
Nel 2010 si è concluso il mandato di Lula. L’uomo è stato il presidente del Brasile per sette anni. Prima di lasciare il posto a Dilma Rousseff l’esponente politico non ha risolto con l’Italia il caso di Cesare Battisti. L’ex terrorista non sconta l’ergastolo nel paese natale. In Italia sarebbe in pericolo di vita secondo il Brasile.
Il Rubygate ha fatto sfumare il dibattito su Battisti solo a livello nazionale. L’ex terrorista è ancora uno dei protagonisti della cronaca locale. Elena Donazzan (Pdl), assessore all’Istruzione del Veneto, ha deciso di sostenere il boicottaggio proposto da Raffaele Speranzon (Pdl), assessore all’Istruzione della provincia di Venezia.
Speranzon ha chiesto di bandire i testi degli scrittori pro Battisti nei comuni di sua competenza. La proposta è piaciuta a Donazzon che ha esteso l’invito a tutta la regione:
“E’ una censura morale. Nessun obbligo, beninteso, ma un indirizzo politico: voglio evitare che i ragazzi vengano a contatto con le idee di chi difende a spada tratta un furfante, un delinquente, un assassino conclamato”.
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In fondo al Cav del caso Battisti frega molto poco. In ballo ci sono 10 miliardi di contratti con il Brasile e non è proprio il caso di indispettire il governo del gigante sudamericano. Berlusconi si sarebbe limitato a dire ai suoi: “Battisti? Mi piaceva molto nei duetti con Mina”. Be bop a…Lula
Anche la tragedia dei cristiani massacrati in Egitto non impegna troppo i pensieri del premier. Giusto il tempo di mostrare un po’ di zelo nei confronti della Chiesa con i salamelecchi di Frattini e via. C’è altro a cui badare. Copto e mangiato
D’altronde questi fattacci internazionali non devono permettersi di turbare le eccitanti vacanze del presidente del Consiglio o le amate prodezze sulla neve del ministro degli Esteri. Cortina D’amplesso
In particolare, il titolare della Farnesina viene regolarmente scocciato da gravi vicende globali quando è sugli amati sci (chi ricorda le sue prime dichiarazioni sull’assedio di Gaza da parte di Israele?). Ormai accade ogni inverno, è un supplizio e lui non ne può proprio più. La misura è Colmar
A Ostia faceva campagne contro viados e spacciatori. Aveva chiesto il test antidroga per i politici. Si diceva molto religioso e devoto al Papa. Ora il consigliere Pier Paolo Zaccai, grazie a Morgana e alle altre, ha sdoganato la destra rispetto al mondo dei trans. E ha smentito la teoria secondo cui questo genere di frequentazioni piaccia solamente a sinistra. Come dice Storace, il problema non sono i gusti sessuali, ma l’uso di stupefacenti. Fatta…Morgana
Il buon Zaccai è anche fondatore della Confraternita dei Cavalieri di Anco Marzio, che alle ultime elezioni comunali capitoline portò in processione, a Ostia, la tanto venerata Madonna di una località portoghese che l’esponente Pdl di certo apprezza molto. Fatti-ma
Il Cav arriva in Brasile, dice che “qui il calcio è poesia” ed ecco che i verde-oro vengono clamorosamente eliminati dal Mondiale. Non è che il nostro caro premier porta una leggera sfiga? Ma giusto un po’! Intanto un centrocampista della squadra di Dunga diventa il capro espiatorio per l’intera nazione. E Falcao: “Farebbe meglio a non venire nemmeno per le vacanze”. Felipe…melo inc…lo
Come un grande giocatore deve avere dignità nella sconfitta, così un ministro deve sapere quando è il momento di farsi da parte. RonAldo Brancher
Alemanno in stile Terminator contro l’ipotesi del pedaggio sul Raccordo: “Se fanno una cosa del genere, vado con la mia macchina e sfondo tutto”. Ci sa fare il sindaco, è bravo a fingere di stare dalla parte dei cittadini tartassati. Un vero mago! Giucas Casello
Ad Agadir, in Marocco, la Commissione baleniera internazionale non ha raggiunto alcun tipo di accordo: la mattanza dei grandi cetacei può continuare tranquillamente. Una persecuzione addirittura peggiore di quella subita dai popolari nel Pd. Massacri…Marini
Berlusconi agli imprenditori durante la visita in Brasile: “Io nella storia come politico? Di sicuro ci entrerò come autore di canzoni napoletane”. O sola mio
Il fatto più clamoroso è vedere la Lega dei ‘duri e puri’ che sminuisce il peso della sentenza Dell’Utri e tenta di difendere il senatore del Pdl. Bossi: “Un conto è provare che uno è mafioso, ma l’appoggio esterno è meno grave”. Cota nostra
Quanto dichiarato ieri da Pierferdinando Casini a la Stampa fa eco ad una considerazione sulla coscienza italiana fatta dalla Mostra del Cinema di Berlino da Francesca Comencini, regista italiana presente alla manifestazione in qualità di giudice.
