Tutti gli articoli con tag blog

Caso Eluana Englaro: il padre Beppino denuncia più di 40 siti web e blog per diffamazione

pubblicato da Luca Landoni in: E basta

Coda al veleno per la tragica vicenda di Eluana Englaro. A qualche mese dalla morte della giovane donna, la Procura di Lecco ha avviato decine di procedimenti per diffamazione contro testate, siti internet e blog che all’epoca degli eventi usarono toni molto aspri nei confronti del padre Beppino.

Quest’ultimo ha presentato una denuncia corredata di centinaia stampate di articoli, perlopiù apparsi sulla rete, tra le quali la Procura ne ha selezionati alcune decine dopo ampia scrematura. Si tratta di tutte le testate e i blog che hanno usato termini come assassino e omicida nei confronti del signor Englaro e dello staff medico che aveva in cura la figlia Eluana.

Va detto che non sempre gli autori degli articoli sono individuabili, essendo molti di essi firmati dai classici nickname della blogosfera, ed è stato dunque dato mandato alla Procura di scoprire chi si nasconda dietro questi pseudonimi. Altri sono invece firmati con nome e cognome, e in generale si riconoscono nell’ambiente cattolico non per forza integralista, ma sempre vicino alle posizioni della gerarchia cattolica.

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Sciopero dei blog parte seconda. Posizioni e iniziative contro la legge "ammazza-blog"

pubblicato da Luca Landoni in: Big Picture: tutto su...



Dopo aver chiarito i motivi per cui preferiamo parlare che aderire tout court allo sciopero cucendoci la bocca, passiamo a vedere quali iniziative siano state intraprese per modificare la cosiddetta legge ammazza-blog. La definizione, un po’ forte, è del tutto impropria come abbiamo dimostrato prima. La legge parla infatti di “siti informatici” ed è proprio qui che si sviluppa l’intera questione.

Su Knowledge Ecosystem troviamo un ottimo riassunto della situazione, con rimandi al blog di Massimo Giuliani, che propone:

di inondare la posta elettronica del ministro Alfano di centinaia di post, selezionati dalla rete, per fargli sapere che quello di cui si sta parlando non è un passatempo da ragazzini, ma un elemento importante di una novità che altrove (negli Stati Uniti come nel tormentato Iran) sta diventando parte integrante del rapporto fra i cittadini, l’informazione e la politica.

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Oggi lo sciopero dei blog. Parte prima: cosa prescrive esattamente la legge e perché non aderisco

pubblicato da Luca Landoni in: Big Picture: tutto su...



Nei giorni scorsi si è parlato estesamente del primo clamoroso sciopero dei blog contro la cosiddetta legge ammazza-internet, ovvero il complesso normativo dedicato al nanopublishing all’interno della più generale legge sulle intercettazioni (Decreto Alfano). Oggi che è il giorno X nessuno ne parla più. Non un quotidiano, nè un giornale radio o tv.

Già solo questo sarebbe motivo sufficiente per non aderire allo sciopero. Il silenzio infatti non è mai servito a molto, se non a favorire proprio l’evento contro cui vuoi lottare. Sempre che lottare sia giusto o necessario. Al di là delle opinioni personali, che rimando direttamente ai lettori, cercherò qui di spiegare cos’è successo e quali iniziative siano in corso per cambiare la situazione.

Innanzitutto il Decreto Alfano stesso. Tutto ruota intorno al dovere di rettifica cui la legge vuole obbligare i blog (in realtà di parla di siti informatici), esattamente come già avviene per la carta stampata. Prima di vedere in un successivo post come la politica e parte dell’informazione si stiano muovendo per modificare questa parte del provvedimento, cerchiamo di capire cosa dica esattamente il decreto.

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Genialate: il generatore di articoli di Libero

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Echi dalla Blogosfera


Perdendo tempo su Facebook mi sono imbattuto in questa idea assolutamente geniale di Bucknasty, animatore del blog “7yearwinter”. Siete di quelli che, come alcuni nostri user di sinistra, amano fare il verso agli editoriali dei più radicali giornali della destra come “Libero” e “La Padania”? E’ arrivato il gioco che fa per voi, almeno per quanto riguarda il quotidiano di Vittorio Feltri.

