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Tutti gli articoli con tag borghezio

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Massimo Cacciari: filosofia. Voto 6+ Il filosofo dice che Beppe Grillo è “come Borghezio. La demagogia scatenata ha le sue regole e le sue leggi. Grillo si arruffiana il popolo, ma la demagogia segue il popolo non lo guida. Un demagogo come lui può anche partire dall’estrema sinistra ma finisce con l’assecondare i peggiori istinti”. Già.

Beppe Grillo: psicologia. Voto 4- Mentre la polizia arresta 26 no Tav tra cui due ex terroristi, uno di Prima Linea e uno delle Brigate Rosse, il comico-politico protesta citando il leader di Potere Operaio Franco Piperno che definì la strage di via Fani un’operazione di “geometrica potenza”. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Già.

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Bossi mostra il dito medio e insulta il Tricolore. Dov'è la novità?

pubblicato da Bruno Marino

Dev’essere un tic nervoso, un gesto automatico. Ormai Umberto Bossi si esprime solo con rutti, diti medi e pernacchie. Un ventaglio di espressioni un po’ limitato, ma tanto è solo un Ministro della Repubblica, che volete che sia. Certo, la Lega non ha mai brillato per eleganza e sobrietà, e i suoi esponenti non hanno sicuramente frequentato scuole di formazione politica ad Oxford o Cambridge. Tuttavia, ogni volta che si scende un gradino più in basso nella scala della decenza, tanti sentimenti affollano la nostra mente.

Prima di tutto la sorpresa e la rabbia: possibile che dopo più di vent’anni una forza politica così rozza e ridicola sia ancora al centro della scena politica italiana? Possibile che ancora tanti elettori del Nord e del Centro si affidino a personaggi che per ottenere prime pagine e popolarità sui giornali si sono ridotti a insultare i “terroni”, gli “islamici di m…”, le istituzioni europee e il Tricolore? Senza ottenere apprezzabili risultati in termini di politiche pubbliche, se si escludono un federalismo fiscale che distrugge lo Stato unitario e un odio verso il “diverso” indegno di una democrazia occidentale.

Infine, la felicità. Personaggi come Gentilini, Borghezio e Renzo Bossi rendono più allegre le nostre giornate e ci fanno dimenticare i problemi quotidiani. Grazie ragazzi, speriamo di mandarvi a casa al più presto ma, intanto, grazie ancora. Siete magnifici!

Ore 12 - Borghezio "complice" di Mladic. Bossi "complice" di Borghezio (e di Mladic?)...

pubblicato da Massimo Falcioni

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Ratko Mladic, l’ex generale serbo-bosniaco, accusato di genocidio, è comparso stamani davanti ai giudici della Corte internazionale per la ex Jugoslavia. “Contro di me accuse mostruose”, dice lui. Da noi Mladic ha un difensore di “lusso”, che sparla e non trova chi gli chiude la bocca.

Davvero strano, il Belpaese, dove dal premier in giù (non solo dalle parti della destra) si dicono non di rado castronerie che in qualsiasi altra nazione riceverebbero risposte adeguate dall’opinione pubblica e dai media. In Italia no. Alle barzellette rivoltanti del Cavaliere, molti (troppi) ridono o fingono di ridere, divertiti.

Ai “giudizi” di gente come Mario Borghezio non si presta attenzione: si finge di non sentire o si fanno spallucce. L’eurodeputato leghista diventa “complice” di un assassino come Mladic, definito “patriota, eroe da ammirare” e (quasi) tutti tacciono. Perché nessuno chiede le dimissioni di uno così, indegno di rappresentare l’Italia nel parlamento europeo?

La forza di Borghezio, e di altri compagni di cordata del Carroccio, sta nel cercare sempre e comunque la provocazione, l’insulto, la bagarre da bettola. Per cui la risposta migliore potrebbe essere quella di lasciarlo parlare con se stesso, quindi “isolarlo”. Ma il populismo e la demagogia alla Borghezio trovano spesso terreno fertile in fasce sociali “deboli” e utili per essere strumentalizzate da spregiudicati personaggi e partiti spregiudicati.

Borghezio sembra proprio interessato a voler fare in Italia, quel che Mladic fece nella ex Jugoslavia? Ma Bossi e i suoi non hanno proprio nulla da obiettare di fronte alle esternazioni del loro “burlone”, capo delegazione della Lega a Strasburgo?

Riepilagando e semplificando (ma non troppo): Borghezio complice di Mladic, Bossi complice di Borghezio, quindi complice anche di Mladic. Per fortuna in Europa sta per iniziare il processo contro uno dei peggiori ceffi che ha seminato dolore e morte, con stragi di bambini, stupri di donne, stermini di famiglie inerti. Quando inizia anche in Italia un bel “processone”? Politico, s’intende.

