
Quando il ministro dell’agricoltura, Luca Zaia, si è tolto la giacca per indossare il grembiulino con la grande M gialla, molti lo hanno criticato per lo spudorato spot in favore di McDonald’s, motivato dal lancio del McItaly, un panino pessimo realizzato con prodotti tricolori.
L’agricolo leghista, ora lanciato alla conquista della Regione Veneto, si era impegnato in una lunga campagna promozionale del nuovo panino della multinazionale dei fast food, un prodotto efficacemente definito inguardabile incesto gastronomico. E alle critiche di Carlo Petrini di SlowFood aveva risposto direttamente l’ad di McDonald’s Italia, mettendo in evidenza il valore nutrizionale e promozionale del sandwich leghista.
Un valore così elevato e riconosciuto che, a quanto pare, il McItaly sparirà dal menù della catena di fast food già dal 21 marzo: Il 21 marzo sparirà dai fast food McDonald’s, McItaly, il nuovo panino sponsorizzato dal Ministro Zaia. La promozione è durata meno di due mesi (dal 27 gennaio al 21 marzo)! Bisogna fare i complimenti agli strateghi di McDonald’s. Per un panino esistito solo 50 giorni hanno imbastito una campagna pubblicitaria mirabolante riuscendo a coinvolgere anche un Ministero. Finisce così anche il consumo di formaggio e bresaola Dop. Il panino che doveva servire ad esportare i prodotti Dop italiani nel mondo, come diceva il ministro Zaia, è stato dichiarato estinto il 21 marzo 2010. Un ottimo modo di iniziare la Primavera!
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ci spiegava pochi giorni fa, che le crisi cui dobbiamo far fronte sono tre: quella finanziaria, quella energetica e quella ambientale. Quest’ultima ha nel global warming lo spauracchio più agitato, e, a volte oltre la soglia del ridicolo, ritenuto ancora controverso.
Leggo oggi sul Los Angeles Times un pezzo interessante, che ci racconta come l’Australia sia il bastione del pianeta dove il riscaldamento globale sta facendo i danni più rilevanti, c’è anche un video che trovate qui sopra. Come mai proprio in Australia, cosa succede nella terra dei canguri, o meglio dalla Murray-Darling Basin?
Prima di tutto, una siccità senza precedenti, inimmaginabile. Leggete la testimonianza di questo coltivatore, ve la traduco:
Frank Eddy si sfila gli scarponi impolverati, e affonda in una sedia, mettendosi a tavola insieme alla sua famiglia. Parla con loro di come le cose siano cambiate, mentre allunga le mani seccate dalla polvere. “Ci sono suicidi in continuazione, stanno aumentando, c’è depressione ovunque. Ho un vicino che se la passa peggio di noi, l’altro giorno l’ho trovato nella sua stalla, piangeva, le mani sul viso, è un omone enorme, non ti aspetti cose del genere… siamo sul filo del rasoio, sono tempi disperati”
Come mai? La siccità rende impossibile coltivare, o lo rende antieconomico. La siccità porta agli incendi. E i contadini così si suicidano. Questo al sud, senza contare le heat wave, qualcosa che noi europei non possiamo neanche lontanamente immaginare. Al nord invece ce la si passa proprio alla grande, visto che arrivano monsoni a secchiate e torna la malaria. Sarà qualcosa di simile anche il nostro futuro?
Via | Los Angeles Times

Stasera non perdiamoci Grillo certo, ma da domani polisblog - nella persona del sottoscritto - seguirà per voi il Festival delle Città Impresa, evento organizzato e promosso da Nordesteuropa e dal Corriere della Sera, in cui incontreremo, giusto per fare qualche nome, da Jeremy Rifkin a Pietro Ichino, passando per il Direttore di Newsweek, Fareed Zakaria a Guido Bertolaso e Carlo Petrini.
Chiaramente, se avete domande, idee, proposte su cosa chiedere, scrivete nei commenti, nel limite delle umane possibilità si cercherà di esaudirvi.