Tutti gli articoli con tag cassa integrazione

Veritometro: Brunetta, 500 euro ai giovani e meno soldi alle pensioni

pubblicato da giulio in: Dichiarazioni Ma non aveva detto che? Renato Brunetta

“l’Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori”

Renato Brunetta

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Italiani pro voto agli immigrati: sbugiardata la Lega Nord

pubblicato da giulio in: Ma non aveva detto che? Lega Nord Immigrazione clandestina


Ieri è stato reso pubblico il rapporto “Transatlantic Trends” sull’immigrazione, curato da German Marshall Fund e Compagnia di San Paolo. I risultati, per quanto riguarda il nostro paese, raccontano in parte una situazione ben nota: gli italiani sono molto preoccupati dai clandestini, e tendono a sovrastimare brutalmente il numero di stranieri (pensano che siano il 23% della popolazione, mentre in realtà sono il 6).

Tuttavia, quando si parla di immigrati regolari, gli atteggiamenti degli italiani non corrispondono del tutto all’immagine che spesso e volentieri ne da la Lega Nord: il 57% è a favorevole a dar loro “gli stessi diritti di partecipazione politica dei cittadini”, il 53% il voto alle amministrative (come proposto a più riprese da Fini).

Guardate i grafici riportati in gallery se non ci credete. C’è addirittura un 87% (la percentuale più alta tra i paesi esaminati) che sostiene l’opportunità di estendere anche agli immigrati regolari le stesse misure di sicurezza sociale previste per gli italiani. E il contrasto non potrebbe essere più stridente con la recente proposta di Bossi&co. di ridurre la Cassa Integrazione ai lavoratori stranieri.

I grafici del rapporto Transatlantic Trends: Immigration
I grafici del rapporto Transatlantic Trends: ImmigrationI grafici del rapporto Transatlantic Trends: Immigration

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La disoccupazione in Italia? La pagano tutta i giovani

pubblicato da giulio in: Analisi e Dati


Ogni volta che esce un nuovo dato sulla disoccupazione, peggiore del precedente, il governo commenta “Andiamo meglio della media europea“. Ci sono varie ragioni per cui questa affermazione è solo parzialmente vera, alcune delle quali sono state illustrate proprio su queste pagine in un recente articolo.

Al di là dei tecnicismi delle definizioni statistiche, però, c’è un’altra ragione macroscopica per cui dovremmo andare poco fieri della performance del nostro paese: il tasso di disoccupazione giovanile è infatti molto peggiore della media europea, e tra i più alti del continente.

Ad ottobre la proporzione di under 25 alla ricerca di lavoro è stata quasi del 27%, a fronte di una media nell’Unione del 21 circa. Paesi come Germania e Olanda oscillano tra il 7 e il 10, ma anche nuovi arrivati come la Polonia hanno risultati decisamente migliori del nostro

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Lega Nord, cassa integrazione e immigrati: è solo propaganda

pubblicato da giulio in: Uncategorized Dichiarazioni Analisi e Dati E basta Lega Nord


Vediamo di dirlo forte e chiaro: alla Lega Nord della questione welfare e ammortizzatori sociali non importa assolutamente nulla. Meno di zero. Il Carroccio se ne interessa infatti solo nella misura in cui questo le permette di lanciare palle incatenate sull’unico fronte che le sta a cuore davvero: quello della propaganda xenofoba. Con risultati che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere.

Prendiamo la sparata di ieri sulla necessità di porre un tetto più basso alla durata della cassa integrazione dei lavoratori extracomunitari. Il motivo? Secondo Maurizio Fugatti, deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze: “Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani”.

Mai ricostruzione fu più priva di fondamento e lontana dai veri, grandi problemi del nostro sistema di tutela della disoccupazione. Vediamo di fare un piccolo riassunto for dummies, dopo il salto.

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Sacconi, il Welfare e il mercato del lavoro duale: quando si fa piovere sempre sul bagnato

pubblicato da giulio in: Analisi e Dati


A fine giugno, ho commentato i nuovi provvedimenti anti-crisi annunciati dal ministro Sacconi in un post intitolato “Welfare: nuovi aiuti ai cassaintegrati, piove sempre sul bagnato“. Spiace constatare che i mesi passano, la crisi avanza, provvedimenti sempre nuovi si succedono, ma la musica non cambia: più tutele per quelli che sono già meglio tutelati, e gli altri si possono anche arrangiare.

Leggo infatti sul Corriere della Sera che

Sacconi sta pensando a un incentivo per le agenzie del lavoro che trovino una nuova occupazione a queste persone (i cassintegrati, ndr), se necessario previa formazione. Ovviamente dovrebbe trattarsi di un lavoro stabile, dicono al ministero. (..) Se l’agenzia ricevesse mille euro per ogni lavoratore ricollocato, con 200 milioni di euro si potrebbe trovare una soluzione per 200 mila cassintegrati

Questi nuovi provvedimenti ci forniscono l’occasione per illustrare nel concreto un concetto fondamentale per capire la situazione italiana, ovvero quello di mercato del lavoro duale: da una parte segmenti di forza lavoro ben tutelati, dall’altro i precari. Confrontiamo nel dettaglio le prospettive di questi “mondi a parte”, dopo il salto.