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Borghezio a La Zanzara: "Berlusconi è un modesto imitatore di Mussolini"

pubblicato da davide f.

Prima indicazione: prendere le dichiarazioni con le giuste precauzioni - stiamo parlando di Borghezio, personaggio noto ai più per atti osceni, politicamente parlando - ma non farsi solo divertire dall’ironia del conduttore che gli pone le domande. Quando parliamo di Borghezio parliamo di un esponente della Lega eletto al parlamento europeo che rappresenta la cosìddetta “pancia” della base leghista.

Ed è anche in mano a questa l’equilibrio del bizzarro governo italiano, tra le minacce (poco credibili) della Lega sull’intervento in Libia, le solite sparate del premier - parrebbe siano colpa della sinistra le cinquemila divisioni interne al suo governo, i fuochi incrociati, le richieste di poltrone ad ogni angolo etc..- e i pianti di Maroni contro l’Unione Europea.

Borghezio definisce Berlusconi un modesto imitatore di Mussolini, si riferisce a Obama chiamandolo “il non bianco”, ed elenca una serie di assurdità che comporrebbero un grande pezzo di comicità, non fosse che ci rendiamo conto mentre parla che Borghezio dà voce a un pensiero diffuso tra gli elettori leghisti.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Alemanno: podestà. Voto 3. Il sindaco capitolino azzera la Giunta. Ma Parentopoli Atac è solo l’iceberg della valanga di assunzioni in campagna elettorale prima delle elezioni regionali. Clientelismo pro voto. Figli della lupa crescono. Sul Campidoglio sventola bandiera “nera”.

Mario Borghezio: spostato. Voto 3. Bossi scalda i motori in vista delle possibili elezioni anticipate e l’europarlamentare leghista Mario Borghezio apre le danze: “L’Abruzzo come il Sud, è solo un peso morto”. Fra sparate e deliri. Il Senatur poi passa all’incasso dei voti. Insieme al “Trota”.

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L'asse Bossi-Maroni-Salvini colpisce ancora e la Lega si prepara a fare il pieno di voti. La Piramide Rovesciata

pubblicato da Luca Landoni


Oggi vogliamo parlarvi di strategia politica, entrando nello specifico delle ultime manovre leghiste per capire come il Carroccio stia preparando le prossime Amministrative. La Lega, si sa, è un partito che ha nel suo dna le sparate e lo scontro politico. È un retaggio che parte da lontano, quando negli anni 80 la creatura di Umberto Bossi, improvvidamente definita “razzista” era sistematica ghettizzata dai media asserviti al sistema di potere dominante. Ivi inclusa l’opposizione comunista.

In quei tempi l’unico modo per guadagnare un po’ di visibilità era andare sopra le righe, cosa che comunque al Carroccio è sempre riuscita benissimo. E oggi, vent’anni dopo, le cose non sono cambiate di molto, ma la Lega di “lotta e di governo” ha studiato un sistema più sottile ed efficace per convogliare un consenso in perenne aumento da anni.

Il meccanismo funziona a piramide rovesciata. Ai vertici ci sono Bossi e Maroni, che smorzano sistematicamente i toni e rappresentano (soprattutto il Ministro degli interni) il lato ragionevole e conciliante del partito, sempre senza trascurare una certa fermezza di base. In mezzo ci sono Castelli, Cota, Bricolo e Zaia con licenza di “uccidere”, ma sempre mantenendo un certo aplomb. La base “popolare” è invece assunta con grande efficacia da Borghezio e Salvini, che sparano ad alzo zero incuranti delle successive (e calcolate) smentite delle “alte sfere”.

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La Lega Nord, le celebrazioni dell'unità d'Italia e il mancato accorpamento del referendum. Quali sono i veri sprechi?

pubblicato da Giulio Mattioli


Come abbiamo segnalato ieri, il Presidente della Repubblica Napolitano ha sollecitato il governo a presentare un piano per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, che al momento pare non esista. Ciò a suscitato reazioni infastidite da parte della Lega Nord.

Il presidente dei deputati Roberto Cota ha ad esempio dichiarato che “in un momento come questo vanno evitate le celebrazioni elefantiache, le spese inutili e frammentate in mille rivoli. Altre sono le priorità e le esigenze della gente“. Più diretto e verace, come è suo solito, Borghezio: “la mia ricetta è proprio quella di non spendere neanche una lira“.

