Ultimo appuntamento con Christian Rocca, il giornalista del Foglio per il quale cura anche camilloblog.it, che abbiamo intervistato per tutta la settimana per capire meglio il lavoro fatto da Barack Obama dal giorno della sua elezione.
Con Christian Rocca abbiamo parlato di riforma sanitaria, di nobel, di crisi e di donne. Oggi, per chiudere, ci concentreremo su una minoranza. Quella costituita dalla comunità GLBT che non condivide la politica del Presidente malgrado l’amministrazione abbia approvato una legge analoga a quella elaborata da Paola Concia. Affossata. Poi.
Barack Obama è favorevole al matrimonio gay? Ha risolto i contrasti con la comunità omosessuale statunitense?
C’è stato un referendum che ha detto no alla possibilità di fare i matrimoni gay.
Obama è contro il matrimonio gay. L’ha detto e ripetuto in ogni modo possibile anche se ha una posizione un po’ strana e a tratti contraddittoria.
Non dite poi che non ve l’avevamo detto. Per primi. Alla vigilia del voto in New Jersey e in Virginia Christian Rocca aveva analizzato per polisblog.it i possibili scenari della sconfitta del partito di Obama. Che poi, come da previsione, è avvenuta.
Non si è invece ancora verificato il divorzio tra il Presidente e l’elettorato femminile malgrado il maschilismo di Barack Obama a causa del quale Hilary Clinton è costretta a lavorare sempre all’ombra di qualcun altro.
Intervistata da Fabio Fazio, Condoleeza Rice ha precisato che Barack Obama ha la stessa politica estera del suo predecessore. È d’accordo?
Sì è No. Distinguerei, intanto, la politica estera dalla politica di sicurezza nazionale che spesso coincidono.
Oggi, un anno fa, gli Stati Uniti cambiano volto scegliendo come Presidente Barack Obama. L’afroamericano Barack Obama. Prima di lui quel tipo di persone avevano come testimonial artisti. Grandi artisti. Ma non noti amministratori.
Il suo arrivo alla Casa Bianca ha, di fatto, cambiato qualcosa. Dopo avervi proposto il punto del giornalista Christian Rocca sulle riforme del Presidente, e sul Nobel che gli è stato consegnato, vi raccontiamo grazie al prezioso contributo dell’autore di camilloblog.it perché Barack Obama ha dovuto iniziare a lavorare da subito. E con risultati soddisfacenti.
4 novembre 2008. 4 novembre 2009. È già possibile dare un giudizio sull’operato di Barack Obama?
Diciamo che secondo me è troppo presto per dare un giudizio. Non voglio fare come dice Chan Kai-shek, il generale cinese secondo il quale era troppo presto dare un giudizio sulla rivoluzione francese malgrado fossero in realtà passati già duecento anni, ma un anno o meno di un anno è troppo poco per dare un giudizio su Obama.
Con Christian Rocca non abbiamo parlato solo della riforma sanitaria ideata da Barack Obama. O delle probabili analogie tra il Presidente degli Stati Uniti e il Presidente italiano del Consiglio.
Con il giornalista del Foglio abbiamo ragionato anche sul recente Nobel per la Pace che l’accademia ha attribuito al successore di George W. Bush il quale, stando a quanto ha dichiarato Christian Rocca, era più pacifista di Barack Obama.
È stato giusto consegnare a Barack Obama il Nobel per la Pace?
Il Nobel è ridicolo come quasi tutti i Nobel per la Pace. Di recente è stato dato a Mohamed ElBaradei che è l’uomo che sta consentendo in qualità di direttore della AIEA all’Iran di costruirsi la bomba atomica.
Il 4 novembre 2008 è stato eletto l’attuale Presidente degli Stati Uniti. Barack Obama. Per capire come, e se, la sua ascesa politica abbia cambiato gli Stati Uniti nell’ultimo anno la scorsa settimana abbiamo intervistato Christian Rocca. Autore di camilloblog.it. E Giornalista. Negli Stati Uniti. Per il Foglio. Di Giuliano Ferrara.
