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Tutti gli articoli con tag brenda

RAI: fuori Paolo Ruffini, dentro Piero Marrazzo. Tutta colpa di Silvio (Berlusconi)?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Questione di ore. Giorni, al massimo. Entro la fine della settimana, salvo imprevisti, il direttore generale della RAI Mauro Masi ufficializzerà la defenestrazione di Paolo Ruffini, attuale direttore di RaiTre il cui operato non è ben visto dal Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi.

Ma è davvero imputabile a lui l’uscita di scena di uno dei più illuminati direttori televisivi? Probabilmente No. È una scusa utilizzata da altri che davanti al potere preferiscono genuflettersi piuttosto che rimane dritti.

Possibile che lo stesso imprenditore televisivo in meno di dieci anni abbia rinnegato il proprio operato? Possibile che Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto, il cui passaggio a Mediaset è stato fondamentale sia per l’azienda che per loro stessi, oggi diano fastidio a Silvio?

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Happy end per Piero Marrazzo e Natalì

pubblicato da Giovanni Molaschi



La vicenda di Piero Marrazzo è, ormai, solo un pretesto. Consumati i ragionamenti sui gusti sessuali dell’esponente politico, sull’uso di droghe, e sui capitali investiti in un’attività illegale in Italia non si può dire molto altro.

Eppure a due settimane dall’inizio della scandalo, lo scorso martedì, Alessio Vinci e Bruno Vespa hanno fatto l’ennesima puntata sulle persone transessuali. Neanche Licia Colò ha parlato con tanta veemenza dei panda.

Comunque. Tra questo piattume mediatico, imparentato più con il Grande Fratello che con l’attualità di un paese, spicca l’eccelsa provocazione di Giovanni De Mauro. Direttore di Internazionale.

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Stefano Cucchi: Ignazio La Russa difende i carabinieri. Già dimenticata la vicenda di Piero Marrazzo?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Di certo c’è solo la morte. E poco altro. Ad oggi, ad esempio, non si sa ancora perché Stefano Cucchi è stato ucciso. In quel modo. Per questo si indaga. Per provare a fare giustizia. Per cercare di limitare l’imbarbarimento della società.

Malgrado ciò il Ministro della Difesa Ignazio La Russa sostiene, senza esplicare una tesi, che quanto successo a Stefano Cucchi non è imputabile a dei carabinieri. Forse. Certo è che la mano sul fuoco a difesa dell’arma l’esponente del Pdl non dovrebbe metterla.

L’ex Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, non era mica stato ricattato da quattro extracomunitari venuti in Italia per rubare il lavoro. Quell’uomo alla berlina è stato messo da alcuni carabinieri. Forse cinque.

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Intervista - Vladimir Luxuria a polisblog “a trans non ci vanno solo quelli di sinistra”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Se con Piero Marrazzo, quel giorno, non si fosse appartata una prostituta transessuale ma una donna è molto probabile che lo scandalo sarebbe stato raccontato con altri toni. Qualcuno avrebbe celebrato il maschio italiano.

Qualcuno non avrebbe fatto della facile, banale e brutta, ironia provando a capire cosa queste prostitute hanno in più delle femmine che politicamente (in Italia) non sono emancipate. Di Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, ai giornalisti interessa il look. Più che il lavoro.

Per questo motivo a meno di una settimana dall’inizio delle chiacchiere su Piero Marrazzo abbiamo deciso di intervistare Vladimir Luxuria. Ex parlamentare. Di Rifondazione Comunista. Ex naufraga. Dell’Isola dei Famosi. Ma transgender. Ancora per poco.

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Conflitto di interessi: Silvio Berlusconi ha vietato a Mediaset e Mondadori di raccontare la vicenda di Piero Marrazzo. Il potere del Grande Fratello fa comodo anche a Pierluigi Bersani

pubblicato da Giovanni Molaschi



Di Piero Marrazzo, e delle modalità con le quali ha abbandonato la scena politica italiana, è molto probabile che si smetta a parlare già nei prossimi giorni. La sua legittima richiesta di silenzio è stata evidentemente ritenuta più legittima di quella di Dino Boffo che al Presidente del Consiglio qualche problema creò.

Ma Silvio Berlusconi, sulla vicenda dell’ex Presidente della Lazio, non commetterà più gli errori fatti con l’ex direttore dell’Avvenire tanto che stando a quanto si appreso nelle ultime ore avrebbe persino fatto sapere all’avversario politico che qualcuno stava tentando di vendere il video che lo avrebbe incastrato.

Ma Silvio non informa e basta. Sulla vicenda di Piero Marrazzo ha vietato alle aziende controllate dai figli di divulgare il materiale rimarcando un legame tra il suo incarico pubblico e le attività sviluppate, precedentemente, da privato.

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La guerra (persa) di Piero (Marrazzo). Sconfitto anche il Pd che già lo sostituisce. Pronti Giovanna Melandri, David Sassoli e Walter Veltroni

pubblicato da Giovanni Molaschi



E adesso a raccogliere i cocci non sarà solo Piero Marrazzo. Attorno, come faceva già notare Dino Boffo (direttore dell’Avvenire che prima di dimettersi aveva tentato di proteggere la privacy della famiglia), una serie di figure sulle quali si devono accendere i riflettori per capire fino in fondo la vicenda.

Cominciamo a parlare del Pd. Ma anche del Pdl. Secondo quanto sostenuto dal partito di Silvio Berlusconi il passaggio di consegne al vice, Esterino Montino, non è uno strumento giuridicamente valido.

Già chieste, quindi, le elezioni anticipate che potrebbero rappresentare per il Partito Democratico l’ennesimo fallimento. Uno scandalo pesa. E allontana. Gli aspiranti Zapatero dovrebbero ben saperlo. L’attuale primo ministro è riuscito a vincere, la prima volta, subito dopo gli attentati a causa dei quali si spense il candore di Aznar.

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