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Tutti gli articoli con tag cattolici

Ore 12 - Cattolici (e non) delusi dei politici cattolici (e non) ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSi domanda un lettore di Avvenire: “Ma dove stiamo andando?”. E la lettera al direttore del quotidiano cattolico Marco Tarquinio iniziava così: “Sono ormai disgustato di questo modo di fare politica”.

Nel merito si fa riferimento alle due finanziarie di oltre 85 miliardi in un mese senza tener in alcun conto dei bisogni delle famiglie, si fa riferimento ai comportamenti morali e alle storie personali di alti esponenti di questo governo “da vergognarsi solo nell’averli messi in lista”.

E la domanda centrale: “Ma dove sono i cattolici che militano nei partiti di governo nei quali sono stati votati ed eletti?”.

Il direttore di Avvenire si sforza di essere “ottimista”: “Spero che questa tormentata fase sia il primo passo dentro un tempo nuovo nel quale chi sta e chi starà in politica da cittadino e da cattolico sappia garantire una dedizione al bene comune generosa come i grandi valori a cui si ispira. Smemorati e scalda poltrone non servono. Anzi fanno danno”.

Caro direttore, che si fa con gli smemorati e gli scalda poltrone (cattolici e non) che resistono più delle zanzare al diditì?

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Bestemmie al Grande Fratello: critiche dell'Avvenire. Il caso è politico

pubblicato da Alessandro

grande fratello

Qualche tempo fa avevamo affrontato la vicenda, ritenendo che si trattasse e che si tratti di una questione di evidente rilevanza politica. Alcuni, nei commenti a quel post, hanno vivacemente protestato affermando che fatti del genere non hanno alcun peso e che non occorrerebbe nemmeno commentarli.

Mi riferisco all’improvvisa “indulgenza” manifestata da Mediaset nei confronti dei bestemmiatori al Grande Fratello. Uno dei concorrenti di quest’anno, tale Matteo Casnici, colto dalle telecamere mentre bestemmiava, è stato “assolto” perché, mancando l’intenzionalità, il fatto non avrebbe costituito peccato.

E subito dopo un altro concorrente dell’anno scorso, che era stato espulso per lo stesso motivo, ma senza un giusto processo, è stato riammesso (dopo aver minacciato azioni legali), anche lui perdonato perché l’analisi del contesto (non si sa bene quale) in cui era stata pronunciata la bestemmia avrebbe portato ad un’analoga, successiva (ma tardiva) assoluzione, suggellata poi dal santificante voto popolare. Insomma, quella di quest’anno rischia di diventare l’“edizione dei bestemmiatori”..

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Ore 12 - Lavori in corso. Ricompattamento politico dei cattolici "pensanti"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIn politica, specie oggi, c’è chi agisce senza pensare. Ma c’è anche chi, prima di fare un passo, riflette. O almeno ci prova.

In un meeting di alto profilo, (domani, venerdì 11 giugno ore 16 Sala della Mercede di Palazzo Marini della Camera dei Deputati), a pensare e a ripensarsi, ci provano i cattolici, o “certi” cattolici E fare il “punto” sul loro concreto agire politico.

Il titolo del convegno la dice lunga: “Magistero sociale della Chiesa e impegno politico dei cattolici oggi”.

Anche perché a movimentare il tutto ci penseranno il Prof. Claudio Vasale (ordinario di filosofia e politica del diritto e direttore corso di giornalismo alla Lumsa) e in particolar modo Mons. Mario Toso (segretario generale della congregazione pontificia Giustizia e Pace) e Mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato.

A mo’ di provocazione, ma non troppo, il Prof Fabrizio Fabbrini (ordinario di Storia e presidente associazione Codice di Camaldoli, manifesto sociale del cattolicesimo politico negli anni ‘40) lancia il sasso: “Da una scintilla può nascere un gran fuoco. Non sia mai che si giunga a un possibile ricompattamento del mondo cattolico all’insegna del magistero sociale della Chiesa”.

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Ore 12 - Berlusconi "mostro" di Marcinelle o "interlocutore" per fare le riforme?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl paletto più a “sinistra” (e chi ne dubitava?) l’ha messo Paolo Ferrero.