Bucknasty si è infatti inventato un vero e proprio “generatore di articoli di Libero“. Come funziona? E’ molto semplice: basta scegliere dai menu a tendina in corrispondenza di voci come “I nemici dell’occidente”, “Cospirazione diabolica” e “Valori in pericolo”. Nello spazio sottostante comparirà immediatamente uno pseudo-editoriale piuttosto divertente. Tanto per darvi un’idea, ve ne posto uno generato da me, qui sotto e dopo il salto.

gli immigrati ne hanno fatta un’altra delle loro, ora stanno cercando consensi per promuovere una iniziativa di integrazione socio-culturale, in conbutta con gli omosessuali con a capo il Parlamentare Finocchio, come satiricamente e con tagliente ironia e’ stato definito da Onorevoli Leghisti, apprendiamo anche che gli immigrati sono contrari ai principi della famiglia presenti nella costituzione di questo paese.

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UPDATED: Berlusconi e la "zoccola", burla o illusione sonora?

pubblicato da paolo in: Silvio Berlusconi Popolo delle Libertà PDL Video


Per chi si trova spesso a girovagare la mattina nella varia e pulsante blogosfera italiana (e a propaggini virtuali del web come Facebook, dove le cose rimbalzano e si gonfiano) potrà essere capitato di imbattersi stamattina in un filmato particolare (quello qui sopra).

Nel filmato, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sembra chiamare a sé le donne del partito, durante il Congresso fondativo del PDL , chiedendosi poi dove fosse finita “la zoccola”. Un epiteto ovviamente offensivo, ancora peggio della sgridata reale per il comportamento molesto al G20.

Molti, come spesso accade nel web, hanno quindi ripreso il filmato, spacciandolo come l’ennesima gaffe berlusconiana. Si tratta in realtà di una bufala, anche se probabilmente più figlia di una distorsione sonora (dovuta a un rumore sul parlato di un Berlusconi di schiena) che a una burla ben realizzata a livello sonoro. La frase incriminata, infatti, è una semplice “dov’è la piccola”, che suona come epiteto offensivo nel video sopra.

Ciò che viene da chiedersi è: l’accettazione del filmato da parte di molti è sintomo di creduloneria in giro per il web, o il nostro Cavaliere gaffeur ci ha ormai abituato a tutto, tanto che ormai si può crederlo capace di ogni uscita?

A voi la risposta nei commenti, e dopo il salto il video “originale” che aiuta a capire la differenza (ci vuole attenzione, ma aguzzate le orecchie tra il secondo 33 del primo video e il secondo 7 del secondo, dove il rumore “molesto” si sente meglio in sovrapposizione).

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Il ritorno in tv di Beppe Grillo a Exit. Diretta PolisBlog

pubblicato da Luca Landoni in: Polis-Diretta Tv




Cari amici di PolisBlog. A partire dalle 21,10 seguiremo qui il ritorno in tv di Beppe Grillo nell’ambito del programma Exit. Appuntamento a tra poco.

ore 21.13. Una raggiante Ilaria D’Amico apre il programma seguendo l’intervista a Franceschini trasmessa da Otto e mezzo; intervista in cui Lilli Gruber ha messo più volte in difficoltà il leader Pd. Annunciato l’intervento di Beppe Grillo, che a questo punto non dovrebbe essere il temuto pesce d’aprile, e presentati gli altri ospiti. Attendiamo. Intanto parte il primo servizio sull’acqua.

ore 21.23. Giunge al termine un servizio apocalittico sull’ingresso dei privati nella gestione dell’acqua potabile. Al centro il caso Lazio, Ceccano in particolare, che ha visto la propria acqua contaminata dall’arsenico. In studio Marrazzo, presidente della Regione, si difende in politichese,ma è in evidente difficoltà. Urso (Pdl, ex-An) continua a chiedere se può dire la verità, rappresentata dal dato che il 95% degli acquedotti è in mano pubblica, solo il 5 è gestito da società miste. Si guarda attorno come un invasato che possiede la verità e continua a sorridere. Mah…

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Renato Brunetta e i tappeti col buco

pubblicato da m.paganini in: Echi dalla Blogosfera Renato Brunetta


Il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, al secolo Renato Brunetta, non smette di scuotere le certezze degli italiani.

