A poche settimane dall’inizio del nuovo anno è necessario riflettere su quanto è successo nel 2009. Sulle parole chiave di un momento storico caratterizzato, non solo, dal gossip. Negli ultimi mesi si è parlato spesso di mafia. Anche se non in modo esplicito.
Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare la giornalista Laura Aprati che insieme ad Enrico Fierro ha realizzato Malitalia.
Procediamo con ordine. Quali sono gli elementi che contraddistinguono “Malitalia” dagli altri libri di denuncia?
Per Cicciobello il Pd è “un partito mai nato”. Un vero e proprio aborto spontaneo. Lui è andato via, ma suor Binetti ancora non lo ha seguito. Eppure a lei le interruzioni di gravidanza non piacciono per nulla. Francesco Ru(486)
Il poeta Bondi è affranto, avvilito. Non comprende i motivi di tutto questo accanimento nei confronti del suo nume tutelare. E anche se ha detto stop alle poesie, pare che stia riversando tutto il suo dolore nella composizione di un poema epico-cav(alleresco) dedicato al premier. Sulle orme dell’Ariosto, Bondi racconta le vicissitudini del Cav che combatte dalle Alpi alla Sicilia e sconfigge orde di toghe rosse nonché gli infedeli musulmano-comunisti. Poi salva la bella Mara dalle grinfie delle malvagie guarnigioni omosex e conquista il regno italico. Così Bondi sogna ad occhi aperti ed è felice. L’Orlando Fazioso
Nuove accuse al prode Cosentino: avrebbe cambiato assegni per conto dei Casalesi. Berlusconi lo difenderà ancora a Spatuzza tratta? L’amore è cheque
E i finiani? Hanno provato lungamente a fargli terra bruciata intorno, ma ora sono in difficoltà per il fuori onda del presidente della Camera. Torneranno all’attacco (settimana prossima si vota in aula sull’autorizzazione a procedere)? O proveranno a tacere per raffreddare il clima? Acqua in bocc(hino)

Tramontata la luce di Mariano Apicella a destra, per redimersi, sempre più persone infastidiscono la memoria di Enzo Tortora. A far da eco alle dichiarazioni del portavoce di Sandra Lonardo, l’avvocato di Nicola Cosentino.
“La verità – ha dichiarato il legale – è che, come negli anni Ottanta per Tortora, i pentiti fanno a gara per parlare di Cosentino. Accusarlo è diventato trendy”.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore l’esponente del Popolo della Libertà avrebbe, per conto del clan dei Casalesi, riciclato indirettamente due assegni. Uno da 2500 euro. L’altro da 7500.
Bersani cerca di non perdere i pezzi (rutelliani) e si trova alle prese con la solita discussione su (e con) Di Pietro. Gli elettori del Pd invece chiedono di fare opposizione al governo nel merito. Ci sono temi delicati, come l’acqua privata, che necessitano di maggiori energie. Occhio ai ruBinetti
Cosentino al Tg3: “Veramente quelli che, nella maggioranza, vogliono le mie dimissioni sono un pò pochini“. Pochini?!?!? Italo Pochino
I fedelissimi di Fini sono comunque protagonisti di un ‘movimentismo’ quotidiano molto mediatico e brillante. Alcuni di loro sembravano poco più che peones e invece si stanno dimostrando cavalli di razza. E’ (Gra)nata una stella
Torna, torna…sta casa aspiett’a'tte! Il destino di Cesare Battisti ora è appeso alle determinazioni del presidente brasiliano. Ma pare che ci siano poche chance di farla franca per l’ex terrorista italiano. Chiari di Lula

Bruno Vespa ha probabilmente capito che l’arrivo in RAI di Maurizio Belpietro qualche problema al suo ego potrebbe causarlo. Il direttore di Libero potrebbe scalzare, in meno di una stagione televisiva, il conduttore di RAIUno dal cuore della maggioranza.
Per evitare che ciò avvenga Bruno Vespa ha intervistato Nicola Cosentino senza un contraddittorio. Auspicabile. Sempre. Più che per i contenuti dell’intervista, per fornire al telespettatore tutti gli strumenti per farsi un’opinione propria.
Pareri che non vengono presi in considerazioni dal coordinatore del Pdl in Campania tanto che è lui stesso a precisare che la sua candidatura alle prossime regionali potrebbe essere bloccata solo da Silvio Berlusconi. Non da altri.
Continua a leggere: Bruno Vespa contro Maurizio Belpietro. Nicola Cosentino a “Porta a Porta”

