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Annozero. La Diretta di PolisBlog

pubblicato da Luca Landoni



Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento a tra poco.

Ore 21.08 Santoro annuncia il ritorno di Sabina Guzzanti e apre più pacato del solito. Lettura cavouriana e parola a Marco Travaglio.

Spazio Travaglio Il polemista sottolinea l’aumento degli sbarchi di clandestini e fa una cronistoria dei tentativi di accordo con la Libia, Berlusconi-Prodi-Berlusconi. Fa capire che la colpa dell’emergenza è del governo e in particolare della Lega (attacchi in rapida successione a Castelli, Bossi, Maroni e il giornale La Padania in generale), prima di passare agli stupri. L’argomento viene mischiato sommariamente alle intercettazioni, sempre con vena ironica, mentre viene inquadrata Rosi Bindi che ride tutta contenta. Travaglio ha le sue ragioni quando parla della presa in giro libica, ma per il resto spara a senso unico come spesso gli capita. Dopo un servizio su Lampedusa si torna in studio.

Ore 21.25 Lungo monologo di Casini che pare dire cose tanto sensate, ma scorda che quando era al governo non solo il suo gruppo non ha preso alcuna iniziativa, ma ha quasi sempre messo i bastoni tra le ruote. Facile ora criticare nell’ordine: l’accordo con la Libia, l’invio dei militari, i tagli alle forze dell’ordine e addirittura l’organico ridotto dei poliziotti di Guidonia (che comunque è alle porte di Roma, non è un’isolotto irraggiungibile).

Ore 21.32 Tocca a Cota (Lega Nord). Ammette l’aumento degli sbarchi, ma chiarisce che l’accordo con la Libia è l’unica via percorribile (”non possiamo mica fare una guerra”); porta l’esempio del trattato albanese che ha bloccato l’esodo dal paese delle aquile. Piccola polemica col leader Udc che a quei tempi chiedeva di sparare agli scafisti, ora gioca a fare il moderato.

Ore 21.41 È il turno di Rosi Bindi (Pd). Ricorda che solo il 9% degli arrivi viene da Lampedusa, ma Cota la contesta e afferma che invece sarebbero 30.000 su 36.000; il tutto sembra nasca da un equivoco tra sbarchi e arrivi in generale. Si va avanti. La Bindi spiega che l’emigrazione è figlia della crisi globale (strano, a me sembrava arrivassero anche prima) e blatera logorroicamente senza soluzione di continuità. Persino Santoro spazientito la invoca di arrivare al punto. Il pubblico disperato lotta per non assopirsi, invocando un caffè, ma il bar della Rai ha già chiuso.

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Intervista da Betlemme con Giovanni Fontana parte due. Botta e risposta

pubblicato da Luca Landoni

Seconda e ultima parte dell’intervista con Giovanni Fontana (la prima la trovate qui); una chiacchierata che cerca di capire cosa stia succedendo a Gaza e in Cisgiordania, insomma in Palestina, senza il filtro dei canali informativi abituali. A nessuno serve essere tifosi di questo o quello, tantomeno quando c’è di mezzo una guerra, mentre al di là delle nostre opinioni individuali mi sembra molto utile ascoltare chi veramente si trova sul posto, e non ha alcun interesse a raccontarci fole o a convincerci di qualcosa.

Allora, Giovanni, riprendiamo il discorso, e cerchiamo di riprodurre il clima che si respira a beneficio di chi legge e abita a migliaia di chilometri di distanza. Tu ti trovi a Betlemme, un luogo che per la sua grande prevalenza palestinese meglio di ogni altro rappresenta il termometro della situazione. Come vive la popolazione locale la guerra? Si avverte la divisione tra Hamas e Al Fatah, e in caso affermativo cosa pensano le due fazioni l’una dell’altra e dell’attacco in generale?

A Betlemme, dagli accordi di Oslo del ‘94 (attuativi nel ‘96), la giurisdizione è passata sia militarmente che civilmente ai palestinesi. Qualche anno dopo è anche stato imposto il divieto agli israeliani di passarci. Gush Etzion e Har Homa sono due colonie molto vicine, ma al di là del Muro. Qui in città sono tutti con Fatah o con il FPLP (i comunisti, che una ventina d’anni fa erano molto più forti). Per quanto qui tutti, anche coloro che in Italia sarebbero considerati essi stessi come fondamentalisti, dicano che quelli di Hamas sono dei pericolosi fondamentalisti religiosi, tutti considerano gli abitanti, i bambini, di Gaza come membri del proprio popolo. Certo, a livello politico l’uccisione di 85 membri di Fatah da parte di Hamas, ha avuto il suo peso, ma non tanto da portare le persone a schierarsi così in favore di una guerra che colpisce anche una gran parte di civili.
C’è da dire, anche, che molto spesso la politica, qui, è vista in maniera clientelare: nessuno si stupisce se tu voti Fatah perché tuo zio lavora nella pubblica amministrazione.

