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Tutti gli articoli con tag calderoli

Raduno della Lega a Venezia: parlano ancora di secessione?

pubblicato da Bruno Marino

Scrivere, ancora una volta, di Umberto Bossi e della Lega sta diventando noioso. Non perchè gli integerrimi padani non ci facciano ridere (o piangere, a seconda dei casi), ma perchè continuiamo a sentire sempre gli stessi insulti, sempre le stesse idee (?), sempre le stesse “parole d’ordine”. Certo, basta leggere quello che ha detto Calderoli per ritrovare il sorriso:

“Hanno scritto che la Lega è spaccata. Sapete che cosa c’è di spaccato? I coglioni! […] Senza Bossi noi non saremmo un cazzo.”

Concordando sull’ultima frase, non resta che congratularsi con il milord Calderoli: un Ministro che parla così, che esprime concetti così profondi, dove lo troviamo? Dobbiamo tenercelo stretto. Anche Bossi ci ha regalato qualche risata: ha detto che bisogna trovare una “via democratica alla secessione”. Ancora? Dopo vent’anni di fallimenti e di parole vuote, tirano ancora fuori la storia della secessione da Roma ladrona? Coma ricorda Ilvo Diamanti, la secessione non trova grandi consensi neppure all’interno dell’elettorato leghista. Perchè, allora, riproporla? Semplice:

“La Secessione, come la Padania, è un mito fondativo, una sorta di orizzonte proiettato lontano nel tempo. Mentre la manovra finanziaria, che appare a 8 italiani su 10 inaccettabile, è reale. Attuale. Come il crollo di consensi che ha travolto il governo e, anzitutto, il Presidente del Consiglio.”

Chiaro, no? Non potendo vantare successi reali (l’economia a rotoli, il Paese che non conta più nulla sulla scena internazionale, il Parlamento occupato da servi comprati a caro prezzo e da “favorite” del premier), meglio parlar d’altro. Abbindolare la base del partito con la promessa di una irrealizzabile separazione da Roma.

Seguiteci dopo il salto, parleremo di Calderoli che vuole “padanizzare l’Italia”…

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Manovra, al via l'iter parlamentare. Maggioranza cercasi

pubblicato da Massimo Falcioni

Che afa fa, recitava un vecchio spot pubblicitario. Resta l’afa in Italia con l’aggiunta del caos politico: entrambi da bollino rosso.

Da dopodomani parte l’iter parlamentare della manovra (da martedì in commissione al Senato, il 5 settembre in aula) con l’obiettivo del Governo di chiudere la partita entro metà mese. Ma è tutto scritto sulla sabbia. Ogni punto traballa, niente è davvero stabilito, tutto è possibile. Tra le forze parlamentari e all’interno degli stessi partiti di maggioranza è un ‘tutti contro tutti’.

Da un lato, i berlusconiani insistono sull’idea di ritoccare le pensioni; dall’altro, la Lega non ne vuole sapere. E questo è solo uno dei tanti nodi da sciogliere. Comuni o pensioni. Iva o contributo di solidarietà. Tagli della casta politica o di quella milionaria. Patrimoniale o quoziente familiare. Eccone altri in un groviglio dove il Governo rimane impigliato, senza indicare una rotta, senza un progetto di risanamento e di rilancio dell’economia.

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Ore 12 - Crisi economica, Berlusconi pronto per nuovi show. Intanto, Borsa a picco e fabbriche chiuse

pubblicato da Massimo Falcioni

altroMentre il ministro Calderoli è impegnato a metter su il “campus” estivo per una sbicchierata fra i celoduristi leghisti e il premier Berlusconi torna domani in campo alla Camera e poi con le parti sociali per la foto di gruppo, la crisi vera non fa sceneggiate e non va in ferie.

Le borse ridotte a un colabrodo e la speculazione che volteggia come avvoltoi sull’Italia, fanno passare in secondo piano il morso della crisi “reale”, quella che ha già fatto chiudere altre centinaia di fabbriche e messo ko altre decine di migliaia di lavoratori.

La fotografia della Cgil non lascia spazio all’ottimismo. Ci sono attualmente 187 tavoli aperti ufficialmente con 223.608 lavoratori coinvolti, di questi circa 57 mila a serio rischio. Secondo la confederazione di Corso d’Italia, ci sarebbero inoltre 54 vertenze indirizzate al momento verso una “soluzione individuata” ma ne rimarrebbero ancora 133 da dirimere urgentemente. Oltre 500 mila lavoratori in cassa integrazione: le crisi si aggiungono a crisi, riguardano l’intero Paese e tutti i settori produttivi.

