
Tra i più tipici prodotti di esportazione del nostro paese, oltre a prelibatezze culinarie come la pizza e la pasta, va certamente annoverata l’organizzazione criminale denominata “Mafia”. In quanto tale, essa occupa un posto d’onore sulle pagine dei quotidiani stranieri che prendono in considerazione l’Italia.
L’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel, per esempio, ha tratto spunto dalla morte di Angelo Vassallo per ragionare sulla diffusione del fenomeno mafioso in Italia, in Europa e in Germania:
“Finché il sangue non scorre per le strade, nessuno crede alla mafia”, si lamenta Francesco Forgione, l’ex capo della commissione parlamentare anti-mafia sotto il governo Prodi. “La morte di Vassallo mi fa arrabbiare, mostra che la società non ha ancora sviluppato sufficienti anticorpi contro la criminalità organizzata e che le autorità lo hanno lasciato solo”.
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Le indiscrezioni pubblicate oggi da “Il Corriere della Sera” sono solo l’ultimo episodio di una lunga e complessa, in cui i sospetti di un legame tra Silvio Berlusconi e la Mafia sono stati più volte messi in evidenza da magistrati, giornalisti ed avversari politici (Lega compresa).
Un osservatore straniero che cercasse informazioni sul premier italiano su Wikipedia, ad esempio, si troverebbe di fronte ad una abbondante sezione intitolata “Alleged links to the Mafia“, in cui le prime dichiarazioni di pentiti di Cosa Nostra sul tema vengono fatte risalire al 1996.
Delle ultimissime - clamorose - rivelazioni targate Massimo Ciancimino parliamo in dettaglio dopo il salto. Prima rispondete però al nostro sondaggio di oggi: dopo anni di notizie e il crescendo finale di questi mesi, voi che idea vi siete fatti?
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Le parole di Massimo Ciancimino e il suo riferimento alla nascita di Forza Italia come risultato della trattativa Stato-Mafia sono sulle prime pagine di tutti i giornali. Ma oggettivamente una cautela generale le accompagna e in tanti paragonano le uscite del figlio del sindaco mafioso di Palermo a un nuovo caso Spatuzza, parlando chiaramente di vicenda inverosimile. E ad appoggiare la tesi dell’assurdità o almeno della difficile credibilità della testimonianza di Ciancimino ci sono persino esponenti del partito che, mediaticamente, più potrebbe (e in parte lo sta facendo) attaccare sul legame Berlusconi-Mafia.
Prendiamo per esempio le dichiarazioni dell’eurodeputato dell’Idv Arlacchi, amico di Borsellino e Falcone ed ex direttore della sezione prevenzione crimine delle Nazioni Unite
Ciancimino ha una posizione giuridica interessata. E’ inattendibile. Ed è paranoide il discorso di Forza Italia che nasce da una trattativa Stato-mafia. La presunta trattativa non c’entra nulla, la nascita di Forza Italia è stata un’operazione di marketing politico molto lucida, sofisticata e di successo
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Si è parlato molto in questi ultimi giorni, sulle testate straniere, dei provvedimenti annunciati dal governo per la lotta contro la criminalità organizzata; tuttavia molti media non hanno perso l’occasione per accendere i riflettori anche sulle accuse che da tempo circolano riguardo ai presunti rapporti tra il capo del governo e la Mafia.
