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Tutti gli articoli con tag campidoglio

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi si lamenta tra i denti di Alemanno: “Doveva invertire la rotta frou-frou di Rutelli e Veltroni. E invece…”. Invece il sindaco di Roma è fagocitato dalla crisi che egli stesso ha generato. Il frou-llatore

Rebus più intricato del previsto. Mannaggia! Il primo cittadino capitolino ci teneva proprio a portare oggi la nuova squadra di assessori davanti al Papa. (Gi)unta dal Signore

Da Brunetta a Bocchino, sempre più politici esibiscono passione e perizia da grandi chef. Ma chi di voi passerebbe una serata in loro compagnia a degustare le loro prelibatezze? Meglio una triste frittata, da soli, in casa propria. Metti una sega a cena

Chissà se mai un giorno il Cav si pentirà delle sue scappatelle e della vita da fedifrago. Nessuno ci crede, ma magari…chissà…una folgorazione improvvisa, un sussulto in punto di morte. Magari dirà: “Le belle curve mi hanno rovinato”. Col seno di poi…

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Alemanno: podestà. Voto 3. Il sindaco capitolino azzera la Giunta. Ma Parentopoli Atac è solo l’iceberg della valanga di assunzioni in campagna elettorale prima delle elezioni regionali. Clientelismo pro voto. Figli della lupa crescono. Sul Campidoglio sventola bandiera “nera”.

Mario Borghezio: spostato. Voto 3. Bossi scalda i motori in vista delle possibili elezioni anticipate e l’europarlamentare leghista Mario Borghezio apre le danze: “L’Abruzzo come il Sud, è solo un peso morto”. Fra sparate e deliri. Il Senatur poi passa all’incasso dei voti. Insieme al “Trota”.

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Il sabato del villaggio

pubblicato da Massimo Falcioni


Rullano i torpedoni verso la capitale. Il popolo “interclassista” risponde agli ordini del “sultano”, oggi a Roma, per la conta.

Altri tempi quando il Cavaliere ripudiava le piazze rosse “inutili” e “minoritarie”, quando il popolo vero, la “maggioranza silenziosa” se ne stava comoda a casa davanti alle libere tv del Biscione.

Se non fosse per le facce di Bondi, La Russa, Verdini, quello di oggi che s’intruppa a San Giovanni, la mitica piazza della sinistra che fu, potrebbe sembrare un popolo “festoso” che tocca con mano la “Roma ladrona”, il Palazzo, la Casta, la Politica.

Come dite? Che a Palazzo Chigi non ci sta Prodi, che al Campidoglio il bello “guaglione” e il “uolter” sono come la statue di Marcantonio e la fascia tricolore ce l’ha un ex fascista ripulito, che il Sultano tiene il potere da non si sa più nemmeno quando, che Bossi presto farà senatore persino uno come il figlio. “Ecchissenefrega”.

Questi (questo) hanno riportato la libertà, concesso il benessere, spazzato via con la ramazza … di leninista memoria i comunisti, hanno messo in riga giudici inneggianti al Che, hanno cancellato leggi e regole obsolete e inutili. Viva il Cav. Ieri, oggi, domani.

Pierluigi Bersani (anche stavolta) non c’azzecca, nell’affondo contro Berlusconi: “Fa il capo partito, il capo popolo, il capo lista, il capo redattore del Tg1, fuorchè fare il capo del governo”. Ma ringraziamo Iddio!

L’Italia peggio di così non è mai stata. Se questi l’hanno ridotta così, un ridicolo circo, senza governarla, chissà, governandola, cosa avrebbero combinato!

Così, per evitare i processi nei tribunali e per evitare il giudizio degli italiani, oggi Berlusconi chiama i compatrioti in piazza. Gliefarà vedere lui, al “nemico” (inventato)! Fra una settimana si vota. Gli italiani, nell’urna, possono fare in modo che quella di oggi sia l’ultima crociata. E l’ultima piazzata.

Sott'acqua il Paese del "paradiso terrestre"

pubblicato da Massimo Falcioni

L’Italia, chissà perché, è il Paese dell’emergenza. Non piove, ed è emergenza. Piove e nevica, ed è emergenza. Si muore sul posto di lavoro e nelle scuole fuori norma, ed è emergenza. Si muore sprangati da delinquenti allo stadio, ed è emergenza.

Siamo il paese del “troppo” o del “troppo poco”. Forse è meglio dire che siamo il Paese del “dopo”.

Dei telegrammi di condoglianze e dei buoni proclami dopo i lutti quotidiani. Siamo il Paese del “faremo”. Sempre a inseguire.

