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Tutti gli articoli con tag campagna elettorale

Ore 12 - Elezioni, Berlusconi ... "desaparecido"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIn tempo reale, i mercati reagiscono con il pollice verso al verdetto anti-rigore del voto di Parigi, Atene e Berlino. Fortuna, si fa per dire, che in Italia i risultati si sapranno oggi pomeriggio e che al voto amministrativo sono chiamati “solo” 9 milioni di italiani.

Si sa già che solo la metà (circa) voterà e che i “grandi” partiti usciranno con le ossa rotte. Più di tutti il Pdl, il cui padre-padrone tende a togliere valenza politica a questa tornata elettorale, tant’è che lascia i suoi, orfani, volando a Mosca dall’amico Putin.

Berlusconi sa bene l’aria che tira in queste elezioni, tant’è che si è ben guardato dal metterci la faccia. Solo un anno fa il viso tirato a lucido del Cavaliere troneggiava su tutti i manifesti elettorali e nel logo dei principali candidati Pdl: “Silvio Berlusconi per Letizia Moratti”, “Berlusconi per Gianni Lettieri”.

Così ovunque: il Cavaliere supporter, promoter, valore aggiunto (insostituibile) dei candidati e del centro-destra, in tutta Italia dove si votava per le amministrative di allora. Che fine ha fatto?

Perché il “ghe pensi mi” è stato totalmente assente nella campagna elettorale e oggi dimostra platealmente il proprio disinteresse dal risultato rifugiandosi da Putin? Per i candidati del Pdl o per quelli delle liste civiche vicine al Pdl, Berlusconi è diventato figura ingombrante, sinonimo di sconfitta.

Il Cav lo sa. Così come sa chi incolpare domani per la debacle annunciata. E’ pronto a girar subito pagina e a tirar fuori l’ennesimo coniglio (di pezza) dal proprio cappello. Certo che gli italiani lo seguiranno. Come il pifferaio di Hamelin.

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Casini "tira le orecchie" a Bersani. Il leader del Pd risponde... fuori dai denti

pubblicato da Massimo Falcioni

Ecco, ci risiamo con la pretattica, con mettere le mani avanti, con lanciare segnali solo in funzione della propria parte.

“Finiamo la campagna elettorale, e poi chiederò un appuntamento con Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi per sapere se vogliono continuare a sostenere il governo Monti, oppure se intendono continuare a cercare sempre nuovi argomenti per distinguersi”.

Così Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, dopo le ultime polemiche e le fibrillazioni che agitano la maggioranza che sostiene Monti. Poi, via Twitter, il leader centrista precisa: “Ho detto Berlusconi, leggasi ‘Berlusconi-Alfano”.

Non si fa attendere la replica “fuoridaidenti” di Bersani: “‘Vedo che anche Casini si dedica alla pretattica. Noi non partecipiamo. Non siamo gente che trama alle spalle per noi si va al 2013. Chi ha intenzioni diverse non ce le attribuisca”.

Da lunedì pomeriggio, fuochi d’artificio?

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Ore 12 - Elezioni, un italiano su due diserterà le urne. Scelta giusta o autolesionismo?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon c’è bisogno dei sondaggi per capire quanto è profondo il distacco degli italiani dalla politica e quanto disprezzo c’è per i partiti e per i “politici” a tutti i livelli.

I partiti, in parlamento e fuori, fanno di tutto per alimentare la pulsione demolitoria dei partiti stessi nell’opinione pubblica, anche in quella di sinistra. Se non è sempre stato così, anzi – esagerando - per decenni i partiti erano quasi luoghi di culto e i loro leader osannati, un qualche motivo ci sarà. O prima gli italiani erano dei fessi, o prima partiti e politici erano più credibili. Forse si è esagerato ieri a gridare “evviva” e si esagera oggi a demonizzare la politica.

Ma i numeri (dei sondaggi) dicono che oramai un italiano su due dice che non andrà a votare il 6-7 maggio per le amministrative. Non è una questione di “stanchezza” ma una vera e propria dichiarazione di guerra ai partiti, un segnale forte per “annullare” i partiti, per mandare a casa capi e capetti.