Lo svizzero Le Temps, ad esempio, titola “Silvio Berlusconi in campagna contro la mafia“, ma poi aggiunge:
gli specialisti dell’antimafia sono perplessi riguardo alla reale volontà del Governo di annientare la Piovra. Non solo perchè Silvio Berlusconi è stato recentemente accusato da un pentito, Gaspare Spatuzza, di essere stato il referente politico di Cosa Nostra. Le dichiarazioni di Spatuzza non sono state, a quanto pare, giudicate sufficientemente probanti. Ma il suo vecchio braccio destro Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione per collusione con la mafia
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Un souvenir indimenticabile, ahinoi, davvero indimenticabile per il premier. Si possono fare mille discorsi, ma l’aggressore non può essere giustificato. Non proprio un galanDuomo
Dal sonnellino di Berlino alle sparate di Bonn: il Cav non conosce le mezze misure quando si trova in Germania. E l’ultima volta ha fatto incacchiare in modo esplicito persino Napolitano. Bonn ton
Sia nella ex Capitale della Rfg sia a Piazza Duomo, il presidente del Consiglio ha attaccato il “partito dei giudici di sinistra“. Ma intanto i vecchi fantasmi e le storie di mafia tornano a inseguirlo. Bon(n)tate
Nessuno sa quante fossero le (ex?) amanti del golfista Tiger Woods. Continuano a spuntar fuori come funghi. Il SuperCav ha seguito la vicenda con ammirazione e una punta di invidia (anagrafica). Woods vive tra le buche dei campi, lui tra i buchi in Finanziaria. Il campione capisce di mazze, il premier non ci capisce una mazza. E non ha nemeno più modo di abbandonarsi alle sue piacevoli frequentazioni. In-golf-ato
Mafia e stato. Puntata bollente questa settimana del Passaparola di Marco Travaglio, alle porte di giorni di fuoco, vedi il triangolo Berlusconi Dell’Utri Spatuzza , e nella settimana che si chiuderà con l’atteso No Berlusconi day.
Pronti? Dopo aver smontato le solite bugie, i rumors per cui i pentiti sono credibili solo se non danno fastidio a politici importanti, il giornalista spiega come l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sia fondamentale per punire quelle condotte che non sono nella mafia, ma la appoggiano in cambio di qualche favore.
Il concorso esterno naturalmente era considerato fondamentale da Falcone e Borsellino, che infatti furono i padri del reato di concorso esterno, visto che ne definirono i contorni per la prima volta, a proposito della mafia, nella sentenza /ordinanza del processo Maxi Ter a Cosa Nostra nel luglio del 1987, per cui quando sentite che Falcone e Borsellino non avrebbero mai usato il concorso esterno, sono tutte stupidaggini, in quanto l’hanno teorizzato loro.

Il Premier Silvio Berlusconi si sente accerchiato ed esprime la propria indignazione di fronte all’attacco, secondo lui, più incredibile che gli sia stato rivolto nel corso di questi ultimi anni. Per sgombrare il campo dalle accuse rivendica l’opera contro le organizzazioni criminali sotto i suoi governi
Se c’è un partito che più si è distinto nel contrastare la criminalità organizzata questo è stato FI e oggi il Pdl. Se c’è un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, è il mio
Ma è veramente così? I dati della lotta alle mafie da quando è tornato al governo Berlusconi nel 2008 sembrano confermare un netto cambio di marcia
Tra i risultati positivi ottenuti (aggiornati a fine ottobre) 377 operazioni di polizia con un incremento del +53% rispetto ai 18 mesi precedenti che hanno portato a 3.630 arresti (916 di affiliati a Cosa Nostra, 571 alla ‘ndrangheta, 1.465 alla camorra e 498 alle organizzazioni pugliesi. Lo Stato ha potuto mettere a segno, poi, 282 arresti di latitanti (+87%) con la cattura di 15 latitanti tra i piu’ pericolosi ancora in circolazione ai quali vanno aggiunti i 37 latitanti arrestati e posti nella lista dei 100 piu’ pericolosi
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Apprendo da un’agenzia di stampa che Umberto Bossi, durante un comizio ieri sera a Melzo, avrebbe messo in guardia Silvio Berlusconi da un complotto della mafia nei suoi confronti, che si sarebbe manifestato con gli scandali Noemi-Lario-D’Addario:
“Berlusconi adesso e’ odiato dalla mafia. La mafia puo’ fargli male. Ho pensato che la storia delle donne sia per quel problema li’, perche’ il governo ha fatto una legge durissima sul sequestro dei beni ai mafiosi, che li ha colpiti duramente. Stai attento Berlusconi, quelli non perdonano, la mafia e’ vendicativa”
Su polisblog abbiamo una categoria chiamata “Ma non aveva anche detto che?”, proprio perchè al valore della coerenza in politica, da buoni Don Chisciotte, ci crediamo ancora. Vi offriamo dunque vari modi per rinfrescarvi la memoria su quella che era una volta l’opinione del Senatur sul rapporto tra il Cavaliere e Cosa Nostra: uno è il video qua sopra, gli altri li trovate dopo il salto.