Questa volta non si tratta di combattere i fannulloni o di smentire l’allarmismo di chi vorrebbe una crisi economica grave e prolungata: dal suo blog il Brunetta si lancia nientemeno che in una dissertazione, che corre sul filo della metafora, in favore dei tappeti bucati. Stando al gioco del ministro, si potrebbe dire che dopo I vestiti nuovi dell’imperatore (bel film che vi consiglio) siamo passati ai tappeti fallati del ministro: lascio a voi la scoperta della principale affinità tra i due protagonisti….

La teoria di Renato Brunetta, quasi tremontiano nel rimettere in discussione alcuni assiomi del capitalismo, è semplice: Ho scoperto che se uno splendido tappeto antico ha qualche difetto, un’abrasione o addirittura dei buchi, allora vale molto meno, quasi niente. Sono sufficienti un buchetto o un’imperfezione per annullare del tutto (o quasi) il valore di un oggetto in sé magnifico e potenzialmente costoso. Approfittare del valore di scambio (il prezzo) vicino allo zero e godersi senza tanti condizionamenti ideologici il valore d’uso. E quindi mettersi in casa questi tappeti, incantevoli anche perché vissuti. La casa sarà così piena di oggetti di arredamento meravigliosi, salvati dalla distruzione e senza alcun aggravio per le proprie finanze, con buchi e abrasioni “naturali”. Viva il valore d’uso di un prodotto, se mi fa star bene. Con buona pace del valore di scambio, se freddo e senza umanità.

Sono certo che, ricevendo in casa propria Silvio B., il premier miliardario, Renato B. sarà ben lieto di mostrargli la sua collezione di tappeti persiani bucati…

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Annozero: ancora emergenza sicurezza. Mantovano, Tosi, Serra e Rutelli. La diretta di Polisblog

pubblicato da m.paganini in: Polis-Diretta Tv


Cari amici di PolisBlog,
tra 20 minuti circa daremo qui inizio alla telecronaca diretta e commentata della puntata di Annozero sulla sicurezza, intitolata “Arrivano i mostri“.

Preparate telecomando, popcorn, mouse e tastiera: l’appuntamento è alle ore 21.

Si parte con Marco Travaglio che se la prende con il concetto di sicurezza fatto solo di annunci e di luoghi comuni senza azioni concrete per rendere più efficace la giustizia. Sono stati creati nuovi reati penali, che impegnano tribunali e magistrati: falsificare i biglietti della metro, barare con il telepass, parlare con le prostitute.. Nuove norme sono state create apposta per allungare i tempi dei processi, ma solo quelli in cui sono implicati politici, parlamentari e potenti vari. La Lega ha imposto il carcere obbligatorio per gli stupratori, dimenticandosi gli omicidi e altri reati gravi. Il ministro Carfagna si è inventato il reato di stalking, che però sarà quasi impossibile da perseguire grazie alla “riforma” delle intercettazioni telefoniche. Gli immigrati potranno rimanere nei Cpr per 6 mesi per poi essere espulsi, anche se in realtà le espulsioni sono virtuali, dato che la trafila è lunga e alla fine dovrebbe essere la Prefettura a pagare il rimpatrio. Il ministero dell’interno però sta tagliando tutti i fondi, anche per fare il pieno alle volanti. In compenso viene promesso lo schieramento di 30 mila soldati e delle ronde dei volontari non armati. Quando la ronda incontrerà criminali veri, i rondisti avranno seri problemi ad uscirne incolumi.

Annozero può cominciare

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Annozero. La Diretta di PolisBlog

pubblicato da Luca Landoni in: Polis-Diretta Tv



Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento a tra poco.

Ore 21.08 Santoro annuncia il ritorno di Sabina Guzzanti e apre più pacato del solito. Lettura cavouriana e parola a Marco Travaglio.

Spazio Travaglio Il polemista sottolinea l’aumento degli sbarchi di clandestini e fa una cronistoria dei tentativi di accordo con la Libia, Berlusconi-Prodi-Berlusconi. Fa capire che la colpa dell’emergenza è del governo e in particolare della Lega (attacchi in rapida successione a Castelli, Bossi, Maroni e il giornale La Padania in generale), prima di passare agli stupri. L’argomento viene mischiato sommariamente alle intercettazioni, sempre con vena ironica, mentre viene inquadrata Rosi Bindi che ride tutta contenta. Travaglio ha le sue ragioni quando parla della presa in giro libica, ma per il resto spara a senso unico come spesso gli capita. Dopo un servizio su Lampedusa si torna in studio.

