Coda al veleno per la tragica vicenda di Eluana Englaro. A qualche mese dalla morte della giovane donna, la Procura di Lecco ha avviato decine di procedimenti per diffamazione contro testate, siti internet e blog che all’epoca degli eventi usarono toni molto aspri nei confronti del padre Beppino.
Quest’ultimo ha presentato una denuncia corredata di centinaia stampate di articoli, perlopiù apparsi sulla rete, tra le quali la Procura ne ha selezionati alcune decine dopo ampia scrematura. Si tratta di tutte le testate e i blog che hanno usato termini come assassino e omicida nei confronti del signor Englaro e dello staff medico che aveva in cura la figlia Eluana.
Va detto che non sempre gli autori degli articoli sono individuabili, essendo molti di essi firmati dai classici nickname della blogosfera, ed è stato dunque dato mandato alla Procura di scoprire chi si nasconda dietro questi pseudonimi. Altri sono invece firmati con nome e cognome, e in generale si riconoscono nell’ambiente cattolico non per forza integralista, ma sempre vicino alle posizioni della gerarchia cattolica.

Eluana Englaro è morta. La notizia è stata data or ora dall’Ansa. Era prevedibile che il fisico della donna non potesse resistere a lungo all’interruzione della nutrizione e dell’idratazione. Possibile anche un blocco renale, ma per il momento le cause tecniche della morte non sono ancora chiare. Giunge così a termine nel modo più drammatico, ma evidentemente prevedibile, il braccio di ferro tra Governo e Quirinale, ma anche tra le diverse posizioni etiche che si sono fronteggiate nei giorni scorsi.
Poco prima della morte il Pg di Udine aveva evidenziato che dagli accertamenti non fosse emersa la necessità di un intervento della magistratura nei confronti della clinica La Quiete. Termina così un calvario di 17 anni che nessuno di noi ha il diritto di giudicare, in un senso o nell’altro.
Rimane il rispetto per il dolore della famiglia; una famiglia che soprattutto nella figura del padre Beppino ha lottato per un periodo di tempo lungo e terribile per quella che riteneva essere la volontà della propria figlia. Non ci sarà mai dato sapere fino in fondo se lo fosse veramente, ma non è il momento di ergersi a giudici. È il momento del cordoglio e basta. Ciao Eluana.
Voi non potete saperlo, ma noi di polisblog riceviamo ogni giorno più di una e-mail da parte di Beppe Cipolla, addetto stampa del PDL alla Camera. Tra i suoi comunicati arrivati oggi, l’Onorevole Alessandro Pagano, che ha dichiarato oggi quanto segue:
Con il trasferimento da Lecco ad Udine, finalmente Beppino Englaro e il suo clan stanno riuscendo nel loro piano diabolico ossia di far eseguire la prima condanna a morte della storia Repubblicana (corsivo nostro)
Forse l’onorevole Pagano è semplicemente in cerca del suo quarto d’ora di notorietà, o forse la sua militanza in Azione Cattolica lo porta a vedere il maligno un po’ dappertutto. Quello che è certo è che il deputato siciliano ha perso del tutto il senso della misura.
Italia, paese di inestricabili labirinti giuridici, lungaggini burocratiche e Ponzio Pilato. Pilato sì, come la Procura Generale di Milano che tramite il pg Gianfranco Montera dichiara che “la decisione da prendere si è rivelata di una complessità tale da richiedere tutto il tempo che legge prevede”… ma il tempo che la legge prevede è un anno! Dodici lunghi, interminabili mesi per prolungare l’agonia di un essere umano che da sedici anni è ridotto a uno stato di coma vegetativo.
Ma come si è arrivati a tanto? Dopo la sentenza d’Appello che decretava il distacco di Eluana Englaro dall’alimentazione forzata che la teneva in vita, non restavano che due possibilità: rinunciare ad impugnare la sentenza e porre termine all’agonia giuridica, oppure proporre un ultimo straziante ricorso in Cassazione. Molto probabilmente verrà scelta la seconda ipotesi. Qui tuttavia non vogliamo contestare una decisione che è della Procura soltanto, bensì l’aggravio d’accanimento dovuto ai tempi decisionali, sfruttando ogni falla del nostro diritto.
Ancora Montera: “Vogliamo sottrarci al corto respiro delle passioni politiche che attorno a questo caso si stanno muovendo e decidere con calma”. Passioni politiche? Calma? Voi state decidendo della vita di un essere umano, costretto in un limbo di non-vita da tempo immemore, e del quale è stata incontrovertibilmente dimostrata la volontà di morire. Come vi permettete di prendervi un anno per questioni politiche? Di cosa avete paura? E’ diritto inalienabile di una persona decidere del proprio destino; chi siete voi per sostituire questo diritto con le vostre convenienze politiche?
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