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Istat: salari giù, prezzi su

pubblicato da il passator cortese

Il premier Mario Monti rassicura sulla “fase due”, già partita e, si spera di segno ben diverso della “fase uno”, vero e proprio martello sul capo degli italiani.

“La situazione è seria, preoccupante, per le famiglie in particolare, per i giovani ma anche per gli anziani”. Parole dette oggi dal presidente della Cei, Cardinale Angelo Bagnasco. Già. In attesa di vedere cosa ci riserva la nuova … era, gli ultimi dati Istat sono sconsolanti. Prendiamo da Affaritaliani.it.

Le retribuzioni contrattuali orarie hanno segnato una crescita tendenziale dell’1,5% a novembre, la piu’ contenuta dall’ottobre 2010. Su base mensile l’indice è rimasto invariato per il secondo mese consecutivo. Su base annua, la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,5%) e il livello d’inflazione (+3,3%), ha toccato una differenza pari a 1,8 punti percentuali. Si tratta del divario più alto almeno dal 1997, che aggiorna il precedente ‘record’. Nella media del periodo gennaio-novembre 2011 l’indice è cresciuto dell’1,8% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a novembre presentano gli incrementi maggiori rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%).

Tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, registrano, invece, variazioni nulle. Alla fine di novembre 2011 - si legge ancora nella nota - i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6% degli occupati dipendenti e al 63,1% del monte retributivo osservato. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell’economia e del 10,7% nel settore privato.

L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media, di 23,9 mesi nel totale e di 26,6 mesi nell’insieme dei settori privati. L’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce a dicembre da 96,1 a 91,6. Il peggioramento è diffuso a tutte le componenti ed è particolarmente marcato per il clima economico generale, con il relativo indice che passa da 83,1 a 77,2. L’indicatore relativo alla situazione personale degli intervistati scende da 101,6 a 97,3. Ci basta, per adesso.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Sabina Began quasi romantica a Vanity Fair: “Berlusconi mi ha fatto sentire una vera donna. Tra noi non c’era solo sesso, ma poi le altre lo hanno rovinato”. L’ape regina dice di essere stata ipnotizzata dal capo del governo…un po’ come è accaduto ad alcuni milioni di italiani. Silvio, mi Ruby il cuor

E ieri pare che il Cav abbia un po’ appianato con Tremonti, smussando qualche spigolo di incomprensione. Quanto durerà? Nella maggioranza si calmeranno i detrattori del ministro del Tesoro? Un’altra bega(n) da cortile

Si rifà viva Cicciolina che vuole fondare un nuovo partito e diventare sindaco di Monza. Toh, chi si rivede. A volte pornano

Bagnasco rincara la dose e i vescovi precisano: “Parla a nome di tutti noi”. Per il Cav è proprio finita. Non Cei trippa pe’ gatti

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La Conferenza Episcopale Italiana: l'Italia, un "Paese senza classe dirigente"

pubblicato da Alessandro

Piazza San Pietro

Dal 14 al 17 ottobre 2010 avrà luogo a Reggio Calabria la quarantaseiesima Settimana sociale dei cattolici italiani sul tema “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’Agenda di speranza per il futuro del Paese”.

Edoardo Patriarca, Segretario del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, ha anticipato ieri, in un’intervista a Radio Vaticana, alcuni contenuti del documento base degli incontri programmati: si discorre di un Paese “senza classe dirigente, senza persone che per ruolo politico, imprenditoriale, di cultura, sappiano offrire alla nazione una visione, obiettivi condivisi e condivisibili”.

Patriarca ha affermato, inoltre, che “questo è il tempo per una chiamata alla responsabilità per il laicato cattolico” e che “questa responsabilità ce la dobbiamo assumere, altrimenti rischiamo davvero non tanto di essere irrilevanti ma di compiere un peccato di omissione verso il bene comune”. Parole molto dure, che rappresentano con estremo realismo la condizione politico-culturale del nostro Paese. Ma nelle quali non ci si può non riconoscere se si guarda alla classe dirigente e allo stato delle nostre istituzioni con un minimo di onestà intellettuale.

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Silvio Berlusconi: il play-old che piace al Vaticano di don Luigi Verzé

pubblicato da Giovanni Molaschi


L’anno scorso, in questi giorni, Dino Boffo dalle pagine di Avvenire, il quotidiano della CEI che dirigeva prima di essere travolto da uno scandalo, criticava la condotta morale di Silvio Berlusconi.

Il Premier, all’epoca, era reduce dalla richiesta di divorzio fatta, attraverso la stampa, da Veronica Lario che come altri non aveva digerito i pettegolezzi che erano stati fatti sulla partecipazione dello stesso Silvio Berlusconi alla festa di compleanno di Noemi Letizia.

