Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag beppe grillo

Berlusconi insegue Grillo (e Obama) sul ... web

pubblicato da Massimo Falcioni

Nel bailamme del Pdl e più in generale del centro-destra Silvio Berlusconi ricomincia dalla … comunicazione. Più dei contenuti e del contenitore il Cavaliere lavora sul messaggio e sul rapporto fra partito ed elettori.

Dov’è la novità? C’è ed è profonda. Berlusconi sostituisce la televisione con internet, puntando (quasi) tutto sul web, inteso anche come mezzo per recuperare elettori e arginare l’antipolitica sempre più diffusa nel Paese.

Il Cavaliere “insegue” sulla rete internet Beppe Grillo, reduce dall’exploit delle ultime amministrative e pronto per le prossime politiche per dare l’assalto al Parlamento con il suo movimento-partito 5 Stelle. In verità il modello seguito da Berlusconi è quello di Barack Obama tanto che il sito forzasilvio.it lancia l’appello: “Impegnati con me per cambiare l’Italia” esattamente come quello del presidente Usa barackobama.com: “Stand up with the president”.

Attivo da poco più di sei mesi, il sito del Cav cresce forte e ha già superato 250 mila iscritti, con la pagina facebook che vanta quasi 500 mila amici! E’ questa la strada, ne sono convinti a via dell’Umiltà, per chiudere le obsolete sezioni di partito, lontane dai cittadini e conventicole per le infinite beghe intestine fra correnti e i capi bastone.

Da qualche mese sono stati arruolati i “volontari digitali”. Un esercito di circa cinquecento simpatizzanti - dopo l’estate saranno almeno il doppio - con il compito di irradiare nel web il messaggio berlusconiano. Scrive linkiesta.it: «Un porta a porta virtuale» con cui il Pdl conta di invadere la rete e i social network e convincere tanti elettori delusi. E poi c’è la political digital academy. La scuola di formazione internettiana, per allenare i candidati pidiellini a navigare in rete.

Dunque, il Cavaliere non molla l’osso, rilancia, passando dall’era dei “nani e ballerine” a quella tecnologica del 2.0. Ma sempre fumo è. Dove sono i contenuti, dov’è il prodotto, chi sono i nuovi “venditori”?

“Se uno vende aria fritta, - scrive un blogger - non importa che quell’aria fritta sia comprata al mercato o via credit card da un sito internet, sempre aria fritta è”. E qui, forse, casca l’asino. Cioè, il Cav.

....
condividi 6 Commenti

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Bernardo Provenzano tenta (o finge di tentare) il suicidio in carcere. Vespa sta già preparando il plastico della cella per una prossima puntata con psicologi, magistrati ed esperti in studio. In bocca al lupo, Bruno. Crepet il lupo

Forse anche “u zu Binnu” ha tentato di togliersi la vita per colpa di Equitalia? E’ esasperato, poverino, mandiamolo in vacanza a rilassarsi senza pensieri. Cosca Crociere

Tremonti, dopo averci fregato per anni, va da Santoro e con aria da guru continua a raccontare la crisi usando metafore sui videogames. Gli piacciono proprio ‘sti videogiochi. Pacman? No, Pacco-man

Intanto i grillini si preparano al clamoroso ballottaggio di Parma con il buon Pizzarotti. Un voto che potrebbe nascondere una catastrofe per i partiti tradizionali. Parmageddon

....
condividi 0 Commenti

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: trombetta. Voto 4- Il leader Udc liquida l’anemico Terzo Polo: “Ricompattare i moderati con un nuovo schema di gioco”. Di nuovo sotto l’ala del Cav?

Beppe Grillo: trombone. Voto 3- Il leader del Movimento 5 Stelle torna a fare il comico: “Noi ultima speranza, oppure c’è la dittatura”. Troppi brindisi dopo la vittoria?

....
condividi 3 Commenti

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Anna Maria Bernini sul Movimento 5 stelle a Ballarò: “E’ il momento dei comici in politica”. Strano, eppure pensavamo che il Cav fosse in declino…mah. Silvio e Ollio

Mentre Berlusconi è a Mosca a festeggiare, i grillini Federico Pizzarotti, Paolo Putti e compagnia bella raccontano come il M5s si stia incuneando al Nord nella crisi del forza-leghismo. Caro Cavaliere, come la mettiamo? Basta trastullarsi. Il lettone di Putti

Casini mette una croce sul Terzo polo: “Ok, basta. Si chiude la baracca”. Il dispiacere pervade la Penisola, orde di cittadini vanno in giro a flagellarsi per la disperazione. E Fini? Ormai gli si prospetta un ruolo da guardarobiere a casa di Pierferdi. Il presidente della (anti)Camera

Il leader Udc intanto pensa a fondare per la settima-ottava volta il partito della Nazione. Ma nella politica italiana trionfano malaffare e corruzione e Pierfurby non incarna certo il dirompente nuovo che avanza. Il Partito della dazione

....
condividi 0 Commenti

Elezioni, Bersani: "Da Genova la riscossa!". Ma con quale Pd?

pubblicato da Massimo Falcioni

Va a chiudere la campagna elettorale nella tana del lupo, Pier Luigi Bersani.

