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Tutti gli articoli con tag candidati

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Politici uno: carceri. Voto zero. E’ il ventesimo suicidio in cella dall’inizio dell’anno. E’ una pena di morte “di stato”. Nessun Governo ha fatto e fa niente. Vergogna!

Politici due: caccia. Voto zero. Al via la caccia senza limiti. Diritto di sparare quando vuoi, in barba ai limiti UE. L’80% degli italiani contrari. La casta se ne frega. Vergogna!

Politici tre: facebook. Voto zero. L’amore dei politici per i social network “appena cominciato è già finito”. I candidati delle regionali hanno già “chiuso” fb, limone da spremere. Vergogna!

Berlusconi "premia" con soldi e poltrone i candidati Pdl esclusi

pubblicato da il passator cortese


Gli avversari li tratta da nemici, ma gli amici li “coccola”, il Cavaliere!

Ai “caciaroni” litigiosi e pasticcioni candidati del Pdl romano che non hanno … potuto o saputo neppure presentarsi alle elezioni, che cosa gli avreste fatto, voi? Una pedata nel sedere? Una richiesta di danni?

Berlusconi, comprensivo e magnanimo, invece, li ha consolati, premiandoli. Dando a tutti i candidati del Pdl rimasti fuori dalla competizione elettorale di Roma una somma pari a ben cinque anni di stipendio di un impiegato e promettendo poltrone ben remunerate (con i soldi del contribuente) negli Enti pubblici.

Soldi regolarmente erogati o … in nero? Non è dato sapere. Dettaglio insignificante.

Come si può non … voler bene a un “capo” così? Fortuna che Silvio c’è! Belpaese fortunato. Forse.

Le prime "perle" della campagna elettorale ...

pubblicato da il passator cortese

Al peggio non c’è limite. E i nostri politici, non paghi di quel che combinano quotidianamente, il “meglio” lo danno nelle elezioni, con un marketing politico da … fare pietà.

Buona, l’iniziativa del Corriere di pubblicare le foto dei lettori per una galleria elettorale, trionfo di trash-marketing. C’è ancora un mese e mezzo al voto di fine marzo, ma già “luccicano”, in fatto di comunicazione, propaganda, slogan, uso dei social network, alcune perle.

Il leader del Pd Bersani ruba lo slogan “Un senso a questa storia” a Vasco Rossi. Che è come rigirare una lama nella ferita di un Pd, sempre alla ricerca di identità, cioè del proprio senso. In fondo, l’unico senso è quello di nausea.

La Bonino, maestra della comunicazione dopo la scuola del maestro Pannella? Emma presidente limpida, naturale, trasparente, con il bicchier d’acqua nel quale, come dicono i soliti malintenzionati, manca solo la dentiera in ammollo.

Si possono fare mille esempi, trasversalmente. Ma diamo spazio ai nostri lettori.

Questi politici, candidati e non, puntano tutti sulla parola “cambiamento”, e sono sempre le stesse facce!

Negli Usa fa discutere un cartellone con la scritta “Inizio a mancarvi?” sostenuta dal viso “furbo” dell’ex presidente Bush. A quando la gigantografia di Romano Prodi?

Regionali: all'Udc di Casini (per ora) la palma nel balletto di poltrone e clientele

pubblicato da Massimo Falcioni

A due mesi dal voto delle Regionali, di fronte all’ambiguità di un bipolarismo azzoppato, i partiti hanno lasciato da parte le valutazioni dei programmi e dei candidati, puntando alla conquista del consenso.

Per lo più si assiste a un indecoroso e indecente balletto di clientele e poltrone, forse il peggiore della nostra storia repubblicana.

La partita è ancora aperta, ma ad un primo bilancio, non si può non dare all’Udc la palma del partito in cui il “gioco” (leggi poltrone) prevale sulla fisionomia valoriale.

