Report fa le pulci a Tremonti e al ministro più leghista del Pdl viene contestata una presunta parcella da 25milioni nelle vesti di avvocato tributarista per l’affaire Bell-Gnutti-Fiorani. Il tipico intreccio tra cosa pubblica e cose private, niente di nuovo nella Seconda Repubblica. La solita porcata? Il parcellum
Rifiuti in Campania: il governo dà la colpa agli enti locali, gli enti locali alla politica nazionale, i cittadini ai politici tutti e l’Europa se la prende con l’Italia. Discaricabarile
Intercettazioni prima, processo breve poi: ora l’ennesimo caso di legge sulla giustizia che parte in quarta e dopo un po’ si arena? Lodo ‘Al freno’
Persino dallo scranno più alto di Montecitorio arrivano critiche a Marchionne per le sue esternazioni in tv da Fazio. Altro che Fiom, l’ad Fiat si è messo contro mezza Italia e anche buona parte della politica. Guglielmo EpiFini

Proprio così. La stupefacente notizia ci arriva attraverso ecoblog. Cos’è successo? I lavoratori dei consorzi di bacino della Campania hanno scritto una lettera ai boss.
“Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza.
Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.”
Rivolgersi alla Camorra può sembrare una provocazione. O è semplicemente la constatazione dell’assenza totale dello Stato? In fondo, i lavoratori si stanno semplicemente rivolgendo all’organizzazione che controlla maggiormente il territorio, quella più affidabile e presente. E in effetti, leggendo la risposta dell’assessore all’Ambiente e ai rifiuti della provincia di Napoli, Giuseppe Caliendo, qualche dubbio c’è:

Proprio così. La notizia ci arriva attraverso ecoblog. Cos’è successo? I lavoratori dei consorzi di bacino della Campania hanno scritto una lettera ai boss.
“Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza.
Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.”
Rivolgersi alla Camorra può sembrare una provocazione. O è semplicemente la constatazione dell’assenza totale dello Stato? In fondo, i lavoratori si stanno semplicemente rivolgendo all’organizzazione che controlla maggiormente il territorio, quella più affidabile e presente. E in effetti, leggendo la risposta dell’assessore all’Ambiente e ai rifiuti della provincia di Napoli, Giuseppe Caliendo, qualche dubbio c’è:

Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.
In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.
“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.
Nicola Cosentino una settimana prima del presunto voto di sfiducia che l’opposizione, con il sostegno dell’ala finiana del Pdl, intendeva chiedere contro di lui ha consegnato le dimissioni rinunciando al ruolo di Sottosegretario che esercitava presso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti.
Le dimissioni, come dichiarato dallo stesso Cosentino, sono state accettate da Silvio Berlusconi che in precedenza, a ridosso delle elezioni regionali alle quali l’ex Sottosegretario si sarebbe dovuto presentare per diventare Presidente della Campania, non aveva avvallato l’uscita di scena dell’esponente politico.
Secondo una nota pubblica diramata poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Cosentino, la persona coinvolta nelle indagini riguardante la nascita di una probabile P3 (qui trovate l’approfondimento scritto da V.) continuerà a fare politica in Campania dove per il Pdl esercita il ruolo di coordinatore.

Nelle stesse ore in cui la Lega Nord polemizzava per la sostituzione di Roberto Cota (il Governatore del Piemonte ha lasciato il proprio posto di deputato a Maurizio Grassano, noto alle forze dell’ordine per una truffa realizzata ai danni del Comune di Alessandria), Francesco Costa spiegava perché in Parlamento, per l’Udc, Giuseppe Drago non ci possa stare.
Secondo quanto raccontato dal giornalista del Post l’esponente politico è stato condannato: a tre anni e otto mesi di reclusione, alla restituzione di 123 mila euro di cui si era impossessato indebitamente mentre lavorava per la regione Sicilia e alla interdizione perpetua dagli uffici pubblici.
La condanna è stata stabilita nel 2003. Da allora Giuseppe Drago ha continuato ad esercitare la propria attività politica malgrado la magistratura, sulla sua vicenda, si sia espressa più volte confermando sempre la decisione iniziale.
Continua a leggere: Giuseppe Drago: l’esponente dell’Udc che non potrebbe fare politica