“L’idea di fare le riforme costituzionali con Berlusconi - ha tuonato il segretario del Prc - è come dare un asilo nido in gestione al mostro di Marcinelle. Il Cavaliere è interessato soltanto alla propria impunità, perciò è inverosimile qualunque sincera ipotesi di riforma”.

E’, quello dell’”interlocutore” con cui confrontarsi per fare le riforme, un dilemma non di oggi.

Dilaniò la sinistra, e questa e i cattolici (popolari), nei primi anni del fascismo. E fu il “leit motiv” del Pci: per “stanare” la Dc, come possibile unirsi con Pietro Nenni (bollato dai comunisti come il “Rosso antico” che si ordinava al bar …) negli anni del primo Centro sinistra, o con il “venduto” Bettino Craxi che aveva cambiato pelle al Psi e osato cancellare Marx a favore di Proudon?

Ma il “diavolo” è meno brutto e cattivo di come lo si dipinge. E, a quei tempi, per decenni, il Pci poi si univa al Psi per governare gli enti locali (e non solo) e si accordava (spesso) con la Dc per fare le riforme (e non solo).

Oggi, il sasso nello stagno lanciato da D’Alema fa rumore e fa gridare … all’untore.

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D'Alema per "salvare" Berlusconi chiede aiuto a Togliatti. Ma il "migliore" non cadeva nell'inciucio ...

pubblicato da Massimo Falcioni

Tutti (o quasi) nel Pd (e non solo) gridano all’inciucio e attaccano Massimo D’Alema che, per “aprire a Silvio Berlusconi, ricorda niente meno il “Migliore”, alias Palmiro Togliatti.

Al di là delle buone intenzioni e al di là del gossip (patetico su tutti è Walter Veltroni), D’Alema commette un errore politico non da poco, scambiando l’effetto con la causa. Perché di fatto, il lider Maximo, “salvando” Berlusconi, intende preservare “questa” classe politica, tutta intera.

All’opposto, Togliatti partiva sempre (anche sull’art. 7 , sull’amnistia ecc.) dalla crisi del Paese che “ è in sostanza l’espressione del fallimento delle sue classi dominanti, le quali riconfermano le proprie incapacità di risolvere i problemi del rinnovamento e progresso nazionale”.

Quello era e quello resta il punto centrale: cioè il problema di un cambiamento di classi dirigenti e di guida politica.

Nel discorso di Bergamo ai cattolici (1963) Togliatti afferma che “Il partito muove e trascina forze reali, studia se e in quale modo siano possibili e con quali forze, una comprensione reciproca, un reciproco riconoscimento di valori e quindi un’intesa e anche un accordo per raggiungere fini che siano comuni in quanto siano necessari, indispensabili per la collettività nazionale e per tutta l’umanità”.

Altre … storie. E, evidentemente, altri uomini.

Clamorosa vittoria del referendum anti-minareti in Svizzera. Il 57,5% dice sì a vietarli per legge

pubblicato da Luca Landoni

È un risultato epocale, proprio perché ottenuto nel centro d’Europa e contro il parere di tutti i principali partiti della Confederazione. Secondo gli ultimi definitivi sondaggi, come riportato dal sito web della Blick Zeitung, gli svizzeri avrebbero chiuso la porta in faccia alla retorica dell’integrazione - secondo alcuni - o all’integrazione stessa secondi altri, con un imponente 59% di sì alla proposta del partito di destra Svp di vietare esplicitamente la costruzione di nuovi minareti.

    Aggiornamento ore 16,30:
    Risultato definitivo
    Sì 57,5%
    No 42,5%

L’esito è ancor più incredibile se si guarda al sondaggio pre-voto, che vedeva il 53% degli svizzeri contrari all’iniziativa, contro un 37% di sì e un 10% di astenuti. Ma non sempre i partiti hanno il polso della situazione, e a volte vengono clamorosamente sconfitti dall’opinione pubblica, che vive per strada tutti i giorni e non sempre ama farsi condizionare dal palazzo dorato dei privilegiati di stato.

Da notare che capofila del voto anti-islamico - sempre secondo i sondaggi - è stato il cattolicissimo Ticino, schieratosi compatto contro le istituzioni ecclesiastiche pro-minareti, da sempre avversate dal vulcanico leader della Lega Ticinese Giuliano Bignasca.

