
Se Morgan, su consiglio di molti esponenti politici, non fosse stato squalificato dal Festival di Sanremo per via delle dichiarazioni riguardanti il suo consumo di crack il risultato del test anti droga (sui 232 parlamentari uno è risultato positivo) promosso da Carlo Giovanardi ci avrebbe indignato.
Invece ci diverte. Davanti ad aspiranti ispettori Zenigata, che poi si rivelano essere Lupin, non si può fare. Con che faccia si può criticare un cantante, e un giornalista (Mario Luzzato Fegiz a Rolling Stone ha fatto dichiarazioni analoghe), avendo la coscienza sporca?
Ma si sa. In Italia funziona così. Predicare bene e razzolare male. Meglio se in un corteo. Come quello del Family Day a cui parteciparono esponenti politici con alle spalle famiglie non esattamente coincidenti a quelle del Mulino Bianco.
Predicare bene e razzolare male è “la” caratteristica del premier Silvio Berlusconi.
Dall’Espresso in edicola si viene a sapere quel che tutti sapevano ma che nessuno osava dire: Palazzo Chigi è “una vera “reggia” del sultano, “dove si moltiplicano dipendenti e sprechi”.
Un “paradiso” dove sono a libro paga (dorata!) ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di quelle previste dalla pianta organica! Oltre un miliardo di euro l’anno (mal)spesi per ingrassare una corte che nessuno controlla e sa cosa esattamente fa.
Un esempio? La segretaria del premier Marinella Brambilla è elevata a dirigente generale di prima fascia, il massimo assoluto della carriera pubblica. E altre segretarie, quella di Gianni Letta, di Carlo Giovanardi, di Rocco Primi ecc. sono tutte “superdirigenti generali”: una vergogna e uno scandalo, non solo di carattere economico.
Anche i responsabili dell’immagine del premier (quelli che preparano gli spot in tv) sono elevati al rango di direttore generale.
Ben 300 mila euro è stato il costo delle riprese tv per l’inaugurazione del Premier delle prime case a l’Aquila. Le troupe ingaggiate per seguire passo passo il capo del Governo sono numerose e a costi esorbitanti.
In 17 mesi Berlusconi, solo per eventi mediatici, è costato quasi 5 milioni di euro, contro i 150 mila euro spesi allora da Romano Prodi.
Ci fermiamo qui. E’ un servizio che va letto fino in fondo. Poi, alla fine, non si sa se ridere (istericamente) o piangere (di rabbia).
Il Cav vende Villa Certosa? Le voci insistenti fanno piacere alla Lega: “Bene, il premier deve stare più tempo qui da noi al nord, anche quando è in vacanza”. Cota smeralda
Pure Mara Carfagna si sottopone al test antidroga volontario per i parlamentari. Particolarmente soddisfatto dell’iniziativa il sottosegretario Carlo Giovanardi. Stupeficiente
Il Pd risale nei sondaggi e Veltroni annuncia il ritorno in campo al servizio del proprio partito. Bersani non sa più cosa toccare e dove toccarsi. Resuscitata Marianna Madia. Sospiro di sollievo in Africa. Walterzo mondo
I finiani mandano su tutte le furie il SuperCav. Che poi somatizza. Cervicale, scarlattina, dolori vari: al capo del governo manca solo la suina. Ma, si sa, lui le maiale le preferisce in buona salute. TachiPerina

Il risultato del sondaggio proposto, ieri, dal collega V. dimostra (semmai ce ne fosse bisogno) che l’elettorato italiano non ha fiducia nella propria classe politica che certo non si è contraddistinta, per serietà, negli ultimi mesi che precedono un importante appuntamento elettorale.
La cattiva reputazione di un esponente potrebbe, di fatto, far perdere il proprio schieramento. Per questo motivo sia a destra che a sinistra tutti stanno studiando una comunicazione attraverso la quale redimersi. Dai peccati. Per lo meno.
Interessante, e probabilmente lodevole, è per tanto l’invito che il Ministro della Difesa ha fatto a tutti i colleghi. Secondo Ignazio La Russa gli esponenti politici dovrebbero dimostrare, con un test, che non assumono sostanze stupefacenti.
Continua a leggere: Test antidroga per i politici. Si rifiuta di farlo Paolo Ferrero

Il teorema di Mario Giordano, direttore de Il Giornale non fa una piega: se è vero che errare è umano e perseverare è diabolico, per Famiglia Cristiana, allora, ci vuole un esorcista. Le polemiche sulle anticipazioni dell’editoriale del settimanale dei Paolini contro le misure in materia di sicurezza prese dal Governo in queste settimane, non si sono ancora placate quando, arrivando in edicola il nuovo numero della rivista, si scopre un ulteriore attacco - forse, ancor più grave - rivolto direttamente al premier Berlusconi: “Speriamo - si legge nel fondo del vice direttore Beppe del Colle - che in Italia non stia rinascendo il fascismo”.
Una considerazione giudicata in maniera bipartisan sbagliata. Addirittura è la Binetti (si, quella del cilicio), in una mini intervista al Corriere, a tranquillizzare i “criptocomunisti” di Famiglia Cristiana: “Non vedo nessun pericolo”. Perchè in realtà, il pericolo di un nuovo fascismo, non lo vede nessuno (nemmeno il Vaticano). A parte il settimanale di Antonio Sciortino che gioca semplicemente a spararla grossa per vendere qualche copia in più. Per i Paolini, infatti, scrive Il Sole 24 Ore “è crisi in edicola”.
Il primo soccorso al Presidente del Consiglio arriva dal fido Carlo Giovanardi (ex Udc, ora Pdl) che, a muso duro, rispedisce le accuse al mittente: “Di fascista in Italia - dice - ci sono solo i vostri toni da manganellatori”. E poi - perla della giornata - sul Tempo, stamani, avanza un parallelo Berlusconi/Pontefice. Alla cronista che gli chiede lumi sul futuro leader del Popolo della Libertà, risponde: “Il leader c’è ed è Berlusconi. Su quello che accadrà dopo si vedrà. Si fa così ovunque, persino con il Papa”. In che senso? “Quando c’è un Papa mica ipotizziamo il suo successore?”. Beh, in realtà Giovanardi ha ragione ma come paragone, evidentemente, è un po’ forzato.