Fra un casino e l’altro, a volte fra un vero e proprio omicidio e un altro, si deve sempre trovare a chi dare la colpa, cercare il capro espiatorio. Comunque la responsabilità è sempre di altri, dell’altro, di un altro partito, di un altro governo. Mai nessuno che dica: “è colpa mia”, è “colpa nostra”.

Capita che nella capitale di questa Paese una donna muoia perché affoga in auto, per pioggia. Che il sindaco dei miracoli chieda lo stato di emergenza perché l’urbe affoga per quattro ore di pioggia. Come se fossero tornati i barbari sotto le mura del Campidoglio.

E capita che il premier del “paradiso terrestre” ambisca a fare da mediatore fra Usa e Russia al G8 e voglia cambiare tutto, in un Paese dove tutto resta come prima.

Peggio di prima. Di quando, ad esempio, c’erano i cantonieri lungo le strade a fare manutenzione e la manutenzione si faceva. Via i cantonieri per far posto ai consiglieri delle “società partecipate”, via chi lavora, per far posto a chi comanda.

E’ così ovunque, oramai: dalle ferrovie alle strade, alle scuole, agli ospedali, alle campagne, alle montagne, alle spiagge. Ed è meglio fermarsi qui. In attesa del Ponte sullo stretto.

Una casta politica come quella italiana non ce l’ha nessuno, in Occidente. E nessun Paese, oramai, (non solo in Occidente) è così mal ridotto come l’Italia.

USA 2008: guida pratica alla notte elettorale americana

pubblicato da paolo

obama mccain chi vince

Un giorno prima delle elezioni presidenziali più dispendiose, narrativamente interessanti e combattute in parecchi decenni di storia americana, è bene fare il punto delle situazione “tecnica”, per comprendere appieno cosa accadrà nella notte italiana tra il 4 e il 5 novembre 2008.

Nel ricordarvi che Polisblog seguirà l’intero processo con aggiornamenti a getto continuo, cerchiamo di dare le principali coordinate del voto americano. Tutti sappiamo chi sono i due principali (ma non unici) candidati: il repubblicano John McCain e il democratico Barak Obama. Ma come si vota in America? Chi elegge il presidente? A che ora si chiudono le urne?

Queste informazioni, un piccolo (ma neanche tanto) vademecum alla nottata elettorale, subito dopo il salto. Intanto qui sotto c’è una tabella, ingrandibile, che mostra gli orari degli scrutini: tenetela d’occhio, nel prosieguo del post capirete perchè.

Immagine: Flickr

Orari, Grandi Elettori e sondaggi
Orari, Grandi Elettori e sondaggi

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L'inchiesta sul piano regolatore di Roma dietro il nervosismo di Veltroni?

pubblicato da fc

Per chi ieri ha avuto il piacere di ascoltarlo alla Fiera di Roma, la conferma è arrivata quasi subito. Da qualche giorno il segretario del Pd sembra più nervoso che mai. Da giorni saggiavamo il suo nuovo humor su agenzie e giornali ma vederlo palesato in occasione dell’assemblea nazionale del partito democratico fa tutto un altro effetto.

Dichiarazioni quasi tutte al vetriolo quelle che ieri l’ex sindaco di Roma ha regalato ai presenti contro l’attuale maggioranza e il suo leader Silvio Berlusconi tornando a quella forma di “antiberlusconismo viscerale” caduta ormai nel dimenticatoio. Veltroni, insomma, non fa altro che dare atto a quello che Fabrizio Cicchitto (capogruppo del Pdl alla Camera) ripete ormai da giorni a tutti i tg: “Walter prende lezioni dalla linea forcaiola di Di Pietro”.

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'Free Iran': al Campidoglio contro il 'dittatore persiano' Ahmadinejad

pubblicato da fc

“Free Iran” è il titolo della manifestazione che prenderà il via a breve a Roma. Organizzato dal quotidiano arancione “Il Riformista”, il meeting del Campidoglio, raccoglierà tutti coloro che hanno condiviso l’appello lanciato dal giornale di Antonio Polito in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Ahmadinejad.

“Negatore della Shoah, e istigatore alla distruzione dello stato d’Israele, Ahmadinejad - spiegano dal Riformista - ha molte colpe anche nei confronti del suo stesso popolo: repressione del dissenso, discriminazione sessuale, carcere e pena di morte, fanno dell’Iran uno dei paesi dove più gravemente i diritti fondamentali dell’uomo sono calpestati”.

L’obiettivo è far sentire (attraverso una veglia e una maratona oratoria “in nome della libertà e del rispetto dei diritti umani”) che “Roma e l’Italia disprezzano i tiranni”.
Tra i firmatari dell’appello spiccano i nomi di Gianni Alemanno, Andrea Ronchi, Francesco Rutelli, Piero Fassino e Franco Frattini.