Da Genova, città del fustigatore Beppe Grillo, il segretario del Pd lancia la sfida: “Da qui viene una riscossa chiara, non solo amministrativa ma anche politica e civica. E il Pd si mette al servizio di questa riscossa”.

Bersani fa buon viso a cattiva sorte, è in piazza per sostenere quel Marco Doria che alle primarie fece saltare candidati e strategie del Pidì. Sul palco c’erano anche la sindaco uscente Marta Vincenzi e la senatrice Roberta Pilotti, entrambe sconfitte alle primarie genovesi dall’indipendente sostenuto da Sel.

Finti sorrisi e finti abbracci. Fra questi personaggi c’è chi fa il tifo per i candidati del centrodestra. Bersani sa e tira diritto, anzi è certo che da Genova partirà il rilancio del centrosinistra. Ma quale centrosinistra?

Quello di Doria, delle signore Vincenzi e Pinotti, quello della foto di Vasto o dell’inciucio con Casini, quello di Renzi o di D’Alema, quello conservatore della mannaia contro i ceti più deboli o quello progressista alla Hollande?

Non è forse il Pd di Genova lo stesso che in regione governa con l’Udc, il cui capogruppo è accusato di rapporti con la ‘ndrangheta? Non è lo stesso partito che da anni gioca di sponda con il Pdl (Scajola ecc) e non solo, per orientare pro domo sua il business dei porti e della cementificazione delle coste?

Ecco, serve chiarezza, serve coerenza, serve una linea valida per tutti e ovunque. Da lunedì (anche) Bersani avrà i suoi grattacapi.

....
condividi 5 Commenti

Beppe Grillo, foto segnaletiche dei "tesorieri" dei partiti. Wanted ...

pubblicato da il passator cortese

Scrive il “blogger” Beppe Grillo: «I partiti non mollano. Toccategli tutto, ma non l’argenteria. Si sono tenuti anche l’ultima tranche di 182 milioni di finanziamenti elettorali illegali. Soldi illegali in quanto aboliti a larghissima maggioranza da un referendum. Hanno fatto ammuina per tre settimane. Vanno capiti, come possono restituire ciò che hanno già speso? Le banche gli hanno anticipato la prossima rata prima che venisse incassata. Provate a farlo voi con una fattura di 1.000 euro. Il cassiere vi farebbe internare».

Poi sul finanziamento dei partiti il leader del Movimento 5 stelle incalza: «Nè restituzione, nè congelamento, ma la promessa (giurin giuretta, croce sulle labbra) di discuterne dopo le elezioni comunali. Rinvio per motivi tecnici (…) Loro non si arrenderanno mai (noi neppure). Ci vediamo in Parlamento».

Fin qui, come non essere (quasi) d’accordo con l’ex comico? Ma Grillo non si ferma e sul suo sito pubblica un post dal titolo “I tesorieri”.

Il leader del Movimento 5 stelle accompagna il suo attacco ai partiti sul finanziamento pubblico da un fotomontaggio in cui appaiono le foto ’segnaletiche’ di 5 tesorieri di partito. Nell’ordine: Luigi Lusi (Margherita), Francesco Belsito (Lega), Luigi Naro (Udc), Antonio Misiani (Pd) e Rocco Crimi (Pdl). Benzina sul fuoco. Cui prodest?

....
condividi 4 Commenti

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: gradasso. Voto 5- Il leader del Pd non vuole andare alle urne perché “troppo facile vincere” le elezioni ad ottobre: “Non intendo vincere sulle macerie del Paese”. E ha la ricetta in tasca per la riforma del lavoro: “So dove prendere i soldi”. Non dire gatto…

Beppe Grillo: ciarlatano. Voto 4- Il leader del “5 Stelle” insiste: “Non mi confronto con Napolitano, lui non è stato eletto dai cittadini”. Poi il parallelo-choc tra la mafia e i partiti: “La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo”. Replica il Pd: “Ciarlatano!”.

Sinistra, fabbrica di partiti. Aspettando il nuovo "Ghe pensi mi"

pubblicato da Massimo Falcioni

Strano paese, il nostro. Da una parte dilaga l’antipolitica e dall’altra si fa a gara nell’annunciare nuovi partiti. (Anche) in questo destra e sinistra pari sono.

A Firenze, l’ultimo round (per ora), dove un pool di intellettuali di rango e di “sinistra” ha dato il via a un “nuovo soggetto politico”. Orbene, a Firenze si è vista gente vista ovunque negli ultimi decenni (da Rifondazione ai girotondi di vari colori) ove la sinistra cercava se stessa nella logica del chiodo scaccia chiodo.

Stavolta in questa nuova avventura politica che parte da Firenze l’idea c’è e pare muoversi con lo stesso obiettivo ideologico di Beppe Grillo: la cultura anti-sviluppista, l’affermazione di una democrazia diretta da affiancare alla democrazia delegata.

