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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Il SuperCav – che non sa nemmeno nascondere le scorie della sua vita sessuale – si dà intanto al nucleare, pensa alle nuove centrali e dice: “Sull’energia siamo in ritardo, ma ora stiamo lavorando per recuperare il gap”. Protone d’esecuzione

Il Superpremier commenta sottovoce con i suoi il progetto di legge che vieta l’uso di alcolici ai minori di 16 anni: “Io incoerente se favorevole? Ma no, Noemi ormai ha superato i 18. E poi non c’è bisogno di farla bere per farle fare certe cose…”. No Martini, no papi

Bersani (Pierluigi, non Samuele) si inalbera contro Beppe Grillo e, involontariamente, cita il corrosivo Rino Gaetano: “Noi siamo un partito serio”. Nuntereggae più

Il congresso è ancora lontano ma già i maggiorenti del Pd si accapigliano su tutto. Ultima frontiera dello scontro è il voto omosessuale. Marino andrà al gay village, Bersani ha accettato l’invito, San Franceschini deciderà pacatamente e serenamente. Intanto i teodem protestano. La Binetti ha fatto sapere che se Marino dovesse divenire il segretario del Pd, lei uscirà dal partito ed entrerà nelle Carmelitane scalze. Caduti in basso(lino)

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Stasera a Report: l'eredità del nucleare

pubblicato da Luca Landoni in: Stasera in TV

Questa sera Report torna ad occuparsi di un problema passato un po’ in secondo piano in seguito ai clamori suscitati dalla Riforma Gelmini e la firma finora negata del contratto Cai-Alitalia. L’argomento scelto dalla conduttrice Milena Gabanelli è il nucleare, tornato in auge da qualche tempo dopo l’annuncio di Berlusconi di voler riavviare le centrali esistenti e costruirne di nuove.

Gli argomenti contrapposti sono sempre gli stessi. Da una parte si lamenta il rincaro dell’energia a causa dell’importazione forzata, magnificando la sicurezza e il basso impatto ambientale del nucleare. Dall’altra si evoca sempre lo spauracchio del disastro a la Chernobyl e si sottolinea il fatto che le centrali che andremmo a costruire sarebbero figlie di una tecnologia già vecchia poiché ormai è allo studio la quarta generazione di impianti.

Più che sul dibattito in sé, Report porrà tuttavia l’accento sulla situazione dei residuati, ovverossia i rifiuti radioattivi (barre di plutonio, grafite, uranio, torio) rimasti sul territorio in discariche a volte fatiscenti ed eternamente provvisorie. Ricorderete la telenovela di Scanzano Jonico, tragicamente simile alle recenti proteste sui rifiuti nel napoletano, e le promesse da mercante del governo Berlusconi che di fatto non è mai riuscito a individuare e realizzare un sito alternativo (ma non è che Prodi abbia contribuito granché a risolvere il problema).

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Stefania Prestigiacomo: pro ambiente. Voto + 9. Sono 15 i primi decreti firmati dal Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo per progetti e opere del settore energetico e dello smaltimento rifiuti. Fra gli altri, due centrali termoelettriche (Carbonara Po e Presenzano), due piattaforme polifunzionali per lo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi, due rigassificatori (Gioia Tauro e Melilli), un metanodotto (Enna-Montalbano Elicona), un deposito di stoccaggio di gas naturale (Montenero di Bisacce). Si è così rimesso in moto l’iter delle autorizzazioni “Via” (valutazioni di impatto ambientale). Fra bla bla e proteste, finalmente i fatti. Poco? Meglio di niente.

Claudio Scajola: ci ricasca. Voto – 9. Non c’è due senza tre. Basta aspettare. Intanto siamo alla seconda pesante gaffe di Scajola (la prima sei anni fa quando definì “rompicoglioni” Marco Biagi) che in occasione dell’inaugurazione della centrale elettrica di Torrevaldaliga Nord ha esordito: “Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro”. Il riferimento alla perdita di vite umane come effetto collaterale sopportabile è grave. Specie se a farlo è un ministro che dovrebbe conoscere il valore delle parole e quindi misurarle. L’altra gaffe gli costò la carica di ministro dell’Interno …

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Claudio Scajola e le centrali nucleari:"Avremo bollette più leggere"

pubblicato da V. in: Uncategorized

Continua la querelle sul nucleare, continua Claudio Scajola, di cui anche se non c’entra nulla non possiamo dimenticarci memorabili perle come questa che ci ricorda Repubblica: il Ministro per lo Sviluppo ha infatti promesso “bollette più leggere” ai comuni che ospiteranno le centrali nucleari sul loro territorio.

