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Tutti gli articoli con tag campidoglio

Visto da sinistra: E' morto Nicola Tommasoli, Fini "Più gravi gli scontri alla Fiera del Libro"

pubblicato da Bruno Marino

E dire che le cose sembravano andare per il verso giusto. Il discorso di insediamento di Gianfranco Fini come Presidente della Camera dei Deputati mi aveva fatto ben sperare. Un post fascista è diventato democratico, accetta il gioco democratico, difende la democrazia e lo stato di diritto, difende il 25 Aprile, riconosce il valore storico e le origini storiche della Costituzione. Il percorso di sdoganamento del MSI è finito, AN è diventato un partito conservatore serio.

E invece no. Fini a Porta a Porta ha detto che condanna senza appello i fatti di Verona (ha definito bestie, cialtroni, teppisti gli autori dell’omicidio di Nicola Tommasoli ) ma che ritiene più gravi (anche se ha detto un attimo prima che non vuole fare paragoni) i fatti di Torino, in cui sono state bruciate bandiere israeliane e statunitensi.

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Il toto-ministri all'alba della vittoria di Alemanno a Roma

pubblicato da Luca Landoni

In fondo nemmeno il Partito delle Libertà ci credeva fino in fondo, al punto da ipotizzare Gianni Alemanno come costante in uno dei principali dicasteri da attribuire nella compagine di governo. E ora che il Campidoglio è stato conquistato davvero dal centrodestra, urge un ripensamento sulle poltrone anche alla luce del ritrovato potere di AN, forte di un successo così importante e clamoroso.

Dando ormai per scontato il sottosegretariato di Gianni Letta, così come Esteri a Frattini, Economia a Tremonti e Interni a Maroni (anche se qualche voce dissonante parla di una messa in discussione di quest’ultimo), i crocevia principali divengono Welfare e Giustizia. Quest’ultima oscilla sempre tra AN e Forza Italia, e potrebbe risolversi in un duello Mantovano-Vito, mentre il nome della Bongiorno pare eclissarsi. La Russa e Matteoli dovrebbero mantenere Difesa e Infrastrutture, Scajola andrebbe alle Attività Produttive, Fazio alla Salute, Gelmini all’Istruzione, Zaia all’Agricoltura e Bondi, appena silurato dagli elettori a Massa provincia, ai Beni Culturali.

Rimane così aperto il nodo del Welfare, in cui la pole position di Sacconi potrebbe essere insidiata dallo stesso Mantovano o da Giorgia Meloni. E’ di queste ore anche la nuova levata di scudi dell’Alleanza Autonomista di Lombardo, che chiede un riconoscimento tangibile, ma sembra difficile che questo possa concretizzarsi in un dicastero; più probabile un vice-ministero, per esempio a Giovanni Pistorio (Economia).

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Alemanno e la scalata del Campidoglio

pubblicato da fc

Nonostante la sua fermezza e la sua voglia di farcela, se gli avessero raccontato un mese fa che sarebbe stato lui il neo sindaco di Roma, forse, non ci avrebbe nemmeno creduto.

Lui, Gianni Alemanno, esponente di spicco prima di An e poi del Pdl, questa battaglia, infatti, l’aveva già combattuta. Appena due anni fa. E, i risultati, non erano stati affatto soddisfacenti.

Veltroni, lo stracciò al primo turno in una Roma, come lui stesso ha ricordato di recente in cui “erano tutti veltroniani, ma proprio tutti, persino donna Assunta e Lando Buzzanca”.

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Roma, svolta storica. Alemanno sindaco, Rutelli ko, Pd in fibrillazione

pubblicato da Massimo Falcioni

E’ una svolta storica. Alemanno sbanca nel ballottaggio (53,4%) e diventa sindaco di Roma. Rutelli capitola (46,5%): oltre 80 mila voti di scarto! Il Pd perde la capitale d’Italia. In Campidoglio trionfa il centro destra.

E’ la fine della carriera politica di Rutelli. Un durissimo colpo per Veltroni, scelto come leader del Pd anche perchè espressione del “modello” Roma, considerato vincente. L’elettorato ha indubbiamente espresso un giudizio negativo sul governo della città, per decenni sotto la guida di Rutelli e di Veltroni. Un giudizio particolarmente negativo per Rutelli, punito dall’elettorato del Pd, da quello stesso elettorato che nelle elezioni provinciali, a differenza dell’Urbe, non ha voltato le spalle al proprio partito.

