Commovente e romantica Carla Bruni: “Sarkò mi ha conquistata con la sua conoscenza dei fiori”. Il Cav invece sfodera altro con le donne. I tuli-papi
Il Paese sprofonda, la Rai taglia spazi informativi del suo canale all-news e in questo clima da tregenda Viale Mazzini pensa soltanto a litigare con Mediaset su presunti programmi plagiati. ‘Baila’ coi lupi
La gaffe della Gelmini? Come stupirsi: lei è ministro soltanto grazie al suo dio in terra, la divinità di Arcore. Uno e (neu)trino
Dura reprimenda di Bagnasco in relazione ai costumi privati del premier. Eppure Berlusconi dice sempre di condividere i valori e le battaglie d’Oltretevere. La sacralità dellavitola

Sembrano ormai conclusi i giorni in cui si sosteneva che Silvio Berlusconi studiasse per diventare il Nicolas Sarkozy italiano. A poco più di un anno dalla chiacchierata separazione tra il primo ministro italiano e Veronica Lario i ruoli sembrano essersi scambiati.
Il Presidente francese oltre a gestire le proteste degli studenti nelle prossime ore dovrà spiegare alla nazione perché dalla rete è stato tolto un video riguardante la moglie, l’ex modella Carla Bruni.
Secondo quanto riportato dalla Stampa dai siti francesi è scomparso “in the tube with Carla”, il mini-documentario realizzato Thomas Cazals in cui la première dame è raccontata con materiale d’archivio poco elegante.
![]()
Non c’è commentatore dell’attualità politica che per sottolineare le lacune del sistema politico del nostro paese non abbia comparato, almeno una volta, l’Italia all’Europa. Io stesso, ieri, raccontando la storia di Raghad Hussein avevo sottolineato i passi in avanti fatti dall’Asia sull’emancipazione della donna in politica.
Per una volta, come osservato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, è l’Italia ad essere invidiata dall’estero. Nicolas Sarkozy è riuscito a far licenziare i giornalisti che nelle scorse settimane hanno fatto pubblicamente delle insinuazioni sulla moglie Carla Bruni.
Tanta fortuna, o talento, non appartiene più a Silvio Berlusconi che all’editto bulgaro (a causa del quale persero il posto Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi) non è riuscito a far tacere i dissidenti che qua e là compaiono.

Silvio Berlusconi non è l’unico in Europa ad avere problemi con la giustizia. Nicolas Sarkozy deve ad esempio arginare l’ex Ministro che si occupava della disciplina. Rachida Dati, già spedita al Parlamento Europeo a pochi mesi dall’inizio dell’operato come Guardasigilli, sarebbe infatti l’artefice dei pettegolezzi che circolano sulla coppia dell’Eliseo.
Per questo motivo Nicolas Sarkozy avrebbe negato, da un giorno con l’altro, all’ex delfino magrebino l’auto, l’autista e la scorta che era solito utilizzare per svolgere la propria attività politica.
Sempre secondo quanto riportato dalla stampa locale al marito di Carla Bruni non sarebbero andati giù neanche i commenti, negativi, che la stessa Rachida Dati avrebbe fatto all’indomani dell’insuccesso elettorale che ha registrato il proprio partito.
All’istituto francese di Firenze, ieri, è stato organizzato un incontro pubblico con Olivier Roy. Orientalista e politologo, il signor Roy a ridosso dell’evento (in collaborazione con Francesca Ristori) ha fatto un punto per polisblog.it su quanto sta accadendo in una parte del mondo.
Con lui, dopo quanto successo a Milano in Via Padova, abbiamo ragionato anche sui quartieri a rischio che i mass media italiani hanno paragonato alla banlieue parigine.
Lei si è occupato molto di Medio Oriente. Nei giorni scorsi si sono tenute in Iraq le elezioni sulle quali le opinioni divergono. Secondo lei ha ragione Barack Obama quando sostiene che questo appuntamento elettorale rappresenta per gli iracheni “una pietra miliare nella loro storia”?
Si, al contrario di ciò che accade in Afghanistan, gli elettori continuano a votare in massa in Iraq e le elezione rimangono più o meno oneste. Siamo dunque entrati in una logica democratica, al meno sul medio termine. Ma evidentemente, tutto questo è fragile e rimane possibile solo perchè ci sono truppe americane in Iraq. Il vero test sara dopo la partenza delle truppe U.SA.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Olivier Roy

Carla Bruni avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo e cantare in coppia con Gino Paoli, ma purtroppo non ci sarà. Lo ha annunciato ieri Massimo Giletti, paventando il rischio di un serio incidente diplomatico tra la Francia e il nostro paese, come annunciato anche dai colleghi di tvblog. Il motivo? Molto probabilmente i versi della canzone di Simone Cristicchi, già vincitore del Festival del 2007 con Ti regalerò una rosa.
“Meno male che c’è Carla Bruni / siamo fatti così / Sarkò-no Sarkò-sì / Che bella Carla Bruni / Se si parla di te il problema non c’è”
Peccato non conoscere tutto il testo (anche se dalle anticipazioni di tvblog pare chiaro che riguardino più la politica nostrana che quella d’Oltralpe). In ogni caso dalle parti dell’Eliseo si è pensato di dribblare un’eventuale querelle sul palco sanremese disertando direttamente la kermesse canora.
Continua a leggere: Carla Bruni offesa dai versi di Cristicchi boicotta il Festival di Sanremo

