Tutti gli articoli con tag bush

Intervista - polisblog incontra Olivier Roy

pubblicato da giovanni molaschi in: Esteri Intervista con...

All’istituto francese di Firenze, ieri, è stato organizzato un incontro pubblico con Olivier Roy. Orientalista e politologo, il signor Roy a ridosso dell’evento (in collaborazione con Francesca Ristori) ha fatto un punto per polisblog.it su quanto sta accadendo in una parte del mondo.

Con lui, dopo quanto successo a Milano in Via Padova, abbiamo ragionato anche sui quartieri a rischio che i mass media italiani hanno paragonato alla banlieue parigine.

Lei si è occupato molto di Medio Oriente. Nei giorni scorsi si sono tenute in Iraq le elezioni sulle quali le opinioni divergono. Secondo lei ha ragione Barack Obama quando sostiene che questo appuntamento elettorale rappresenta per gli iracheni “una pietra miliare nella loro storia”?

Si, al contrario di ciò che accade in Afghanistan, gli elettori continuano a votare in massa in Iraq e le elezione rimangono più o meno oneste. Siamo dunque entrati in una logica democratica, al meno sul medio termine. Ma evidentemente, tutto questo è fragile e rimane possibile solo perchè ci sono truppe americane in Iraq. Il vero test sara dopo la partenza delle truppe U.SA.

 

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Domenica in tv senza Report. Gianfranco Fini a Che tempo che fa

pubblicato da Luca Landoni in: Stasera in TV

Purtroppo per una domenica dovremo fare a meno del classico appuntamento con Report. Il programma di inchieste condotto da Milena Gabanelli lascia infatti il posto allo Speciale Elisir sulla lotta contro il cancro e tornerà domenica prossima.

Anche Lucia Annunziata per una volta non intervisterà un politico, anche se l’ospite del giorno indirettamente si può considerare tale. Si tratta infatti del regista Michael Moore, uno dei più feroci critici dell’ex-presidente George W. Bush e autore di film come Bowling for Columbine e il recente Capitalism: a love story. Sarà probabilmente l’occasione per parlare dello storico voto della Camera Usa, che proprio oggi ha detto sì alla nuova riforma sanitaria di Obama. Il tutto a In 1/2 h (Rai3, ore 14,30).

Chiusura con l’ospitata di Gianfranco Fini a Che tempo che fa, in onda su Rai3 alle 20,10.

Buona visione.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Barack Obama: vento nuovo. Voto + 9. Forte discorso all’Onu del presidente Usa sul futuro del mondo: “ Avviamo una nuova era basata sul rispetto. La democrazia non si impone dall’esterno”. Addio Bush. E Berlusconi?

Gheddafi: delirio. Voto – 9. Il caporione libico contro tutti all’Onu: rifiuta la Carta delle Nazioni Unite, definisce terroristi i membri del Consiglio di Sicurezza e tracima sul virus A, “arma di laboratorio”. E Berlusconi?

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Iran: appunti a margine di giornate di fuoco e sangue

pubblicato da davide f. in: Esteri

da news.gooya.com

Lo scontro in Iran non si ferma, con la protesta incoraggiata da Mousavi e repressa dall’ayatollah Ali Khamenei e i Guardiani della Rivoluzione che appoggiano naturalmente Ahmadinejad, anche perchè altrimenti vorrebbe dire metter dinamite alle fondamenta dello stato iraniano, già messo in discussione nei suoi presupposti democratici.

Certo è che l’onda emotiva prodotta dal movimento “verde” ha fatto centro, come hanno ferito le immagini di morte e sangue girate dai blog e social network, alcune delle quali ricordano tragicamente la scuola Diaz con il sangue su pavimenti e pareti (guardate qui se non sono immagini con un violento déjà vu).

Come abbiamo detto ieri, la repressione sul web arriva grazie alla collaborazione di note aziende europee; dove non arriva l’etica arriva il business, indifferente a democrazie o dittature, rispetto dei diritti o regimi teocratici, cavallo di troia del neoliberismo che tutto compra e tutto distrugge. Un’ultima annotazione a margine, sono le parole di Ahmadinejad di ieri. Di seguito trovate le frasi pronunciate. Chi vi ricordano?

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Iran: oggi la commemorazione per Neda, nelle manifestazioni di ieri arrestate 457 persone

pubblicato da davide f. in: Esteri Video

L’Iran continua ad essere al centro del mondo, sotto l’occhio internazionale e con dinamiche interne che lo fanno somigliare non poco ad una polveriera pronta ad esplodere. Riusciranno i Guardiani e Khomeini a convincere gli iraniani della legittimità del voto? La situazionè è piuttosto confusa.

Infatti dopo un comunicato in cui il Consiglio dei Guardiani sosteneva che ”Non sono emerse particolari irregolarità nelle operazioni di voto”, sembra che l’organo dei 12 abbia ammesso alcune discrepanze nelle contestatissime elezioni, ribadendo però che queste non possono portare ad un cambiamento sostanziale dei risultati.

Come riporta il New York Times sono tre i milioni di voti sospetti, una marea di voti che in effetti però a livello numerico non potrebbero cambiare le sorti delle elezioni.

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Obama in visita alla Cia: no al waterboarding

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, common creative

Abbiamo parlato qualche giorno fa della scelta di Obama di pubblicare quattro memorandum della passata amministrazione sulle torture inflitte dagli agenti della Cia alle persone interrogate. Oggi riporta il New York Times che il presidente degli Stati Uniti ha visitato il quartier generale dei servizi d’intelligence statunitense a Langley, in Virginia.