Ci sono mille ragioni per non dar torto a chi per protesta minaccia di disertare le urne. Ma ce n’è almeno una per non dare forfait: chi bucherebbe in alto mare la barca su cui viaggia perché l’equipaggio e il comandante sono inadeguati e inclini al saccheggio? Della barca, come dei partiti, non si può fare a meno perché si sprofonda nel mare e in una dittatura. Ma quale barca, quali partiti, quali timonieri?

L’antipolitica porta bene solo a chi la cavalca a proprio uso e consumo. Silvio Berlusconi ha usato l’antipolitica per fare poi la propria politica, curando gli affari suoi e non quelli del Paese e degli italiani.

La primavera farà sbocciare altri mini partiti (liste civiche) anti-partiti, promossi da mini emuli dei vari Berlusconi, Bossi, Di Pietro, Grillo e compagnia cantante. Partiti sempre più piccoli, sempre più in mano a un padroncino con cricche aggregate, sempre più populisti e demagogici, a democrazia zero.

Allora? Fa male riaffermarlo: non ci sono scorciatoie. La via d’uscita sta nella partecipazione, nell’entrare in politica, non nel fuggirne più lontani, nel portare davvero aria nuova, tornando a una selezione democratica della classe dirigente nei partiti e nelle istituzioni.

Lasciare agli altri il “potere”, disinteressandosi, è puro autolesionismo. Provare con un nuovo o mille “Ghe pensi mi” si può. Ma è come mettersi una corda attorno al collo.

Ore 12 - Berlusconi trema per i sondaggi da ko. Dopo il voto, "o la va o la spacca"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroFino a ieri c’era chi invocava un medico per curare i malanni del Pdl in affanno mentre oggi si parla del carro funebre e del becchino. Che succede?

Succede che il partito del Cavaliere, persi Palazzo Chigi e governo, è passato dallo stato di … “coma farmacologico” a quello di coma irreversibile.

Silvio Berlusconi pensava che la linea del Piave significasse attestarsi per le amministrative almeno sopra la soglia del 20%, comunque una pesante sconfitta. Invece gli ultimi sondaggi indicano un Pdl sempre più lontano dal 20% e sempre più vicino al 15% in molte città dove a maggio si voterà.

Nome e simbolo del partito non tirano più. E dalle liste c’è poco da sperare, con candidati “buoni” che si rifiutano di metterci la faccia e candidati “tarlati” che sono in fila nella logica che fare il consigliere comunale è peggio che fare l’assessore, ma sempre meglio che … lavorare.

Berlusconi una sua strategia “difensiva” ce l’ha: non si esporrà in questa campagna elettorale, incolpando poi della sconfitta gli altri. Dopo di che, passata la bufera di maggio, tornerà alla carica, con qualche nuova diavoleria, nella logica di: “O la va o la spacca”. Per adesso succhia (come Bersani) la ruota di Monti, consapevole che non è questa la tattica vincente.

Dopo il voto, con un Pdl fortemente ridimensionato e con molti parlamentari con la valigia in mano, riuscirà Berlusconi a fermare l’opa di Casini, intento a chiudere l’Udc e il Terzo Polo e a costruire il “grande” partito dei moderati sulle ceneri del Pdl?

Il Cavaliere sa che se non puoi battere il nemico, l’unica alternativa è allearsi con lui.

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Monti premiato con un bel 9, uno striminzito 6 alla politica. I voti del ... "Prof" Pierferdy Casini

pubblicato da Massimo Falcioni

Ci sta bene Pier Ferdinando Casini sulla scia di Mario Monti. Il leader dell’Udc si è dimenticato del “suo” strombazzato Partito della Nazione e forse anche del Terzo Polo e si appresta a giocare una nuova partita su campi più aperti, dal Pd al Pdl. Trasformismo da due soldi o lungimiranza politica?

Comunque il “succhiaruote” del premier professore si mette in cattedra e dà i voti (o i numeri?): “un sei di incoraggiamento” alla politica e “un nove al governo” che ha fatto “in due mesi quello che Prodi e Berlusconi non erano riusciti a fare”.

Poi precisa: ”Il governo Monti l’ha voluto la politica, lo vota, lo sostiene. Anche quei miei colleghi che hanno i maldipancia”. Quindi la tirata d’orecchie ai partiti che devono “metterci la faccia, assumere la paternita’ di questo governo, imprimerci le impronte digitali e soprattutto promuovere una seria autoriforma della politica, senza demagogie”.

