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Tutti gli articoli con tag camera

Il Ddl Alfano sulle intercettazioni nudo e crudo. Ecco cosa prescrive la legge appena passata alla Camera

pubblicato da Luca Landoni

Vediamo di fare un po’ d’ordine sui contenuti del Ddl Alfano in materia di intercettazioni appena passato alla Camera. Ricordiamo che il provvedimento è stato approvato con l’appoggio di almeno 19 franchi tiratori di centrosinistra, visto che i deputati governativi presenti in aula erano 299, mentre i voti favorevoli sono stati 319, cui aggiungere l’astensione dichiarata da Karl Zeller (Svp).

Tutto questo in seguito al voto segreto richiesto dal centrosinistra, che probabilmente sperava di guadagnare qualche voto dalla maggioranza invece del contrario.

Il Ddl in sintesi:

Quando si potrà intercettare. Per tutti i delitti che prevedono pene superiori ai 5 anni di detenzione quando vi siano “evidenti indizi di colpevolezza”. Nel caso di indagini su associazione a delinquere (mafia, camorra ecc.) e altri reati gravi come riduzione in schiavitù, sequestro di persona, traffico di droga, contrabbando o pedofilia basteranno “sufficienti indizi”.

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Governo battuto sulle espulsioni. Il Pdl è la Dc della Seconda Repubblica?

pubblicato da Luca Landoni

Schiacciato, anche giustamente, dalle drammatiche notizie provenienti dal terremoto d’Abruzzo è passato quasi sotto silenzio il voto che ha mandato sotto il Governo nella giornata di ieri. Ricordiamo infatti che si votava sull’emendamento Pd-Udc avverso all’allungamento da 2 a 6 mesi dei tempi di permanenza nei Cie (centri di identificazione ed espulsione).

Data la schiacciante maggioranza di cui gode il Governo alla Camera la bocciatura ha dell’incredibile, e chiaramente ha mandato su tutte le furie la Lega Nord, promotrice del provvedimento. A parte i numerosissimi assenti tra le file del Pdl, i franchi tiratori sono stati 17 (La Russa ha parlato di 12, ma sembra difficile che qualcuno abbia “disertato” tra le file del Carroccio, o che dall’opposizione ci siano stati dei voti contro l’emendamento). Mettiamo tuttavia che siano stati anche 12 “scemi”, sempre secondo la definizione dello stesso Ministro della Difesa, si tratta di un comportamento grave, che unito alle assenze determina una chiara fronda di matrice democristiana in seno al Pdl.

Ed è priva di fondamento l’accusa che il partito di maggioranza ha rivolto al principale alleato riguardo alle assenze, perché tra le file leghiste mancavano solo 3 deputati (su 52) tutti per gravi motivi di salute, secondo Roberto Cota. Viene così a cadere un caposaldo della politica anti-immigrazione clandestina, e viene altresì inflitto un vulnus considerevole alla forza dell’alleanza di Governo.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Lega Nord: disco rosso. Voto – 9. Il partito di Umberto Bossi perde in Parlamento, e sul (proprio) terreno, una partita importante ed è costretto a mollare lo scettro su una delle sue due bandiere: quella della sicurezza. Il Carroccio accusa gli alleati di tradimento. E volano minacce. Sul Federalismo sarà peggio. La Lega di “lotta e di governo”? Dura minga!

Pdl: colpi bassi. Voto – 9. Basta che il gran capo Silvio Berlusconi si assenti perché impegnato sulla tragedia del terremoto abruzzese che alla Camera scoppia il terremoto politico, con la maggioranza che va (per due volte sul nodo della sicurezza) in frantumi. Previste altre scosse. Richiamare subito a Roma il premier e la … protezione civile. Per risanare le fratture.

Federalismo in direttura d'arrivo: parte il tour de force per l'approvazione

pubblicato da G.L. Barone

parlamentoGli intenti di Governo vorrebbero la legge sul federalismo approvata in via definitiva tra la fine di aprile e maggio. Ciò significa che il Senato dovrà esaminare il testo (lo stesso già licenziato dalla Camera) molto velocemente e che ovviamente questo non dovrà subire modifiche che obbligherebbero ad un ritorno nell’altro ramo del Parlamento.

