
L’attuale premier Silvio Berlusconi ha suscitato come suo solito grande clamore quando ha affermato senza false modestie di essere di gran lunga il miglior primo ministro che l’Italia abbia avuto negli ultimi 150 anni. Peccato che gli italiani, stando alle rilevazioni di SWG, la pensino diversamente.
L’istituto di ricerca ha messo in fila tutte le rilevazioni dal ‘91 ad oggi in cui ha chiesto “Lei quanta fiducia ha nel Presidente del Consiglio?“, e ha sommato le modalità di risposta “molto” e “abbastanza”. Il risultato? Sorprendente, se è vero che il più amato risulta anche il primo in ordine cronologico: “Il Divo” Giulio Andreotti, con un 51% di gradimenti.
Il governo Berlusconi IV si piazza comunque buon secondo, perlomeno per il semestre gennaio-giugno 2009, anche se con un punteggio di ben 10 punti inferiore (vedi infografica ingrandibile di SWG in gallery). Ne dobbiamo concludere che la Prima Repubblica era davvero - come alcuni sostengono - meglio della seconda? Non necessariamente.
I contrari alla riforma della scuola sostenuta dal governo Berlusconi IV hanno spesso fatto dell’appello a “salvare la scuola pubblica” il centro delle loro rivendicazioni. D’altra parte, sia il ministro Gelmini che la plenipotenziaria PDL per la scuola Valentina Aprea hanno spesso fatto riferimento al sistema scolastico lombardo come modello virtuoso, da esportare nel resto d’Italia.
E’ interessante in questo senso scoprire che, come riporta l’edizione milanese de “La Repubblica”, nel capoluogo della regione governata da Roberto Formigoni si sta verificando una consistente migrazione di iscritti dagli istituti pubblici a quelli privati.
Alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono del 15 per cento, alle medie del 10. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte, ma la tendenza è chiara: oltre 8mila studenti a settembre passeranno alle paritarie.
La ragione di tutto ciò? Prevalentemente la preoccupazione per l’istituzione del maestro unico e la soppressione del tempo pieno. Vediamo i dettagli.

Per farsi un’idea delle tendenze profonde della politica italiana di oggi, non è necessario guardare tutti i giorni polisblog: a volte basta andare farsi un giro su uno dei tanti siti della grande famiglia di blogo.it. Prendiamo ad esempio quanto ci segnalano i cugini di 02blog.it: la realizzazione della linea 4 della metropolitana milanese - tra le opere cruciali per l’Expo 2015 - ha subito un nuovo stop.
E’ successo che il ministro Tremonti, con una circolare, ha annullato la possibilità per i comuni di utilizzare per investimenti i soldi ricavati dalla vendita di immobili: proprio quello che aveva intenzione di fare Letizia Moratti, destinando 170 milioni di euro così ricavati alla tanto attesa metro 4, di cui si parla da anni.
Ora alla Moratti resta solo un’altra possibilità, quella di sforare il famoso Patto di Stabilità: quello dal cui rispetto il governo, solo qualche settimana fa, ha esentato il Comune di Roma , causando alcuni malumori dalle parti della Lega. Se si va a dare un’occhiata a 06blog infatti, si scopre che la situazione è ben diversa nella capitale rispetto a Milano.
Comunque la si voglia girare, la scelta ormai pressoché definitiva di Alitalia di associarsi ad Air France ed abbandonare Malpensa (che da domani si ritrova con solo 3 collegamenti intercontinentali), costituisce una sconfitta di proporzioni inaudite per la Lega Nord. A voler essere diretti la si potrebbe definire anche in maniera molto più cruda.
Uno smacco tanto più epocale in quanto colpisce la Lega nelle sue principali ragion d’essere: la difesa del Nord, delle sue imprese e della sua competitività economica. Tuttavia del partito di Bossi in questi ultimi giorni si è parlato principalmente per altre ragioni, ovvero per la proposta (poi bocciata dal governo) di una tassa sui permessi di soggiorno e di una fideiussione obbligatoria per gli extracomunitari che vogliano aprire una partita IVA.
A prescindere dal merito degli emendamenti, il tempismo con cui la questione è giunta all’attenzione dell’opinione pubblica è ben più che sospetto, e rivela il genio politico (non ci sono altre parole per definirlo) di Umberto Bossi e compagni. Come afferma infatti Marco Cremonesi sul Corriere della Sera infatti, la tattica leghista è semplice ma efficacissima: lanciare proposte impossibili ma chiare - al limite provocatorie - più per massimizzare il proprio consenso presso l’elettorato che nella realistica speranza di vederle approvate.
Gli italiani sono un raro caso di popolo auto-razzista, con manifesti complessi di inferiorità verso quasi ogni altro paese occidentale. Per questo il giudizio degli stranieri è sempre tenuto in grande considerazione e i nostri media fanno da cassa di risonanza ad ogni sentenza negativa pronunciata dai grandi quotidiani stranieri. Salvo poi sorprendersi quando, per una volta, il giudizio sul nostro governo è (quasi) positivo, ed imbastirci sopra furiose (quanto assurde) polemiche agostane.
