Berlusconi cerca di barcamenarsi, ma ora che Gheddafi è bombardato dall’Occidente e pressato dai ribelli, il ‘matrimonio’ dei due anziani compari è infranto per sempre. Nella buona e nella cattiva Sirte
Le ammissioni piccanti di Bocchino, il dolore della moglie, Gabriella Buontempo, il probabile imbarazzo della Carfagna. Come potrebbe aver commentato tutto questo il Cav: “Ahahah, un dilettante questo Bocchino. E’ stato debole, troppo debole per far politica”. Debole con la bella ministra? “Ma no – direbbe il premier – debole ad ammettere tutto”. Buontempo-ne
Scandalo alla trasmissione Forum per la finta terremotata abruzzese che parla bene della ricostruzione e del governo. Gli aquilani veri si indignano: “Non ne possiamo più”. Stanchi Licheri
Alfano ha un nano (celebre) quale compagno prediletto di avventure. Proprio come Amélie Poulain. Il favoloso mondo di Angelìn

Ieri la Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per 16 dei 17 indagati nell’ambito dell’inchiesta Global Service: tra questi i 4 ex assessori Pd del Comune di Napoli Giuseppe Gambale, Felice Laudadio, Enrico Cardillo, Ferdinando Di Mezza e i parlamentari Italo Bocchino, Amedeo Laboccetta (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd - Margherita), che ora possono fregiarsi del titolo di imputati per associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio.
Il processo si è arricchito anche dell’ennesimo ricorso alla Consulta: il giudice Paola Russo ha infatti deciso di sospendere il procedimento nei confronti di Bocchino e Lusetti (per i quali la Procura ha chiesto l’arresto). Il magistrato ha ritenuto «non manifestamente infondata» la questione di costituzionalità proposta dai pm contro la norma che impone l’autorizzazione delle Camere per utilizzare le intercettazioni di parlamentari.
Mentre attendiamo che la giustizia faccia il suo corso e che si svelino le trame e gli affari che hanno dato un ulteriore colpo alla credibilità degli amministratori campani e alle velleità di rinnovamento del Partito democratico ci accorgiamo che, ancora una volta, spetta ai tribunali svelare come i confini tra maggioranza e opposizione vengono agevolmente superati in nome di interessi superiori, i propri.
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Ha suscitato una certa eco l’aggressiva campagna antidipietrista portata avanti dal quotidiano Libero, e culminata in una richiesta (poi ottenuta) di chiarimenti in prima pagina sulla condotta politica dell’ex-pm. Dopo essere uscito con un apprezzamento per la pronta reazione del leader dell’Italia dei Valori il direttore Feltri ha ora rincarato la dose, ponendo delle ulteriori questioni. Nello specifico:
- Come si spiega il rapporto tra associazione Idv (costituita per raccogliere il finanziamento pubblico) e partito Idv.
- Come si spiega le gestione dei contributi elettorali
- Come mai fino alla lettera aperta di Libero, era il solo Di Pietro ad approvare i rendiconti Idv (ha cambiato lo statuto in seguito a ciò)
- Come ha potuto acquistare la casa di Bergamo all’asta dell’Inail nonostante il divieto di legge
- Come si spiega che fosse il partito a pagare l’affitto della sede romana della famiglia
- Come ha potuto Di Pietro sapere in anticipo che il provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone fosse sotto inchiesta a Napoli
Queste domande non sono altro che quelle che da tempo pone il Giornale, che oggi lamenta il fatto che Di Pietro abbia ritenuto di rispondere in prima persona a Feltri ma non al Giornale stesso, preferendo querelarlo tout court. Fin qui i fatti, di cui vi dovevamo la cronaca; ora passiamo alle considerazioni generali.

Visti gli sviluppi presi dall’inchiesta sugli appalti napoletani, vediamo di fare un po’ il punto su intercettazioni tra l’imprenditore Romeo e i vari personaggi della politica che gli si affollavano intorno. Di Bocchino abbiamo già parlato, passiamo ora ai verbali riguardanti i finanziamenti alla Margherita.
Pm: “Ha mai contribuito a finanziare il partito della Margherita?”
Romeo: “Io credo di sì”
Pm: “I singoli candidati o il partito?”
Romeo: “In trasparenza, credo, ma non…”
Pm: “Nessun complesso?”
Romeo: “Non mi ricordo esattamente quanto e come…”
Pm: “Ma cifre di quale portata?”
Romeo: “Non…”
Pm: “Non ha idea? …Si può contribuire anche in nero”
Romeo: “Pubblici non me li ricordo”
Pm: “Voglio capire: da migliaia di euro o da centinaia di migliaia di euro?”
Romeo: “No, non arriviamo a queste…”
Pm: “Migliaia di euro ci possiamo fermare?”
Romeo: “Sì”
Pm: “Il singolo candidato o nel complesso il partito?”
Romeo: “Il partito”
Pm: “C’è una telefonata in cui lei si accheta con il fatto che Francesco Rutelli le avrebbe consegnato di suo pugno un invito al congresso. E proprio per questa propria consegna personale lei non poteva mancare.
Ecco, ha ammannito, ha millantato? Si è reso anche lei conto di quella costruzione in cui uno si autoaccredita e non…”Romeo: “E’ possibile, sì…”
Natale è arrivato per tutti: i collaboratori di PolisBlog, gli amici lettori e tutti i politici di cui ci siamo occupati quest’anno. E a tutti vogliamo porgere i migliori auguri, a tutti quanti… compresi i faccendieri e i corrotti che stiamo scoprendo nelle ultime settimane. A questi ultimi vogliamo solo ricordare una cosa: quando siete stati eletti dai cittadini, costoro vi hanno affidato le loro speranze e le loro aspettative. Siete dei privilegiati, ma non perché guadagnate tanto, come molti di voi saranno proni a pensare, bensì perché avete il privilegio di potervi rendere utili alla comunità e fare del bene alle persone.
È per questa ragione, sicuramente scontata ed estremamente retorica ma chissenefrega, che abbiamo pensato a un bel regalo di Natale per tutti noi e tutti voi. Un bel motivo di riflessione su cosa sia la politica veramente, e su come ogni volta che si favorisce un amico per ottenere un posto o un appalto, contestualmente lo si è rubato a qualcuno che lo meritava di più. E ogni volta che si è presa una tangente, quei soldi sono stati tolti di tasca a ciascuno di noi. Soprattutto a chi fatica a tirare la fine del mese. Il regalo è un film di tanti anni fa. Una pellicola che pochi conosceranno e che fu girata da un genio assoluto della cinematografia, Frank Capra. Mr. Smith va a Washington.