Il periodo però è decisamente “full” per il programma dei palazzi romani e ovviamente gli argomenti economici sembrano avere una corsia preferenziale: il Decreto legge 5, innanzitutto, sulla crisi economica e sul sostegno all’industria scadrà il 12 aprile e deve ancora risolvere l’annosa questione dei 150 milioni di euro reclamati dai sindaci per i fondi ICI, stanziati a loro favore e mai arrivati nelle casse dei comuni.

Il Parlamento dovrà poi affrontare, sempre prima del federalismo, il decreto sulle quote latte, la questione intercettazioni, le misure contro l’usura, il decreto legge 11 contro la violenza sessuale e il Ddl sulla sicurezza che, si dice, dovrebbe fare marcia indietro sulle norme anticlandestini, volute proprio dal carroccio.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: camera ardente. Voto – 9. Anche la rappresentatività parlamentare fa parte dei “lacci e lacciuoli” che il Cavaliere vuole eliminare. Ecco l’ultima trovata: per fare una legge far votare solo il capogruppo. Meglio una persona di fiducia del capo. Il Parlamento solo per ratificare ciò che decide il governo. Del capo. La Cina è vicina. Anche l’ombra di … Benito?

Gianfranco Fini: bacchetta premier. Voto + 9. Il presidente della Camera non ci sta a fare lo zerbino di Berlusconi. Può subire il pugno duro del padre padrone del Pdl nel nuovo partitone “unico” ma boccia le pulsioni autoritarie del Premier sul piano costituzionale. Fini sullo “snellimento” della Camera: “E’ una proposta impossibile, cadrà nel vuoto”. Fini, un futuro da … Dalai Lama?

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Dl anticrisi: scontro Fini-Berlusconi. Esulta il Pd

pubblicato da il passator cortese

Le critiche in Tv di Letizia Moratti al premier Silvio Berlusconi sulla questione Alitalia sono niente rispetto all’attacco del presidente della Camera Gianfranco Fini sferrato oggi nei confronti del Governo che ha deciso di porre la fiducia sul decreto legge anticrisi.

Fini è intervenuto in Aula bacchettando apertamente e aspramente l’esecutivo: “In tanti anni – ha chiosato il presidente Fini – ho avuto modo di ascoltare le molteplici ragioni per le quali il governo ha deciso di porre la questione di fiducia, ma è la prima volta che ascolto porre la questione di fiducia da parte del rappresentante del governo in onore del lavoro della Commissione. E’ anche la prima volta che sento dire che viene posta la questione di fiducia in omaggio alla centralità del Parlamento. L’omaggio al Parlamento lo si fa lasciandolo lavorare, non impedendo ai deputati di pronunciarsi in Aula su un testo”.

Più che una stilettata, una vera e propria mazzata! Manna (non meritata) piovuta dal cielo per l’opposizione, che ha applaudito Fini a scena aperta.

E, costretto ad ingoiare le durissime rampogne del presidente-alleato Fini, Silvio Berlusconi replica: “Abbiamo giudicato che la fiducia sul dl anticrisi fosse indispensabile”.

Duro Fabrizio Cicchitto: “Non condividiamo il rilievo mosso al governo dal Presidente Fini”. “Profondo dissenso” anche dall’Mpa, alleato del Pdl. E il Pd, con Antonello Soro, afferma che la decisione di porre la questione di fiducia è “una porta in faccia a tutti gli attori istituzionali. Voi non vi fidate della vostra maggioranza che prima o poi si stancherà di essere un oggetto imbelle”.

Come le ciliegie, anche nella maggioranza, una crepa tira l’altra.

Passa alla Camera la Riforma delle Università: il decreto Gelmini spiegato in 5 punti

pubblicato da Luca Landoni

Il decreto Gelmini per la parte relativa alle università da ieri è legge. La proposta è passata alla Camera con 281 voti a favore e 196 contrari (Idv e Pd), avvalendosi anche dell’astensione tecnica dell’Udc. I centristi hanno così inteso concedere “un’apertura di credito” al provvedimento. Giudizi di merito in questi mesi ne sono stati dati a iosa. Scopo di questo post è invece analizzare i punti salienti della legge, cercando di animare un dibattito.

