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Tutti gli articoli con tag brenda

Coca e trans: Pier Paolo Zaccai non è Piero Marrazzo

pubblicato da Giovanni Molaschi


Sono state sufficiente poche ore per rendersi conto che lo scandalo in cui è coinvolto Pier Paolo Zaccai non terminerà con gli stessi toni che accompagnarono le fine prematura del mandato di Piero Marrazzo che, per tutelare il proprio operato, scelse di lasciare la Regione Lazio dove era in qualità di Governatore.

L’elemento principale che contraddistingue le due vicende sono i rapporti che i diretti interessati hanno avuto con i propri partiti dopo essere stati sorpresi in flagrante. Il Popolo delle Libertà ha già sospeso Pier Paolo Zaccai che nel frattempo è stato liquidato anche da Gianni Alemanno.

“Mi auguro - ha dichiarato il primo cittadino di Roma commentando la vicenda Zaccai - che la magistratura faccia luce e accerti se ci sono reati”.

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Rete wi-fi libera nella Provincia di Roma governata da Nicola Zingaretti

pubblicato da Giovanni Molaschi



È un vero peccato che Nicola Zingaretti abbia rifiutato la candidatura alla Regione Lazio, governata fino a poche settimane fa dall’ex presentatore televisivo Piero Marrazzo. Avrebbe potuto dimostrare in un ambito più grande della provincia le sue capacità.

Le doti che sono proprie di esponenti politici di indubbio talento e che a causa della burocrazia all’interno dei partiti sono destinati a dare il meglio di sé solo in piccole realtà dove si continua, fortunatamente, a fare passi avanti.

Nella provincia di Roma, come promesso dal Governatore Zingaretti, sono stati installati hotspot grazie ai quali sarà possibile fruire di internet gratuitamente tramite la rete wi-fi.

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Renato Brunetta: “Gli stipendi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni”

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’allievo, Renato Brunetta, è riuscito a superare finalmente il maestro, Silvio Berlusconi. Più populisti del Ministro della Pubblica Amministrazione al Governo ci sono davvero poche persone.

A poche settimane dal rinnovo del canone televisivo l’esponente politico ha proposto al direttore generale della RAI, Mauro Masi, affinché nei titoli di coda di ogni trasmissione televisiva ci sia anche la voce riguardante i compensi del presentatore.

Al di là di tutta una serie di difficoltà pratiche (la stessa persona potrebbe essere stata pagata anche in qualità d’autore ma sul proprio contratto potrebbe non essere stato previsto una suddivisione specifica degli incarichi), l’intervento di Renato Brunetta è uno dei più sterili che siano mai stati fatti attorno alla televisione pubblica.

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Il vero switch-off non passa attraverso il digitale terrestre

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il proliferarsi di trasmissioni televisive aventi come argomento principale la politica, come già evidenziato in altri post, è chiaramente un effetto collaterale prodotto dal rapporto morboso che lega gli amministratori del paese e chi per lavoro decide di seguirli.

Per capire come questa relazione, malata, sia dannosa all’Italia è sufficiente ragionare su tre fatti accaduti nelle ultime 48 ore su cui si è smesso di ragionare. Chissà poi perché. A creare l’ennesimo caso è stato Bruno Vespa, accusato da un deputato leghista a Domenica Cinque, di aver pagato Natalì (la prostituta transessuale che si è trattenuta più volte con Piero Marrazzo) per l’intervista realizzata nei giorni scorsi per “Porta a Porta”.

A sottolineare i problemi del servizio pubblico non solo l’anchorman di RaiUno. Secondo quanto riportato dai colleghi di tvblog.it l’intervista a Marcello Dell’Utri fatta da Lucia Annunziata non sarebbe stata trasmessa in tutto il paese.

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Ispirato da Massimo Giletti, Piero Marrazzo chiede perdono al Papa

pubblicato da Giovanni Molaschi



Non c’è stagione televisiva che non ci porti in dono l’ennesimo fintamente nuovo talk show di politica. Ormai del Governo, dei suoi esponenti e delle relative attività si disquisisce ogni ora del giorno. E della notte.

Analizzando bene il fenomeno si potrebbe pensare che a cannibalizzare il media sia stata la stessa casta che non perde occasione di specchiarsi negli occhi delle persone che l’hanno scelta. O che vorrebbero cambiarla.

