
Di certo c’è solo la morte. E poco altro. Ad oggi, ad esempio, non si sa ancora perché Stefano Cucchi è stato ucciso. In quel modo. Per questo si indaga. Per provare a fare giustizia. Per cercare di limitare l’imbarbarimento della società.
Malgrado ciò il Ministro della Difesa Ignazio La Russa sostiene, senza esplicare una tesi, che quanto successo a Stefano Cucchi non è imputabile a dei carabinieri. Forse. Certo è che la mano sul fuoco a difesa dell’arma l’esponente del Pdl non dovrebbe metterla.
L’ex Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, non era mica stato ricattato da quattro extracomunitari venuti in Italia per rubare il lavoro. Quell’uomo alla berlina è stato messo da alcuni carabinieri. Forse cinque.
Inseguito dalle ben note polemiche sulla partecipazione di Margherita Granbassi stasera su Rai2 ritorna Annozero, la trasmissione condotta da Michele Santoro. Titolo della puntata sarà Italiani brutta gente, giocando sul nome del famoso film di De Santis. Si parlerà ovviamente degli ultimi fatti di cronaca (Parma, Castel Volturno, Milano) di cui anche noi ci siamo ampiamente occupati.
In studio il conduttore ospiterà il sindaco di Verona Flavio Tosi, Gad Lerner e Daniela Santanchè, i quali si confronteranno con i ragazzi di Milano scesi in piazza dopo l’omicidio di Abdul, il ragazzo ucciso per aver rubato un pacco di biscotti. Quanto alla Granbassi dovrebbe esserci nonostante che l’Arma dei Carabinieri abbia ritirato il nulla osta.
La fiorettista ritiene a ragione che questa sia un’occasione da non perdere, come a nostro avviso l’Arma ritiene a ragione che partecipare a una trasmissione che disvela le proprie opinioni personali in materia di politica e società sia incompatibile con lo status al di sopra delle parti che è proprio del carabiniere. La soluzione più semplice è che la bella Margherita lasci il corpo (in senso lato) e intraprenda il nuovo lavoro (sperabilmente accanto all’attività agonistica) anche perché non si vede perché il contribuente debba stipendiare una conduttrice televisiva come se fosse un tutore dell’ordine.
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Pagani, piccolo centro della provincia salernitana, ore 9.30 del mattino. Nell’ufficio postale di via Padovano fa irruzione una banda di malviventi. Il sottotenente dell’Arma dei Carabinieri Marco Pittoni, che si trova casualmente all’interno in compagnia di un collega, intima ai rapinatori di arrendersi, ma questi aprono il fuoco. Pittoni, che non ha estratto l’arma d’ordinanza per non mettere in pericolo l’incolumità dei presenti, viene ferito a morte, e a nulla vale la disperata corsa in ospedale per salvarlo. I banditi fuggono con un magro bottino, e pur essendo colpevoli di omicidio si guardano bene dal consegnarsi fino a ieri; quando, guarda caso, si costituisce solo uno degli assassini, proprio quello che abbisognava disperatamente di cure in seguito alle ferite ricevute.
Clinica privata Santa Rita, Milano. Una banda di cosiddetti medici organizza un’associazione a delinquere che prevede di convincere il maggior numero possibile di pazienti a operarsi, sfruttando la fiducia che hanno carpito a persone malate e speranzose di guarire. Le operazioni, spesso dolorose e inutili, a volte addirittura mortali (i casi di decessi sospetti sono addirittura 25) servono a guadagnare il rimborso dalla Regione, denaro che finisce nelle tasche degli stessi operatori sanitari. Stipendi da 2.000 euro (comunque non da morti di fame) si gonfiano così fino a 25-30.000 al mese, permettendo ai dottori in questione di fare la bella vita sulla pelle dei loro poveri pazienti, la cui vita nel migliore dei casi è rovinata da un’asportazione ingiustificata di un polmone, o dall’amputazione della gamba.
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