Obama ha promesso di proteggere l’identità dei funzionari dell’intelligence coinvolti negli scandali scatenati dalla pubblicazione il 16 aprile di alcuni dossier sulle tecniche d’interrogatorio utilizzate dalla Cia contro i sospetti terroristi.

Il presidente ha ribadito anche la sua fiducia nell’intelligence, ma ha confermato in modo altrettanto forte la sua condanna verso metodi d’interrogatorio come il waterboarding, l’annegamento simulato, usato durante l’amministrazione di Bush per costringere i prigionieri a fornire informazioni segrete.

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Stati Uniti: pubblicati i memorandum delle torture della Cia

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, common creative

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha emesso un comunicato che annuncia la pubblicazione di quattro memorandum della passata amministrazione sulle torture inflitte dagli agenti della Cia alle persone interrogate. Si legge: ”La pubblicazione aiutera’ ad affrontare un capitolo buio e doloroso della nostra storia”.

Il tema è quello delle tecniche ’speciali’ d’interrogatorio che, dopo gli attentati alle Torri Gemelle del 2001 a New York, l’amministrazione Bush autorizzò pur cosciente del fatto che si trattava di tortura. C’è un però. Oggi quelle autorizzazioni saranno rese pubbliche, ma, e questo resta il punto più buio, viene garantita anche l’impunità ai torturatori.

Gli agenti della Cia che hanno torturato i detenuti con l’autorizzazione del governo Bush possono quindi dormire sonni tranquilli: Obama promette loro l’immunità.

Immagine|Flickr

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Inside Guantanamo: l'inferno e la violenza in un documentario su National Geographic

pubblicato da davide f. in: Esteri La storia sottovoce Barack Obama

Excursus: il 5 aprile alle 21 su National Geographic Channel (canale 402 di Sky) verrà trasmesso “INSIDE: GUANTANAMO”, il racconto di tre settimane dentro l’inferno delle prigioni “anti terrorismo” usate da G.Bush per rinchiudere senza nessuna prova i presunti affiliati ad Al Qaeda. Il filmato, tradotto in 34 lingue, registra la voce e il volto di chi ne è stato e ne è oggi il guardiano e di chi ne è stato, fino a ieri, il prigioniero.

Dalle anticipazioni in particolare spicca l’ideologia militare degli aguzzini. Dice l’ammiraglio David Thomas, comandante della Joint Task Force Guantanamo: “nulla di quel che ho fatto in quest’isola mi farà vergognare di fronte ai miei figli”. Paul Rester, già capo del team della Defence Intelligence Agency, assicura: “Non abbiamo mai torturato nessuno”, mentre in sovraimpressione scorre il dettaglio dei rapporti ormai desecretati del Fbi in cui si documenta cosa in quelle celle è accaduto (”Il prigioniero era incatenato da molte ore al pavimento, in posizione fetale… durante la notte si era letteralmente strappato i capelli dalla testa “).

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Berlusconi, la Riforma Presidenziale e il Presidenzialismo. Ma di cosa parliamo?

pubblicato da Bruno Marino in: Esteri Costituzione Regole del gioco Popolo delle Libertà PDL E basta La storia sottovoce

Uno spettro si aggira per l’Italia: la Repubblica Presidenziale. Già nei sogni del MSI, di Craxi (ricordate la “Grande Riforma”?), di Berlusconi, e in generale di tutti quelli che vedono la vittoria alle elezioni come la conquista definitiva del potere (ignorando anche le basi della teoria politica democratica), la riforma che dovrebbe portare l’Italia nel novero delle “democrazie governabili” sembra urgente e indispensabile.

Ha dato il via alle danze Berlusconi, che al congresso fondativo del PDL ha detto:

“La Costituzione va rivitalizzata e arricchita. Una delle missioni della nostra maggioranza – ha aggiunto – è ammodernare l’architettura istituzionale dello Stato”. Ha dato ragione a Fini, che aveva usato la metafora del calabrone e della farfalla. “È il tempo di passare dal calabrone alla crisalide ed è tempo che la crisalide diventi finalmente farfalla. E che l’Italia, come una farfalla, possa spiccare finalmente il volo”. Le riforme dovranno dare più poteri al premier, che “al contrario delle favole scritte su di me dalla sinistra, non ho poteri, se non quelli che derivano dalla mia autorevolezza”. I poteri che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio sono praticamente inesistenti (li ha definiti “finti”).”

Anche Maurizio Belpietro, dalle colonne di Panorama, ha detto la sua: cambiare la Costituzione, per dare finalmente al premier i poteri di cui avrebbe un disperato bisogno.

Ora, a parte il fatto che definire Berlusconi “armato solo di moral suasion”, prigioniero della sua maggioranza, dotato solo di finti poteri (ma, pare, di vere televisioni e di veri giornali) è, come dire, un pò riduttivo, è bene spiegare alcune cose.

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Obama e il no secco dei talebani in Afghanistan

pubblicato da davide f. in: Esteri

da peacereporterNon si è fatta attendere la risposta dei talebani alla proposta di Obama di coinvolgere nel processo di ricostruzione la parte moderata dei talebani. Più che altro, il presidente degli Stati Uniti si è reso conto che per avere realisticamente minime speranze di pace è necessario un tentativo di mediazione. Perchè l’Afghanistan, come la storia del 900 insegna, è un labirinto impossibile da occupare.

La risposta dei talebani è riassumibile in un no secco. Il primo punto che motiva il no è, secondo il portavoce talebano Zabihullah Mujahed, che sarebbe “ridicolo distinguere tra moderati e fondamentalisti. Noi siamo un movimento unito sotto l’unica guida del Mullah Omar, il quale ha sempre detto che nessun dialogo sarà possibile senza il completo ritiro delle truppe straniere”.

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