Tuttavia l’immagine del nostro paese all’estero è prodotta da molti media, non solo dai sopravvalutati settimanali economici statunitensi. Prendiamo ad esempio NEON, mensile tedesco senza troppe pretese ma brillante, con un target prettamente giovanile. Una rivista di cui non sentireste mai parlare, se non vi capita di bazzicare spesso la Germania. Ebbene questo mensile sbarazzino se ne esce con una mini inchiesta-viaggio attraverso l’Italia che, nel suo piccolo, è capace di distruggere qualsiasi apprezzamento Newsweek possa mai aver fatto sul governo Berlusconi IV.
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Oggi alle 11 a Napoli si svolgerà il primo Consiglio dei ministri del Berlusconi IV. Il neo-premier mantiene così una vecchia promessa fatta in campagna elettorale, anche se le grandi pulizie effettuate davanti alla Prefettura, dove avrà luogo l’assise governativa, stonano con la situazione generale cittadina; francamente avremmo preferito vedere l’esecutivo arrivare tra due ali di spazzatura affinché si rendessero conto di cosa stanno vivendo i cittadini di Napoli e di quanta urgenza abbisogni questa emergenza primaria. Ma vediamo quali saranno concretamente i provvedimenti che usciranno dal CdM.
Pacchetto Sicurezza. Aggravamento pene per reati commessi da clandestini e pirati della strada. Possibilità di espulsione per gli stranieri condannati in via definitiva fino a 2 anni. Fino a 3 anni di detenzione per chi affitta appartamenti a immigrati non regolari. Inoltre l’immigrazione clandestina diventerà reato (sulla falsariga di altri paesi europei come la Francia) e ci sarà un giro di vite sui ricongiungimenti familiari, sui matrimoni di comodo e sulle norme relative al diritto di asilo. Il minimo di permanenza nei CPT sarà alzato a 18 mesi.
106 voti a favore, 100 contro; questo l’esito in votazione della proposta del gruppo socialista europeo di discutere oggi pomeriggio la questione Rom, naturalmente con specifico riferimento al nostro paese e ai provvedimenti che si appresta ad approvare. Si tratta di una trappola avvelenata preparata tra gli altri dal numero uno del PSE, il “kapò” Martin Schulz, che ha sfruttato la superiorità numerica socialista nell’assise europea (e le larghe assenze fra i banchi) per mettere il bastone tra le ruote al governo italiano.
Non è bastato il voto contrario del PPE, spalleggiato dalle forze moderate; già nel pomeriggio di ieri infatti prendeva il via l’offensiva mediatica guidata dai socialisti rumeni e dall’eurodeputata Rom ungherese Viktoria Mohacsi, con cene e conferenze stampa per denunciare lo stato di difficoltà in cui versano i loro connazionali immigrati nel Belpaese.
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Ogni volta che Celentano alza un sopracciglio l’Italia sussulta. Non mi sono mai onestamente spiegato il motivo. Il nostro forse incarna un untermensch che abbaglia e affascina, un pò come quelle carcasse di animali morti lungo l’autostrada. Sta di fatto che anche questa volta è riuscito a finire sulle prime pagine:”Il mio sesto senso mi dice, anche se il mattino e’ cominciato da poche ore, che lui invece e’ cambiato”.
Lui è Berlusconi Silvio. E giù la solita retorica da Italia rurale, e giù il solito buonsenso da re degli ignoranti che conquista la penisola, quella stessa penisola che compra i suoi cd negli autogrill, gonfia e assonnata dopo un Camogli o una Rustichella. E giù una sequenza di elogi al clima politico del Berlusconi IV, fatto di una distensione alla melassa, nella quale affogano tutti.
Oggi sempre sul Corriere - cartaceo però, sul web non ho trovato nulla - anche Liliana Cavani, tende la mano al neopremier, titolo inequivocabile del pezzo “Sto con Celentano, il Cavaliere va sostenuto”. Ora, se si tratti di un effetto bandwagon, lo lascio decidere a voi. Prima però, dopo il salto, una breve sequenza di video. Da “la caccia è contro l’amore” alle letterine di RockPolitik. Prima bevete un caffè: certe pause sono narcotiche.
Foto: kiki_follettosa, Flickr
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Dopo il salto trovate l’elenco completo di tutti i sottosegretari freschi di nomina del governo Berlusconi IV. Ci sono nomi noti e meno noti, come per esempio Roberto Castelli, già Ministro della Giustizia - essendo un ingegnere, logico - , oppure Eugenia Roccella, Aldo Brancher, o anche la Mvb, si proprio lei, Maria Vittoria Brambilla, che sembrava dovesse far sfracelli, invece si è dovuta accontentare - eufemismo - di un posto da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Come non menzionare poi Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex Presidente, sottosegretario alla difesa? E soprattutto c’è il grande ritorno di Giuseppe Pizza, un uomo che credevamo di avere dimenticato, che fosse già stato inghiottito dalla storia, e che invece carsicamente ritorna, con una poltrona di sottosegretario al Ministero dell’Università dell’Istruzione e delle Ricerca.
Foto: erasmunguivan, Flickr
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Quando si sbaglia è anche giusto ammetterlo, anche se sembra una cosa terribilmente fuori moda: ed è così in questo caso. Qualche giorno fa vi avevamo segnalato che i dati sui contributi dell’editoria fossero spariti dal sito del governo. Mica vero: li hanno solo spostati, come segnala di nuovo Quinta’s Blog. Cose che capitano, ci staremo più attenti i futuro. Potete trovare tutti i dati qui.