Su suggerimento di un filosofo francese Silvio Berlusconi avrebbe deciso di affiancare l’attività editoriale a quella politica creando un vero e proprio modo di comunicare che probabilmente sopravvivere alla sua uscita di scena.
Non tanto perché è il migliore. Anzi. Il berlusconismo sopravviverà a Silvio perché già commercializzato all’estero. Non è certo un caso che Nicolas Sarkozy ricordi fin troppo il Presidente del Consiglio italiano.
Di questo e molto altro abbiamo ragionato con Giacomo Leso che gestisce per l’Espresso il blog “Parigi brucia?” .
Partito Democratico. In Italia il dibattito sul partito politico più votato dell’opposizione ha talmente assorbito i rappresentati politici di questa coalizione, che sui problemi del paese non si ragiona. E in Francia? Che fine ha fatto Ségolène Royal? Qual è il ruolo del Partito Socialista, oggi, all’interno del dibattito politico?
Ieri abbiamo assistito alla prima intervista italiana della premiere dame Carla Bruni, occasione per chiarire finalmente le recenti prese di posizione dell’ex-modella, della quale tutto si può dire tranne che si sia messa in disparte a la Veronica Lario. Innumerevoli le occasioni di polemica generate dalla bella piemontese, dal caso Petrella alla ricusazione dell’italianità in favore della patria acquisita.
Ci sediamo dunque in poltrona speranzosi - si fa per dire - in un’intervista ficcante del conduttore Fabio Fazio, del quale in passato abbiamo apprezzato la vis comica, ma che come giornalista non ha mai dato gran prova di sè. Si potrà obiettare che in fondo giornalista non è, e allora ok… accetteremo anche un dialogo infarcito di semplici curiosità; in fondo una modella-cantante che sposa un capo di governo non capita tutti i giorni.
Ma prima tocca sorbirsi il concertino-spot, due brani leggeri leggeri in cui la Bruni occhieggia con espressione impassibile, prima di assicurarci fervidamente che i proventi andranno in beneficenza, quasi a scusarsi della sua intrusione artistica. Dopo rapida riflessione su quanto sia pelosa la carità pubblica (e quanti dischi faccia vendere) finalmente la “donna più bella del mondo” come la chiama Fazio, si accomoda in poltrona.
Continua a leggere: Carla Bruni, Cesare Battisti e l'allegro lecchinaggio di Fabio Fazio

La premiere dame di Francia Carla Bruni (galleria dopo il salto) è l’indiscussa star della giornata televisiva italiana. Dopo lungo corteggiamento Fabio Fazio è infatti riuscito a invitarla alla sua trasmissione Che tempo che fa dove rilascerà la prima attesissima intervista italiana da quando la modella-cantante ha sposato il Primo ministro di Francia Sarkozy, raggiungendo l’apice della sua carriera nel mondo dello spettacolo.
Di Madame Carlà ricordiamo memorabili prese di posizione, quasi sempre ispirate dalla sorellina attrice impegnata Valeria Bruni Tedeschi, a favore dei terroristi italiani all’estero. Questo accanto a una folgorante carriera da modella, e una per così dire più modesta ma pur sempre dignitosa come cantante crooner al femminile. Pare che anche in occasione del recente caso Battisti la nostra francesina - il cui atto di nascita tradisce più volgarmente un pedigree piemontese puro (Torino, 23 dicembre 1967) - dopo aver ricevuto rassicurazioni da Valeria che non fosse già deceduto a Milano nel 98, abbia espresso la sua indignata contrarietà all’estradizione del terrorista verso il nostro persecutorio paese.
Cesare Battisti, 52 anni. Già militante dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi, dei quali tre eseguiti in prima persona. Sarà bene citare tutti i nomi delle vittime, per non dimenticare.
Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria (6 giugno 1978 a Udine)
Lino Sabbadin, macellaio (16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala, Venezia). Ucciso per rapina insieme con l’altro esecutore Diego Giacomini.
Pierluigi Torregiani, gioielliere(16 febbraio 1979 a Milano) ; omicidio durante una rapina per cui Battisti fu condannato come mandante.
Andrea Campagna, agente della DIGOS (19 aprile 1979 a Milano).
Battisti fuggì dapprima in Francia nel 1981, e dopo una breve parentesi messicana, vi fece ritorno. Dopo avervi soggiornato tredici anni protetto dalla Dottrina Mitterrand, il 30 giugno 2004 finalmente le autorità d’oltralpe concessero l’estradizione. A seguito di ciò il terrorista si rese nuovamente irreperibile fuggendo in Brasile, dove è stato arrestato nel 2007 (vedi foto sorridente). All’epoca il governo Prodi espresse la propria soddisfazione per la cattura, ma non aveva fatto i conti con l’oste, che si è manifestato nella giornata di ieri.