
Sarà Fabio Fazio il primo giornalista televisivo a intervistare Beppino Englaro, dopo la drammatica morte della figlia Eluana. In questi giorni si sono susseguite le dichiarazioni dell’uomo che sembra voler “scendere in campo” a 360 gradi, secondo quanto si legge anche in un’intervista di oggi sul Corriere della Sera. Qui dichiara di essere socialista craxiano e altro, ma francamente ci augureremmo che il suo impegno - nel caso volesse davvero scendere in politica - si incentrasse sui temi più legati alle note vicende delle ultime settimane, testamento biologico in primis.
Per l’intanto potremo vederlo a Che tempo che fa, in onda a partire dalle 20,10 su Rai3. Ricordandovi che tra gli altri ospiti vi sarà anche lo scrittore Nico Orengo, e me caro per un’accusa (sacrosanta) a Terry Brooks di plagiare Tolkien apparsa tanti anni fa su Repubblica, vi diamo appuntamento qui su PolisBlog per commentare l’intervista. Ecco di seguito (dopo il salto) come viene presentata.
Continua a leggere: Stasera su Rai3 la prima intervista a Beppino Englaro dopo la morte di Eluana.
Il caos mediatico intorno alla vicenda di Eluana Englaro è stato sotto gli occhi di tutti. Se ne è parlato tanto, forse troppo, ma come è stato affrontato il problema?
Proviamo ad analizzare il caso attraverso i dati di Bayes-Swarm sulle fonti online (dati dal 15 Gennaio 2009 al 15 Febbraio 2009).

Le parole chiave
La parola Eluana ha una presenza tripla rispetto alla parola Englaro: le percentuali sembrano significative in quanto rivelano un racconto intimo e privato della vicenda – chiamando la donna per nome si entra nella sua sfera personale; l’uso del cognome indica un punto di vista più professionale e un maggior distacco. In effetti i dati non sconcertano: è ormai abitudine comune dei giornalisti far riferimento ai protagonisti delle cronache per nome di battesimo.
Ma il caso Englaro ha anche un suo significato “pubblico”: l’aver aperto in Italia un dibattito su un argomento delicatissimo e su un buco legislativo, tale da mettere in crisi i poteri dello stato…
Continua a leggere: Eluana Englaro: una questione privata e un dibattito pubblico

Ok: se come me anche voi leggendo i giornali di oggi credete che si, quel buco nero del Cern abbia effettivamente spalancato le porte di una dimensione parallela in cui siamo caduti senza accorgercene, rispondete al sondaggio qui sotto, tema: le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, in cui sostiene di non avere mai attaccato la Costituzione, nè Napolitano riguardo al Decreto Eluana Englaro.
Vi metto un link in cui trovate tutto quello che è accaduto settimana scorsa, rileggete, e ripetete con me: nessuna astronave ci ha portato su un altro pianeta, nessun buco nero ci ha inghiottito, non ci troviamo in un’altra galassia, ma siamo sempre sul pianeta Terra.
O forse abbiamo tutti sentito male, che nessuno di noi abbia capito nulla, che, poverino, sia stato frainteso - la giustificazione dei cretini quest’ultima, o dei troppo furbi “Sono stato frainteso”. Via al sondaggio!
Adriana Pannitteri è una giornalista e conduttrice del TG1: un volto che avrete visto centinaia di volte all’ora di cena. Non solo: è anche una scrittrice e qualche anno fa, per i tipi di Aliberti ha dato alle stampe “Vite Sospese“, in cui affrontava con sorprendente anticipo, temi sui quali ci si sarebbe scannati con toni da guerra civile oggi.
Grazie ad un comune amico abbiamo discusso via mail di quanto accaduto in questi giorni, e della devastante - per il tessuto sociale peraltro già marcio, metastatico, di una nazione - vicenda di Eluana Englaro. Ne è venuto fuori quanto trovate qui sotto. Buona lettura.
In Vite Sospese hai incontrato anche Beppino Englaro: che impressione avevi avuto? Come ti era sembrato il padre di Eluana?
Ho incontrato più volte Beppino Englaro dopo la prima visita a Lecco, quando mi condusse oltre due anni fa da Eluana. Con lui è proseguito, dopo qualche scontro iniziale, un rapporto di amicizia che mi permetto di definire profondo. Ho continuato a parlare con lui anche in questi momenti difficili e penso che dobbiamo molto a questo uomo dal carattere rude, per certi versi, ma anche dalla dignità fortissima.

Ieri sera si è chiusa una vita, quella di Eluana Englaro, che non era più tale dal gennaio del 1992: fermo restando il dolore, per qualcuno che non è più tra noi (ma non lo era da diciassette anni: questa è una liberazione, per lei, per la sua famiglia, più che una tragedia) restano sul tavolo le stesse, enormi questioni di prima.
Solo, sono attenuate in queste ore dal lutto obbligato che ha invaso - in parte, vedi Mentana - i mezzi di comunicazione di massa, stretti in un dolore peloso come certa carità da sms solidale. Peloso come la puntata di ieri sera di Porta a Porta, stucchevole, soprattutto in certi momenti melò con suore - in alto, ben visibile, la scritta “ESCLUSIVO” accompagnate da colonne sonore imbarazzanti.
Era difficile capire cosa fosse peggio ieri sera: se il detestabile cazzeggio alla X-Factor/Grande Fratello, e l’umiliante, per chiunque abbia due neuroni due, diretta di Vespa - in cui la medicina, la scienza, veniva parificata alle opinioni e alla fede, e la non-vita veniva parificata, sempre a suon di opinioni, al vero vivere. E se valgono alla pari con i fatti, le opinioni, posso esprimere le mie?
Viviamo semplicemente in un paese demenziale.

