Cercheremo qui di tenervi aggiornati sull’andamento delle principali consultazioni provinciali e comunali in corso di scrutinio.
Spicca per ora la sconfitta patita da Castelli nella natia Lecco. Davvero inattesa visti i risultati della Lega in regione. Curiosità: Minardi non ce l’ha fatta a Faenza (31 contro 53%). A Margherita di Savoia (Bat) la Carlucci post-rissa viene eletto sindaco con quasi il 70% dei suffragi.
Province. Tutte e 4 le province vanno al centrodestra.
Provincia Imperia. Definitivo. Sappa (cdx) 59,0 - Giordano (csx) 32,5
Provincia L’Aquila. Definitivo. Del Corvo (cdx) 53,4 - Pezzopane (csx) 45,3
Provincia Viterbo. Definitivo. Meroi (cdx) 54,6 - Grattarola(csx) 32,1
Provincia Caserta. 618/925. Zinzi (cdx) 65,3 - Stellato (csx) 30,0
Comuni. Dei 9 comuni capoluogo alle urne, 2 vanno al centrosinistra al primo turno (tra cui Venezia, salvo crollo dell’ultim’ora), 1 al centrodestra e 4 al ballottaggio. Matera e Lodi sono troppo indietro per giudicare. Macerata potrebbe ancora andare al centrosinistra se Carancini recupera. Dopo il salto i dati parziali e definitivi.
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Coloro (i pochi) che avevano sempre messo in guardia dalle numerose normative di regolarizzazione delle badanti scuoteranno il capo, certo non felicissimi di aver avuto ragione. Il Sole 24 Ore ha infatti diffuso i dati sulla sanatoria basandosi sulle cifre ottenute dal Viminale, e purtroppo i numeri confermano tutti i sospetti della vigilia.
A parte il totale delle domande, che già di per sè è abnorme, quel che risulta ancor più allarmante è la distribuzione territoriale delle stesse. Napoli addirittura vanta l’11,8% del totale nazionale, battendo nettamente gli altri grandi centri, mentre Caserta si piazza incredibilmente al quarto posto, seguita da vicino da altri centri del sud come Bari, Salerno, Reggio Calabria, Ragusa, Cosenza e Messina.
Ciò che lascia stupefatti è la composizione demografica di questi centri, che fa sì che a Napoli, per esempio, dopo la sanatoria si abbia una badante ogni 33 anziani, contro i 60 di Milano. Inutile sottolineare quanto queste percentuali salgano ulteriormente negli altri casi, Caserta in testa.

Ieri vi abbiamo anticipato la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Oggi sono state rese note le carte e i verbali su cui si basano le accuse. Visto che cominciano a spuntare nomi grossi vediamo di fare il punto della situazione. Una premessa: tutto il castello accusatorio si basa sulle deposizioni di pentiti di mafia, dunque - come ha detto anche Marco Travaglio nel corso di Annozero - vanno prese con le pinze. Ma gli inquirenti sono giunti a una conclusione e questo è un fatto. Vediamo il tutto.
I collaboratori di giustizia sono sei, tra i quali il ruolo di primattore spetta all’imprenditore Gaetano Vassallo, che si definisce legato alla cosca dei Bidognetti. Quest’ultima è una delle due grandi famiglie che in questa vicenda formano la galassia dei casalesi. La seconda è quella degli Schiavone. Le parole di Vassallo: