
Mentre attendiamo scalpitanti e impazienti il decreto con cui Silvio III il Cementificatore darà il via al Piano Casa, possiamo farci due risate con l’annuncio (ironico, si fa per sdrammatizzare!) pubblicato oggi dal Sardegna a firma di Claudio Cugusi.
Per risolvere il problema dei giovani che non trovano casa il Comune di Cagliari ha un’arma segreta a basso costo: una specie di Piano Marshall nel cassetto. Da una ricognizione sommaria dei ponti e viadotti presenti in città, si scopre che sfruttando le due pareti dei pilastri dell’asse mediano si potranno costruire più di mille alloggi indipendenti per le nuove coppie. Sarà la fine dell’esodo verso l’hinterland: da Genneruxi a via Po, basterà aggiungere altre due pareti, una con finestra, e l’alloggio sarà completo. Una ordinata fila di casette indipendenti, con vista a scelta, un piccolo giardino animato dal carosello luccicante delle ronde del piacere, al caldo fuoco di un copertone. In più lo svincolo a portata di mano.
Il giornalista del Sardegna, probabilmente non un simpatizzante del presidente Ugo Cappellacci, parte dalla constatazione che il tema dell’edilizia è diventato la prima preoccupazione del centrodestra. E dopo che Berlusconi ha promesso agli italiani un favoloso regalo, il 20% di cubatura in più, ora si scatenano le menti tecniche più illuminate in una ridda di proposte al servizio del Paese. L’unico inconveniente potrebbe essere il rumore delle auto proprio sulla testa: per questo gli assegnatari saranno dotati periodicamente di robusti tappi in silicone mentre gli autoarticolati dovranno mettere le pattine dalle 22 alle 7. Anche il pavimento è già stato deciso: niente parquet, meglio tornare all’antico,alla vecchia e cara terra battuta, anche per smentire la solita calunnia sull’insensibilità ambientale del centrodestra.
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Poteva il Partito Democratico non gettare alle ortiche uno dei presidenti di Regione più attivi e dinamici di cui dispone? Certo che poteva e invece…
Renato Soru, fondatore di Tiscali e presidente della Giunta sarda a maggioranza Pd, ha annunciato le sue dimissioni a causa della bocciatura di un emendamento sulla legge urbanistica. Un vero maremoto per la coalizione di centrosinistra che, tra l’altro, nell’estate del prossimo anno dovrà affrontare di nuovo le urne per rinnovare il Consiglio regionale ed eleggere il nuovo presidente della Regione.
Soru, che sembra sia stato mal tollerato fin dall’inizio dalle gerarchie dei partiti a causa della sua autonomia, avrà un mese di tempo per decidere se confermare le dimissioni: nel frattempo ha annunciato (quasi minacciato…) che non intende abbandonare la politica.
Il resto potete sentirlo guardando il video della conferenza stampa di ieri.
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Benedetto XVI, da Cagliari, lancia al Palazzo e alla società civile, un messaggio chiarissimo nel suo complesso: all’Italia serve una “nuova generazione” di politici cattolici, che abbiano “rigore morale” e “competenza”. Ad ascoltare le parole del Santo Padre, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che avrà modo poi di parlare col Papa in un faccia a faccia privato al termine della celebrazione eucaristica.
La Santa Sede, contrariamente alla consuetudine, non rilascia particolari su ciò che si sono detti i due. Certamente, però, quello di Berlusconi in Sardegna è un viaggio inaspettato, organizzato in tutta fretta negli ultimi giorni. Nonostante si professi “sardo ad honorem”, il Cavaliere, infatti, ha solo approfittato della visita all’Isola di Benedetto XVI per confermare di persona al successore di Pietro l’intenzione di rafforzare il dialogo con la Chiesa.
In un’intervista all’Unione Sarda pubblicata ieri, il premier si dice profondamente grato al Pontefice e ai vescovi “per i suggerimenti e le parole di incoraggiamento che ci hanno riservato in questa prima fase del nostro mandato di governo”. E sottolinea: “Quelli che volevano la Chiesa del silenzio, e che ancora gradirebbero che i sacerdoti e i vescovi fossero confinati dentro le chiese, si sono sempre ispirati a principi opposti ai nostri”.
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