Non si intravedono né soluzioni positive né vie d’uscita. Dopo la pausa estiva il rischio di esplosioni della tensione sociale è reale. Il governo, fin qui inerte da una parte e con scelte sbagliate dall’altra, ha messo il paese al palo: serve una svolta in termini di politiche economiche e industriali che dia risposte certe ed efficaci. Dalla Confindustria il segnale è di allarme rosso: “Balliamo sul Titanic”.

Si dice che mercoledì alla Camera il “Ghe pensi mi” tirerà fuori il coniglio dal cappello. Si dice.

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Ore 12 - Italia crac? La Lega se ne frega, impegnata a spostare i ministeri al Nord. Nuova Repubblica di Salò?

pubblicato da Massimo Falcioni

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Che Umberto Bossi alzi il dito medio per disprezzare il tricolore e l’inno di Mameli non fa più notizia. La notizia, si fa per dire, è che un ministro della Repubblica italiana, Calderoli, sbandieri la nuova targa del suo ministero con l’indirizzo brianzolo e che oggi portino i mobili per i nuovi uffici ministeriali della Repubblica italiana che apriranno il 23 luglio nella Villa Reale di Monza.

Il tutto avviene mentre l’Italia è sotto il rischio del crac finanziario ed è panico sui mercati, con il premier rinchiuso nel suo bunker a leccarsi le varie “ferite” personali, con il governo di cui nessuno sa dove sono e cosa fanno i suoi ministri (escluso Brunetta in viaggio di nozze), con una maggioranza sbriciolata, inesistente nel Paese, dopo le due batoste delle elezioni amministrative e dei referendum.

Così va l’Italia della Seconda Repubblica. Come diceva Totò: “Ogni limite ha una pazienza”.

Chi si ricorda che nove anni fa, in pompa magna, venne istituito a Mantova il nuovo … parlamento italiano che, dopo sedute memorabili (vere e proprie pagliacciate) ha fatto la fine che fanno tutte le iniziative della Lega?

Anche in un’altra fase storica, nel 1944, altri in camicia nera portarono al Nord i ministeri facendo nascere la cosiddetta Repubblica di Salò. Scrive oggi sul Messaggero Mario Ajello: “Quella fu una tragedia storica. Questa sarebbe una farsa lumbard”. Ma, si sa, dalla farsa alla tragedia il passo è breve.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: ballista. Voto 4. Ennesima promessa pre feriale del premier: “Riforma fiscale entro l’estate”. Intanto l’Italia scivola dal quinto al settimo posto fra i paesi industriali, dopo India e Sud Corea. “Grazie” Silvio, venditore di fumo!

Roberto Calderoli: sballato. Voto 4. Ennesima occasione persa per tacere del ministro leghista che cavalca e strumentalizza il caso dell’ex Br Battisti: “Boicottiamo i mondiali del 2014!”. Diplomazia del “porcellum”. “Grazie” Senatur!

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Ore 12 - Umberto Bossi (a bocca asciutta) cerca il "contentino" per Pontida

pubblicato da Massimo Falcioni

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Umberto Bossi ha il carniere sempre più sguarnito e le sta provando tutte per risalire la china: deve portare al tradizionale raduno di Pontida del 19 giugno almeno un “contentino” per calmare la base in fibrillazione e dimostrare che la Lega c’è e conta.

Sconfitto alle amministrative, alza la posta, ma il Cavaliere promette e non mantiene. Bocciato anche sullo “spacchettamento” dell’Anas, (un farlocco federalismo delle strade per impiegare qualche amico degli amici e per assegnare qualche appalto alle cricche), il Senatur affida a Roberto Calderoli la carta dei Ministeri al Nord, che la ripropone depositando in Cassazione la richiesta di una proposta di legge per il loro decentramento.

Trattandosi di una pdl di iniziativa popolare, la Suprema Corte deve dare un via libera preliminare. Poi partirà la raccolta delle firme, almeno 50 mila. E’ questa la bandiera che Bossi alzerà a Pontida. Più che altro, una bandierina bisunta e logora, che già trova un nutrito fuoco di sbarramento del Pdl.

Sintetizza bene la presidente della Regione Lazio Renata Polverini: “”L’iniziativa del ministro Calderoli è inaccettabile, un affronto alla Capitale dove i ministeri hanno sede da sempre. Questa ostinazione- aggiunge la Polverini- alimenta solo divisioni nel paese e distrae l’attenzione da questioni più urgenti e serie per i cittadini che devono essere affrontate”.

Rincara la dose il sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Non è pensabile che un ministro della repubblica prenda una iniziativa in contrasto con gli accordi con le altre forze politiche e che è una offesa a Roma capitale. Calderoli deve dimettersi”.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: (ri)lanciato. Voto 7. Il segretario del Pd è ottimista sui referendum: “Vinciamo come a Milano” e a Bossi in cerca di un contentino elettoralistico dice: “I ministeri la Lega una volta voleva ridurli. Adesso fanno accattonaggio”. Il Senatur nella nebbia padana.

