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Elezioni in Trentino: un terremoto! Pdl a picco: consensi dimezzati! Tiene la Lega Nord. Successo per Pd-Udc. Lorenzo Dellai riconfermato con 20 punti di vantaggio sul leghista Sergio Divina, candidato della maggioranza. Veltroni: “Una grande affermazione del centrosinistra riformista”. Cesa: “Restiamo di centro, Trento no modello nazionale”. La Russa: “Riflettere bene sulle cause della sconfitta”. Borghezio: “Perso per colpa del Pdl”.
Il nostro commento
Crolla il Pdl, e il Pd avanza rispetto alle politiche. Pomposamente, subito Walter Veltroni parla di “una clamorosa sconfitta per il Pdl e di un grande risultato per il Pd e i suoi alleati”. Va ancora oltre Francesco Rutelli che sostiene: “sul piano politico emerge con nettezza che la strada per il futuro è una alleanza di nuovo conio anche a livello nazionale”. Si sa che una rondine non fa primavera. Per il Pd, il voto spinge all’alleanza verso i moderati e i centristi e blocca il tentativo di riaggancio a sinistra. Ma per il Pdl e soci è un campanello d’allarme. Cresce la maretta interna. Per chi suona la campana?
Lorenzo Cesa: “Abbiamo stretto un accordo elettorale con un democratico-cristiano che ha avuto la determinazione di lanciare una sfida coraggiosa e autonoma per il governo della provincia di Trento. E’ stato un esperimento positivo. Ma non ci saranno ripercussioni nazionali”.
Enrico Letta: “Bisogna riflettere sul modello Trento. Perché il modello delle Provinciali in Trentino è l’unico con il quale possiamo vincere anche a livello nazionale”.

Si è parlato molto, anche su questo blog, della manifestazione organizzata per lo scorso weekend da vari partiti dell’estrema destra europea a Colonia per protestare contro la prevista costruzione di una nuova modernissima moschea, la più grande di tutta la Germania. E’ andata a finire con qualche scontro, l’intera città mobilitata per boicottare gli “eurofascisti” e il divieto della manifestazione da parte del governo tedesco, arrivato all’ultimo minuto, .
In Italia l’attenzione della stampa si è concentrata più che altro sulla partecipazione all’evento xenofobo di Mario Borghezio e sulla richiesta del PD a Berlusconi di impedire al parlamentare europeo della Lega Nord, rappresentante a pieno titolo della maggioranza, di partecipare all’evento. Appello caduto nel vuoto, come prevedibile. Concentrarsi eccessivamente sul “caso Borghezio” rischia però di diventare ozioso: egli rappresenta infatti solo un’ala estrema del suo partito, quella che spesso e volentieri flirta con Forza Nuova e movimenti simili. A sua volta la Lega è solo una parte della maggioranza di governo, che può dunque senza grandi difficoltà derubricare a “dettagli” gli impegni europei di Borghezio.
Ci sono modi molto più illuminanti di rendersi conto dell’anomalia della nostra maggioranza di governo: si possono ad esempio considerare le dichiarazioni rese in questi giorni dal sindaco di Colonia Frizt Schramma, membro del partito di centrodestra della CDU, attualmente al governo anche a livello federale, riportate da “Repubblica”:
Continua a leggere: Borghezio, le manifestazioni di Colonia e la destra "normale"
Mentre ho ancora negli occhi le vivide immagini dei rastrellamenti nei campi ROM di qualche mese fa, dei pacati discorsi di Borghezio e di Gentilini contro i musulmani e gli immigrati, regolari e non, delle contumelie di gruppi di estrema destra contro gli stranieri e in nome della “purezza della razza italiana” ( in un Paese che in 2500 anni ha visto arrivare Greci, Eruli, Goti, Longobardi, Bizantini, Tedeschi, Francesi, Spagnoli, Arabi, eccetera eccetera), dei servizi dei TG su quanto erano sporchi e cattivi i “diversi”, fossero essi ROM, transessuali, neri, gialli, rossi, blu, ecco, mentre tutte queste belle cose mi affollano la mente, arriva la notizia che il feroce clan dei casalesi è accusato di avere assassinato sette persone in Campania.
Naturalmente, anche in questo caso i bene informati e le forze di polizia locali parlano di “emergenza”, di inviare l’esercito in Campania, di risolvere la questione nel più breve tempo possibile. Ma voglio fare una scommessa con voi. A costo zero, naturalmente. Nel giro di qualche giorno, massimo di una/due settimane, nessuno parlerà più di quest’ultima emergenza, a meno che non ammazzino qualcun altro. Scommettiamo?
Foto: Robert Gebhard da Flickr

