Il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso fatto nei mesi scorsi da Mariastella Gelmini, ha stabilito che l’ora facoltativa di religione contribuirà nel calcolo del credito scolastico che a partire dalla terza media superiore viene redatto in vista dell’esame di maturità.
La notizia è stata questa mattina dal soddisfatto Ministro della Pubblica Istruzione che nei mesi scorsi si era scagliata pubblicamente contro la decisione del Tar del Lazio, non confermata dal Consiglio di Stato, secondo una materia di studio facoltativa non può avere lo stesso peso di altre discipline seguite da tutti gli alunni.
“Il Consiglio di Stato - ha dichiarato Mariastella Gelmini - ha stabilito che, nel caso l’alunno scelga di avvalersi di questo insegnamento, la materia diventa per lo studente obbligatoria e concorre quindi all’attribuzione del credito scolastico”.
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Qui da noi, in Italia, quasi nessuno vuole sentir parlare di case prefabbricate e tanto meno chi, adesso, la casa vera, quella di mattoni, l’ha persa a causa del terremoto.
Ma il futuro, per gli sfollati abruzzesi, potrebbe essere una new town in stile americano, dove in pochissimi mesi si costruiscono interi quartieri di case prefabbricate?. Dopo il salto potete vedere alcune immagini di una cittadina nata dal nulla a Long Island, New York. E’ ancora in costruzione e molte case sono in vendita… la nuova Aquila potrebbe assomigliargli?
Negli Stati Uniti la stragrande maggioranza delle case residenziali sono prefabbricati di legno e nessuno si straccia le vesti… anzi!. Prima della crisi i nuovi quartieri residenziali delle città nascevano come funghi per accogliere la nuova classe media. Allontanandosi dalle downtown vi sono delle vere e proprie città autosufficienti, in stile Wisteria Lane, per gli amanti del serial tv. Mica tanto male!.
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E’ proprio così, il tanto atteso “federalismo fiscale” potrebbe portare con se una brutta notizia: far risorgere la tanto odiata Imposta Comunale sugli Immobili appena abolita dal governo Berlusconi. Esce dalla porta e rischia di rientrare dalla finestra, visto che il ragionamento che sta alla base di quest’ipotesi è abbastanza chiaro: se con il federalismo ogni ente potrà gestire i soldi che incassa, è evidente che bisognerà fornire ai comuni un nuovo strumento fiscale che permetta di finanziare i nuovi servizi che gli saranno demandati.
Fin qui, nessuna grinza. Se i comuni saranno chiamati ad erogare maggiori servizi dovranno avere le risorse per farlo; se non fosse che questo “nuovo” strumento fiscale rischia tremendamente di assomigliare alla “vecchia” ICI. Il perché è presto detto, se consideriamo che si ipotizza da una parte una “nuova” IRAP (al posto della vecchia) da far gestire alle Regioni, e dall’altra di far gestire alle Provincia il gettito derivante dalla circolazione degli autoveicoli. Cosa rimane per i Comuni? Naturalmente il gettito derivante da ciò che sta sul proprio territorio: case, aziende, fabbriche… In poche parole una nuova ICI.
Un modo per salvare “capra e cavoli”, cioè non perdere la faccia con i cittadini - reintroducendo un’imposta appena abrogata - e riuscire nel contempo a “finanziare” gli Enti Locali, ci sarebbe ed è quello che sembra il governo stia tentando di perseguire: abolire tutte le imposte sugli immobili esistenti e sostituirle con una nuova unica imposta che dovrebbe rappresentare il “corrispettivo” per servizi su un determinato territorio.
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