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Intervista da Betlemme con Giovanni Fontana. "A Gaza una guerra inutile e stupida"

pubblicato da Luca Landoni

Nei giorni scorsi abbiamo trattato estesamente il conflitto di Gaza facendo ricorso a tutte le notizie a nostra disposizione, ma non avete mai pensato che per quanto ci sforzassimo di documentarci la nostra realtà era pur sempre filtrata? Siamo quindi riusciti a contattare Giovanni Fontana, collaboratore de L’Unità e del settimanale A (più conosciuto come Anna), ma soprattutto volontario dell’associazione Amal, che da tempo opera in Palestina. Amal si occupa di bambini in condizioni particolarmente disagiate, cercando di occuparli con attività didattiche e ludiche nel doposcuola (gallery). Fontana opera da tempo a Betlemme, Cisgiordania, zona feudo di Al Fatah, e vive la situazione dall’interno, tenendo un blog -diario dalla Palestina, chiamato Distanti Saluti.

Butto subito il carico: questa guerra può davvero essere utile a una pace futura, come lascia intendere il ministro Livni, o no? Hamas può essere cancellata davvero? E se sì, ciò servirebbe davvero a moderare la politica palestinese come gli israeliani sperano?

Io non credo che le guerre siano necessariamente inutili, qualche volta – come in Rwanda – l’avremmo dovuta fare una guerra, per impedire quel milione di morti, e non l’abbiamo fatta. Credo però che questa guerra lo sia, inutile, e stupida. Hamas non può essere cancellata, visto che si fonda sull’appoggio popolare. Può essere resa inoffensiva –come si augurano tutte le persone contrarie a questa guerra per amor delle vittime, e non per pregiudizio – ma per quanto tempo? Tutto questo ha un costo, in termini di vite palestinesi, che Israele – per quelle che vuole che siano le proprie credenziali – non dovrebbe permettersi di pagare.
Ieri un servizio di France 2, da sempre piuttosto simpatizzante per i palestinesi, raccontava di come siano gli stessi miliziani di Hamas a portare bambini sugli obiettivi sensibili perché ne sia fatta strage - ecco, Israele dovrebbe prendersi la responsabilità di tenere a quelle vite quanto a quelle degli abitanti di Sderot e Ashkelon.

Hai introdotto l’argomento della copertura mediatica. La campagna Piombo Fuso è una guerra veramente molto particolare dal punto di vista dell’informazione. In pratica per molti giorni i giornalisti non sono stati ammessi nella Striscia per motivi che gli israeliani hanno definito di sicurezza. Poi si è passati ad ammetterne un piccolo numero che doveva essere sorteggiato. Tu che sei sul posto che esperienza diretta hai avuto di tutto ciò? Puoi raccontarci com’è la situazione per chi si trova là, e se l’evento ha una copertura obiettiva o se risente di qualche censura?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Barack “blog”: doppia vittoria. Voto + 10. La straordinaria vittoria di Barack Obama cambia pelle all’America e forse la cambierà al mondo intero. Onore a Barack: “Nulla in questo paese è impossibile”. Per la nostra “Italietta”, l’America è davvero lontana. Oggi, con lo scossone del “nero” 44esimo presidente degli Stati Uniti, l’America è più lontana di ieri. Protagonista fra i protagonisti, in queste elezioni, un posto d’onore spetta ai “blog”. I Blog hanno dato l’imprinting alla campagna elettorale e hanno annunciato la vittoria di Barack molto prima dei network. Il progressista Open Left, alle 9:23 della East Coast, le 3:23 in Italia, ha lanciato un “Obama vince sulla base del vantaggio del candidato democratico in Ohio”. Subito dopo si è scatenato l’universo dei Blog: apoteosi di internet! Stavolta ci si permetta anche di dire al nostro sito“Bravo Polisblog”, per la notte “unica” che ci ha fatto vivere da Milano e da Roma.

