Giulio Tremonti: lanciapietre. Voto + 8. Suona l’allarme il ministro dell’Economia: “La sanità in metà Italia costa il doppio e rende la metà!. Poi denuncia: “Al Sud, quando incontri un assessore non sai se è un assessore o un camorrista”. Parole come pietre.
La Russa e Polverini: lanciafiamme. Voto – 9. Il ministro (“Siamo pronti a tutto”) e la candidata (“ Vogliono la prova di forza della piazza e oggi gliela daremo) gettano benzina sul fuoco del pasticcio-liste. Film già visto. Ottanta anni fa. Calma e gesso.
Per Cicciobello il Pd è “un partito mai nato”. Un vero e proprio aborto spontaneo. Lui è andato via, ma suor Binetti ancora non lo ha seguito. Eppure a lei le interruzioni di gravidanza non piacciono per nulla. Francesco Ru(486)
Il poeta Bondi è affranto, avvilito. Non comprende i motivi di tutto questo accanimento nei confronti del suo nume tutelare. E anche se ha detto stop alle poesie, pare che stia riversando tutto il suo dolore nella composizione di un poema epico-cav(alleresco) dedicato al premier. Sulle orme dell’Ariosto, Bondi racconta le vicissitudini del Cav che combatte dalle Alpi alla Sicilia e sconfigge orde di toghe rosse nonché gli infedeli musulmano-comunisti. Poi salva la bella Mara dalle grinfie delle malvagie guarnigioni omosex e conquista il regno italico. Così Bondi sogna ad occhi aperti ed è felice. L’Orlando Fazioso
Nuove accuse al prode Cosentino: avrebbe cambiato assegni per conto dei Casalesi. Berlusconi lo difenderà ancora a Spatuzza tratta? L’amore è cheque
E i finiani? Hanno provato lungamente a fargli terra bruciata intorno, ma ora sono in difficoltà per il fuori onda del presidente della Camera. Torneranno all’attacco (settimana prossima si vota in aula sull’autorizzazione a procedere)? O proveranno a tacere per raffreddare il clima? Acqua in bocc(hino)
Pochi giorni fa un asteroide ha sfiorato l’atmosfera terrestre ed è passato oltre. Il Cav aveva cercato di usare i satelliti Mediaset per indirizzarlo sulla sede del Csm. ArmaGheddin
Cosentino insiste: “I miei problemi sono iniziati quando sono passato al Pdl“. Insomma, le accuse nei suoi confronti sarebbero solo una favola. Gip e Giop
Processo breve: il conto alla rovescia inizia al momento della richiesta di rinvio a giudizio. Le opposizioni sono su tutte le furie. VaffanGup
Caso Cucchi: qualche ministro difende a priori i carabinieri, qualche sottosegretario se la prende a priori con la povera vittima. Figuraccia del governo? Forse è meglio che si occupino di gossip e letti ‘bollenti’. GiovanHard

Questa sera Annozero si occuperà ampiamente di Napoli e della Campania, prendendo spunto dai recenti fatti giudiziari che hanno coinvolto l’ex-candidato Pdl alla poltrona della regione Nicola Cosentino, e più in generale dalla drammatica situazione in cui versano le forze di polizia nella zona.
L’inchiesta di Corrado Formigli, Luca Bertazzoni e Eva Giovannini, comincia dalla pubblicazione del famoso video napoletano che ha sollevato molti interrogativi sulla fiducia che i cittadini nutrono nei confronti delle istituzioni, alle quali viene affidata la loro sicurezza. Dal reportage emergono carenze e problemi delle forze di polizia, aggravati dai tagli che la crisi impone alle politiche sociali. A Napoli e’ più forte la protesta dei poliziotti non solo per le condizioni economiche della categoria, ma anche per la impossibilità di poter operare al meglio delle loro capacità professionali. E a Napoli esplode la vicenda del Sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino: il Gip ha chiesto alla Camera l’autorizzazione all’arresto dopo le accuse dei pentiti a Cosentino di essere “a disposizione dei clan dei casalesi”.
La puntata si intitolerà Fai la cosa giusta e avrà come ospiti il leader dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro, il vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata del Pdl, il direttore di Libero Maurizio Belpietro e il giudice Piercamillo Davigo.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata.
Appuntamento su Raidue alle ore 21,05.
Continua a leggere: Napoli e l'inchiesta su Cosentino nell'arena di Annozero, questa sera su Rai2

