A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto di favola per bambini scemi e insonnoliti e quando i magistrati, gli ufficiali dei carabinieri e i prefetti ricominciano a narrarla mi viene come un’ondata di tenerezza perché la favola è vecchia, sgangherata, puerile”.

Il “bello” delle favole è che continuano ad essere raccontate. Perché c’è sempre chi le vuole ascoltare.

Ore 12 - Monito del Papa: i politici capiscono "fischi per fiaschi"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroA destra e a sinistra fanno a gara, dopo il monito di ieri, a tirarsi il Papa dalla propria parte. Dimostrando così (ma chi aveva dubbi?) di appartenere proprio a quella classe politica messa “sotto accusa” da Benedetto XVI.

Un Papa che non vuole rifare la Dc, ma vede l’inadeguatezza dei cattolici impegnati in politica e non vuole in Italia la riproposizione del modello anticlericale alla Zapatero.

Ma nelle parole del Papa c’è di più. E di più profondo. Le sue parole vanno ben oltre le “miserie” della quotidianità politica e attengono più in generale non solo al rapporto fra Stato e Chiesa ma a quello fra “Stato e religione”.

La questione della “laicità” continua la sua evoluzione non solo nel suo episodico rapporto fra Stato e Chiesa ma in una molteplicità di snodi (culturali, morali, giuridici, sociopolitici) fino a modificare lo stesso concetto di democrazia. Oggi si sostiene che la vita civile, entro la quale maturano le scelte più importanti, non ha bisogno di sostegni esterni di tipo metafisico e teologico.

Scrive il Prof. Vittorio Possenti: “Oggi ci si accorge che questa posizione non regge e che il perenne e spesso lamentoso richiamo alla tolleranza rischia di essere vano, perché i problemi con cui dobbiamo confrontarci richiedono una determinazione che vada oltre il procedurale”. Anche la semplificazione: “a noi le cose ultime, a loro le cose penultime o temporali” è limitativa. Perché dentro le cose penultime o temporali nascono problemi etici, antropologici ecc.

In definitiva non esiste uno stato laico puro, se per garantirsi deve ricorrere all’etica, cioè alla legge naturale che è legge comunque morale. Ma cosa hanno capito del messaggio papale i “cattolici” della politica italiana?

Il monito di Benedetto XVI: "Serve una nuova generazione di politici cattolici"

pubblicato da fc

Benedetto XVI, da Cagliari, lancia al Palazzo e alla società civile, un messaggio chiarissimo nel suo complesso: all’Italia serve una “nuova generazione” di politici cattolici, che abbiano “rigore morale” e “competenza”. Ad ascoltare le parole del Santo Padre, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che avrà modo poi di parlare col Papa in un faccia a faccia privato al termine della celebrazione eucaristica.

La Santa Sede, contrariamente alla consuetudine, non rilascia particolari su ciò che si sono detti i due. Certamente, però, quello di Berlusconi in Sardegna è un viaggio inaspettato, organizzato in tutta fretta negli ultimi giorni. Nonostante si professi “sardo ad honorem”, il Cavaliere, infatti, ha solo approfittato della visita all’Isola di Benedetto XVI per confermare di persona al successore di Pietro l’intenzione di rafforzare il dialogo con la Chiesa.

In un’intervista all’Unione Sarda pubblicata ieri, il premier si dice profondamente grato al Pontefice e ai vescovi “per i suggerimenti e le parole di incoraggiamento che ci hanno riservato in questa prima fase del nostro mandato di governo”. E sottolinea: “Quelli che volevano la Chiesa del silenzio, e che ancora gradirebbero che i sacerdoti e i vescovi fossero confinati dentro le chiese, si sono sempre ispirati a principi opposti ai nostri”.

Le ricette del Papa per l’immigrazione: tutto sbagliato?

pubblicato da Giulio Mattioli

In una democrazia liberale come la nostra un capo religioso ha certamente il pieno diritto di esprimersi liberamente sulle grandi questioni di politica e società. Allo stesso tempo però, dovrebbe spogliarsi di quel principio di autorità clericale che rende la parola di alcuni meno discutibile di quella di altri.

Concretamente: il Papa dovrebbe essere libero di dire quel che vuole sulla politica (fintanto che non ordina ai parlamentari come votare) ma ad ognuno di noi dovrebbe essere concesso il diritto di criticare, anche aspramente, il cosiddetto “Santo Padre”, senza temere di essere rimproverati di lesa maestà. Abbiamo deciso di provare a farlo.

Prendiamo ad esempio le recenti parole di Benedetto XVI sull’immigrazione: punto primo, i paesi europei dovrebbero “sviluppare strutture di aiuto e accoglienza degli immigrati irregolari”. Fin qui una posizione rispettabile, anche se nel parlamento italiano ormai non sono più presenti partiti che la sosterrebbero senza farla seguire da un “ma-anche”. E’ invece col secondo punto che Ratzinger comincia a lasciare un pò perplessi.

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