Si dirà, roba rimasticata. In effetti dai soviet del 1917 (e da prima) questa minestra è stata sempre girata, rigirata e riscaldata con risultati storicamente disastrosi.

Nel manifesto dei professori non c’è alcun cedimento all’antipolitica, almeno finora, e la nascita di un nuovo soggetto politico non viene proposta in nome di un superamento delle categorie di destra e di sinistra ma per ridare slancio a una nuova sinistra. Velleitarismo?

Scrive il sempre acuto Peppino Caldarola: “Messe così le cose non può che nascere un nuovo Pdup, partito di buone referenze intellettuali ma tragicamente minoritario. La tentazione di dar vita a partiti prima di sperimentare la capacità di radicamento, è una antica tradizione minoritaria. Il 68 fu ucciso, non solo ma anche, da tante avanguardie autoproclamate poi finite nella diaspora di gruppi e gruppettini”.

Già. Aspettando la discesa in campo, nell’altro campo, del nuovo “Ghe pensi mi”.

....
condividi 3 Commenti

Bepe Grillo? "Farebbe bene a spararsi nei c...". Fabio Mussi (Sel) dixit. E su D'Alema ...

pubblicato da il passator cortese

Uno come Fabio Mussi, scuola del vecchio Pci, personaggio colto ma duro, non le manda a dire. Nel mirino Beppe Grillo, ma ce n’è anche per l’ex compagno-amico Massimo D’Alema.

“Grillo è uno che farebbe bene a spararsi nei coglioni”. Papale papale. Così Mussi, presidente di Sel, ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio 24, dopo le dichiarazioni di Grillo su Vendola (“Mi sparerei sui coglioni per aver appoggiato Vendola”).

Secondo Mussi, Grillo mira a “rubare” elettori al suo partito: “Lui è un competitor. Come diceva Prodi, non è uno che fa antipolitica, lui fa politica, punta a conquistare dei candidati, degli eletti del potere e quindi spara su chi ritiene più vicino alla frontiere del suo elettorato.”. L’ex ministro incalza: “il comico dice una cosa sensata ogni dieci insulti, è un personaggio trash, è difficile distinguere le due cose. Alla crisi della politica si deve rispondere con la cultura, la conoscenza, alzando il livello di civiltà”.

E non manca una frecciata al suo ex compagno di partito, D’Alema: ” Lui ha detto che Grillo ricorda Bossi dei primi tempi e il Gabibbo. Però a D’Alema il primo Bossi ricordava una costola della sinistra, non mi sembra che abbia queste rappresentazioni folgoranti”.

Riguardo all’elettorato del Movimento cinque stelle, Mussi aggiunge: “Consiglierei la lettura di un racconto meraviglioso che descrive bene queste forme di incantamento di platee rapite: “Mario e il mago” di Thomas Mann. Incantare le platee è tipico delle relazioni carismatiche. Anche Berlusconi è un incantatore, seppure con un altro stile. Quello del Cavaliere è più burlesque. Gli elettori del movimento di Grillo sono un popolo di incazzati che hanno molte ragioni, vorrebbero dare uno schiaffo, ma poi questo torna indietro, se lo danno da soli. Votano in modo sbagliato”.

Quando il gioco si fa duro, i duri giocano.

Ore 12 - Partiti, difenderli a spada tratta o cannoneggiarli ad alzo zero?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroRicapitoliamo: la società ce l’ha con i partiti. E i singoli individui? Idem. Giorgio Napolitano insiste nella difesa dei partiti, essenziali nell’intelaiatura della democrazia invocando “pulizia” ma non “demonizzando” i partiti che “non sono il regno del male”.

Scende in campo anche il presidente emerito della Corte costituzionale Zagrebelsky: “Se si limiteranno a ridurre i fondi, i politici sembreranno approfittatori colti con le mani nel sacco. Rinnovare la democrazia interna”.

Già, non sono il regno del male: ma cosa sono oggi i partiti se non centri di potere vagamente democratici o per niente democratici, ad esclusivo uso e consumo di se stessi, delle proprie leadership, delle cricche amiche vicine e lontane?

Scrive oggi sul Foglio il “saggio” Giulianone Ferrara: “Gli individui con la testa sulle spalle sanno che non tutti i preti sono pedofili, che non tutti i politici sono ladri, non tutti i commercianti e i professionisti sono evasori fiscali, non tutti i mariti sono puttanieri, non tutte le donne sono puttane”.

E il premier Monti si rivolge agli italiani: “Grazie per la vostra sofferenza”. Quali italiani? Quelli che non hanno più lacrime per piangere o quelli che ridono per averla ancora una volta fatta franca?

Il cannoneggiamento del potere alla Beppe Grillo lascerà sul terreno solo macerie. Ma i partiti da soli non vogliono o non possono cambiare. Anche gli appelli del capo dello Stato rischiano di rimanere solo prediche. Lo stesso Napolitano rischia di diventare il difensore ingessato della partitocrazia.

I partiti vanno rivoltati come calzini. Possibile tapparsi il naso e votare il “meno peggio”? Se non si può, altra via non c’è se non quella dell’astensione. Per adesso.

....
condividi 5 Commenti