
In Rai, al momento, qualcosa non gira. Al di là delle polemiche scoppiate attorno ad Augusto Minzolini contro il quale oggi, giovedì 6 maggio, si terrà l’ennesimo sit-in di protesta per il servizio realizzato sul caso Mills nelle ultime settimane sono arrivati agli onori della cronaca altri due casi.
Il primo riguarda Simona Ventura. L’intervista fatta per la propria web tv ad Aldo Busi, epurato dalla televisione pubblica, avrebbe complicato i rapporti tra l’azienda e la mattatrice dell’isola dei famosi che si dedicherà ad un progetto spagnolo in attesa di riavere dai vertici la fiducia di cui ha sempre goduto.
Fatta eccezione per il volto di RaiDue i veri casini in Rai li stanno avendo chi si occupa d’informazione. A Corradino Mineo, direttore di RaiNews24, sarebbe stata cancellata la rassegna stampa che tutti i giorni conduceva in simultanea per RaiTre e il canale di cui è responsabile.
Continua a leggere: Rai: Michele Santoro come Simona Ventura. Rai per una Notte diventa una web tv

La scorsa settimana, come raccontato (anche) da polisblog.it, il Viceministro dei Trasporti Roberto Castelli ha ammesso le deficienze del sistema ferroviario italiano precisando che per le tratte dell’alta velocità bisogna migliorare la comunicazione tra gli addetti ai lavori.
Le infrastrutture italiane, come sottolineato (anche) da Emma Marcegaglia, allo stato attuale non potranno garantire al paese il futuro a cui dovrebbe aspirare per poter crescere nei migliori dei modi.
Per capire perché l’Italia sia ancora vittima del proprio passato abbiamo deciso di intervistare Claudio Gatti, autore per chiarelettere, dell’inchiesta “Fuori Orario”.
Di cosa parla “Fuori Orario”?
Nel 2011, l’Italia compierà 150 anni. In quello stesso anno le Fs perderanno il monopolio della tratta più redditizia dell’intero sistema ferroviario, e cioè la Roma-Milano ad alta velocità.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Claudio Gatti, autore di “Fuori Orario”

Ricordate la meravigliosa campagna lanciata dai lanzichenecchi del Pdl e sostenuta dal Giornale di Famiglia in favore dell’abolizione del canone Rai, odioso balzello utile soltanto a pagare lo stipendio dei giornalisti comunisti?
Benissimo, forse l’idea di abolire il canone non era poi così sbagliata, visti i milioni di euro sputtanati per finanziare la barzelletta cinematografica sul Barbarossa voluta dal Bossi e considerato il milione virgola sei di euro all’anno che dovrebbe essere pagato per rinnovare il contratto a Bruno Vespa.
Secondo il Corriere della sera questo sarebbe solo il minimo sindacale, a cui poi si aggiungerebbero dei bonus per eventuali altri lavoretti e partecipazioni a programmi tv. Facendo una semplice divisione sarebbero circa 133 mila euro al mese. Attendiamo con ansia le denuncie di Libero e del Giornale per far tagliare lo stipendio a Vespa. Le faranno, vero??

La campagna del Pdl e dei relativi giornali (Libero e Giornale di famiglia) per l’abolizione del canone Rai (Azienda pubblicitariamente concorrente a quella del capo del Pdl) suonava già ridicola appena lanciata. Col passare dei giorni ci si mettono anche i numeri a smentire le bislacche teorie di questi disinteressati sostenitori dell’abolizione del canone. A sentire loro, infatti, tutto il problema nella gestione della Rai sta negli stipendi pagati ai conduttori di sinistra (Gabanelli, Santoro, Fazio, Floris, Dandini, etc) che con il loro lavoro screditerebbero il servizio pubblico a danno dei telespettatori non komunisti.
I numeri e gli ascolti di ieri sera ci dicono però che…
Prima serata:
Raitre, ”Ballaro”’ (Giovanni Floris), 3 milioni 588mila telespettatori, 14.34%. Raiuno, ”Tutti pazzi per la tele” (Antonella Clerici): 3 milioni 590mila telespettatori, 14.31% di share. Raidue, ”Nebbie e delitti 3” (Luca Barbareschi, onorevole Pdl): 1 milione 806mila telespettatori, 6.88%.
Seconda serata:
Raitre, ”Parla con me” (Serena Dandini), 1 milione 734mila telespettatori, 13.69% di share. Raiuno, ”Porta a porta” (Bruno Vespa), 971mila telespettatori, il 13.76%. Raidue, ”Novantesimo Minuto Champions”, 1 milione 175mila telespettatori, 10.01% di share.
Riassumendo, Floris e la Dandini hanno guidato gli ascolti di prima e seconda serata, mentre il deputato del Pdl Luca Barbareschi ha portato solo nebbia sul pubblico pagante. Chi tra loro non merita di ricevere i soldi del canone Rai?

Della campagna per il boicottaggio del canone Rai non si sta parlando solo su polisblog. Un po’ tutti, dal britannico Guardian al nostrano Tvblog, se ne stanno occupando.
E in un momento in cui a Il Giornale e Libero si aggiunge Daniela Santanchè con una raccolta firme, i colleghi del blog sulla televisione del network Blogo.it hanno intervistato Carlo Verna, giornalista Rai e segretario del sindacato UsigRai. L’intervista completa la trovate qui, noi ci limitiamo a riportarvi un paio di estratti significativi.
c’è una stranissima correlazione tra le iniziative del Ministro Scajola, cioè la convocazione di una istruttoria del Governo a proposito della trasmissione Annozero di Michele Santoro e le iniziative della Santanché, Feltri e Belpietro. (..) Se non si tratta di una strategia si tratta di un attacco al servizio pubblico che assicura il pluralismo
Continua a leggere: Boicottaggio canone Rai: l'intervista a Carlo Verna di UisgRai su TvBlog

Ora che Vittorio Feltri ha abbandonato Libero per guidare Il Giornale non si può più parlare di stile libero. L’imbarbarimento politico - mediatico è diventato il marchio di fabbrica del Giornale di famiglia, tanto da mettere in allarme il Secolo d’Italia per un Pdl che appare becero e con la bava alla bocca.
Per non smentirsi e per aizzare la folla con fiaccole e forconi, Feltri ora ha lanciato la crociata contro il canone Rai, che sarebbe addirittura una “Tassa Santoro”, denaro pubblico passato direttamente agli “imbonitori di sinistra”. Tralasciando il dettaglio che stiamo ancora aspettando un imbonitore di destra che sappia fare del giornalismo televisivo e delle inchieste decenti (l’Excalibur di Socci fu un fiasco micidiale), è appena il caso di rammentare due cifre, due dettagli economici che rendono risibile e penosa questa iniziativa lanciata contro un giornalista (egocentrico e antipatico quanto si vuole) che occupa 3 ore la settimana nei palinsesti, ottenendo anche degli ottimi risultati in termini di share.
Paris Hilton, per una comparsata davvero non memorabile a Miss Italia ha preso 200 mila euro. Diego Armando Maradona è stato pagato 3 milioni di euro per partecipare a Ballando con le stelle. E lo scandalo nella gestione della Rai sarebbe Santoro?