In Italia purtroppo non è così facile far passare qualcosa di molto emotivo (o forse si, è anche così facile farlo passare) però possiamo dare un’occhiata a come si procede in altri paesi in Europa dove il nucleare è tranquillamente - più o meno - sopportato.

Qui sopra potete vedere un video interessante, si intitola “Tourisme nucleaire en France”. Date un’occhiata a dove si trovano le centrali, e rispondete: voi sareste tranquilli ad averne una nel vostro comune?

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Centrali nucleari entro il 2013: lite tra Rubbia e Veronesi

pubblicato da V. in: Dichiarazioni Mediaticamente Interni

La settimana scorsa le parole di Claudio Scajola avevano riempito le prime pagine dei giornali: si parlava, a detta di molti, in maniera un pò ottimistica, di ricostruire centrali nucleari entro la fine della prossima legislatura. Ora a parlare - e a scontrarsi - sono due pesi massimi della ricerca scientifica, l’oncologo Umberto Veronesi e il premio Nobel Carlo Rubbia. Cosa è successo tra i due? E’ presto detto.

Umberto Veronesi nell’ultimo anno ha manifestato più volte il suo favore per un ritorno all’energia nucleare; lo ha fatto in tempi non sospetti. Lo ha confermato settimana scorsa dopo le dichiarazioni di Scajola. Rubbia ha risposto a distanza:”Rispetto Veronesi come uomo e come scienziato, ma lasci il nucleare a chi ha passato anni a studiarlo”.

A distanza di giorni ancora a molti sfugge che non debba essere un politico, nè un oncologo, nè un fisico delle particelle, a parlare di questo genere di cose. Ma in via teorica sarebbe carino ci fosse un fisico nucleare, piuttosto che un ingegnere a spiegarmelo. No, un oncologo. Per carità, uomo di scienza. Ma è come se chiedessi a un idraulico di spiegarti come funziona il servosterzo della Punto.

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G8 dei Ministri dell'Ambiente a Kobe: entro il 2050 il gas serra sarà dimezzato?

pubblicato da V. in: Dichiarazioni Esteri

PrestigiacomoStefania Prestigiacomo è a Kobe per il meeting dei ministri dell’ambiente degli otto paesi più industrializzati del globo. La dichiarazione fondamentale che viene fuori da questo incontro, è che entro il 2050 l’intenzione è quella di dimezzare i gas serra. Si proprio quelli che fanno tanto global warming, proprio quelli di cui Luca Mercalli a “Che tempo che fa” è acerrimo nemico.

I ministri dell’ambiente del G8 riuniti in Giappone hanno espresso oggi la loro «volontà politica» di andare verso una riduzione di metà delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050. L’annuncio dei dirigenti dei principali paesi sviluppati non ha al contrario fissato obiettivi di riduzione per il 2020.

Bene. Speriamo. Speriamo. Voi ci credete? Posso dirlo? Per me sono parole al vento. Come quelle sulle centrali nucleari, come molto di quello che stiamo sentendo in questi giorni. Come tutto quello che si disse ai tempi sul protocollo di Kyoto. Leggete cosa si diceva qualche anno fa a riguardo.

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Claudio Scajola e le centrali nucleari in cinque anni: perchè sono parole al vento

pubblicato da V. in: Dichiarazioni Il fatto della settimana

Ieri la notizia è esplosa - perdonate il calembour - e noi vi abbiamo prontamente informato a riguardo. Ora però forse è il caso di mettersi a pensare un attimo. Claudio Scajola ha promesso che il primo mattone delle nuove centrali nucleari verrà posto entro la fine della legislatura, ovvero nei prossimi cinque anni. Sarà dura. Molto dura. Vi spiego perchè.

I tempi per costruire una centrale nucleare non sono esattamente quelli necessari a tirare su un muretto a secco. Pensate che solo per costruire un rigassificatore, qualcosa di molto più semplice, ci sono voluti dieci anni. Qui si parla di centrali nucleari in appena cinque anni. Prima cosa: sarebbe necessario “svuotare” il referendum del 1987. E fin lì anche molti costituzionalisti sostengono che non ci siano problemi.

Poi, come spiega oggi Maurizio Ricci, su La Repubblica, ci vogliono circa otto anni per arrivare al primo mattone, e questo in paesi più avanzati dal punto di vista del know-how atomico, come la Finlandia - uno dei due paesi che ha continuato a costruire centrali dopo il disastro di Chernobyl - per esempio. Otto anni. In Finlandia. Pensate alla spazzatura di Napoli. Pensiamo da noi.

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