
Ogni tanto succede qualcosa che ci fa capire che non cambia mai niente: che il sesso, resta il motore universale, un po’ come qualcuno sosteneva che fosse l’amore. Guido Bertolaso, coinvolto in una vicenda di “ripassatine”, scandaletti e appalti, è solo l’ultimo a finire nel cortocircuito tra vizi privati e pubblici poteri.
Per tutta l’estate, eravamo stati martellati dalla vicenda Berlusconi - Noemi Letizia, poi dalla escort Patrizia d’Addario e le sue registrazioni in cui il cav. la invitava a “toccarsi di più”, e ancora, abbiamo vissuto il caso Piero Marrazzo, con i trans, la cocaina, il sottobosco di chi preferisce il trans alla escort. Sempre amore a pagamento è, non ci vedo questa enorme differenza etica, se stai tradendo tua moglie.
Sei disprezzabile in entrambi i casi: ma il meccanismo che trascina questi scandali allo scoperto, poi, non porta a niente. I sex scandal, in Italia, non portano a nulla. Non portano a nulla le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, volete che avere rapporti sessuali a pagamento affondi una carriera politica? Ma per carità: vediamo…
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La satira in Italia, negli ultimi anni, è molto cambiata. Il successo televisivo è raggiunto da artisti che all’offesa, tanto gratuita quanto divertente, hanno preferito una rilettura intelligente della realtà.
La tanto criticata Serena Dandini per la versione settimanale di “Parla con Me” ha deciso investire sul Trio Medusa che tolta la divisa da Iena per la presentatrice sono diventati ausiliari del TG1. A polisblog.it raccontano come sono nati questi personaggi.
Ve ne siete andati da Mediaset nello stesso periodo di Enrico Mentana. Perché secondo voi si disquisisce più del suo cambiamento che del vostro?
Non crediamo si possano paragonare le due situazioni. Mentana è stato allontanato. Noi lo abbiamo fatto volontariamente.
Il presidente della Camera Fini fa spesso discorsi e riflessioni in merito all’etica politica. Sostenendo che nessuno dei due schieramenti è nelle condizioni di dettare un esempio virtuoso all’altro. Chi è senza peccato, scagli la prima pietrans
Brenda uccisa, Cafasso ucciso. Sparito il pc della trans, sparito il pc del pusher. Scandalo hard (disk)
Brunetta accusa Tremonti di non intervenire per lo sviluppo. Tremonti dice che non si può agire altrimenti: “Fare cose normali in un periodo non normale è già di per sé straordinario”. Ponzio PIL-ato
I campioni del magna-magna ora si scoprono avversi alla pausa pranzo? Atteggiamento ipocrita della politica…proprio come accade di fronte alla prostituzione e ai ‘peccatucci’ da vita notturna. Tra(ns)mezzino

Spuntano nuove ipotesi sul caso del video di Piero Marrazzo: un enorme, articolatissimo complotto politico? Questa è l’ipotesi delle ultime ore, dopo i video con trans e cocaina, dopo due morti sospette - Gianguarino Cafasso e la trans Brenda - si parla soprattutto di questo. A portare acqua a questo mulino uno degli avvocati dei carabinieri coinvolti, Bruno Von Arx
«Ho la sensazione che i carabinieri coinvolti nell’affaire Marrazzo siano stati strumentalizzati da una regia diversa. Insomma, si sono ritrovati all’interno di un complotto che aveva come obiettivo politico Piero Marrazzo»
Possibile - ricordate il Laziogate di cui fu protagonista Storace? - in questa vicenda dove abbiamo imparato a non stupirci di nulla. Altro mistero - e conseguente grande attesa in queste ore - per i 60mila file del pc di Brenda - si dice che ci siano 130 GB di materiale - tra i quali vi sarebbero foto e video di celebrità assortite che se la spassavano con bellezze made in Brazil. Insieme a questo arrivano le altre rivelazioni sugli altri dieci ricattati, vip politici - c’è chi dice ci sia di mezzo un giornalista molto noto, ma molto, molto noto… - sui quali apre Novella. E l’American Tabloid all’italiana, è servito.