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Ore 12 - La settimana di "passione" del Pd: verso le primarie dei veleni e dei ricatti

pubblicato da Massimo Falcioni

altroParte la settimana di “passione” del Pd, settimana “storica” che si chiuderà domenica 25 ottobre con le primarie e (forse) con l’incoronazione popolare del nuovo segretario del partito.

I tre candidati Franceschini, Bersani, Marino arrivano all’appuntamento ringhiosi, con la bava alla bocca. Non hanno fatto fare un passo avanti al Pd, sempre più accartocciato su se stesso, “fuori” dal confronto politico sui problemi reali del Paese. Un partito in stato confusionale, non sa davvero più cos’è e cosa sono, specie sul territorio, i suoi dirigenti e i suoi militanti.

Lo dimostrano gli ultimi fatti inquietanti, specie al Sud. Franceschini e Marino a testa bassa contro Bersani su Campania e Calabria (partito pro ex ministro) con accuse di brogli e tessere false. D’Alema, pro Bersani, risponde che in Sicilia (a favore di Franceschini), è peggio che altrove. Il Pd è in un buco nero e le eccezioni confermano la regola.

Insomma, la sfida delle primarie si prepara fra veleni e insulti incrociati fra i candidati e i rispettivi supporter. La spada di Damocle resta la “scissione”: auspicata da molti ma temuta da tutti.

Se vince l’ex comunista Bersani, ripetono sempre più apertamente i cattolici, il Pd diventa il partito di D’Alema, il comunista (secondo costoro), senza “ex”. Quindi, parola di Beppe Fioroni, “non è più quella la nostra casa”. Non c’è solo Rutelli con le valigie in mano. Molti i “popolari” delusi e stanchi di essere sopportati e di vivere da “separati in casa”.

Ma, alla fine, le minacce di abbandono si tramuteranno in bolle di sapone. Il motivo? La paura di rimanere “orfani”, il terrore di perdere quel po’ di potere rimasto. Meglio un letto di frasche che dormire all’addiaccio.

Lepagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Avvenire: premier tracotante. Voto + 8. Il quotidiano dei vescovi torna all’attacco contro il premier: “La messa in mora di uno stile sobrio ha causato alla Chiesa disagio, mortificazione e sofferenza”. E i cattolici stanno a guardare …

Silvio Berlusconi: vita da boss. Voto – 9. Il fidatissimo Emilio Fede scende da un aereo di Stato in Costa Smeralda e il Cav in accappatoio attende da uno scafista aspiranti “meteorine”. Vita da premier o vita da boss?

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: pressing Cei. Voto – 8. La Chiesa sempre più in campo contro Premier e governo: sulla questione morale (no al libertinaggio) e sulle badanti (sì a una sanatoria). Voto dei cattolici addio? Da oggi il Cav è nel bivio del G8. O sale o scende.

Governo: braccio di ferro. Voto – 8. E’ scontro aperto nel governo sul ddl sicurezza. Dopo il “no” del sottosegretario Giovanardi, Maroni va contro La Russa. Il ministro dell’Interno: “Chiunque lavori in nero è clandestino. Nessuna sanatoria”. Volano stracci.

Il PD ha scelto la collocazione europea, entrerà nel PSE. Mugugni dai cattolici.

pubblicato da G.L. Barone



Potrebbe sembrare il solito “colpo al cerchio e colpo alla botte” ma, a ben guardare, l’intesa tra Franceschini e Martin Schulz per l’ingresso del PD nel PSE rischia di essere molto di più.

Certo, il nuovo gruppo avrà, probabilmente, un nome più altisonante “Alleanza dei socialisti e dei democratici” che dovrebbe garantire i più moderati del PD, ma la sostanza sembra un’altra.

A guardarla bene, l’intesa con il leader dei Socialisti Europei, ha tutta l’aria di una sconfitta per il segretario del PD. Una sconfitta nei confronti di quella parte del suo partito che, fin dalla notte dei tempi, ha continuato a vedere il PD non come qualcosa di nuovo - come una forza riformista simile ai democratici Americani e lontana dall’ideologia socialista - ma come l’opposto, l’ideale continuazione della transizione tra PC, PDS, DS.

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