
La RU486 non potrà essere immessa in commercio, a seguito del voto favorevole della coalizione che la Libertà ce l’ha solo nel nome. L’indagine voluta da Gasparri, presentata dal Senatore Antonio Tomassini, grazie ai voti di PdL e Lega, ha fermato l’immissione sul mercato della pillola RU486, una conquista assolutamente ovvia per le donne di pressoché qualunque altro Paese europeo. Da noi, no. E’ il Popolo della Libertà!
Che dire? Che siamo un Paese orrendamente bigotto, asservito ai più schifosi equilibri vaticani, che, come detto sopra, la coalizione che ci governa ha la Libertà solo nel nome? Che i diritti individuali, le scelte che dovrebbero attenere solo al singolo, sono appaltate a gente del genere? Noi avevamo scritto parecchio sulla RU486: dimostrandovi per prima cosa, come non fosse più pericolosa di un aborto chirurgico. Fosse solo un’alternativa. Non il festival della morte annunciato dai vari Giuliano Ferrara, Quagliariello, e via conformizzando.
Poi vi avevamo mostrato che nel resto d’Europa, è assolutamente normale: e che in Italia, paradosso dei paradossi, era inizialmente passata solo per un presunto conflitto di interessi - in questo caso, per un estremo assurdo, declinato in forma positiva! - tra il Ministro del Welfare Sacconi e sua moglie, Presidente di Farmindustria - Giovanni ne aveva scritto - e che il resto del mondo guardava come sempre un po’ sbigottito nel cortile di casa nostra. Il Washington Post scrisse ai tempi…
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