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Brenda muore in circostanze misteriose. Anche sul pusher Cafasso si addensano mille sospetti. Intanto l’ex governatore Marrazzo si è rifugiato nell’abbazia di Montecassino. E da lì ha detto: “Distrutto tutto il mio mondo”. Mille euro l’ora…et labora
Dopo il discorso ai ragazzi del centro diurno ‘Semina’, a Torpignattara, quartiere semi-periferico di Roma, Gianfranco Fini è ormai adorato dalla sinistra (soprattutto dagli elettori del Pd) e odiato da gran parte del suo partito. Gli sherpa dei due schieramenti stanno ora lavorando ai seguenti dossier: 1) uno scambio Fini-Binetti che farebbe felici sia il Pdl che il Partito democratico; 2) un’uscita ‘morbida’ del presidente della Camera dal Popolo della libertà e una sua candidatura dopo Bersani alla guida di via del Nazareno (soprattutto se ci sarà il ‘cappotto’ alle Regionali); 3) la cessione dei diritti di immagine per una nuova maglietta con su Fini che indossa un basco con stella rossa stile Guevara; 4) una partecipazione straordinaria di Fini al prossimo film di Nanni Moretti, il sequel ‘Ho fatto fuori il Caimano’. Destra e Finistra
Il presidente della Camera contro la Lega. La Lega contro i finiani. I finiani contro Cosentino. Tremonti contro tutti. E il SuperCav dice: “Nessun problema, la maggioranza durerà“. Però il galleggiamento del governo è ormai garantito soltanto da una precisa caratteristica di molti dei suoi membri. Ministro-nzi
Brunetta al calor bianco contro Tremonti: “Ha fatto il ’signor no’ durante la crisi. Ora deve fare il ’signor sviluppo’ assieme a tutti quanti noi“. Aggiunge: “A proposito di sviluppo, a me bastano 20 centimetri“. In realtà quasi tutti i ministri farebbero volentieri a meno di Tremonti e dei suoi ‘niet’. Ministero delle Fin-ansie

Dell’irrituale (per usare un eufemismo) editoriale televisivo pro-ritorno dell’immunità parlamentare di Augusto Minzolini si è parlato sia su queste pagine che su TvBlog. Tra le varie prese di distanza manca a mio avviso una constatazione fondamentale: il tentativo del direttore del Tg1 (e di chi dietro di lui coltiva questo genere di aspirazioni) è votato al fallimento.
Può essere, infatti, che si arrivi davvero ad un ritorno dell’immunità parlamentare: se i numeri in parlamento lo consentono, (quasi) tutto è possibile. Quello che è invece impossibile è ottenere il consenso dell’opinione pubblica italiana su un ritorno al passato di questo genere. Vediamo perchè.
Nella psicologia della nazione, Tangentopoli e la fine della Prima Repubblica hanno costituito un punto di svolta irreversibile. Prima di allora, lo abbiamo visto in un recente sondaggio, anche presidenti del consiglio non propriamente immacolati come Giulio Andreotti godevano della fiducia della maggioranza della popolazione. Dopo, un crollo devastante, di almeno 10 punti.
Impossibile che Pdl e maggioranza calino e Pd cresca? Incredibile, ma vero.
Almeno è quel che dicono gli ultimi sondaggi. Da una parte c’è l’effetto Bersani (il caso Marrazzo, almeno per ora, non pare incidere più di tanto). Ma, si dirà: “Il nuovo segretario non ha fatto niente, o quasi”.
Appunto. Meglio niente, o quasi niente che male, o peggio dei predecessori. Le primarie hanno galvanizzato il corpaccione del partito ma non smuovono l’elettorato, sempre guardingo e disfidabile. Allora?
Indubbiamente è l’effetto Berlusconi a far gridare al (piccolo) miracolo. Il Premier, gira e rigira, promette le riforme che però non si fanno e invece torna sempre suoi propri passi e impone al governo la sua agenda personale. In altre parole, impone all’esecutivo di risolvere i fatti personali, specie sul nodo scorsoio della giustizia.
Poi c’è la fibrillazione con Fini, Bossi, Tremonti, iceberg di un sommovimento sotterraneo che non si vede fuori ma che c’è e può precludere a nuove e ben più dirompenti scosse.