Ovviamente gli sprechi, quando sono veramente tali, sono sempre odiosi. Proprio per questo è curioso che questo virtuoso attacco provenga proprio dalla Lega Nord, partito che lo scorso giugno, impuntandosi nel non voler accorpare il referendum Segni-Guzzetta alle elezioni europee e amministrative, ha determinato uno spreco di risorse pubbliche compreso tra i 150 (fonte: Maroni) e i 500 milioni di euro (fonte: lavoce.info).

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Stasera ritorna Tetris, il primo talent-talk della tv italiana. Tema della puntata: immigrazione e sicurezza

pubblicato da Luca Landoni


Oggi torniamo ad occuparci di Tetris, il programma di Luca Telese che con un’impostazione innovativa e originale sta lentamente guadagnando spazi di pubblico in prima serata. Prima di raccontarvi cosa ci attende stasera sarà bene ripercorrere la struttura della trasmissione, che si presenta come un talent-talk di politica. In pratica gli ospiti discorrono di un tema, ma sono sottoposti al giudizio finale di una giuria che varia di puntata in puntata. A questo si aggiungono gli interventi del cosiddetto “editore di riferimento”, impersonato da Paolo Guzzanti e libero di intervenire in qualunque momento per correggere il tiro.

La giuria della serata sarà composta dai giornalisti Barbara Serra di Al Jazeera International, Maria Giovanna Maglie del Giornale e Francesco Bei di Repubblica. La giuria ha “il compito di monitorare e giudicare le risposte e il talento (vero o presunto) dimostrato dagli ospiti nel corso del dibattito”. Al termine della puntata viene decretato il migliore.

Nello specifico il tema della serata sarà Immigrazione e sicurezza e vedrà come ospiti Paolo Villaggio, Gianni Vattimo, noto filosofo e candidato alle elezioni europee nelle liste dell’Italia dei Valori; Matteo Salvini, deputato della Lega Nord; Monica Frassoni, presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo e candidata nelle liste di Sinistra e Libertà; Mario Borghezio, candidato per la Lega Nord; Concita De Gregorio, direttore de l’Unità e Daniela Santanchè, Movimento per l’Italia.

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Lega Nord, regionalismi e fascismo, Borghezio dixit: "dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi"

pubblicato da davide f.

da http://www.flickr.com/photos/youblob/2728961244/

Lo conosciamo, ne abbiamo di viste scene orribili con protagonista Mario Borghezio, se n’è fatta quasi una triste abitudine. Eppure in questi giorni in cui un governo lontanissimo dalla costituzione e da uno dei suoi pilastri, l’antifascismo, cerca di far passare una legge per equiparare repubblichini e partigiani con un rispetto della memoria storica e del presente pari a zero, le sue parole ad un congresso dover era ospite del movimento francese xenofobo Nissa Rebela paiono quasi coerentemente normali.

Dopo il solito comizio in stile “padroni a casa nostra”, Borghezio è stato sorpreso da Canal Plus (qui il video, il passaggio è intorno al quinto minuto) mentre con esponenti del movimento di destra francese (già accusato oltralpe di ricostituzione del partito fascista) pronunciava queste esatte parole, un suggerimento ai “cugini” su come uscire dall’isolamento politico: “Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera…ma dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.

Stupefacente? No, d’altra parte sono anni che la Lega è presente a raduni neofascisti in giro per l’Europa, con la differenza che è l’unico partito che sta al governo, gli altri sono una minoranza quasi da estinzione. Uno dei motivi l’ha spiegato il raffinato parlamentare, il “travestimento” localista. Su una cosa mi sbagliavo, lo sanno di governare in un paese antifascista, quindi usano la parola “regionalismo”…

Immagine/Flickr

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La Lega Nord: un modello per il populismo in tutta Europa?

pubblicato da Giulio Mattioli


La Lega Nord non brilla certo per europeismo, eppure costituisce per molte formazioni della destra populista e xenofoba del continente un incredibile modello di successo politico. Stando a quanto riferisce Le Monde ad esempio, nel convegno “Le populisme, une solution pour l’Europe en crise” che si è tenuto qualche giorno fa a Parigi, il partito di Bossi, rappresentato per l’occasione dall’applauditissimo Mario Borghezio, è stato lodato per essere riuscito nell’impresa di portare il populismo al governo e nei cuori degli italiani.

Non si tratta d’altra parte di una novità: come segnala spesso Daniele Sensi sul suo blog, le formazioni di estrema destra d’oltralpe non perdono occasione per incensare la battaglia dei leghisti contro “l’islamizzazione dell’Europa”.

Tra queste, un gruppo forse poco conosciuto in Italia, ma pieno di idee originali: il Bloc Identitaire, che si è recentemente inventato la “zuppa identitaria”, ovvero la distribuzione ai senzatetto di una minestra a base di carne di maiale, per evitare di dar da mangiare a musulmani ed ebrei.

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