Ma non c’è solo questo. C’è un effetto dell’onda lunga del 14 aprile che soffia sulle ali del centro destra a danno del partito Democratico. Gli elettori del Pd e più in generale quelli di sinistra e di centro sinistra non sono stati motivati: hanno dimostrato rassegnazione e stanchezza politica, disertando le urne. Di qui il forte astensionismo.

E adesso? Nel Pd si impone una riflessione ben diversa e ben più approfondita di quella impostata dopo la sconfitta del 14 aprile, considerata da Veltroni una “quasi” vittoria. Una riflessione che non può non tener conto che il partito leggero, incentrato sull’immagine e lontano dai problemi reali quali ad esempio quello della violenza, della sicurezza e del lavoro, non regge alla prova democratica, che resta quella del voto dei cittadini.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

Ultimissime. Berlusconi: “Bossi rozzo ma leale ed efficace”. Casini: “No alleanza con Veltroni. Noi per la nostra strada”. Aligresti: “La cordata italiana per Alitalia si farà. E’ giusto per il Paese”. Berlusconi: “Air France ritirata per colpa di Cgil-Cisl-Uil”. Mussolini: “Appoggio Bossi in toto”. Alemanno: “Rutelli teme il nodo sicurezza”. Storace: “Non sono antisemita. La Comunità ebraica deve chiederci scusa”. Pacifici: “Come presidente della Comunità ebraica di Roma non devo chiedere scusa a nessuno”. Fini: “Ho chiesto documenti a due egiziani, sono gli unici in regola a Roma”. Berlusconi: “Non ci sarà un ministro dello sport”. Confalonieri: “Sono innocente: nessuna frode fiscale sui diritti cinematografici”. Fini: “Dopo di me in An un Primus inter pares”.

Letizia Moratti sos a Berlusconi su Alitalia-Malpensa. Latorre: “Frittura mista”.
Moratti: “Ho appena incontrato Silvio Berlusconi e abbiamo concordato che bisogna separare i ruoli di Malpensa e della Sea dai destini di Alitalia”. Ok. Chi paga? Pantalone!

Walter Veltroni contro le minacce di Berlusconi sul Campidoglio. Scajola: “Torna Sor bugia. Rutelli non sarà sindaco”.
Veltroni: “Berlusconi premier in pectore minaccia di non collaborare con Rutelli “sindaco” di Roma. E’ un atteggiamento inaccettabile. Le Istituzioni non hanno colore, devono servire tutti i cittadini”. Ben detto. Ma vale sempre e comunque?

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'Liberazione' e l'incertezza su Rutelli

pubblicato da fc

Oggi basterebbe guardare come Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista, titola in modo differente il pezzo di apertura in prima e a pagina otto, per capire la sua profonda incertezza sulla figura di Francesco Rutelli candidato a sindaco di Roma.

Da un lato, vi si legge: “Adesso andiamo in piazza (e, per favore, votate Rutelli)”, dall’altro, invece: “Ora andiamo in piazza (e, magari, votate Rutelli)”. Un magari che pesa e fa riflettere.

L’invito è certamente rivolto alla base del partito. Quella stessa base che vede però nel Pd e nei suoi uomini, anche un sorta di nemico da combattere a cui imputare, tra l’altro, buona parte della débâcle elettorale.

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Alemanno e Rutelli da Totti. Ennesimo spot elettorale?

pubblicato da fc

E’ una corsa assurda, priva di senso, forse anche inutile, quella compiuta ieri dai candidati a sindaco di Roma Francesco Rutelli e Gianni Alemanno.

I due, con l’obiettivo di mettere a segno l’ennesimo spot elettorale, si sono letteralmente precipitati a Villa Stuart per mostrare la loro vicinanza all’infortunato capitano della squadra cittadina Francesco Totti.

Alemanno arriva per primo: “Vengo a fargli i miei migliori auguri, sinceramente, al di là di ogni questione politica. Voglio chiudere la pagina delle polemiche perché è inutile stare a polemizzare sulle scelte politiche di una persona, che vanno sempre rispettate”.

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