Roberto Calderoli: (ri)porcellum. Voto 4. Carroccio ko: bocciato dal governo lo “spacchettamento” dell’Anas, cioè il federalismo delle strade. Depositata in Cassazione la richiesta per una proposta di legge per i Ministeri al Nord. Tutto fumo niente arrosto. Buffonate padane.

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Padanianet smentisce le dichiarazioni di Bossi su Irpef e Iva, ma con un video di un altro comizio

pubblicato da Alessandro

Sarà forse il caldo impetuoso di questo mese di luglio, che volge ormai al termine. Sarà l’esigenza di distrarre un po’ l’opinione pubblica da problemi ben più seri. Sta di fatto che le uscite di Umberto Bossi e dei suoi più accreditati sostenitori stanno creando, in questi giorni, diversivi davvero esilaranti.

Le dichiarazioni del Senatùr, riportate ieri da tutti i giornali, sull’opportunità di attribuire gli introiti dell’Irpef e dell’Iva ai comuni vengono smentite oggi da Calderoli e sul canale di Youtube della Padania, Padanianet, viene pubblicato un video che dovrebbe provare il falso. Nel filmato Bossi afferma: “Le tasse dello Stato che devono andare alle Regioni sono, io penso, l’Irpef e l’Iva o una miscela di Irpef e Iva”. Dunque, non ai comuni ma alle Regioni, capito?

E, tuttavia, il giornale La Provincia di Cremona ribadisce che il Senatùr, l’altro ieri, a Soncino, avrebbe fatto riferimento proprio ai comuni e mostra una foto che ritrare Bossi durante il comizio, con un abbigliamento e con dietro uno sfondo diversi da quelli del video.

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Il sabato del villaggio. Arriva Brancher. L'ex "paolino" è ministro. Taca banda!

pubblicato da Massimo Falcioni

Agli italiani, impegnati a seguire la Nazionale di calcio e a contare gli ultimi soldi rimasti per una settimana di ferie, può essere sfuggito … “l’onore e … l’orgoglio” per il nuovo acquisto del “sultano”.

Il Premier ha infatti imbarcato nel suo (inutile alla Nazione) esecutivo un nuovo ministro.

Se ne sentiva la mancanza di questa nomina, un ministro per … “l’attuazione del federalismo”, quando non c’è, dentro una crisi che strozza il Paese, un ministro per lo Sviluppo Economico.

All’estero ridono. Qui non si ride né si piange: si assiste.

Ma Aldo Bracher non è un emerito sconosciuto. Viene da lontano, muove i primi passi da “paolino”, poi lascia la croce e si butta tra le braccia dell’Unto del Signore, si imbarca nella Fininvest occupandosi degli spot per i partiti. Il manager veneto incappa presto nella rete del pool di Mani Pulite e finisce tre mesi a San Vittore.

Tosto, il Cavaliere lo promuove in Parlamento, lo nomina Sottosegretario alle riforme e alla devolution: Bracher segue per il “capo” il parto dei … “saggi” di Lorenzago, che partoriranno alla fine il famoso “porcellum” di Calderoli. Capito?

La prima conseguenza della nuova nomina è che Bracher potrà evitare di comparire all’udienza del 26 giugno del processo Antonveneta che lo vede indagato per appropriazione indebita in relazione a soldi incassati dall’ex numero uno di Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani.

Quando si dice il destino. E il tempismo del Cavaliere. Tragicommedia?

Belpaese fra sultanato e Repubblica delle banane. Taca banda!

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Si discute ancora della geniale proposta di Calderoli di ridimensionare gli stipendi ai calciatori. Il presidente Abete ha fatto notare che gli ingaggi dei giocatori sono una certezza per il Fisco. Perché Calderoli non pensa ai suoi colleghi che aprono conti segreti o possiedono addirittura banche alla luce del sole? Tiferanno Svizzera ai mondiali? I soldi sotto al Materazzi

Il premier ungherese Viktor Orban aveva promesso tagli fiscali. Ora Budapest fa retromarcia e stringe i cordoni della borsa per evitare scenari di tipo greco. Come cambiano le cose in poche settimane. Botte da Orban

Cinema, spettacolo e cultura in genere sono in subbuglio per i tagli del governo. Si sa, al Cav interessa poco di questi cineasti disfattisti, pessimisti e anti-italiani. A lui piace solo la tv. Strunziker

Lutto anche in Italia per la morte di Gary Coleman. Tanto che si pensa a una mini-serie celebrativa, un remake de ‘ll mio amico Arnold’. Nei panni del protagonista, Renato Brunetta. L’interessato: “Io preferivo impersonare Shirley Temple a Hollywood”. In ogni caso, ispira sentimenti di tenerezza. Mitra Goldwyn Mayer

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