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Tutti gli articoli con tag bruno vespa

Legge Bavaglio: Enrico Mentana avvalla, in parte, la posizione di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Lo scorso settimana si sono verificati due eventi politici su cui vale la pena riflettere. Come anticipato da noi nelle scorse settimane, Silvio Berlusconi sta tentando di fare entrare Pierferdinando Casini nell’attuale esecutivo.

La trattativa congelata prima del viaggio di lavoro del Presidente del Consiglio in Canada sarebbe stata ripresa, come raccontato da Dagospia, sarebbe stata ripresa dallo stesso leader del Pdl in occasione della cena privata che Bruno Vespa ha dato a casa propria.

Oltre a studiare un’alleanza con l’ex compagno di maggioranza Silvio Berlusconi, commentando lo sciopero dei giornalisti dello scorso venerdì, ha precisato che la libertà di stampa non è assoluta. Queste dichiarazioni opinabili, se valutate in termini assoluti, sono state avvallate in parte dal nuovo direttore del Tg della 7, Enrico Mentana.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Chissà cosa ha promesso il Cav a Casini davanti alla zuppa del buon Vespa: ministeri, Csm, la testa di Tremonti, la vita eterna. E chissà cos’altro. Pier grazia ricevuta

Ma se Pierfurby rientra a casa di Papi, cosa faranno tutti quelli che speravano e sperano in una forza centrista che scardini il bipolarismo? Cosa farà ad esempio Ciccio Rutelli? Era andato via dal Pd apposta! Terzo pollo

I Conservatori inglesi fanno una vera manovra lacrime e sangue, e non hanno paura di tassare banche e transazioni finanziarie. Qui da noi, Robin Hood Tremonti non tocca nulla (il Cav protegge il fido Doris), non pesta i piedi ai potenti e vedremo come andrà a finire con il prelievo sulle assicurazioni. Rc c-auto

Feroci polemiche sul nuovo video-spot turistico dell’Italia promosso dal governo con la voce fuori campo del premier: la clip esalta le bellezze nostrane ma dimentica del tutto le Alpi e gli Appennini. Per il capo del governo, la Penisola è solo mare e città d’arte. Porcofino

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Elezioni Regno Unito 2010: la BBC, David Cameron e i giornalisti italiani

pubblicato da Giulio Mattioli


Grazie il digitale terrestre, da qualche tempo ho la possibilità di guardare BBC World News, e di prendere così una boccata d’aria rispetto all’asfittico panorama televisivo nostrano. Ieri pomeriggio ad esempio mi è capitato di vedere una puntata del programma politico “Newsnight“, il cui ospite d’onore era il candidato conservatore alle imminenti elezioni britanniche, David Cameron.

L’intervista è fin da subito sembrata molto bizzarra ad uno spettatore italiano come me: l ‘intervistatore, Jeremy Paxman, ha infatti incalzato il probabile prossimo primo ministro britannico con una serie di domande provocatorie, del tipo “Lei promette cambiamento, ma è stato parte dell’establishment negli ultimi 20 anni. Com’è possibile?“.

Quando Cameron svicolava, Paxman gli dava sulla voce, lo interrompeva e gli proponeva ulteriori domande per metterlo ancora più alle strette. Rinfacciandogli ad esempio palesi contraddizioni tra le sue dichiarazioni odierne e quelle di qualche mese fa. L’intervista di Newsnight al laburista Gordon Brown è sullo stesso tenore, e si apre con la domanda “Avevate promesso di ripulire la politica, perchè avete fallito?“.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ci approssimiamo a un mesto 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Già ci si immagina il povero Napolitano che vagola solingo sull’Altare della Patria e declama parole di fervore patriottico aspettando l’applauso isolato del milite ignoto. Solo come un (Pisa)cane

Il fido Vespa magnifica la rivoluzione digitale voluta dal mini-ministro Brunetta nella Pubblica amministrazione. E si scopre che tramite la posta elettronica certificata, Renatino potrà scoprire presto identità e residenze dei veneziani leghisti che lo hanno trombato alle ultime Comunali. Pec(ore) nere

Bersani in un clamoroso (e casuale) raptus di sagacia politica: “Il premier non vuole le riforme, punta solo al voto”. Ma sarebbe la soluzione migliore per l’Italia? Oppure è solamente la migliore opzione per il Cav? Il lieto Fini

Altro che romeni o extracomunitari, la cronaca nera dice che il Bel Paese ha il triste primato delle violenze e degli omicidi tra le mura domestiche. Un sadico in famiglia

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Si avvicina la grande ricorrenza dei 150 anni dall’Unità d’Italia e il Paese non è che ci arrivi proprio in ottime condizioni. Il sentimento nazionale appare abbastanza degradato e la parabola che conduce da Mazzini a Calderoli, da Pellico a Vespa non può che vederci in declino. La Breccia di Porta a Porta

D’altronde fino ai tempi di Craxi lo spirito risorgimentale viveva almeno nel famoso ritratto di Garibaldi che Bettino esibiva con orgoglio alle spalle della sua poltrona da lavoro. Oggi il Cav ha altri eroi e altri miti. La spedizione dei Mills

Anche il paragone tra Vittorio Emanuele II e il discendente Emanuele Filiberto è alquanto impietoso. Dai campi di battaglia al dance floor, da Teano a Sanremo, la famiglia reale è proprio alla frutta. Ciak, si rantola

