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“Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l’articolo 18 garantisce i padri, che sono ipergarantiti”
Renato Brunetta
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Continua a leggere: Veritometro: Brunetta, l'Articolo 18 e la precarietà dei giovani
Pd: twittato. Voto – 9. Dopo le ultime bufere di Puglia e Bologna, la resa dei conti in casa pidì è solo rinviata. Assenze eccellenti e silenzi assordanti nella Direzione a “porte chiuse”, ma … “twittata” da Scalfarotto. Ridere o piangere?
Pdl: scoop. Voto – 9. News: il mini ministro Brunetta è stato il “professore” di economia di Berlusconi, nel ’94: “Renato mi spieghi – diceva il Cav. – Poi gli dicevo che dovevo andarmene e lui: ma torna poi?”. Libro cuore. Ridere o piangere?

Due temi apparentemente diversissimi hanno animato il dibattito politico italiano nelle ultime settimane: il decennale della morte di Bettino Craxi, con i connessi tentativi di riabilitazione, e le polemiche sulla ritardata uscita dei giovani italiani dalla casa dei genitori, riaccese da alcuni casi di cronaca.
In realtà le due vicende hanno in comune molto più di quanto potrebbe sembrare: i diretti responsabili della difficilissima situazione dei giovani italiani di oggi sono proprio i politici e le generazioni passate, di cui Craxi rappresenta l’epitome.
Nel periodo 1981–‘91 si è creato infatti in Italia quello oggi potremmo chiamare il “paradiso degli sciocchi”: esponenti politici di governo come Andreotti, Forlani, De Mita, Pomicino e lo stesso Craxi, di fronte ad una importante fase di recessione economia, non lesinarono mobilità lunghe, casse integrazioni straordinarie, baby-pensioni e pre-pensionamenti su vasta scala. Non senza effetti collaterali per chi è venuto dopo. Vediamo qualche dato.
Anche nell’opposizione, persino nel Pd, si fa largo l’idea che l’eventuale caduta del Governo non porta “automaticamente” diritti alle urne.
Berlusconi e il suo esecutivo sono appesi a un filo perché la maggioranza è oramai fuori rotta e il timoniere ha perso la bussola. Non siamo all’ammutinamento della ciurma ma di questo passo non è impossibile che il centrodestra riesca a suicidarsi.
Non parliamo di Fini. La prima bomba l’ha innescata Giulio Tremonti, uno “tosto”, che non si fa intimorire dal ringhiare da “cane” da pagliaio del collega Brunetta.
Ma se il ministro dell’economia non spalma diversamente la Finanziaria e non “concede” ai vari ministri quel che rimane della torta, c’è il rischio di una alzata di scudi generale con conseguente … alzata di tacchi di Tremonti e porta sbattuta in faccia al premier.
La seconda bomba l’ha innescata proprio Berlusconi, sulla giustizia.
Il nodo del cosiddetto processo breve può strangolare il premier. Sarebbe l’ultimo flop della serie, dopo quelli sul Lodo Alfano, separazione delle carriere, subordinazione dei pm, riforma del Csm, intercettazioni telefoniche, immunità parlamentare. Ultimo flop anche nel senso che poi premier e Governo vanno a casa.
Ha ragione il “democentrico” Marco Follini: “ Se la maggioranza regalerà una crisi al Cav., l’opposizione non gli dovrà affatto regalare anche le elezioni”.
Silvio Berlusconi: superassente. Voto – 9. L’”ariete” Brunetta colpisce duro: “Tremonti ci ha commissariati tutti. Basta veti sui ministri. Esercita un egemonismo leonino, opaco, autoreferenziale. Una iattura”. Già. La iattura è questo governo a “ruota libera”.
Angelino Alfano: miniassente. Voto – 8. Le proteste pacifiche delle carceri dove il numero dei detenuti è superiore al doppio dei posti letto presenti non scuote il Guardasigilli. Il ministro è impegnato in ben altri “affollamenti” riguardanti “l’uomo solo” al comando.
Dopo un periodo in cui ha centellinato le apparizioni pubbliche (ma per la verità ci pare anche abbastanza trascurato, per non dire boicottato dai media) Beppe Grillo ritorna alla ribalta in occasione della presentazione del lungometraggio Terra Reloaded, alla libreria Feltrinelli di Milano.
Il video è stato realizzato con il supporto di Greenpeace, ma come d’uso il comico genovese non ha parlato solo di ambiente, ma anche della situazione politica attuale, ironizzando su Brunetta, Berlusconi e il processo breve.
Trovate un’intervista a Grillo sul sito del Corriere, mentre per la seconda parte dell’intervento vi rimandiamo dopo il salto.
Continua a leggere: Beppe Grillo a tutto campo alla presentazione del video "Terra Reloaded"
Giornata campale oggi. Il Governo sta mettendo a frutto una serie di provvedimenti e tocca commentarli. Qualcosa è sacrosanto, come le riforme strutturali alla pubblica amministrazione promesse da Brunetta; in particolare l’informatizzazione e l’uso sempre più esteso di internet. Qualcosa è una presa in giro, come il cosiddetto sconto Irpef di novembre, fatto passare come un alleggerimento fiscale mentre di fatto non lo è. Vediamo perché.