Di fatto non è così. È la televisione che ha mangiato la politica trasformandola in uno scarto che a tratti ricorda i contenitori che attorno ad un reality show vengono creati. Oggi, più di ieri, bisogna prender atto del modello Giletti. Utilizzato ogni volta che si può.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il presidente della Camera Fini fa spesso discorsi e riflessioni in merito all’etica politica. Sostenendo che nessuno dei due schieramenti è nelle condizioni di dettare un esempio virtuoso all’altro. Chi è senza peccato, scagli la prima pietrans

Brenda uccisa, Cafasso ucciso. Sparito il pc della trans, sparito il pc del pusher. Scandalo hard (disk)

Brunetta accusa Tremonti di non intervenire per lo sviluppo. Tremonti dice che non si può agire altrimenti: “Fare cose normali in un periodo non normale è già di per sé straordinario”. Ponzio PIL-ato

I campioni del magna-magna ora si scoprono avversi alla pausa pranzo? Atteggiamento ipocrita della politica…proprio come accade di fronte alla prostituzione e ai ‘peccatucci’ da vita notturna. Tra(ns)mezzino

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Brenda muore in circostanze misteriose. Anche sul pusher Cafasso si addensano mille sospetti. Intanto l’ex governatore Marrazzo si è rifugiato nell’abbazia di Montecassino. E da lì ha detto: “Distrutto tutto il mio mondo”. Mille euro l’ora…et labora

Dopo il discorso ai ragazzi del centro diurno ‘Semina’, a Torpignattara, quartiere semi-periferico di Roma, Gianfranco Fini è ormai adorato dalla sinistra (soprattutto dagli elettori del Pd) e odiato da gran parte del suo partito. Gli sherpa dei due schieramenti stanno ora lavorando ai seguenti dossier: 1) uno scambio Fini-Binetti che farebbe felici sia il Pdl che il Partito democratico; 2) un’uscita ‘morbida’ del presidente della Camera dal Popolo della libertà e una sua candidatura dopo Bersani alla guida di via del Nazareno (soprattutto se ci sarà il ‘cappotto’ alle Regionali); 3) la cessione dei diritti di immagine per una nuova maglietta con su Fini che indossa un basco con stella rossa stile Guevara; 4) una partecipazione straordinaria di Fini al prossimo film di Nanni Moretti, il sequel ‘Ho fatto fuori il Caimano’. Destra e Finistra

Il presidente della Camera contro la Lega. La Lega contro i finiani. I finiani contro Cosentino. Tremonti contro tutti. E il SuperCav dice: “Nessun problema, la maggioranza durerà“. Però il galleggiamento del governo è ormai garantito soltanto da una precisa caratteristica di molti dei suoi membri. Ministro-nzi

Brunetta al calor bianco contro Tremonti: “Ha fatto il ’signor no’ durante la crisi. Ora deve fare il ’signor sviluppo’ assieme a tutti quanti noi“. Aggiunge: “A proposito di sviluppo, a me bastano 20 centimetri“. In realtà quasi tutti i ministri farebbero volentieri a meno di Tremonti e dei suoi ‘niet’. Ministero delle Fin-ansie

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Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non ricorda solo quella di Mino Pecorelli

pubblicato da Giovanni Molaschi



In attesa che la giustizia faccia il suo corso senza che nessuno ipotizzi dei ritardi per via della mancata riforma, sulla quale si disquisisce più dell’emergenza rifiuti che in Sicilia si sta registrando nelle ultime settimane, è necessario continuare a riflettere sulla morte di Brenda.

Secondo Mario Adinolfi la transessuale, travolta (e non solo) dallo scandalo di Piero Marrazzo, ricorda Mino Pecorelli. Il giornalista, affiliato alla loggia massonica P2, che venne ucciso nel 1979 in circostante ancora da stabilire.

“È Roma – scrive Mario Adinolfi - che sembra tornata ad essere quella dei tempi della Banda della Magliana. Anzi, peggiore. Più subdola e per questo più pericolosa. La Brendona è il Mino Pecorelli del tempo tragico e farsesco che stiamo vivendo, di una classe dirigente di una pochezza spaventosa, nome in codice Chiappe d’Oro”.

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Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non è solo una storia di cronaca

pubblicato da Giovanni Molaschi



La morte di Brenda, la transessuale travolta dallo scandalo di Piero Marrazzo, non è solo un fatto di cronaca. Con annesse prevedibili opinioni, come quella Vladimir Luxuria secondo la quale la persona sarebbe stata uccisa.

La morte di Brenda racconta molto di più. Per capirlo è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Barbara, amica transessuale della persona morta, poche ore dopo il ritrovamento del cadavere.

“Né la Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla. Tutti le trans che abitano in questa zona – ha dichiarato Barbara - sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni”.

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Piero Marrazzo tornerà in RAI nel 2010

pubblicato da Giovanni Molaschi



Beati i tempi in cui la tv era popolata da nani e ballerine. Oggi non c’è emittente che non abbia sporcato i propri contenuti con della politica. Ad ufficializzare questo nuovo corso della televisione è stato il discutibile Licio Gelli che su Odeon Tv ha condotto un programma televisivo che ormai non lo si nega più a nessuno.

Anche Piero Marrazzo potrà riavere il suo. E lo avrà come annuncia il suo legale, Luca Petrucci, in un’intervista nella quale precisa che il suo assistito aveva lasciato solo temporaneamente l’azienda nella quale si era imposto come nuovo paladino dei cittadini.

Ritornando in tv, l’ex governatore del Lazio non dimostra di essere certo una persona seria. Con quale coraggio lui, e altri volti noti (Michele Santoro piuttosto che Lilli Gruber) che prima di lui avevano tentato la carriera politica possono contestare il conflitto di interessi del premier?

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