La Chiesa ha perso il potere temporale, ma ha guadagnato una certa influenza sul potere politico e sulle scelte legislative del genuflesso Stato italiano. In nome del Papi Re

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Bobo Maroni è anche un musicista. Per la precisione, tastierista. Lo scorso weekend grande concerto di beneficenza dei suoi ‘Distretto 51′ a Palermo. Una burla? No, tutto vero. Lo scherzo è bello finché Duran Duran

La performance è servita a raccogliere fondi per il terremoto di Haiti. Il cantante della band però ha fatto vibrare pericolosamente alcuni palazzi del capoluogo siciliano. GuHaiti d’amore

La musica leghista comunque non piace a una parte del Pdl. E i piani del Carroccio per il 2013, lungi dal rafforzare la maggioranza, potrebbero condurre a clamorose spaccature. L’eteroGenesis di Fini

In crisi la terza camera della Repubblica. Vespa è in forte calo di ascolti quando si occupa di politica, recupera soltanto con le puntate di gossip, costume e altre amenità del genere. Sembrano lontanissimi i tempi del contratto con gli italiani firmato dal Cav sulle poltroncine bianche del fido cerimoniere. Il paggio è passato

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Un anno dopo il terremoto dell’Aquila: dalla realtà al reality

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il terremoto registrato lo scorso anno a l’Aquila è diventato oggi l’argomento per riempire i vari contenitori televisivi di solito farciti con quella parte di attualità che di reale non ha nemmeno più i protagonisti.

All’Aquila, per ricordare le vittime è arrivata persino, Lorena Bianchetti che per l’occasione ha confezionato uno speciale dell’Italia sul Due che abitualmente pone l’accento su quanto accade ai naufraghi di Simona Ventura.

Di quanto successo tra la notte del 5 e il 6 aprile del 2009 ha deciso di occuparsene persino Federica Sciarelli che ieri sera ha dedicato una parte di “Chi l’ha visto?”, storico programma di RaiTre nato per rintracciare le persone scomparse, agli aquilani che non abitano più nelle case distrutte dal sisma.

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Renata Polverini è la nuova Floriana Secondi

pubblicato da Giovanni Molaschi

Renata Polverini alla sua prima uscita pubblica (e televisiva) ci ha già ricordato di non essere l’erede di Piero Marrazzo, che prima di lei era il Governatore della Regione Lazio. La sindacalista, a “Porta a Porta” (sì, è di nuovo in onda), ha già fatto intendere che il suo modello di riferimento è Floriana Secondi, vincitrice della terza edizione del Grande Fratello.

Dimenticandosi dei sondaggi che la davano sfavorita, delle percentuali minime grazie alle quali è riuscita ad ottenere la vittoria e dell’impegno personale del Premier negli ultimi giorni della campagna elettorale, Renata Polverini ha precisato che lei avrebbe vinto contro chiunque.

Moderno, o mal contemporaneo, gladiatore il nuovo Governatore del Lazio ha fatto sapere che contro di lei avrebbe avuto la peggio anche Nicola Zingaretti, talentuoso Presidente della Provincia di Roma in quota Pd.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Rainews24 ci ha provato fino all’ultimo a dare la diretta di ‘Raiperunanotte’. Ma proprio sul fil di lana è arrivato il fallo da dietro dell’azienda e l’imposizione delle tribune elettorali. Masi(chista) si sarà sfregato le mani. Mezza figuraccia per la direzione del canale all-news, che si era proposta quale paladina estrema della libertà di informazione. Mineo vagante

La più grande paura per il Cav, in ogni caso, non è Santoro ma l’astensionismo. Tutti i sondaggi avallano questo timore. Dunque, i sondaggisti sono di questi tempi la bestia nera, il peggior incubo del premier. Lupo Mannheimer

Il ribelle Sant’Oro, secondo Vespa, fa il martire. Il conduttore di Annozero aveva risposto a suo tempo: “Il premier è ossessionato da me come fosse Achab con la balena bianca”. In effetti il SuperCav preferisce giornalisti fidati alla Augusto Scodinzolini. Bobby Dick

Ieri era il 70esimo compleanno della grande Mina. Un suo vecchio successo racconta, in realtà, con chiara preveggenza le difficoltà del piano casa del governo, un progetto mai decollato in modo definitivo. “Il cielo in una stanza”

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Par condicio: confermato lo stop dei programmi Rai

pubblicato da Giovanni Molaschi



Brutto momento per l’informazione italiana. Nelle ultime 48 ore sono state prese una serie di decisioni che fanno di Augusto Minzolini, e del suo modus operandi da occultatore, un esempio da seguire.

La sospensione della puntata, già sponsorizzata nei giorni scorsi, dell’Infedele di Gad Lerner sul riciclaggio è sicuramente l’evento peggiore. Se anche la7 ridimensiona in modo massiccio (al margine della presentazione dei palinsesti 2009/10 era stato cancellato “Crozza Italia”) gli spazi dedicati all’attualità italiana allora è vero che nessun editore garantisce ai giornalisti di fare il proprio lavoro.

Operato su cui però si deve ragionare perché spesso non apprezzato dagli stessi utenti per il quale è stato pensato. Ogni volta che viene trasmessa una puntata di “Presa Diretta” o “Report” molti telespettatori molto chiaramente fanno presente sui vari forum che programmi come questi dovrebbero aver maggior spazio nei palinsesti. Del servizio pubblico, almeno.

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