Il partito di Casini pare sciupare una occasione unica: stando al centro e fuori dai due poli poteva alzare al massimo il suo potere di coalizione, senza essere costretta a legarsi a intese nazionali e subalterne.

Invece c’è stato uno sbandamento della linea: è fin qui prevalsa la spinta dei cacicchi del territorio, il calcolo delle poltrone a portata di mano (dopo tanto digiuno …), piuttosto che l’affermazione di un’autonomia politica basata sui valori tanto sbandierati.

Le … anomalie non si contano più, a cominciare dall’Udc schierata in Piemonte (insieme ai radicali di Pannella …) pro giunta Bresso, contro cui i centristi (su nodi quali l’aborto, l’eutanasia ecc.) avevano sempre sparato ad alzo zero. Idem nelle Marche, dove l’Udc entra nell’alleanza di centro sinistra (con comunisti vari, sinistra radicale ecc.) per ricandidare il governatore Spacca (Pd), contro cui hanno sempre fatto una dura opposizione.

Si potrebbe continuare. Ma è un discorso da riprendere a bocce ferme. Per ora, Casini rilancia lo slogan “con noi si vince”. Si vedrà.

Ore 12 - Fini ha... l'"arma segreta": boicottare i candidati Pdl (ex FI) alle Regionali ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOramai solo il risultato del voto delle regionali di fine marzo dirà se il “sodalizio” fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini reggerà ancora.

L’uno non si fida più dell’altro e la tensione fra i due è al limite. Comunque andrà, non sarà facile riattaccare i cocci rotti.

Se il Pdl non brillerà e perderà voti, il Premier incolperà Fini. In tutti gli altri casi, sarà il Cavaliere a prendersi gli “onori”.

Quindi: o l’ex capo di An si decide a piegare la testa e a riconoscere in Berlusconi l’unico vero padre/padrone del partito e del governo, o è meglio preparare le valige.

Sabato 23 gennaio, ad Arezzo, gli ex “colonnelli” Gasparri, La Russa; Matteoli, Alemanno ecc. parteciperanno a un meeting per “contarsi” e, di fatto, fare il test di sganciamento da Fini.

Nel contempo, fra i finiani, dietro le quinte, si sta accentuando l’opera di ricostruzione della vecchia An, non per rifarla tout court, ma come anello di congiunzione per costruire un nuovo strumento e avviare il progetto di una nuovo e moderno partito “moderato”, molto più vicino al centro che alla destra. Su questo piano, c’è, in linea trasversale, attenzione e interesse verso l’evoluzione di Fini.

Per adesso, l’ordine (segreto) è uno solo: boicottare alle elezioni i candidati del Pdl, ex Forza Italia. Tutto il resto è conseguente.

Dopo di che, ogni secchio d’acqua gettato sul fuoco, avrà l’effetto della benzina.

Verso le Regionali: le "trovate astute" dei partiti. Suicidio di una Nazione

pubblicato da Massimo Falcioni

Da qui alle elezioni regionali di fine marzo, lo spazio che divide la gente comune dalla politica, invece di diminuire, aumenta e si approfondisce.

Si ha un bel dire che il voto riguarda gi assetti regionali, i problemi e le prospettive territoriali.

Questo è e sarà un voto “politico” sul quale pesano e peseranno le contraddizioni e i limiti politici e istituzionali nazionali.

Chi decide i candidati e le alleanze? Ogni mossa viene ideata e gestita dai vertici romani dei partiti o, più verosimilmente, dai rispettivi padri/padroni.

Ognuno ha la propria carta vincente. Non è la carta per la soluzione dei nodi che angustiano i cittadini, bensì quella per non perdere posizioni e, anzi, incrementare il proprio potere e quello del proprio partito.

Nessuna alleanza si basa sui tanto decantati programmi, che nessuno legge e mai leggerà. E tutto si fa e si disfa in funzione dei propri interessi e di quelli della propria parte.

Dov’è la politica? Dove sono i leader?