Colpo sotto la cintola, dite? Ehi ehi: non sono stato io a parlare di costituzioni filosovietiche da cambiare, o a giocare all’eversione sbattendomene di un iter giudiziario pluridecennale, sputando in faccia a un padre che sta da 17 anni a vegliare una figlia, Eluana Englaro, che non si sveglierà mai più. Ma parliamo di quell’aborto “terapeutico” di Veronica Lario in Berlusconi. Nella blogosfera rimbalza in queste ore un pezzo del 2005 di Maria Latella uscito sul Corriere dei tempi, in epoca di referendum condannati al fallimento da un popolo senza speranze:
Negli anni Ottanta, prima che nascesse la primogenita Barbara, Veronica si sottopose a un aborto terapeutico rinunciando al figlio che lei e Silvio Berlusconi avevano voluto. Decise di non averlo perché quel bambino non sarebbe nato sano
Ah, la difesa della vita! Nel mentre, a Udine si parla di sequestrare la stanza di una clinica (Italia, 2009? Macchè: roba da Cile, 1973), e continua la riduzione dell’alimentazione. Ridicole le divisioni del PD, di cui si legge in questo pezzo del Corriere. Un’opposizione tanto mesta, divisa, insicura su quello che vorrebbe il Paese - e su come rilanciarlo su temi che ci stanno facendo coprire di ridicolo nel resto d’Europa - credo non sia mai esistita. Volete leggere come vanno queste cose nel resto del mondo? Dopo il salto - e su wikipedia - c’è tutto.

L’appuntamento principale della domenica televisiva è l’intervista rilasciata da Beppino Englaro a Telecamere, realizzata alla vigilia del trasferimento di Eluana ad Udine. Nel corso della puntata vedremo anche la toccante testimonianza di Salvatore Crisafulli, svegliatosi dal coma, e l’atto di accusa di suo fratello Pietro, nei confronti di Beppino Englaro che, a suo avviso, avrebbe detto il falso sulle reali volonta’ di Eluana.
Telecamere va in onda su Rai3 alle 12,25 e alle 24,30. Nella trasmissione della sera, ospiti in studio saranno Gaetano Quagliarello, vicepresidente vicario dei senatori PDL, e Marco Cappato, deputato europeo dei Radicali Italiani.
Alle 14,30 sempre su Rai3 ritroviamo Lucia Annunziata e il suo In 1/2 h. Questa volta l’ospite appartiene alla sfera intellettuale, ed è il celeberrimo filosofo Hans Küng.
Continua a leggere: La domenica politica: Beppino Englaro a Telecamere e Hans Küng dalla Annunziata
“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” diceva un tedesco zoppo qualche decennio fa. Il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dimostrato coi fatti, in questi ultimi 15 anni, di esserne profondamente convinto. Ecco infatti che sul caso Englaro, da ieri ha cominciato a circolare una di queste bugie.
Nella sua vergognosa (non ci sono altri termini per definirla) conferenza stampa, il Cavaliere ha infatti affermato di “interpretare i sentimenti della maggioranza degli italiani“. A ruota è arrivata la dichiarazione del Vaticano, per bocca di Monsignor Rino Fisichella: «il governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla grande maggioranza di tutti i cittadini».
Fortunatamente, 40 anni dopo Goebbels, esiste internet, e con una semplice ricerca su google si può verificare la veridicità di queste affermazioni. E il verdetto dei sondaggi, sia quelli scientificamente corretti che quelli raffazzonati, è di un’unanimità granitica: la maggioranza degli italiani è dalla parte di Beppino Englaro.
Continua a leggere: Sondaggi su Eluana Englaro: come la pensano davvero gli italiani?

Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate in questa lettera valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione di urgenza che finora ci siamo congiuntamente adoperati per evitare. Si conclude con queste parole la lettera che il presidente Giorgio Napolitano ha inviato a Silvio Berlusconi per motivare la sua indisponibilità a firmare il decreto vergogna contro la famiglia Englaro.
Siamo dunque in pieno scontro istituzionale tra Governo e Quirinale, a causa della protervia e dell’arroganza di un Esecutivo che, abituato a scrivere leggi su misura, non riesce nemmeno a capacitarsi del fatto di non poter decretare a proprio piacimento su ogni argomento. Il Re Caimano non accetta limitazioni di sorta e, avendo deciso che il suo intervento è necessario e urgente, egli firma il decreto e non ammette ostacoli. Il Popolo della libertà pretende di imporre, abusando degli strumenti che il nostro ordinamento prevede, la propria etica, discutibile e di seconda mano (benché quasi mai usata) ad una famiglia che ha sofferto e che sta soffrendo.
Non contento di tutto ciò, pur di non desistere dal suo accanimento legislativo, Berlusconi promette (anzi minaccia) di far approvare una legge dal Parlamento in tre giorni, mentre per Gianfranco Fini “Desta forte preoccupazione che il Consiglio dei Ministri non abbia accolto l’invito del Capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico, ad “evitare un contrasto formale in materia di decretazione d’urgenza”.
Non potendo inviare un cordiale vaffan*** al premier, il presidente Napolitano scrive “Ricordo infine che il potere del Presidente della Repubblica di rifiutare…”