In quell’occasione l’autrice italiana sottolineò i limiti del nostro cinema costruito secondo lei, sulle classiche storie d’amore più che sulle vicende caratterizzanti la memoria storica che altri paesi hanno già sviluppato.
Dell’ex terrorista Cesare Battisti, e dei quattro omicidi di cui è stato il mandante, ci siamo già dimenticati tanto che dopo il rinvio dell’incontro tra Lula e Silvio Berlusconi (si sarebbe dovuto tenere domani in Brasile) dei giornali locali già sostengono che il criminale italiano non sconterà tutta la sua pena nel paese d’origine.
Bersani cerca di non perdere i pezzi (rutelliani) e si trova alle prese con la solita discussione su (e con) Di Pietro. Gli elettori del Pd invece chiedono di fare opposizione al governo nel merito. Ci sono temi delicati, come l’acqua privata, che necessitano di maggiori energie. Occhio ai ruBinetti
Cosentino al Tg3: “Veramente quelli che, nella maggioranza, vogliono le mie dimissioni sono un pò pochini“. Pochini?!?!? Italo Pochino
I fedelissimi di Fini sono comunque protagonisti di un ‘movimentismo’ quotidiano molto mediatico e brillante. Alcuni di loro sembravano poco più che peones e invece si stanno dimostrando cavalli di razza. E’ (Gra)nata una stella
Torna, torna…sta casa aspiett’a'tte! Il destino di Cesare Battisti ora è appeso alle determinazioni del presidente brasiliano. Ma pare che ci siano poche chance di farla franca per l’ex terrorista italiano. Chiari di Lula
Della vicenda del terrorista (ex, diciamo, per motivi di età) Cesare Battisti ci siamo occupati più volte in maniera approfondita, ma oggi diamo spazio a un nuovo sviluppo per così dire umoristico. Il Battisti ha infatti deciso di scrivere una lettera al Governo italiano per chiedere perdono, anzi più precisamente un perdono “cristiano” (???) per atti che peraltro dice di non aver commesso.
La lettera si apre infatti chiedendosi «se non è giunta l’ora che l’Italia mostri il suo lato cristiano», per il quale «il perdono è un atto di nobiltà ». Ma così prosegue:
“I miei avversari, al contrario di me, sembra che abbiano qualcosa da difendere. Chissà se le proprie miserie o ricchezze, o piuttosto, come nel caso di alcuni attuali ministri del governo italiano, il proprio passato di attivisti di estrema destra (fascista!) responsabile diretta o indirettamente dei massacri con le bombe. Non so che cosa motivi esattamente i miei avversari ad entrare in questa lotta, ma sono certo che non abbia nulla a che fare con la giustizia”
Continua a leggere: Ora Cesare Battisti chiede il perdono (cristiano) al governo fascista
I “compagni” del Pac (Proletari armati per il comunismo) definivano l’ex operaio dell’Alfa Cesare Battisti “Antipatico, scostante, senza scrupoli: un infame”.