Domina ovunque la ricerca della via delle astuzie, dei colpi bassi, degli accordi da siglare dal notaio. Ma, come richiama Valentino Parlato sul Manifesto, “La via delle trovate astute è quella del suicidio”. Suicidio di una nazione, s’intende.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pd: impresentabili. Voto – 9. Il “nuovo” partito di Bersani non riesce a trovare la quadra per i candidati alle Regionali. Nel Lazio è “costretto” ad appoggiare Emma Bonino. Caos pieno e urna vuote. Debacle in vista.

Udc: variabili. Voto – 9. Il partito di Casini salta da un fosso all’altro e nel Lazio lascia il Pd e appoggia la candidata Pdl Polverini. Berlusconi accusa l’Udc per le “alleanze variabili”. Pierferdi farà il pieno di poltrone.

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Domani le primarie del Pd. Come e dove votare

pubblicato da Luca Landoni



Alla vigilia delle primarie del Partito Democratico vediamo di fare un po’ d’ordine relativamente al funzionamento del sistema.

I requisiti per votare. Bisogna aver compiuto 16 anni e si può essere anche immigrati senza cittadinanza, purché in regola con il permesso di soggiorno. Da notare che si eleggono anche i segretari regionali e i membri dell’assemblea nazionale.

Dove si vota. I seggi saranno circa 10.000, suddivisi in 175 collegi. Per un elenco completo e dettagliato degli stessi vi rimandiamo allo speciale di Kataweb/L’Espresso.

Cosa succederà dopo. Il sistema di voto è il seguente. E’ eletto chi supera il 50% delle preferenze. Se nessuno raggiunge la maggioranza assoluta si va al ballottaggio tra i primi due all’assemblea nazionale il 7 novembre. È prevista la possibilità di un accordo politico per eleggere direttamente il più votato alle primarie.

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Vota il segretario Pd che vorresti

pubblicato da Luca Landoni



Visto il clamoroso successo del sondaggio su Beppe Grillo, ci vediamo praticamente costretti a riproporvi il gioco dell’indice di gradimento. Escludendo i vari Paperoga, Ciccio di Nonna Papera e Yoghi che girano in rete e su Facebook, ci limiteremo a proporvi una scelta tra i candidati effettivi, più naturalmente il comico genovese.

Mario Adinolfi, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Beppe Grillo, Ignazio Marino. A voi la scelta.

Le elezioni Provinciali di Milano in 3 cartelloni elettorali

pubblicato da Giulio Mattioli

Le imminenti elezioni provinciali di Milano avranno una certa importanza per la politica nazionale, per più di un motivo: perché si tratta di una delle più popolose e ricche d’Italia, innanzitutto, ma anche perché costituisce un’eccezionale anomalia. In una Lombardia ormai quasi completamente feudo di Lega e PDL, è infatti governata da 5 anni da una coalizione di centrosinistra.

Per farsi un’idea di come stia andando la campagna elettorale, è sufficiente dare un’occhiata ai manifesti dei principali candidati (che trovate in gallery). Cominciamo dal presidente uscente Filippo Penati (PD): il suo slogan, “la Provincia e oltre”, sembrerebbe a prima vista una formula pretenziosa e senza molto senso, tipica per il Partito Democratico.

In realtà quell’”oltre” potrebbe nascondere più di quanto sembra: un’eventuale riconferma di Penati, infatti, renderebbe l’ex sindaco di Sesto San Giovanni, massimo esponente della linea securitaria del PD, un possibile candidato per il congresso autunnale, in quanto capace di sbaragliare la destra in casa sua. Per molti nella sinistra milanese, una ragione sufficiente per disertare le urne. Sceriffi in cerca di promozione.

Manifesti elettorali per le elezioni provinciali 2009 a MilanoManifesti elettorali per le elezioni provinciali 2009 a MilanoManifesti elettorali per le elezioni provinciali 2009 a Milano

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