Questa sera Annozero si occuperà ampiamente di Napoli e della Campania, prendendo spunto dai recenti fatti giudiziari che hanno coinvolto l’ex-candidato Pdl alla poltrona della regione Nicola Cosentino, e più in generale dalla drammatica situazione in cui versano le forze di polizia nella zona.
L’inchiesta di Corrado Formigli, Luca Bertazzoni e Eva Giovannini, comincia dalla pubblicazione del famoso video napoletano che ha sollevato molti interrogativi sulla fiducia che i cittadini nutrono nei confronti delle istituzioni, alle quali viene affidata la loro sicurezza. Dal reportage emergono carenze e problemi delle forze di polizia, aggravati dai tagli che la crisi impone alle politiche sociali. A Napoli e’ più forte la protesta dei poliziotti non solo per le condizioni economiche della categoria, ma anche per la impossibilità di poter operare al meglio delle loro capacità professionali. E a Napoli esplode la vicenda del Sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino: il Gip ha chiesto alla Camera l’autorizzazione all’arresto dopo le accuse dei pentiti a Cosentino di essere “a disposizione dei clan dei casalesi”.
La puntata si intitolerà Fai la cosa giusta e avrà come ospiti il leader dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro, il vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata del Pdl, il direttore di Libero Maurizio Belpietro e il giudice Piercamillo Davigo.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata.
Appuntamento su Raidue alle ore 21,05.

Nicola Cosentino, non uno qualunque. Ricapitoliamo: di Casal di Principe, coordinatore regionale per la Campania del Pdl e sottosegretario all’Economia con delega al Tesoro, in questi giorni Cosentino è al centro di una bufera che vede un profondo intreccio tra mafia e politica, dove gli interessi dell’una convergono in quelli dell’altra. Più che in questi giorni, sarebbe meglio dire nell’ultimo anno.
Come ci ricordava Luca, ben sei pentiti hanno accusato Cosentino di essere un punto di riferimento in Campania per il clan dei Casalesi, con cui il politico in carriera è anche imparentato; voti, appoggio politico, enorme potere economico. Parliamo dello stesso che un anno fa dichiarava a La Stampa che “Saviano rende un cattivo servizio all’Antimafia”.
Ora, il premier Berlusconi vorrebbe candidare alla regione Campania un tale profilo, che anche con tutto il garantismo del mondo non dovrebbe neanche avvicinarsi ad un ruolo pubblico. Ma veniamo alla notizia semi-rimossa. All’inizio del 2009 c’era già stata una mozione di sfiducia verso Nicola Cosentino, visto il ruolo non trascurabile che ricopriva e ricopre nel governo. Indovinate chi ha affossato la mozione? Le assenze del PD.
Immagine|Flickr

Ieri vi abbiamo anticipato la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Oggi sono state rese note le carte e i verbali su cui si basano le accuse. Visto che cominciano a spuntare nomi grossi vediamo di fare il punto della situazione. Una premessa: tutto il castello accusatorio si basa sulle deposizioni di pentiti di mafia, dunque - come ha detto anche Marco Travaglio nel corso di Annozero - vanno prese con le pinze. Ma gli inquirenti sono giunti a una conclusione e questo è un fatto. Vediamo il tutto.
I collaboratori di giustizia sono sei, tra i quali il ruolo di primattore spetta all’imprenditore Gaetano Vassallo, che si definisce legato alla cosca dei Bidognetti. Quest’ultima è una delle due grandi famiglie che in questa vicenda formano la galassia dei casalesi. La seconda è quella degli Schiavone. Le parole di Vassallo:

Come faceva notare qualcuno, Paolo Ferrero non è stato l’unico esponente politico ad essersi rifiutato di fare il test antidroga riproposto dal Ministro della Difesa. Come documentato da Radio 24 anche Italo Bocchino non ha accettato l’invito del collega di partito.
Inutile supporre, ora, le motivazioni a causa delle quali uno dei più integerrimi esponenti del Popolo delle Libertà abbia deciso di non prender parte al progetto a cui hanno aderito anche rappresentanti politici che non condividono la linea politica di Silvio Berlusconi.
Più interessante capire perché Italo Bocchino rappresenti il vero tallone d’Achille del partito la cui esistenza, come dimostrano le attente e frequenti osservazioni di Gianfranco Fini, non deve necessariamente sovrapporsi al berlusconismo. Anzi.
Continua a leggere: Coppie di fatto: Italo Bocchino e Paola Binetti. Insieme contro Pdl e Pd
La domanda, presa in prestito il titolo del film sul sindacalista americano Jimmy Hoffa, sorge spontanea leggendo le prime pagine che alcuni quotidiani oggi in edicola dedicano agli sviluppi giudiziari della vicenda del sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl).
Almeno di quelli più “schierati” e meno paludati. L’Unità, ad esempio, ricorda quel dicembre 2008 quando Silvio Berlusconi, di fronte alle prime voci sul coinvolgimento di Cosentino con affari poco edificanti legati al Sistema, chiuse ogni confronto con un netto “Garantisco io”. Diverso l’approccio del Giornale di famiglia, che sceglie di cavalcare l’onda nauseabonda della giustizia ad orologeria con un “Elezioni in vista: scattano le manette. Mandato d’arresto nel governo”.
Ovviamente meno clemente Il Fatto, che spara una “Camorra di governo” sopra una foto di Cosentino abbracciato al premier. Libero sceglie di giocare sull’ironia, titolando (sopra una orribile vignetta che anche oggi adorna la prima pagina) “Più manette per tutti”, cercando di infondere il terrore di un’ondata di arresti legati a “Inchieste a raffica” con un “tam tam dalla procure che sembra quello di Tangentopoli”.