Tutti gli articoli con tag camera dei deputati

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Pier Ferdinando Casini: Camera ring. Voto + 9. Dopo la rissa in Parlamento fra deputati dell’Idv e della Lega: “Siamo allo squadrismo, non si può trasformare la Camera dei deputati nella Camera dei fasci”. Bossi e Di Pietro si fregano le mani. Fregati gli italiani.

Silvio Berlusconi: no limits. Voto – 9. Il Premier, nella cena di lancio di Renata Polverini, ripropone il suo pezzo “forte”: “Quando vedo le donne perdo il filo. Fossero tutti così gli italiani, o preferite quegli altri? Marrazzo, per esempio”. Fuori dal vaso.

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La politica ai tempi del web: democrazia e partecipazione, ma senza esagerare!

pubblicato da m.paganini in: L'Italia fa schifo Propaganda Mediaticamente


Tra gli effetti collaterali dell’affermazione della grande rete internet, uno riguarda in modo particolare le istituzioni, ed è la cosiddetta e-democracy. Trattasi della formula coniata per indicare le possibilità di partecipazione (al limite della democrazia diretta) offerte dalle moderne tecnologie informatiche: trasparenza, tempestività, chiarezza nella comunicazione tra istituzioni e sudditi (forse nella definizione ufficiale si parla di cittadini..).

Anche grazie agli input del Brunetta, i siti istituzionali sono stati costretti (nonostante rilevanti sacche di resistenza) a mettere online dati prima segreti, come compensi, presenze, nomi dei dirigenti, recapiti di posta elettronica. Il tutto con casi paradossali in cui puoi cercare per ore per scoprire che nessuno si è ricordato di pubblicare in internet un semplice e banale numero di telefono.

Naturalmente il più delle volte l’e-democracy è stata utilizzata solo per fare spot e passerelle mediatiche, pavoneggiandosi durante una conferenza stampa per poi tornare al solito agire nel segno della riservatezza e dell’opacità. Un paio di questi casi sono segnalati oggi da Flavia Amabile sulla Stampa: la Camera dei Deputati ha creato un suo canale You Tube, ma in un mese ci ha messo 2 soli video tagliati e montati come degli spot (censurando le gaffe della conferenza stampa di presentazione) e con i commenti disattivati…

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Berlusconi dà... i "numeri"

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Era il capo della propaganda nazista Joseph Goebbels a ricordare a Hitler che una “menzogna ripetuta almeno tre volte diventa una verità”. Non per fare arditi paragoni ma Silvio Berlusconi, gran comunicatore, in questa arte antica della … bugia, è gran maestro.

A forza di raccontare la storiella che lui ha vinto le ultime elezioni politiche e ha la maggioranza degli italiani, oramai tutti (o quasi) ci credono.

Alle elezioni del 2008, per la Camera dei Deputati, su 36.452.286 elettori (circa l’80% degli aventi diritto) per il Pdl (Forza Italia più Alleanza Nazionale) hanno votato 13.628.069 e per la coalizione di centro destra (FI più AN più Lega ed MPA) 17.064 per un totale pari al 34 per cento.

Solo il premio di maggioranza dato grazie alla legge “porcata” di Calderoli determina gli attuali rapporti di forza fra maggioranza e opposizione. E’ matematicamente chiaro che la maggioranza degli elettori (compresi gli astenuti), non hanno votato per Berlusconi né i suoi alleati.

L’invocazione del popolo sovrano ed arbitro del nostro Paese non regge sotto nessun profilo: è solo un espediente fuorviante utile al Cav per tentare irresponsabilmente il colpo gobbo della deriva peronista.

E’ inoltre tutto da dimostrare, con l’aria (nuova) che tira, che Berlusconi (“ferito” e “fuso”) e il centro destra (in contenuta ma forte fibrillazione interna) riescano a riportare a casa almeno quel risultato del 2008. Le minacce di Berlusconi alla fin fine possono risultare un boomerang politicamente fatale per se stesso e per il centro destra.

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Elezioni europee: la soglia del 4% è un rischio per la democrazia?

pubblicato da m.paganini in: Regole del gioco Alle 5 della sera Partiti


La Camera dei Deputati inizierà a discutere della riforma della legge elettorale per le Europee, con l’introduzione della soglia di sbarramento al 4%, martedì prossimo e già per il giorno seguente è previsto il voto e l’approvazione. L’accordo raggiunto tra i due PD, quella con la L in fondo e quello senza, dovrebbe infatti consentire alle modifiche contrattate di andare in porto senza colpo ferire.

Abbiamo ritenuto di allineare il nostro Paese al sistema di voto degli altri Paesi europei dove esiste uno sbarramento per chi non supera questa cifra: il testo non corrisponde né a quello della maggioranza né a quello proposto dagli altri partiti. L’intesa è stata raggiunta su un aspetto specifico. Il presidente dei deputati del Pd Antonello Soro spiega così l’accordo raggiunto, senza poter evidentemente affermare che l’obiettivo di cancellare la rappresentanza istituzionale della rissosa sinistra italiana deve essere perseguito anche a livello europeo.