Questa sera Rai3 ripresenta gli speciali di Che tempo che fa in prima serata con una puntata monotematica su Roberto Saviano. Mai momento fu più appropriato vista la coincidenza temporale con una serie di fatti di cronaca legati alla camorra, buon ultimo il caso Cosentino sul quale vi abbiamo abbondantemente relazionato in questi giorni.
Il programma, che è stato scritto dallo stesso Saviano, si intitolerà Dall’inferno alla bellezza e prenderà il via alle ore 21,10 circa per una durata intorno alle due ore complessive. Ne dice il suo autore: “Il titolo della serata vuole dire una cosa semplice, vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall’altro esiste il loro contrario, la loro negazione: l’inferno che sembra continuamente prevalere. E’ possibile che ancora oggi, l’Uomo, nella sua accezione più ampia, debba passare necessariamente attraverso l’inferno per raggiungere la bellezza?”
Al centro dello Speciale, ancora una volta, la forza della parola non nascosta né perduta, la parola scritta o detta che dà la possibilità di esistere e che vive attraverso le storie come quella di Ken Saro-Wiva, autore nigeriano, impiccato a Lagos per la sua tenace opposizione alle compagnie petrolifere che spogliano di risorse e ricchezze la sua terra, lasciando solo povertà ed inquinamento o di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c’era altro modo per fermare la sua implacabile testimonianza sulla crudele guerra in Cecenia; come quella di Varlam T.Salamov che dai gulag siberiani è riuscito a fare arrivare i suoi scritti non svendendo l’anima né la dignità o di Miriam Makeba, Mama Africa, la voce che ha cantato la libertà di un continente, morta a Castel Volturno dopo un concerto per ricordare sei fratelli africani uccisi dalla camorra.
Appuntamento dunque in serata e contemporaneamente su queste pagine per commentarla insieme. Se invece volete seguirlo in diretta web, potete farlo assieme ai colleghi di TvBlog. Buona visione.
Continua a leggere: Questa sera Speciale Saviano a Che tempo che fa. Dall'inferno alla bellezza
La domanda, presa in prestito il titolo del film sul sindacalista americano Jimmy Hoffa, sorge spontanea leggendo le prime pagine che alcuni quotidiani oggi in edicola dedicano agli sviluppi giudiziari della vicenda del sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl).
Almeno di quelli più “schierati” e meno paludati. L’Unità, ad esempio, ricorda quel dicembre 2008 quando Silvio Berlusconi, di fronte alle prime voci sul coinvolgimento di Cosentino con affari poco edificanti legati al Sistema, chiuse ogni confronto con un netto “Garantisco io”. Diverso l’approccio del Giornale di famiglia, che sceglie di cavalcare l’onda nauseabonda della giustizia ad orologeria con un “Elezioni in vista: scattano le manette. Mandato d’arresto nel governo”.
Ovviamente meno clemente Il Fatto, che spara una “Camorra di governo” sopra una foto di Cosentino abbracciato al premier. Libero sceglie di giocare sull’ironia, titolando (sopra una orribile vignetta che anche oggi adorna la prima pagina) “Più manette per tutti”, cercando di infondere il terrore di un’ondata di arresti legati a “Inchieste a raffica” con un “tam tam dalla procure che sembra quello di Tangentopoli”.
Nicola Cosentino, 50 anni. Nato a Casal di Principe, culla dei casalesi, il 2 gennaio del 1959 e rampollo della famiglia padrona dell’Aversana Petroli, il colosso economico della zona. Soprannominato ‘O mericano proprio per gli affari che l’azienda di famiglia porta avanti con gli Usa commerciando nel settore del gas. In politica già a 19 anni nelle file del Psdi, al momento buono fiuta il vento e passa in Forza Italia, da cui poi confluisce ovviamente nel Pdl del quale è coordinatore regionale per la Campania e al momento candidato numero uno alla poltrona di Borsellino come governatore regionale alle elezioni di marzo. Ah dimenticavamo un piccolissimo particolare; Cosentino è anche sottosegretario all’Economia con delega al Tesoro. Una carica da niente.
Senza volerlo condannare solo sulla base delle parole di alcuni pentiti (sei) va detto che il nostro è un politico molto chiacchierato già dal 2008, quando il boss Gaetano Vassallo accusò apertamente lui e Landolfi di aver preso soldi dalla mafia. Uomo avversato anche all’interno del suo partito da Bocchino e dallo stesso Fini, anche Roberto Saviano lo ha più volte messo sotto i riflettori, facendo notare la stranezza che un piccolissima realtà come Casal di Principe vanti la bellezza di 3 parlamentari, e di come - guarda caso - lo stesso Cosentino sia imparentato con i Casalesi:
“Chi segue da tempo le cose di camorra, sa che Nicola Cosentino ha avuto sempre un ruolo attivo in quel territorio. Un suo fratello, infatti, è sposato con la sorella di Giuseppe Russo cioè Peppe il Padrino, esponente del clan dei Casalesi e della famiglia Schiavone”.