1) Atenei virtuosi. Tutte le università italiane addirittura 26 su 58 al momento) che spendono più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in stipendi non potranno più bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. I cosiddetti atenei virtuosi, cioè i migliori secondo i suddetti criteri avranno invece accesso ai fondi stanziati ad hoc (7% del Ffo più fondo straordinario della finanziaria 2008).

2) Trasparenza. Da ora in avanti in sede di bilancio consuntivo i rettori saranno tenuti a pubblicare i risultati delle attività e tutti i finanziamenti pubblici e privati ottenuti (sì lo so che sembra incredibile che non fosse già obbligatorio, NdR). Inoltre in tutte le commissioni di concorso per la selezione di docenti e ricercatori sarà obbligatoria la presenza di docenti esterni, sorteggiati e in maggioranza rispetto ai membri interni.

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Ore 12 - Il Parlamento da "parco buoi" a "parco pecore"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl sensato e opportuno appello di Gianfranco Fini ai partiti per farla finita con “ il dialogo tra sordi” e per ridare voce e funzione al Parlamento è il classico lamento nel deserto.

Nessuno, né nella maggioranza e né nell’opposizione, ascolterà l’appello del presidente della Camera.

Il braccio di ferro fra gli schieramenti proseguirà fino all’election day del 6 e 7 giugno 2009, quando le urne potrebbero dare uno scossone all’attuale status quo: fra i poli e dentro i singoli partiti.

In particolare Gianfranco Fini rileva che “accanto alle prerogative del governo ci siano le prerogative del Parlamento che deve controllare, indirizzare ed essere centrale in ogni momento del dibattito”.

Ma la realtà è desolante, istituzionalmente, politicamente e moralmente: in questa legislatura soltanto una legge (su 41 provvedimenti a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama) è nata grazie alla all’iniziativa autonoma di esponenti del Parlamento.

Il Parlamento italiano non è nemmeno più il “parco buoi” di craxiana memoria. Oggi, soprattutto grazie a Berlusconi (ma anche a Fini, Bossi ecc.) e a Veltroni (ma anche a Di Pietro, Rutelli ecc.), il Parlamento è semplicemente un “parco pecore”.

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Vigilanza Rai, l'appello di Donadi (Idv) a Pd e Udc via PolisBlog: "Fate come noi, disertate i lavori"

pubblicato da fc

Onorevole Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera e vittima del soccorso rosso di Latorre (Pd) a favore di Bocchino (Pdl), ci dica la verità: lei in studio si era accorto di qualcosa?
“Nello studio di Omnibus non mi ero assolutamente accorto di ciò che stava avvenendo al mio fianco tra Latorre e Bocchino. Ho appreso tutto grazie alle innumerevoli mail e telefonate arrivate al partito. Persone indignate da un tale comportamento”.

Che significato politico ha il gesto del senatore Latorre?
“Che un rappresentante dell’opposizione, mio alleato, suggerisca a un autorevole esponente del centrodestra come attaccarmi durante un dibattito televisivo, è la testimonianza tangibile dell’esistenza di una politica del compromesso mirante solo all’esercizio del potere. Il fatto che l’Italia dei Valori sia il bersaglio di chi fa questa politica ha un significato ben preciso: siamo il peggior nemico di questa politica e di questa cultura”.

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Il Piano Aprea: ecco come continua la Riforma Gelmini

pubblicato da Giulio Mattioli


Se avete pensato che l’obbiettivo delle imponenti manifestazioni dello scorso 30 ottobre contro la cosiddetta “riforma Gelmini” fosse convincere il governo a ritirare le norme sul sistema scolastico approvate il giorno precedente, se non addirittura durante l’estate, vi siete sbagliati di grosso.

Per quanto riguarda infatti la scuola dell’obbligo e superiore (l’università fa caso a sé), almeno negli ambienti del sindacato, la battaglia riguardante le norme già approvate viene considerata ormai persa, e ci si sta anzi attivando allo scopo di capire come aggirare, al momento dell’applicazione, le nuove direttive. Il vero obbiettivo delle proteste della settimana appena trascorsa sarebbe in realtà un altro: bloccare l’arrivo di un ulteriore, ben più incisivo pacchetto di riforme, firmato Valentina Aprea.

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