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Tutti gli articoli con tag carcere

Governo, non c'è solo la "stangata". Carceri, a casa 3.300 detenuti.

pubblicato da il passator cortese

Fa discutere l’ok del Consiglio dei ministri alla proposta del Guardasigilli Paola Severino che, di fatto, ha effetti immediati liberando (progressivamente) dal carcere 3.300 detenuti. Ciò per effetto del decreto che alzerà fino a 18 mesi la pena residua che si può scontare ai domiciliari.

Inoltre ci sarà l’uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato, e di quanti alimentano le cosiddette ‘porte girevoli’, entrando in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerati o inviati ai domiciliari. In questo caso il beneficio sarebbe di circa 21mila detenuti ‘di passaggio’ in meno ogni anno negli istituti detentivi italiani.

Intanto la cronaca è impietosa. A Napoli si registra l’ultimo suicidio di un detenuto di origine tunisina nel carcere di Secondigliano. Giovedì a Civitavecchia nel carcere di borgata Aurelia si è impiccato un detenuto greco di 30 anni (in prigione per droga, in questo caso la Procura della Repubblica di Civitavecchia ipotizza l’omicidio colposo perché l’uomo soffriva di una grave depressione).

Riccardo Arena della trasmissione Radiocarcere di Radio Radicale, commenta: quello di Napoli «è il terzo suicidio nel giro di pochi giorni e, dopo quello nel carcere di Civitavecchia, fa salire a 64 il numero delle persone detenute che hanno rinunciato a vivere nel 2011, per un totale di 181 morti». «Cifre che, oltre alle ingiuste sofferenze, - precisa - certificano un’emergenza».

Sulle riforme proposte dal ministro Severino, per Arena «sono certamente da condividere, perché tendono a migliorare il sistema, ma di certo non appaiono idonee ad affrontare l’emergenza».

Incalza il leader radicale Marco Pannella: «Non serve un atto di clemenza senza riforme sistematiche, come non servono riforme di sistema senza un atto di clemenza. Occorre, e con urgenza, sia un indulto sia migliorare il sistema con riforme efficaci». «In gioco non ci sono solo vite umane, ma c’è l’esistenza del nostro Stato di diritto». Tema caldo, anzi bollente.

Veneto: Luca Zaia stanzia 120 milioni per evitare il suicidio degli imprenditori

pubblicato da Giovanni Molaschi

In Italia il numero dei suicidi è in costante aumento. Dall’inizio dell’anno, stando alla notizie delle scorse settimane, in carcere 21 persone si sono tolte la vita. Ogni sette giorni una persona nel nostro paese decide di morire da colpevole.

Il fenomeno non è però limitato ad una parte della popolazione. La crisi, il conseguente peggioramento delle condizioni di vita, hanno indotto anche molti libero professionisti a farla finita soprattutto nelle regioni da sempre considerate benestanti.

Luca Zaia, Governatore leghista del Veneto, per diminuire il numero di suicidi registrati nella Regione da lui amministrata ha deciso di collaborare con le banche oltre a stanziare per il rilancio del proprio territorio 120 milioni di euro.

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Ignazio La Russa: “I suicidi non dipendono solo dalle condizioni delle carceri"

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, avrà di certo molti pregi che però non riescono molte volte a sopperire ai difetti. L’ispiratore di una delle imitazioni più riuscite di Fiorello spesso non ha molto tatto. Non solo con il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, che spesso maltratta in televisione.

Il Ministro della Difesa dimostra di non avere tatto quando apporta al dibattito, legittimo e auspicabile, considerazioni sterili. A tratti prive di senso. Commentando infatti il preoccupante aumento di suicidi nelle carceri a SkyTg24 ha dichiarato:

“I suicidi ci possono essere, e ci sono, in qualunque condizione carceraria, anche se i detenuti fossero in un hotel a cinque stelle”.

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Stefano Cucchi: di carcere in Italia si muore. Attesa una risposta del Ministro Alfano

pubblicato da Giovanni Molaschi



Intervistato da Daria Bignardi, Toni Capuozzo condivise un concetto con i telespettatori che andrebbe rimarcato. Sempre. Secondo il giornalista la qualità della vita in un paese dipende anche da come una nazione tratta i propri carcerati.

Di questo concetto, e della sua semplicità, bisognerebbe ragionare. Oggi. Dopo che i genitori di Stefano Cucchi hanno deciso di diffondere le foto del figlio. Morto. Ucciso (questo sostiene la famiglia) in carcere dove si trovava dallo scorso 16 ottobre.

Fermo restando che non si sta ragionando sul reato (possesso di sostanze stupefacenti) a causa del quale Stefano è stato arrestato, perché oggi in Italia di carcere si muore? Anche a queste domande dovrebbe rispondere il Ministro della Giustizia. Angelino Alfano.