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Ping Pong speciale: ecco il nuovo Governo Berlusconi

pubblicato da il passator cortese

Leggi e commenta la Top News. Speciale Governo Berlusconi. Ecco (salvo colpi di scena sempre possibili) il nuovo governo Berlusconi: (Lega Nord) Roberto Maroni ministro dell’Interno, Luca Zaia all’Agricoltura, Umberto Bossi responsabile delle Riforme, Roberto Calderoli ministro … “taglia-leggi”, Roberto Castelli viceministro alle Infrastrutture-Trasporti. (An) Ignazio La Russa alla Difesa, Altero Matteoli alle Infrastrutture-Trasporti. Ministri senza portafoglio (An): Adriana Poli Bertone alle Politiche Comunitarie e Giorgia Meloni alla Salute. Vice ministri (An): Mario Landolfi alla Comunicazione, Adolfo Urso all’Economia, Andrea Ronchi all’Interno. Forza Italia: Angelino Alfano alla Giustizia, Stefania Prestigiacomo al Welfare (Maurizio Sacconi vice). Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli esteri (e commercio Ue), Claudio Scajola alle Attività produttive, Sandro Bondi (ex coordinatore nazionale di F.I.) ai Beni culturali. Gli altri ministri senza portafoglio: Mara Carfagna alle Pari Opportunità, Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento, Raffaele Fitto agli Affari Regionali, Lucio Stanca all’Innovazione Tecnologica, Ferruccio Fazio alla Salute. Sei le donne nel nuovo esecutivo: (Forza Italia) Stefania Prestigiacomo al Welfare, Mara Carfagna alle Pari Opportunità, Mariella Gelmini all’Istruzione, Michela Vittoria Brambilla all’Ambiente, (An) Giorgia Meloni alla Salute e Adriana Poli Bertone alle Politiche Comunitarie.

Dopo il colloquio in Quirinale con Silvio Berlusconi (presente Gianni Letta) terminato oggi alle ore 13.30, il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano, a partire dalle ore 16, inizia le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Visto da sinistra: E' morto Nicola Tommasoli, Fini "Più gravi gli scontri alla Fiera del Libro"

pubblicato da Bruno Marino

E dire che le cose sembravano andare per il verso giusto. Il discorso di insediamento di Gianfranco Fini come Presidente della Camera dei Deputati mi aveva fatto ben sperare. Un post fascista è diventato democratico, accetta il gioco democratico, difende la democrazia e lo stato di diritto, difende il 25 Aprile, riconosce il valore storico e le origini storiche della Costituzione. Il percorso di sdoganamento del MSI è finito, AN è diventato un partito conservatore serio.

E invece no. Fini a Porta a Porta ha detto che condanna senza appello i fatti di Verona (ha definito bestie, cialtroni, teppisti gli autori dell’omicidio di Nicola Tommasoli ) ma che ritiene più gravi (anche se ha detto un attimo prima che non vuole fare paragoni) i fatti di Torino, in cui sono state bruciate bandiere israeliane e statunitensi.

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Il toto-ministri all'alba della vittoria di Alemanno a Roma

pubblicato da Luca Landoni

In fondo nemmeno il Partito delle Libertà ci credeva fino in fondo, al punto da ipotizzare Gianni Alemanno come costante in uno dei principali dicasteri da attribuire nella compagine di governo. E ora che il Campidoglio è stato conquistato davvero dal centrodestra, urge un ripensamento sulle poltrone anche alla luce del ritrovato potere di AN, forte di un successo così importante e clamoroso.

Dando ormai per scontato il sottosegretariato di Gianni Letta, così come Esteri a Frattini, Economia a Tremonti e Interni a Maroni (anche se qualche voce dissonante parla di una messa in discussione di quest’ultimo), i crocevia principali divengono Welfare e Giustizia. Quest’ultima oscilla sempre tra AN e Forza Italia, e potrebbe risolversi in un duello Mantovano-Vito, mentre il nome della Bongiorno pare eclissarsi. La Russa e Matteoli dovrebbero mantenere Difesa e Infrastrutture, Scajola andrebbe alle Attività Produttive, Fazio alla Salute, Gelmini all’Istruzione, Zaia all’Agricoltura e Bondi, appena silurato dagli elettori a Massa provincia, ai Beni Culturali.

Rimane così aperto il nodo del Welfare, in cui la pole position di Sacconi potrebbe essere insidiata dallo stesso Mantovano o da Giorgia Meloni. E’ di queste ore anche la nuova levata di scudi dell’Alleanza Autonomista di Lombardo, che chiede un riconoscimento tangibile, ma sembra difficile che questo possa concretizzarsi in un dicastero; più probabile un vice-ministero, per esempio a Giovanni Pistorio (Economia).

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