Quel gruppo lasciò una scia di sangue per 24 mesi, dal 1979 al 1981.
“Non eravamo politicizzati, né pensavamo alla rivoluzione, del marxismo non sapevamo niente”. Ma dopo aver sparato e ucciso scrivevano: “Siamo i proletari armati per il comunismo, abbiamo colpito gli agenti della controrivoluzione Torregiani e Sabbadin”.
Insomma, schegge impazzite con la maschera dei giustizieri.
Oggi Battisti, coperto dai “compagni” che stanno al potere in Brasile (e forse con inquietanti compiacenze in Francia), si dice innocente e accusa quattro ex compagni di militanza, gente già condannata dalla giustizia italiana.
Al processo, invece, Battisti minacciava il magistrato Carnevali: “Stai sicuro, verremo a prendere anche te” e alla Corte: “Siete solo dei buffoni di merda”. Tutto il resto è cronaca.
Di fronte al “no” brasiliano all’estradizione di Battisti , il governo italiano si è impigliato.
Il ministro degli Esteri Frattini non ha peli sulla lingua: “Non commento espressioni che appartengono alla demagogia e alla retorica del comizio. Saremo noi a decidere gli anni di piombo, una stagione che ancora non conosce il pentimento, al contrario l’arroganza e la sfida di assassini che trovano complici compiacenti”.
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Del caso Battisti ci siamo occupati a più riprese - qui i recenti post mio e di V - quindi non c’è molto da aggiungere salvo che il governo brasiliano ha definitivamente confermato il rifiuto di estradarlo. Anche le motivazioni rimangono le stesse, vale a dire che l’Italia sarebbe un paese persecutorio e l’ex-terrorista assassino avrebbe conseguentemente meritato lo status di rifugiato politico.
La prima conseguenza è stato il richiamo in patria dell’ambasciatore Valensise, ma potrebbe non finire qui, se si desse seguito alla proposta del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica di boicottare la prestigiosa amichevole calcistica del 10 febbraio che, lo ricordiamo, vede di fronte le due nazionali col maggior numero di titoli mondiali all’attivo, come riporta anche calcioblog.
«Bisognerebbe prendere in seria considerazione l’ipotesi di annullare la partita amichevole con la nazionale di calcio brasiliana. Anche perchè, visto l’evolversi della situazione in corso tra Italia e Brasile, si correrebbe il rischio di trasformare uno spettacolo sportivo in una diatriba politica»
Ieri abbiamo assistito alla prima intervista italiana della premiere dame Carla Bruni, occasione per chiarire finalmente le recenti prese di posizione dell’ex-modella, della quale tutto si può dire tranne che si sia messa in disparte a la Veronica Lario. Innumerevoli le occasioni di polemica generate dalla bella piemontese, dal caso Petrella alla ricusazione dell’italianità in favore della patria acquisita.
Ci sediamo dunque in poltrona speranzosi - si fa per dire - in un’intervista ficcante del conduttore Fabio Fazio, del quale in passato abbiamo apprezzato la vis comica, ma che come giornalista non ha mai dato gran prova di sè. Si potrà obiettare che in fondo giornalista non è, e allora ok… accetteremo anche un dialogo infarcito di semplici curiosità; in fondo una modella-cantante che sposa un capo di governo non capita tutti i giorni.
Ma prima tocca sorbirsi il concertino-spot, due brani leggeri leggeri in cui la Bruni occhieggia con espressione impassibile, prima di assicurarci fervidamente che i proventi andranno in beneficenza, quasi a scusarsi della sua intrusione artistica. Dopo rapida riflessione su quanto sia pelosa la carità pubblica (e quanti dischi faccia vendere) finalmente la “donna più bella del mondo” come la chiama Fazio, si accomoda in poltrona.
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