Così in una intervista al Quotidiano Nazionale, il leader dell’Udc spinge per un cambio della legge elettorale “che dia la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio parlamentare e che non costringa ad ammucchiate innaturali che poi paralizzano ogni governo, e ben venga una intesa su questo tema tra Pd e Pdl”. L’importante “è non partire dalla coda ma dalla testa: è un nuovo bicameralismo che deve precedere le ipotesi di riforma della legge elettorale, non il contrario”.

Casini non vede il pericolo di andare a votare con il Porcellum, perche’ sarebbe “una prova di impotenza della politica. Almeno le preferenze vanno inserite”. Campagna elettorale aperta.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Antonio Di Pietro: gelata. Voto 5- Il capo Idv tuona: “La cura da cavallo del governo Monti non sta funzionando. Manovra di lacrime e sangue, ma i mercati nemmeno se ne sono accorti. Pagano sempre gli stessi”. Allarme reale o populismo elettoralistico?

Silvio Berlusconi: ghiacciata. Voto 4- Il Cavaliere non aspetta la primavera per uscire dal letargo: “Sono sempre in pista per la libertà”. La sua. Poi l’attacco contro Monti: “Manovra solo recessiva”. E sul Pdl: “Primo partito”. Aperta la campagna elettorale?

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Ore 12 - Governo Monti "sotto tutela". Chi comanda: Napolitano o Berlusconi?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroL’ex premier Silvio Berlusconi ha assicurato ieri una “leale collaborazione” al governo Monti ricordando però una apparente ovvietà: “Dovrà avere il consenso del Parlamento”. Che, con l’aggiunta che segue: “Parlamento nel quale la mia parte politica ha sempre la maggioranza”, assume tutta l’aria di un minaccioso avvertimento, se non di un ricatto.

Orbene, chi non ricorda come, proprio un anno fa, precisamente il 14 dicembre 2010, l’esecutivo del Cavaliere riuscì numericamente a sfangarla? Berlusconi si era assicurato ancora una volta la permanenza a Palazzo Chigi grazie a una scandalosa compravendita di deputati, un vero e proprio mercato delle vacche degno di una “Repubblica delle banane”.

Proprio oggi, con il decreto “Salva Italia” che approda al Senato (il via libera di Palazzo Madama è atteso per domani, giovedì), l’attuale premier Monti e l’ex premier Berlusconi si incontreranno a colazione a Palazzo Chigi. Non si discuterà di frequenze tv, ha assicurato il Cavaliere, bensì in particolare del suo “no” alla “tracciabilità” abbassata a 1000 euro: “Sono contrario – spiega il Cav – perché magari uno fa acquisti che non vuole far sapere alla moglie…”.

Sempre lui, si dirà. Ma dietro alle battute alligna lo spirito di rivincita. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il tono basso di questa fase è “imposto” dalla realtà dei fatti: Berlusconi sa che oggi non può fare altro che “osservare” e prepararsi per tentare la rivincita. E’ l’ultima battaglia del “Ghe pensi mi”, la madre di tutte le sue battaglie dalla “discesa in campo”. Berlusconi c’è e non ha mollato la presa: è già in campagna elettorale.

Guai cadere nella trappola della mela spaccata in due, pro e contro Berlusconi. Ma sottovalutare quel che il Cavaliere ha in mente è un errore dalle conseguenze imprevedibili.

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Ore 12 - Berlusconi apre la campagna elettorale con gli ultimi "tre squilli di tromba". E gli italiani?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCon il breve intervento di ieri a Verona, Silvio Berlusconi ha dimostrato di essere su un crinale instabile, ma di non aver mollato l’osso e di prepararsi alla sua ultima battaglia politica.

E’ vero, i sondaggi, catastrofici per il Pdl, sconsigliano oggi di giocare la carta del ricorso anticipato alle urne. Ma sono sondaggi che riflettono il punto più basso di caduta della leadership del Cavaliere, l’inevitabile riflusso dopo la perdita di Palazzo Chigi. C’è anche una fetta enorme di astensioni dal voto e moltitudini di insoddisfatti che passano trasversalmente fra partiti e schieramenti. Le bocce non sono ferme e le prossime mosse saranno decisive.