La Procura ha diffuso questo video di un’esecuzione camorristica nel Rione Sanità a Napoli. La speranza è di riuscire a individuare il killer. Il commento è di Roberto Saviano.
Terrificante la tecnica dell’omicidio (se ne sono occupati anche i colleghi di crimeblog) con il killer che adocchia la vittima, entra senza problemi nel negozio. Esce alle sue spalle, spara e se ne va tranquillamente. Tutt’intorno la gente reagisce allontanandosi, ma senza scomporsi più di tanto.
Il video, che è stato pubblicato da tutte le testate, è consigliato solo a un pubblico adulto. Da ascoltare attentamente le parole di Saviano, che descrive in modo impietoso la situazione sociale del Rione Sanità e sottolinea lo sforzo della Procura di rompere il muro di omertà intorno alla camorra.
Qui sopra solo uno screenshot, il video è dopo il salto.
Continua a leggere: Video-esecuzione della camorra. Commento di Roberto Saviano

Elio Veltri è personaggio è senza dubbio interessante. Classe 1938 ed ex membro delle Commissioni Parlamentari Antimafia, Giustizia e Anticorruzione (nei banchi del PDS), Elio Veltri ha pubblicato, nel corso degli anni, diversi saggi-inchiesta sulla politica e le vicende giudiziarie italiane. Il più noto è sicuramente “L’odore dei soldi” (2001), scritto a quattro mani con Marco Travaglio; meritano di essere ricordati anche “Milano degli scandali” (1991), scritto con Gianni Barbacetto e dedicato a Tangentopoli, “Le toghe rosse” (2002) e “Il topino intrappolato” (2005).
Attualmente è direttore del periodico online “Democrazia e legalità”. Lo incontro per Polisblog in occasione della presentazione di “Mafia pulita“, il suo ultimo libro scritto a quattro mani con il magistrato Antonio Laudati, in cui gli autori analizzano la “mafia del terzo millennio”: quella in giacca e cravatta che spara il meno possibile, ma corrompe, compra e investe nei mercati finanziari inquinando interi pezzi di economia e società. Ne abbiamo parlato durante una breve conversazione.
Recentemente il Ministro Calderoli ha dichiarato che questo Governo sta combattendo la mafia come nessun altro era riuscito a fare prima. Cosa ne pensa?
Foto | Flickr
Continua a leggere: Elio Veltri a polisblog: "La mafia non uccide, investe"

Il Consiglio dei Ministri deliberato, su proposta del ministro dell’interno, Roberto Maroni, lo scioglimento dei Consigli comunali di Fabrizia (Vibo Valentia) e Vallelunga Pratameno (Caltanissetta) nei quali sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. La decisione per il Comune di Fondi (Latina) è stata rinviata alla prossima riunione. Così le agenzie di venerdì 24 luglio annunciavano che il Governo aveva deciso di sciogliere due Comuni per infiltrazioni mafiose ma di prendere altro tempo sulla vicenda del Comune di Fondi, per il quale il ministro dell’interno Roberto Maroni ha chiesto lo scioglimento nel febbraio 2009.
Una riluttanza e un rinvio davvero singolari (che qualcuno collega al fatto che il sindaco di Fondi sia di Forza Italia, qualcun’altro a motivazioni ancora peggiori) che ha trovato un epilogo paradossale nella decisione del Consiglio dei ministri di rinviare la decisione a dopo l’entrata in vigore della nuova legge in materia, approvata il 15 luglio, che modifica le procedure per lo scioglimento.
Mentre secondo i parlamentari dell’Italia dei valori Barbato, Pedica e Carlino si tratta di un evidente favore alle organizzazioni criminali, non è ben chiaro per quale motivo Fabrizia e Vallelunga Pratameno siano stati sciolti subito (benché la nuova legge fosse già stata approvata) mentre per Fondi si attenda l’entrata in vigore delle nuove norme.
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