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Crisi, disoccupazione e ammortizzatori sociali: le paure degli esperti

pubblicato da giulio in: Aut-aut Analisi e Dati


Alla presentazione all’Università Statale di Milano dell’ottimo volume (da noi recentemente recensito) “Flex-insecurity. Perchè in Italia la flessibilità diventa precarietà”, non si è discusso solo delle boutade del ministro Tremonti sulla necessità di un “ritorno al posto fisso”, ma anche delle chances del nostro paese di uscire dalla crisi.

E i presenti - tra cui Tito Boeri, Emilio Reyneri e Michele Salvati - hanno concordato tutti sul fatto che le prospettive per l’Italia sono in questo momento particolarmente preoccupanti. Vi riporto nel seguito alcune delle loro interessanti argomentazioni.

Secondo Tito Boeri le statistiche rese pubbliche recentemente sulla disoccupazione sono inquietanti, ma ancora peggio - se possibile - sono i dati (non ufficialmente disponibili, ma che trapelano tra gli addetti ai lavoratori) sulle assunzioni.

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Altro che posto fisso... flexicurity! Cronaca della presentazione del volume di Berton, Richiardi e Sacchi

pubblicato da giulio in: Aut-aut Analisi e Dati Big Picture: tutto su...


Una decina di giorni fa abbiamo recensito su queste pagine l’ottimo volume “Flex-insecurity - Perchè in Italia la flessibilità diventa precarietà” dei ricercatori del Collegio Carlo Alberto Berton, Richiardi e Sacchi. Qualche giorno dopo, le dichiarazioni del ministro Tremonti sul ritorno al “posto fisso” hanno reso il tema se possibille ancora più attuale.

Ed è sullo sfondo di questo clima da grida manzoniane che si è tenuta l’altroieri all’Università Statale di Milano la presentazione del , alla presenza degli autori e di alcuni importanti studiosi di mercato del lavoro e welfare come Tito Boeri, Michele Salvati, Maurizio Ferrera e Emilio Reyneri.

L’intento della giornata? “Discutere di come disegnare politiche di lungo periodo che mantengano i benefici della flessibilità senza intaccare le condizioni di vita dei lavoratore”, che potrebbero essere messe in atto da un’ipotetica parte politica che non volesse limitarsi a quelle che i discussant definiscono senza mezzi termini le “sparate” di Tremonti.

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Rassegna stampa estera: Berlusconi, gli italiani, Tony Blair e gli ammortizzatori sociali

pubblicato da giulio in: Esteri Rassegna stampa


Cominciamo la nostra periodica rassegna dei commenti della stampa straniera sui fatti italiani con un articolo di Forbes in cui la rivista statunitense di economia e finanza ha riportato, facendo proprie, le parole di qualche giorno fa del governatore di Bankitalia Draghi, il quale oltre ad aver propugnato la necessità di un innalzamento dell’età pensionabile, ha sostenuto le ragioni di una riforma degli ammortizzatori sociali:

La percentuale di italiani che riceve il sussidio di disoccupazione, o che si avvale del part-time forzato pur di mantenere l’impiego, è il 40% del totale dei disocupati, mentre in Spagna è il 73% e in Francia il 97%. Mentre gli italiani impiegati nelle grandi aziende manifatturiere possono usufruire della cassa integrazione [in italiano nel testo N.d.T], che gli permette di essere lasciati temporaneamente a casa percependo una parte di stipendio, il settore dei servizi e le piccole industrie non possono avvantaggiarsi di questo schema

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Intervista a Antonio De Lillo - seconda parte: la rappresentazione dei giovani nell'Italia di oggi

pubblicato da giulio in: Intervista con...


[qui la prima puntata]

Si assiste sempre più spesso ad uscite offensive da parte di uomini politici di entrambi gli schieramenti (Padoa Schioppa e i “bamboccioni”, Brunetta e i “pecoroni”) nei confronti dei giovani. Anche i Comuni sono sempre più attivi nell’emanare ordinanze anti-giovani. Come interpreta questi fenomeni?

“Secondo me c’è una tendenza generale da parte del mondo adulto a considerare i giovani minacciosi: ma questo non avviene solo oggi, è sempre stato così. Nel campo delle politiche giovanili vi sono due strade possibili: la prima è considerare i giovani come minaccia, e attuare quindi politiche di tipo repressivo, che poi si manifestano anche verbalmente, come negli esempi che mi ha citato lei. Oppure si possono scegliere le politiche che concepiscono il giovane come una risorsa. Sto parlando di tutte le politiche attive: quelle per la casa, per la costituzione di una famiglia, per il lavoro, eccetera. L’Italia si caratterizza per le sue politiche repressive: i giovani sono visti come una minaccia, come un gruppo da tenere a bada”

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Età pensionabile e ammortizzatori sociali: ha ragione Draghi

pubblicato da giulio in: Aut-aut Analisi e Dati


Su queste pagine mi sono lamentato più volte del fatto che la pressante necessità di una riforma degli ammortizzatori sociali italiani venga colpevolmente trascurata da molta - anche se non tutta - classe politica. A differenza del governatore di Bankitalia Mario Draghi, che ha dichiarato oggi:

“Molti lavoratori restano ancora esclusi dalla tutela pubblica (..). Dal sovrapporsi dei vari strumenti emerge una configurazione intricata che rende estremamente eterogenea la copertura assicurativa dei lavoratori, a seconda del settore, della dimensione di impresa e del contratto lavorativo (..). Nonostante vari interventi, non si e’ ancora giunti a un ripensamento complessivo del sistema orientato a criteri di equita’ ed efficienza”

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