Innanzitutto è bene chiarire che alla manovra non sono interessati i lavoratori dipendenti nè le grandi aziende, ma solo e unicamente le imprese personali e gli autonomi. In parole povere, il cosiddetto popolo delle partite Iva. Costoro compilano il modello Unico e pagano due rate di acconto, per una percentuale del 40 e del 60% (del 99%). L’acconto viene calcolato sulla base del reddito precedente e vale per l’anno successivo. Per questa ragione la terza rata (minima, ovvero nella misura del restante 1%) può anche trasformarsi in un rimborso.
Lo sconto Irpef prevede dunque uno sconto del 20% sulla seconda rata, ma in realtà… non è affatto uno sconto. In pratica la seconda rata passerà dal 40 al 20% (sempre del 99% complessivo), portando la terza dall’1 al 21% circa. Sì, avete capito bene. Ciò che risparmiate ora (se rientrate nelle categorie interessate) lo dovrete ugualmente pagare a giugno 2010. La beffa - perché tale appare - è aggravata dal fatto che tutti gli interessati hanno ormai calcolato le due rate, per cui in molti casi chi glielo fa fare di ricominciare daccapo? Lo faranno solo quelli che dichiarano una cifra tale da valere la perdita di tempo.
Continua a leggere: Sconto sull'Irpef. La nuova presa in giro per il cittadino contribuente
Nessuno più ricorda il can can sulle “ronde”, toccasana, secondo le Lega e il governo, per garantire la sicurezza degli italiani.
Quanti discorsi a vanvera, dei soliti noti, nei salotti televisivi per dimostrare la bontà del mettere in strada i nuovi “squadristi”! Il flop è stato totale e di “ronde” non c’è traccia.
Ma anche dei poliziotti “veri” non c’è (quasi) più traccia, ridotti (quasi) all’impotenza dalla politica scellerata di questo governo.
E non può stupire la inedita forte protesta nazionale di ieri, stavolta per le strade di Roma, con 40 mila poliziotti (presente l’intero comparto della sicurezza) a gridare la loro incazzatura e la loro impotenza.
“Forse è un paradosso dell’epoca berlusconiana – scrive Peppino Caldarola sul Riformista – se il Governo che più ha puntato le sue carte e la sua comunicazione politica sulla sicurezza viene messo alla berlina dagli uomini che sono pagati, male, per difenderci”.
Continua a leggere: Ore 12 - Antonio Di Pietro (stavolta) ... c'azzecca
Il mini-ministro Brunetta ha un sogno nel cassetto: fare il sindaco di Venezia. Sì, ma come la prenderebbero i veneziani? C-anal Grande
Vecchie-nuove rivelazioni di Brusca sulla trattativa mafia-Stato. I politici che avevano ruoli di potere nei primi anni ‘90 tornano a tremare. E ce n’è anche per quelli di sinistra. Falce e papello
Antivigilia delle primarie. Un Franceschini vagamente a luci rosse dice: “Dobbiamo allargare il partito, renderlo ancora più aperto”. Dalla politica come missione alla politica come…’missionaria’? Corpo…elettorale
Il SuperCav si rintana nella dacia dell’amicone Putin. E qualcuno maligna di festini ’spinti’ lontano dalle telecamere. D’altronde, giocoforza, a Palazzo Grazioli da un po’ di tempo non si vedono più escort o belle ragazze. Solo sfilate di politici e ministri. Il capo del governo non è contento: con i ministri certi giochetti non si possono proprio fare. Nemmeno con quelli più remissivi. Sandro Bondage
La domanda, il dubbio amletico si ripresenta: come è riuscito ‘Baffino d’acciaio’ a far fuori tutti i suoi avversari storici in un sol colpo? Alla Convenzione Pd non c’erano né Veltroni né Rutelli né Parisi. Una vera ’strage’ politica. C’è D’Alemarcio in Danimarca
Il furore anti-fannulloni di Brunetta ha sortito effetti alquanto provvisori se ad agosto, come dimostrano i dati, gli assenteisti sono tornati ad aumentare. Forse il mini-ministro si è troppo distratto a difendere il Cav dai presunti golpe delle “elite parassitarie”. Finzione pubblica
Ormai è difficile capire se sia rimasto qualche settore della vita sociale e istituzionale italiana con cui il Superpremier non abbia un conto in sospeso. Da quando è scoppiato il caso Noemi-escort, è un continuo furore senza argini. Iracondo(m)
Cresce intanto il numero di donne che hanno dato la loro adesione all’ennesima campagna di Repubblica contro il capo del governo. Naturalmente stiamo parlando dell’appello in risposta alle offese di Berlusconi a Rosy Bindi. E aumenta anche il numero di donne famose: scrittrici, intellettuali, attrici, protagoniste dello spettacolo. Berlusca, ti Spaak il c…