Ecco perché ai politici italiani non piace la concorrenza. Ecco perché la politica nostrana preferisce soluzioni “concertate” col sistema bancario, finanziario ed industriale di casa nostra (o del proprio salotto) alla libera impresa.
Se il mercato e’ aperto, capita poi che arrivino aziende che non hanno amici di qua e di la’ e che non devono favori a nessuno. A volte, pensa un po’, queste aziende si permettono addirittura di chiedere il rispetto di quelle regole che valgono per loro e per i comuni mortali, quelli senza santi in Paradiso.
Non stupisce la reazione del leghista Mario Borghezio, secondo cui la campagna di Ryanair “danneggia l’immagine dell’Italia e viola la concorrenza”!! Si, avete capito bene: per Borghezio e’ Ryanair a violare la concorrenza! Borghezio chiede alla Commissione europea di verificare “se queste false affermazioni non siano lesive dell’immagine e degli interessi legittimi di uno Stato membro e se questa forma di pubblicità-dileggio, fondata su false affermazioni, non costituisca anche violazione della concorrenza”. Insomma, la libertà di pensiero e di parola secondo Borghezio e’ un insulto alla Patria e un danno alla concorrenza, che evidentemente si fonda sul… monopolio del pensiero. E se non saranno prese contromisure, reggetevi forte: “Come Patrioti Padani, in difetto - chiosa l’eurodeputato - siamo pronti a scatenare il boicottaggio della compagnia”. Concordo! Bravo Borghezio! I Patrioti Padani devono volare solo Alitalia!

La Lega nord mette all’indice il settimanale cattolico “Famiglia Cristiana” reo di aver attaccato il Governo sulla proposta del ministro Maroni di rilevare le impronte digitali ai bambini rom.
Apre le danze Roberto Castelli: “Famiglia Cristiana non è nè l’Osservatore Romano nè Avvenire, quotidiani che si rifanno alla ufficialità della Chiesa Cattolica. È in realtà un settimanale da sempre fortemente connotato a sinistra, largamente diffuso semplicemente perchè viene regalato in molte parrocchie italiane. È un settimanale firmato da cattocomunisti, che si riferiscono a quell’area politica di sinistra che è stata duramente castigata dagli italiani e lasciata fuori dal Parlamento”.
Quindi, è il turno dell’europarlamentare Mario Borghezio: “Saremo costretti a far circolare un passaparola di questo tenore: la famiglia padana non compra più Famiglia Cristiana! Quello di Famiglia Cristiana è un attacco iniquo a un provvedimento che non è una schedatura, ma un censimento. Un attacco malevolo che avalla in maniera brutale il tentativo di trasformare il ministro Maroni in una specie di Mengele“.
In molti comuni, soprattutto del nordest, stiamo assistendo alla nascita di comitati decisi a portare avanti una politica di sicurezza molto personale: il pattugliamento diretto e organizzato da parte dei cittadini di alcune zone della propria città al fine di contrastare il crimine.
Nell’analizzare questo fenomeno è interessante notare, come al di fuori del nostro paese e specialmente in ambito anglosassone, questo tipo di pratiche siano già diffuse. In particolare negli USA l’idea del controllo diretto dei cittadini sulla città è diffusa fin dagli albori della nazione nella figura dei cosiddetti “community watchmen”.
C’è anche da dire, tuttavia, che il ricorso a queste figure negli Stati Uniti è da ricondurre ad un retaggio culturale legato in origine ad un’ assenza di organi di polizia a livello statale che quindi richiedeva strumenti alternativi per il mantenimento dell’ordine.
Alcuni studiosi americani, ad esempio Wilson e Kelling, hanno studiato approfonditamente il fenomeno delle ronde cittadine e il dato che emerge nella maggior parte dei casi è che la loro presenza ha un’influenza minima sui tassi di criminalità nella zona. Detto altrimenti, la loro utilità in termini di riduzione dei reati è pressoché nulla. Le ronde sono quindi inutili?
Continua a leggere: Le ronde: funziona la giustizia fai-da-te?