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Cota (Lega) propone una legge per il divieto del burqa. Carcere ai trasgressori, ma la sinistra insorge

pubblicato da Luca Landoni


Non è una novità assoluta, e ce ne siamo già occupati più volte in passato, ma la proposta di legge presentata dal deputato della Lega Nord Roberto Cota vale a riportare l’attenzione su uno degli aspetti più controversi dell’integrazione degli immigrati di religione islamica nel nostro paese. Il tutto a pochi giorni dalla clamorosa iniziativa di Daniela Santanchè contro il velo integrale; “provocazione” che le è valsa una denuncia ancora pendente.

Posto che esiste una legge della Repubblica del 1975, meglio nota come Legge Reale, che in qualche modo già disciplina la materia, qual è la vera novità della proposta Cota? Su questo, o meglio sul fatto che basti applicare le normative esistenti, si basano gran parte delle reazioni negative venute dal centro-sinistra. In particolare citiamo la senatrice Baio (Pd): “Stendiamo un velo pietoso. La Lega usa un linguaggio strumentale che non risolve nè il problema culturale nè quelo della sicurezza” e Ferranti (Pd): “È una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa.”

Ma in realtà la proposta contiene la seguente specifica: “…che non venga ammesso il giustificato motivo nel caso di indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa”. Non si tratta di un rilievo da poco, in considerazione delle numerose eccezioni sollevate da singoli magistrati chiamati a decidere a riguardo. La vecchia legge infatti è estremamente lacunosa in materia, permettendo pressoché qualunque tipo di interpretazione. Ciò paradossalmente porta a una diversità di trattamento dei cittadini in base alla propria appartenenza religiosa, fatto vietato dalla nostra Costituzione.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mediaset: senso unico. Voto – 8. I minuti dedicati a marzo dai tg delle reti Mediaset a Silvio Berlusconi sono sette volte e mezzo quelli dedicati al principale leader dell’opposizione Franceschini, che ha lo stesso spazio di Daniele Capezzone. Democrazia del … biscione.

Mario Chiesa: mariuolo bis. Voto – 9. L’ex presidente del Pio albergo Trivulzio di Milano, da cui si avviò l’inchiesta Mani pulite, è di nuovo in carcere perché accusato di essere “collettore” di mazzette in un illecito traffico di rifiuti. Che direbbe oggi Bettino Craxi del “mariuolo”?

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Tolleranza zero contro i graffitari. Multe salate e carcere per i vandali

pubblicato da Luca Landoni

Berlusconi aveva anticipato il provvedimento con le sue parole sui “beceri graffiti” che deturpano le nostre città. Ora il disegno di legge è in dirittura finale e ve ne anticipiamo i contenuti. Le multe per gli imbrattatori saranno moltiplicate esponenzialmente fino ad arrivare a un massimo di 30.000 euro. Tremila euro sarà invece l’ammontare da pagare per chi si renderà responsabile di spostamento o manomissione di cassonetti dei rifiuti.

La stangata vera si abbatterà però su chi raffigurerà criminali in senso positivo, per il quale sarà previsto il carcere fino a un massimo di sei mesi. Fin qui la parte sanzionatoria inserita nella bozza elaborata dal ministro Prestigiacomo nei confronti dei rei. Molto più perplessi lascia invece l’ipotesi normativa verso i proprietari degli immobili colpiti, dai quali il Comune dovrà pretendere la copertura delle scritte entro 90 giorni col solo beneficio della detraibilità dei costi sostenuti. Se così dovesse rimanere, non si capisce perché le multe incassate non possano essere utilizzate proprio per ridipingere i muri in questione, ma forse sarebbe una soluzione di eccessivo buon senso.

Le multe saranno molto più alte in caso di imbrattamento di edifici di interesse storico-artistico, e ai giudici sarà data comunque facoltà di convertire una parte o tutta la sanzione in un periodo di obbligo domiciliare oppure di pena di lavoro pubblico socialmente utile, nel qual caso il reo potrà chiedere di fornire aiuto proprio nei lavori di ripulitura.

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Cieco legge il giornale: l'Italia affonda

pubblicato da ahoramismo

Falso cieco al carcere di Taranto

Assunto grazie ad un certificato medico che ne attesta la cecità, lavora per 24 anni come centralinista presso il carcere di Taranto. Peccato che sia stato sorpreso a leggersi il giornale (ed in particolare un articolo intitolato “A me gli occhi!”)!

I carabinieri hanno poi scoperto che il signore in questione ha la patente e possiede una moto di grossa cilindrata.
La storia sarebbe quasi comica, se non emergessero tutti gli elementi più tragici che caratterizzano la nostra povera Italia.

1. Al momento dell’assunzione - nonostante la notoria ridondanza della burocrazia italiana - nessun controllo e’ stato fatto al di la’ della richiesta di un certificato medico. Sarebbe bastato controllare se il signore risultasse titolare di una patente di guida per bloccare l’assunzione. Purtroppo pero’ le amministrazioni pubbliche non si parlano e non ci sono database comuni.

2. Il medico che ha rilasciato il certificato di cecità non subirà alcuna conseguenza dal proprio comportamento: il reato e’ caduto in prescrizione. Questo nonostante il danno erariale si sia consumato fino a ieri! La giustizia italiana garantisce l’impunità: il sistema delle prescrizioni ha degli effetti perversi.

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