Insomma, come diceva il sempreverde Andreotti, “qualcosa si muove”. Forse gli italiani stanno iniziando a tirare le somme e lanciano i primi segnali a Berlusconi e al governo ma anche al Pd e all’opposizione.
Chissà se qualcuno sarà capace di coglierli?
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Il caso Marrazzo e le rivelazioni accennate da vari quotidiani sugli altri possibili nomi coinvolti nella trans-inchiesta sono stati al centro della puntata di ieri di Annozero. Tra l’altro riguardo a questo segnaliamo che oggi Gasparri ha comprato un’intera pagina sul Giornale per smentire le voci sul suo coinvolgimento. Inutile dire quanto oro valga questo vicenda gossippara per la trasmissione, ormai stabilmente attestata su livelli record di audience.
Anche gli ospiti erano decisamente azzeccati. Primo fra tutti il gongolante Storace, che ha finto moderazione nei confronti dell’odiato nemico ormai ex-governatore del Lazio, ma era chiaramente al settimo cielo. Anche Belpietro, direttore di Libero, non ha avuto bisogno di calcare la mano, e anzi è pure riuscito a uscire bene da una vicenda che vedeva il suo giornale al centro dello scandalo. È bastato ricordare - in questo suffragato dalle due inviate della redazione romana che per prime avevano visionato il video - che Libero in ben due riprese aveva rifiutato la pubblicazione; prima con Feltri e poi con lo stesso Belpietro.
Inutilmente il direttore del Riformista Polito ha cercato di riequilibrare la questione riportando l’argomento su Berlusconi. In questo è stata molto più brava, dobbiamo sottolinearlo, Debora Serracchiani, per una volta apparsa molto incisiva con la sua dialettica da “uomo della strada”, che candidamente si domandava come potesse non sembrare conflitto di interessi il fatto che il Presidente del consiglio in qualche modo fosse venuto a conoscenza del video per vie traverse, trovandosi nella condizione di avvertire Marrazzo del pericolo.
Continua a leggere: Retrospettiva su Annozero. Marrazzo, Video e i suoi fratelli
Accusato da più parti di ignorare uno scandalo di “sinistra”, Michele Santoro reagisce da par suo e in accordo con la redazione organizza una puntata monotematica sul caso Marrazzo. Tra gli invitati peraltro spicca lo stesso direttore di Libero Maurizio Belpietro che dalle colonne del suo quotidiano lo aveva pubblicamente sfidato a occuparsi del governatore laziale, lamentando che i suoi giornalisti non venissero mai chiamati in trasmissione.
Il caso Marrazzo e’ solo un affare privato, la vicenda di un uomo e delle sue debolezze per i trans o dimostra come la politica sia sotto ricatto? E di quella vicenda e’ stato chiarito tutto o ci sono ancora retroscena sconosciuti? Una cosa e’ certa: dossier, veline, filmati sembrano essere diventate le armi della politica.
In una puntata dal titolo Ricatti , Annozero si aprirà con l’inchiesta di Stefano Bianchi, Corrado Formigli, Giulia Bosetti e Luca Bertazzoni che ricostruira’ i passaggi piu’ importanti della vicenda Marrazzo, con i protagonisti e i testimoni della storia.
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In un Paese normale, quale certamente non è l’Italia, due questioni emerse nella vicenda di Piero Marrazzo avrebbero attirato l’attenzione di tutti i mezzi d’informazione, costringendo il Presidente del Consiglio a fornire adeguati chiarimenti o, in alternativa, a rassegnare le dimissioni.
Partiamo da quella meno grave. Il Presidente Berlusconi, come rilevato da Gilioli sul suo blog, ha violato la legge Frattini, varata dallo stesso centro-destra (evidentemente è ormai una moda quella per cui chi fa le regole finisce poi con il trasgredirle: ricordo che la legge costituzionale n. 1 del 1999, che ha introdotto in Costituzione la norma “antiribaltone”, ripresa dallo Statuto del Lazio, in forza della quale Marrazzo dovrebbe dimettersi e consentire lo svolgimento di nuove elezioni, fu approvata proprio dal centro-sinistra).
La legge n. 215 del 2004, che porta il nome dell’attuale Ministro degli esteri, prevede, infatti, che “il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può […] ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate ovvero esercitare compiti di gestione in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale” [articolo 2, comma 1, lettera c)].