Nel 2004 - ricorda Il Messaggero - a superare lo sbarramento che ci si appresta ad introdurre anche in Italia furono l’Ulivo, con il 31,1%, seguito da Forza Italia (21,1%) e An (11,5%). I consensi dell’Udc furono il 5,9% di quelli totali, Rifondazione comunista prese il 6,1% dei voti e la Lega Nord il 4%.

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Sondaggio elettorale Ispo: Di Pietro si mangia il Pd. Pdl in forte crescita

pubblicato da Luca Landoni in: Campagna elettorale La Destra Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Sinistra Arcobaleno Unione Democratici Cristiani UDC Italia dei valori Lega Nord



Italia dei Valori e Pdl in fortissima crescita secondo l’ultimo sondaggio d’opinione realizzato da Ispo su commissione del Corriere della Sera. I dati sono molto secchi e sembrano dimostrare che il Partito Democratico sarebbe in fortissima contrazione (-5,1%) a vantaggio soprattutto del partito di Di Pietro (+3%) e in parte anche della Sinistra Arcobaleno, data in crescita dell’1,2%.

I primi mesi di governo paiono inoltre aver rafforzato consistentemente il Pdl, che è dato in aumento del 7,2%. A pagargli dazio gli alleati Lega (-0,5%) e Mpa (-0,9%), oltre all’Udc (-0,7%). Il Pdl pesca probabilmente anche dal serbatoio dell’attuale opposizione, tra PD e Partito Socialista (-0,7%).

Sul Corriere si trova un’interessante analisi del sondaggio a firma Renato Mannheimer, il quale boccia la politica improntata alla “mancanza di iniziativa” del leader democratico Walter Veltroni, ora costretto a rincorrere Di Pietro che l’ha fatalmente scavalcato a sinistra. Il Pdl verrebbe invece premiato dalla fatale tendenza a “saltare sul carro del vincitore” (ma evidentemente non solo, se vogliamo considerare i dati attendibili).

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Visto da sinistra: E' morto Nicola Tommasoli, Fini "Più gravi gli scontri alla Fiera del Libro"

pubblicato da Bruno Marino in: Mediaticamente Dì qualcosa di destra Gianfranco Fini Il fatto della settimana

E dire che le cose sembravano andare per il verso giusto. Il discorso di insediamento di Gianfranco Fini come Presidente della Camera dei Deputati mi aveva fatto ben sperare. Un post fascista è diventato democratico, accetta il gioco democratico, difende la democrazia e lo stato di diritto, difende il 25 Aprile, riconosce il valore storico e le origini storiche della Costituzione. Il percorso di sdoganamento del MSI è finito, AN è diventato un partito conservatore serio.

E invece no. Fini a Porta a Porta ha detto che condanna senza appello i fatti di Verona (ha definito bestie, cialtroni, teppisti gli autori dell’omicidio di Nicola Tommasoli ) ma che ritiene più gravi (anche se ha detto un attimo prima che non vuole fare paragoni) i fatti di Torino, in cui sono state bruciate bandiere israeliane e statunitensi.

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Gianfranco Fini è il nuovo presidente della Camera

pubblicato da Luca Landoni in: Gianfranco Fini

Come ampiamente annunciato, Gianfranco Fini sarà il nuovo presidente della Camera dei Deputati. Dopo le tre votazioni a vuoto di ieri, oggi era richiesta solo la maggioranza assoluta, che è arrivata con 335 voti a favore su 611. La proclamazione è avvenuta ad opera del presidente provvisorio Pierluigi Castagnetti.

Fini è nato a Bologna il 3 gennaio 1952, e ha sempre fatto politica. Considerato il delfino di Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale Italiano, ha guidato il MSI a due riprese, traghettandolo in Alleanza Nazionale con la Svolta di Fiuggi da lui fortemente voluta nel gennaio del 1995.

Tra le più importanti conseguenze politiche della sua lunga attività, è da ricordare la presa di posizione a suo favore di Silvio Berlusconi, al tempo della candidatura a sindaco di Roma (da cui uscì poi sconfitto ad opera di Rutelli). Quell’atto di coraggio, per l’epoca, costituì in pratica il primo atto politico del Cavaliere, primo vagito di una carriera che ebbe il suo inizio poco più tardi, con la famosa dichiarazione della “discesa in campo”.

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Composizione definitiva del Senato

pubblicato da Luca Landoni in: Analisi e Dati


Ecco come sarà composto il nuovo Senato della Repubblica (dati definitivi-mancano i 6 senatori esteri):

PDL 144
Lega 25
MPA 2
Totale centrodestra: 171

PD 116
IDV 14
Totale centrosinistra: 130

UDC 3
SVP 2*
SVP-Insieme per le Autonomie 2*
UV 1

*da aggiungere con ogni probabilità alla quota del centrosinistra

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