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Riforma Gelmini: la verità sugli scontri di Piazza Navona e la cantonata micidiale presa da Beppe Grillo

pubblicato da Luca Landoni

Mi perdonerete il titolo un po’ pretenzioso quando tutti ben sappiamo che la verità non esiste, per dirla con un sofisma, e anche se esistesse sarebbe ben nascosta tra le pieghe delle rispettive opinioni. E dunque proprio da qui vogliamo partire, mettendo a confronto due opposte posizioni, in un racconto di come sono andate le cose, e due opposti filmati che dovrebbero rappresentare la realtà vista da destra e da sinistra. Ok, sarebbe meglio dire vista da comunisti e fascisti e chiamare fuori i moderati, ma che volete, il giornalismo è un mondo fatto di generalizzazioni.

Abbiamo aperto col video d’accusa già riportato dal nostro Bruno Marino. Continuiamo con la versione dei giovani del servizio d’ordine di Rifondazione Comunista:

Racconta Yassir: «Io stavo andando al lavoro quando mi ha telefonato un ragazzo del liceo Tasso per avvisarmi che i fascisti stavano picchiando la gente. Temevo che esagerasse, ho chiamato altre persone, e tutti confermavano le aggressioni. Parlavano di sangue. Ho radunato altri compagni e siamo andati». Insieme a quelli dell’università: «E mica sono il Settimo Cavalleggeri! — sorride Simone —. Era già previsto che venissero anche loro, hanno solo accelerato un po’ il corteo». Con il loro camioncino: «Certo — risponde Emiliano - quello c’è sempre, per gli altoparlanti e i megafoni. Mazze non ce n’erano, stai sicuro. Quando siamo arrivati abbiamo trovato la piazza terrorizzata dalle violenze precedenti e i fascisti schierati in formazione, coi bastoni pronti. A quel punto che fai?». Già, che fai? Yassir: «Abbiamo formato un cordone e fino all’ultimo abbiamo tentato di tenerlo, ma la piazza dietro spingeva e quelli davanti aspettavano co’ ’sti bastoni come fossero giocatori di baseball». E voi coi caschi in testa: «Certo, per protezione. A mani nude, però. A un certo punto non abbiamo tenuto più e c’è stato lo scontro. Coi poliziotti a godersi lo spettacolo».

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Sabina Guzzanti torna online: che la Carfagna mi quereli così vediamo le intercettazioni

pubblicato da Luca Landoni

Come abbia fatto il Corriere a connettersi al sito di Sabina Guzzanti rimane un mistero. Io ci provo da tutto il giorno senza andare al di là del classico errore di caricamento, ma a quanto pare i potenti mezzi di via Solferino devono aver colto il momento giusto riportando nuove dichiarazioni bellicose della comica.

«Grazie per tutti i messaggi di solidarietà. Finalmente riesco a collegarmi. Come sapete il sito è stato oscurato. Degli hackers non caserecci, hanno messo le mani nel sistema e solo dopo ore di lavoro i tecnici sono riusciti a farlo riapparire». Apprendiamo dunque che non sarebbe stato l’eccesso di traffico ma un vero e proprio attacco informatico a far cadere il blog.

“Che gioia sentire Fini dire che la piazza non può essere una scusa per offendere. Caro Fini e compagni sono anni che ci offendete. Non ci fate nessuna paura e sappiate che noi continueremo a dire quel c….o che ci pare, criticando chi vogliamo e come vogliamo. Questa è la libertà.” - rincara la dose una Sabina più combattiva che mai.

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Berlusconi stasera a Matrix. PolisBlog seguirà l'evento in diretta web

pubblicato da Luca Landoni



Ultim’ora (15.30): la trasmissione non si farà, lo ha annunciato poco fa lo stesso Enrico Mentana, che avrebbe appreso la notizia direttamente da Palazzo Chigi. Terremo costantemente aggiornato il post per seguire gli sviluppi della situazione. Ecco la nota di Palazzo Chigi che spiega le ragioni del ripensamento:

“Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attivita’. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l’attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell’azione di governo“.

Ricordiamo che nel pomeriggio le polemiche si erano susseguite costantemente, toccando l’apice con l’iniziativa del blog di Beppe Grillo, che aveva pubblicato il numero del centralino di Matrix, accompagnato dal seguente invito:

Telefonate a Matrix e leggete a Mentana una riga tra le seguenti sulla situazione del Paese dei papponi accompagnata da un Vaffa…! (con la V maiuscola).

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