Una delle principali carenze della classe politica del XXI secolo, oltre alle ben note questioni anagrafiche, giudiziarie e morali, riguarda l’assoluta mancanza di senso dell’umorismo. Basterebbe poco, a volte, per rendersi conto che si sta facendo una cazzata e di conseguenza riporre in un cassetto un’idea malsana.
E invece… Invece ecco che, grazie a Alessandro Chetta del Corriere del Mezzogiorno, una autentica perla dell’amministrazione Bassolino torna a brillare: La stessa regione che sconta un’eterna emergenza rifiuti, tipo fatica di Sisifo, sotto Bassolino ha stanziato 662mila euro di fondi europei per inviare consulenti in Centroamerica. Il loro compito, in sintesi, è spiegare le politiche di sostenibilità ambientale a cubani e haitiani.
Ebbene sì, la Giunta regionale della Campania, guidata dal mai abbastanza discusso Antonio Bassolino, decise di spendere oltre 600 mila euro pubblici per andare a insegnare a cubani, dominicani e haitiani come si fa la raccolta differenziata. In effetti ci hanno mandato quelli del Consorzio di Bacino Salerno 1, che riescono a differenziare il 45% dei rifiuti, ma la domanda rimane comunque aperta: perché non mandarli a fare da tutor ai colleghi degli altri Comuni della Campania? Il sole e il mare ce l’hanno pure lì, anche se, purtroppo, non è molto pulito…
Foto | Flickr
Silvio Berlusconi: fischi per fiaschi. Voto 4. Il Premier esalta la giunta (nepotista) Caldoro in Campania per …“l’alto profilo”, subisce il nuovo tonfo del Pdl in Trentino-Alto Adige e incassa il “no” di Casini. Allegria! Il partito del “predellino” si squaglia al sole di primavera.
Gianni Alemanno: fiaschi e fischi. Voto 3. Il sindaco di Roma fa acqua da tutte le parti. Ed è tempesta all’Opera di Roma dove Carla Fracci grida pubblicamente in faccia al primo cittadino: “vergogna, vergogna, vergogna! Hai distrutto tutto”. E lui sorride … inebetito. Fischi.

Non si fa in tempo ad archiviare uno scandalo che già bisogna occuparsi di un altro. Quanto sta succedendo attorno al Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, innocente fino a prova contraria di aver acquistato una casa con una serie di assegni in nero, ha fatto dimenticare all’opinione pubblica quanto si è scritto sulle escort del Presidente del Consiglio.
Secondo quanto pubblicato questa mattina dal Fatto, Giovanna Del Giudice (ex meteorina di Emilio Fede coinvolta nello scandalo di Vallettopoli a causa del quale non venne candidata alle Elezioni Europee) farà parte della giunta di Stefano Caldoro, il neo presidente del Pdl della Campania.
La promozione, come nota il quotidiano, non è avvenuta per un successo elettorale raggiunto sul campo. Giovanna Del Giudice con 4166 si è aggiudicata il trentunesimo posto. Alle Elezioni Regionali, in Campania, si sono presentati 32 candidati.

La notizia, piccola piccola, non merita certo il risalto ottenuto su tutti i media dalle diatribe tra Gianfranco e Silvio. Il governo Berlusconi, quello del Fare, starebbe preparando un decreto legge da emanare in settimana per fermare gli abbattimenti delle case abusive in Campania. Almeno di quelle costruite fino al 2003. Subito dopo il decreto il presidente Caldoro, in un perfetto lavoro di squadra, dovrebbe procedere con una legge che riapra i termini del condono edilizio.
Tutti i piagnistei sul territorio martoriato dall’abusivismo lasciano quindi spazio alle cambiali in bianco firmate per ottenere il consenso elettorale. Il famoso rispetto delle leggi e delle regole di cui questo governo si fa paladino ancora una volta si dimostra valido solo per extracomunitari e poveracci senza tessera elettorale: quando ci sono di mezzo onorevoli colleghi, collegi elettorali e illegalità tricolori un condono non si nega a nessuno. A sollecitare l’operato del governo, che potrebbe fermare le demolizioni già in settimana, è in particolare Carlo Sarro, senatore del Pdl, il quale in precedenza aveva tentato di inserire un emendamento ad hoc nel decreto milleproroghe, testo poi non ammesso dalla Commissione affari Costituzionali.
La prossima volta che una frana di fango, un’alluvione, una frana o una mareggiata farà strage di cittadini campani, non chiediamoci come è potuto succedere. Chiediamolo a Sarro e Caldoro.