Il Vaticano, che sovente, si occupa della vita politica dell’Italia in alcune occasioni avevo persino preso le distanze dal Presidente del Consiglio tanto che Gianni Letta durante un incontro pubblico con il cardinal Tarcisio Bertone dovette sostituire lo stesso Silvio Berlusconi.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Antonio Di Pietro: intruffolato. Voto 5. Il leader dell’Idv mette il naso nel Pd, invitando Bersani “a fare piazza pulita dei notabili del partito”. L’ex Pm vede la pagliuzza nell’occhio altrui e non la pietra nei suoi.

Umberto Bossi: smosciato. Voto 4. Altolà della Cei sul federalismo che “riproduce il centralismo senza far crescere responsabilità e dimenticando i pregi del principio di sussidiarietà”. Sos Viagra per il Senatur.

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Elezioni Regionali 2010: il card. Angelo Bagnasco contro i candidati pro aborto

pubblicato da Giovanni Molaschi

Questa ultima settimana di campagna elettorale sembra essere dettata da un unico, e criticabile, comandamento: proponi al prossimo tuo qualcosa che con le elezioni regionali abbia poco a che fare.

A mettere in pratica tale dogma, oltre Silvio Berlusconi (che si dice pronto a sconfiggere il cancro), anche gli esponenti del Vaticano ignari evidentemente che l’appuntamento elettorale è locale per tanto meno ideologico di quello nazionale.

Il card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha invitato gli elettori a votare i candidati che non difendano l’aborto su cui esiste una normativa nazionale valida per tutte le regioni.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Dal palco di San Giovanni il premier moltiplica pani, pesci e manifestanti. Promette guarigioni miracolose dal cancro, resuscita Palese (“alzati e cammina”) e annuncia la svolta presidenzialista. C’è da scommetterci: se e quando sarà al Colle, allevierà anche i dolori di chi soffre di prostata ed emorroidi. Quiri(a)nale

Sembra che il governo stia studiando un decreto interpretativo per i numeri dati dalla questura di Roma sulla manifestazione Pdl di sabato scorso. In pratica, secondo il testo, ogni unità reale va moltiplicata per sette. Nel caso di cortei dell’opposizione e della Cgil, l’unità rilevata va invece divisa per due. Pi(a)zza Connection

Un nuovo caso Cucchi all’orizzonte? Sospetti (concreti) sui carabinieri di Varese e intanto risuona assordante il silenzio del ministro La Russa, che dell’Arma è il primo responsabile. C-Arma olimpica

Berlusconi elogia il Papa sul tema pedofilia e nel frattempo i vescovi si schierano contro il voto pro-aborto. Pura coincidenza? Polvere eravamo e Polverini ritorneremo

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Elezioni Regionali 2010: la CEI contro Emma Bonino

pubblicato da Giovanni Molaschi



Attorno al dibattito politico si sta imponendo uno strano modo di ragionare. Chi è al centro di uno scandalo, e in questi mesi non sono certo mancati gli eventi di dubbio gusto, tenta di dispensare morale a chi concettualmente potrebbe essergli contro.

Malgrado quanto successo a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire costretto a dimettersi grazie ad una probabile segnalazione fatta dal direttore dell’Osservatore Romano a Vittorio Feltri, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attacca duramente Emma Bonino.

Ci sta che alla chiesa le posizioni laiche, e contemporanee, dell’esponente radicale non piacciano. Quel che colpisce è il distinguo che viene fatto dalla candidata del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà.

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Scandalo Boffo. L’Ordine dei giornalisti contro Vittorio Feltri

pubblicato da Giovanni Molaschi



C’è stato un momento, subito dopo lo scandalo riguardante Dino Boffo ma prima di quello di Piero Marrazzo, in cui ci si domandava spesso chi sarebbe stata la prossima vittima mediatica dell’allora neodirettore del Giornale Vittorio Feltri a causa del quale il direttore dell’Avvenire dovette dimettersi.

Ebbene. Secondo quanto riportato dal Fatto il giornalista avrebbe appeso l’uniforme da agente segreto per evitare ulteriori problemi con l’Ordine dei giornalisti di Milano che proprio in seguito agli articoli pubblicati dal Giornale contro Dino Boffo ha avviato un’inchiesta su di lui.

Oltre a giustificarsi per quanto successo la scorsa estate Vittorio Feltri dovrà rispondere del lavoro che per lui fa Renato Farina. Irradiato dall’Albo per via delle mazzette prese dal Sismi l’agente Betulla (così è soprannominato il giornalista) continua a pubblicare i propri pezzi sul Giornale.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Roberto Saviano: scrittore candidato. Voto + 9. Da più parti a sinistra si spinge perché Saviano si candidi alla presidenza della Regione Campania: una “necessità civile”. Servono buoni scrittori e buoni politici. C’è incompatibilità?

Cei: mafiosi out. Voto + 9. Nuovo appello dei vescovi italiani: “I mafiosi sono automaticamente fuori dalla Chiesa, non servono scomuniche”. Nel maggio 1993 nella Valle dei Templi, Giovanni Paolo II tuonò: “convertitevi!”. Forte e chiaro.