Ore 21.25 Lungo monologo di Casini che pare dire cose tanto sensate, ma scorda che quando era al governo non solo il suo gruppo non ha preso alcuna iniziativa, ma ha quasi sempre messo i bastoni tra le ruote. Facile ora criticare nell’ordine: l’accordo con la Libia, l’invio dei militari, i tagli alle forze dell’ordine e addirittura l’organico ridotto dei poliziotti di Guidonia (che comunque è alle porte di Roma, non è un’isolotto irraggiungibile).

Ore 21.32 Tocca a Cota (Lega Nord). Ammette l’aumento degli sbarchi, ma chiarisce che l’accordo con la Libia è l’unica via percorribile (”non possiamo mica fare una guerra”); porta l’esempio del trattato albanese che ha bloccato l’esodo dal paese delle aquile. Piccola polemica col leader Udc che a quei tempi chiedeva di sparare agli scafisti, ora gioca a fare il moderato.

Ore 21.41 È il turno di Rosi Bindi (Pd). Ricorda che solo il 9% degli arrivi viene da Lampedusa, ma Cota la contesta e afferma che invece sarebbero 30.000 su 36.000; il tutto sembra nasca da un equivoco tra sbarchi e arrivi in generale. Si va avanti. La Bindi spiega che l’emigrazione è figlia della crisi globale (strano, a me sembrava arrivassero anche prima) e blatera logorroicamente senza soluzione di continuità. Persino Santoro spazientito la invoca di arrivare al punto. Il pubblico disperato lotta per non assopirsi, invocando un caffè, ma il bar della Rai ha già chiuso.

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Intervista da Betlemme con Giovanni Fontana parte due. Botta e risposta

pubblicato da Luca Landoni in: Esteri Intervista con...

Seconda e ultima parte dell’intervista con Giovanni Fontana (la prima la trovate qui); una chiacchierata che cerca di capire cosa stia succedendo a Gaza e in Cisgiordania, insomma in Palestina, senza il filtro dei canali informativi abituali. A nessuno serve essere tifosi di questo o quello, tantomeno quando c’è di mezzo una guerra, mentre al di là delle nostre opinioni individuali mi sembra molto utile ascoltare chi veramente si trova sul posto, e non ha alcun interesse a raccontarci fole o a convincerci di qualcosa.

Allora, Giovanni, riprendiamo il discorso, e cerchiamo di riprodurre il clima che si respira a beneficio di chi legge e abita a migliaia di chilometri di distanza. Tu ti trovi a Betlemme, un luogo che per la sua grande prevalenza palestinese meglio di ogni altro rappresenta il termometro della situazione. Come vive la popolazione locale la guerra? Si avverte la divisione tra Hamas e Al Fatah, e in caso affermativo cosa pensano le due fazioni l’una dell’altra e dell’attacco in generale?

A Betlemme, dagli accordi di Oslo del ‘94 (attuativi nel ‘96), la giurisdizione è passata sia militarmente che civilmente ai palestinesi. Qualche anno dopo è anche stato imposto il divieto agli israeliani di passarci. Gush Etzion e Har Homa sono due colonie molto vicine, ma al di là del Muro. Qui in città sono tutti con Fatah o con il FPLP (i comunisti, che una ventina d’anni fa erano molto più forti). Per quanto qui tutti, anche coloro che in Italia sarebbero considerati essi stessi come fondamentalisti, dicano che quelli di Hamas sono dei pericolosi fondamentalisti religiosi, tutti considerano gli abitanti, i bambini, di Gaza come membri del proprio popolo. Certo, a livello politico l’uccisione di 85 membri di Fatah da parte di Hamas, ha avuto il suo peso, ma non tanto da portare le persone a schierarsi così in favore di una guerra che colpisce anche una gran parte di civili.
C’è da dire, anche, che molto spesso la politica, qui, è vista in maniera clientelare: nessuno si stupisce se tu voti Fatah perché tuo zio lavora nella pubblica amministrazione.

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