In verità, fra i partiti non sono molti quelli che pensano che Monti possa raggiungere il traguardo di fine legislatura del 2013. Quando nei prossimi giorni il nuovo governo passerà dagli annunci ai provvedimenti, tutto può accadere. Anche il ko immediato dell’esecutivo dei professori.

E ieri a Verona Berlusconi ha giocato d’anticipo, aprendo di fatto la campagna elettorale: a lui poco importa se si vota nella prossima primavera o in quella successiva. Il rilancio, apparentemente anacronistico, della nuova crociata contro i “signori comunisti”, che riflette anche nel linguaggio la DC del 1948, sono i tre squilli di tromba del Cavaliere per prepararsi all’ultima battaglia. Il “Ghe pensi mi” sa di essere circondato da nemici, dentro e fuori, con Bossi che bombarda alle spalle e Casini che logora ai fianchi. Ma anche Berlusconi gioca allo stop and go con Monti, sul binario di un Pdl di lotta e di governo. Così il Cavaliere è in bilico sul trapezio.

La partita la vince chi riuscirà a mettere sotto un’unica bandiera il corpaccione dei moderati italiani. Un corpaccione oggi deluso, diviso, indeciso. Ma quella è la maggioranza, che difficilmente seguirà il Pd marmellata di Bersani o il Terzo Polo dei “furbetti” Casini, Fini, Rutelli sostenuti da Alfano ed ex dicì.

A Berlusconi sono rimaste poche carte in mano, ma le giocherà presto, tutte, fino all’ultima. E stavolta, con l’Italia in recessione (OCSE) nel 2102, non punterà su Scilipiti: chiamerà direttamente gli italiani al grido … “O Roma o Mosca”, come fecero i fascisti della seconda rivoluzione corporativa dopo la grande crisi economica del 1929.

Gli italiani saranno disposti a seguirlo ancora? Con l’aria che tira (e che tirerà), mai dire mai. Solo il pieno successo di Monti può cancellare definitivamente le ultime velleità politiche di Berlusconi.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: sfumature. Voto 6-. “Berlusconi ne dice… è troppo nervoso”. Così il Senatur ha replicato a chi gli ha chiesto un commento sulla definizione di “senza cervello” rivolta da Berlusconi a chi vota i candidati di centrosinistra. Solito doppio gioco o l’inizio della fuga?

Gianni Lettieri: fumato. Voto 5-. Un incendio doloso si è sviluppato al piano terra del comitato elettorale del candidato sindaco di Napoli del Pdl che accusa lo sfidante del centro-sinistra De Magistris: “moralmente colpevole”. L’ex pm: “Calunnie”. Campagna elettorale da sballati. Ultimi fuochi.

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Ballottaggi, Pisapia denuncia in procura i falsi zingari. Nuovi colpi di coda della destra al ... "gancio"?

pubblicato da Massimo Falcioni

Non c’è niente da ridere. C’è solo da prendere atto di una situazione avvilente in cui è precipitata la politica, certa politica. Fra la repubblica delle banane e il sultanato, sempre più in basso.

A poche ore dal ballottaggio, a Milano ci sono persone che disturbano i cittadini nei metrò e nei quartieri dicendo di essere dei comitati del candidato di centro sinistra e altri che, travestiti da zingari, diffondono volantini a suo nome e in realtà falsi, dichiarando che in questo o quel posto sarà costruita la nuova grande moschea, la più grande d’Europa.

Così Giuliano Pisapia, il candidato a sindaco del centrosinistra che va al ballottaggio forte del 48% dei voti del primo turno, è costretto a una denuncia alla Procura della Repubblica di Milano.

“Tutto ciò - afferma Pisapia - è un reato. Sono condotte che hanno rilevanza penale, sono veri e propri reati e per questo mi è sembrato giusto nell’interesse di una campagna elettorale serena e che si confronti sulle verità e non sulle menzogne, di esporre alla Procura queste condotte e azioni ripetute soprattutto in periferia. È una campagna tutta organizzata di denigrazione della mia persona e del mio programma”.

Che dire? Che pena!