Da oggi, fino a venerdì, troverete su polisblog il suo punto di vista sull’operato di Barack Obama. Alla vigilia del voto, molto importante per il Presidente, in Virginia e New Jersey (come ci ha spiegato lo stesso Rocca) abbiamo ragionato con lui sulle riforme. Partendo da quella sanitaria.
Uno dei punti di forza della campagna elettorale di Barack Obama è stata la riforma sanitaria. Come procedono i lavori per metterla in pratica?
Io sono sempre convito, sin dal giorno dell’elezione, che Obama avrebbe mantenuto la riforma sanitaria. Sono un po’ meno ottimista di allora perché ha sbagliato parecchie cose però alla fine penso che una riforma riuscirà a portarla a casa anche perché, e soprattutto, ai voti. I democratici di Obama hanno una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato.
Nel nostro cammino di avvicinamento all’Inauguration Day di Barack Obama conosciamo oggi Rahm Emanuel, che sarà uno dei più importanti collaboratori del futuro Presidente. È un personaggio che resterà forse sconosciuto ai più, ma che sarà quello che alcuni hanno definito “il secondo uomo più potente di Washington”, ricoprendo il ruolo di Chief of Staff (CoS).
Chi ha visto quel bignami romanzato di politica americana che è The West Wing sa quanto un CoS forte - in quel caso rappresentato dal personaggio di Leo McGarry - sia importante perché l’amministrazione funzioni correttamente e i lavori all’interno della Casa Bianca possano procedere il più fluidamente possibile.
Il CoS si occupa sostanzialmente di selezionare e supervisionare il personale, di gestire il tempo del Presidente (decidendo chi e cosa meriti tempo nell’Ufficio Ovale) e soprattutto di collaborare col Congresso e le varie lobby per far sì che l’agenda politica abbia un corso il più possibile fluido ed efficace. Ovviamente sta al Presidente dare più o meno rilevanza al suo CoS nella gestione della quotidianità politica.
Uno dei CoS più famosi è stato senza dubbio il brusco H.R. Haldeman, che si autodescrisse orgogliosamente come “Richard Nixon’s son of a bitch”. Rahm Emanuel ha senza dubbio ottime referenze per essere l’ “Obama’s son of a bitch”, come vedremo parlando - per strano che sembri - di Tony Blair, coltellate ai nemici e pesci inviati per posta.
Continua a leggere: Road to Inauguration. N.2: Rahm Emanuel, il Chief of Staff di Barack Obama

Sarà stato un tragico errore, sarà stata una burla, sarà stata una malignità di qualche comunista d’oltreoceano, ma rimane il fatto che nel kit consegnato dalla Casa Bianca alla Stampa presente al G8, sia finita “per caso” una biografia del nostro Premier a dir poco imbarazzante. Chi non si fa sfuggire la notizia è naturalmente L’Unità che riporta anche qualche passo del documento scottante.
Berlusconi viene dipinto come “un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali” e si ricorda che “ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006″. Insomma roba da creare l’incidente diplomatico.
E che la situazione è stata abbastanza seria, lo si evince dal fatto che un portavoce della Casa Bianca ha subito inviato una nota di scuse ufficiali: “Una biografia non ufficiale del primo ministro italiano Berlusconi, inclusa nel materiale stampa, utilizza un linguaggio insultante sia nei confronti del primo ministro Berlusconi che del popolo italiano. I sentimenti espressi nella biografia non rappresentano le vedute del presidente Bush, del governo americano e degli americani”.
Rimane il fatto che sull’Air Force One sia “girata” una biografia di Berlusconi lontana anni luce dalle rose e fiori che il Premier italiano e George Dabliù Bush si scambiano quando si incontrano. Notizie che qui da noi sono ovvie come il colore della maglia della Nazionale e che avrebbero scandalizzato solo Emilio Fede. Gli americani Berlusconi lo conoscono bene, ma la stampa schierata esiste dappertutto; speriamo che il documento finito per errore sull’aereo presidenziale, abbia aperto qualche occhio in più . Chissà.
Continua a leggere: Biografia imbarazzante di Berlusconi sull'Air Force One